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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Chimica per il restauro  ›  solfatazioni Moderatori: Adamantio
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solfatazioni  (attualmente 4,203 viste) Print
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imma
Giugno 1, 2009, 8:42am Report to Moderator
studente in restauro
Nuovo utente
Posts: 7
salve e buongiorno a tutti.....volevo sapere qualcosa in più riguardo alla pulitura dei sali deliquescenti....e in particolare  mi interessava l'uso del bario per il consolidamento a causa delle solfatazioni.grazie a tutti. imma moli
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fel
Giugno 1, 2009, 11:30am Report to Moderator
collaboratore restauratore
Utente anziano
Posts: 79
E' un pò lunga da spiegare!
Si chiama metodo Ferroni...sicuramente lo trovi anche su internet


Valentina Coppetta
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imma
Giugno 1, 2009, 11:43am Report to Moderator
studente in restauro
Nuovo utente
Posts: 7
ok grazie mille.....
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ALESSANDRO FIGUS
Giugno 10, 2009, 6:34pm Report to Moderator
Utente recente
Posts: 12
ll metodo innovativo Ferroni-Dini (metodo del bario), di consolidamento di manufatti a base di calce (come affreschi, dipinti murali, stucco forte) consiste nell'applicazione sulla superficie delle opere che presentano distacchi di materiale pittorico o disgregazione superficiale, di dispersioni alcoliche di particelle di idrossido di calcio Ca(OH)2 di dimensioni nanometriche. Già nello studio a lungo termine degli effetti del metodo, gli stessi ideatori si sono resi conto che a distanza di anni dal restauro gli affreschi riprendono colori più brillanti e la compattezza originale. L'ipotesi più verosimile per spiegare il fenomeno è che l'idrossido di bario applicato in forte eccesso, per eliminare il solfato d'ammonio, reagisce con il carbonato di calcio secondo la reazione: Ba(OH)2 + CaCO3  BaCO3 + Ca(OH)2 L'idrossido di calcio così formato può iniziare un nuovo processo di presa con il biossido di carbonio e consolidare i primi strati pittorici. D'altra parte il metodo del bario, pur dando ottimi risultati nei confronti del degrado da solfatazione, non mostra la stessa efficacia come consolidante perché il carbonato di calcio che si forma per le reazioni che induce, si comporta da riempitivo e non da legante, mentre l'altro sale che si ottiene, il carbonato di bario (BaCO3), non ha le stesse dimensioni cristalline del carbonato di calcio. Per questo la ricerca è stata indirizzata verso l'uso come consolidante, di idrossido di calcio e verso lo studio della tecnica più efficace per la sua applicazione alle superfici di opere d'arte. Il metodo è conforme all'impostazione del restauro nel rispetto della natura originale dei materiali usati dall'artista. Poiché utilizza, per il consolidamento, la stessa procedura dell'indurimento all'aria delle malte; detto proprio processo di presa. Inoltre non introduce sulla superficie dell'opera cristalli di dimensioni diverse rispetto all'originale. Problematiche del metodo: la procedura non può essere eseguita con idrossido di calcio commerciale perché questo composto è poco solubile in acqua (molto meno che l'idrossido di bario), quindi le sue soluzioni hanno una concentrazione troppo bassa per essere efficace. Alcuni ricercatori del Consorzio per lo Sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase, che ha sede presso il Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze, hanno brevettato un metodo di preparazione di dispersioni alcoliche in 1-propanolo o in 2-propanolo di particelle di idrossido di calcio di dimensioni nanometriche, preparate per precipitazione a caldo da cloruro di calcio e idrossido di sodio. Il metodo di formazione del precipitato di idrossido di calcio, permette la formazione di tanti nuclei microcristallini che, dispersi in propanolo, formano dispersioni stabili, a differenza che in acqua. La dimensione delle particelle e la stabilità della dispersione è fondamentale per un assorbimento efficace e per evitare la formazione di velature bianche sulla superficie pittorica. Attività di progetto Gli studenti del Corso Chimica dell'ITI-IPIA "Leonardo da Vinci" hanno sintetizzato le nanoparticelle di idrossido di calcio secondo due metodi riportati in letteratura, e ne hanno sviluppato l'applicazione su un materiale sul quale non era mai stato testato, lo stucco forte veneziano. Inoltre hanno simulato in laboratorio il degrado di superfici a base di malte preparando formelle a diversa percentuale di legante e materiale inerte, e su di esse hanno testato il consolidante da loro sintetizzato.

Affreschista Conoscitore Tecniche del Restauro
                   Alessandro FIGUS

              alessandro-figus@libero.it
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Adamantio
Giugno 12, 2009, 11:10am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
ll metodo innovativo Ferroni-Dini (metodo del bario), di consolidamento di manufatti a base di calce (come affreschi, dipinti murali, stucco forte) consiste nell'applicazione sulla superficie delle opere che presentano distacchi di materiale pittorico o disgregazione superficiale, di dispersioni alcoliche di particelle di idrossido di calcio Ca(OH)2 di dimensioni nanometriche. [...]


Mi sembra che hai fatto un po' di confusione tra metodo del bario (Ferroni - Dini) e consolidamento con nanocalci.

Si tratta di due metodi molto diversi che si sono sviluppati in tempi altrettanto diversi.



Onde evitare lunghe digressioni allego la parte generale di un lavoro svolto dal dott. Alessandro Bazzacco presso Adamantio.

Alessandro Bazzacco è docente di Tecnologie dei Materiali ed è un utente di questo forum (in passato ha anche collaborato come moderatore). Il testo che ha scritto è molto chiaro e può sicuramente rispondere in modo esaustivo alla domanda posta in questo thread.

per scaricarlo basta eseguire un doppio click sul nome del file.




Allegati: metodo_del_bario_5287.pdf
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Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

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