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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  Regole di comportamento Moderatori: cinnabarin
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Regole di comportamento  (attualmente 7,940 viste) Print
3 Pagine 1 2 3 » Tutti Raccommanda Thread
Dario Taras
Luglio 22, 2009, 5:34pm Report to Moderator
Restauratore ligneo?
Utente anziano
Posts: 51
Location: Specchia (LE)
Salve ragazzi legnaioli e non......visto l'inbteresse che ci accomuna verso il restauro del legno e relativi prodotti da usare per restaurarlo......perchè non cercare di fare un vademecum sul comportamento da tenere in presenza di tali Beni, cercando di elencare quanbtomeno le metodologie di intervento e se possibile i prodotti da usare che secondo le nostre esperienze si sono rivelati validi....potremmo così iniziare a fare un pò di chiarezza oltre che standardizzare gli interventi......Saluti Dario
P.S. La cosa potrebbe essere interessante anche per eventuali scanbi e collab. future tra noi restauratori.


Dario Taras
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alessandro macuz
Luglio 22, 2009, 10:10pm Report to Moderator
lucidatura arredi lignei
Utente anziano
Posts: 211
Location: venezia
molto interessante come idea,come pensavi di poterla attuare??e non ci si potrebbe anche aggiungere una specie di manuale merkel relativo agli "antidoti" per sverniciatore, e altri prodotti pericolosi????
CIao a tutti


Alessandro Macuz
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cinnabarin
Luglio 22, 2009, 10:45pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
Ma quelli già ci sono!!!! i solventi pericolosi solo di qualità per per analisi a purezza certificata 99,9° , mentre acetone, alcool e esteri (acetato di amile escluso) possono essere impiegati quelli comuni, senza grossi rischi, basta non esagerare ed areare bene il locale.
Aromatici solo in casi eccezzionali (forse sul legno no ma per le policromie ogni tanto servono)  Diluente nitro\sverniciatiore\dmf\ butil ammina e piridina \  essenze di petrolio non dearomatizzate ed acque ragie varie possono essere sostituiti senza rimpianti da altri prodotti, oramai senza grosso aumento della spesa, anzi risparmiando sui filtri per le maschere.

Và bene la condivisione dei metodi è un pò nello spirito del forum credo...


roberto bestetti
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DELFI MERLO
Luglio 23, 2009, 7:35am Report to Moderator
liutaio
Utente recente
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Location: milano
Citato da Dario Taras
Salve ragazzi legnaioli e non......visto l'inbteresse che ci accomuna verso il restauro del legno e relativi prodotti da usare per restaurarlo......perchè non cercare di fare un vademecum sul comportamento da tenere in presenza di tali Beni, cercando di elencare quanbtomeno le metodologie di intervento e se possibile i prodotti da usare che secondo le nostre esperienze si sono rivelati validi....potremmo così iniziare a fare un pò di chiarezza oltre che standardizzare gli interventi......Saluti Dario
P.S. La cosa potrebbe essere interessante anche per eventuali scanbi e collab. future tra noi restauratori.


Nel mio mestiere, il liutaio, l'intervento con prodotti non naturali (voglio escludere i colori e le vernici per il ritocco), è abbastanza raro. Il restauro sugli strumenti musicali a corda (devo essere preciso perchè le classi degli strumenti sono diverse), cioè ad arco, di cui mi occupo, e a pizzico (mandolini, chitarre, liuti e moltissimi altri), è rivolto alle rotture, a spostamenti o cedimenti del legno, alla sostituzione o rimessa in funzione di alcune parti destinate all'utilizzo musicale. Oltre naturalmente alla pulitura e lucidatura dello strumento. Ecco, proprio la pulitura comporta l'utilizzo di sostanze anche chimiche. I tipi di sporco sono quasi sempre gli stessi: la colofonia per gli strumenti ad arco, che si asporta con un tipo particolare di benzina, e la polvere mista a sudore per tutti i tipi di strumento, che io asporto con sapone neutro strofinando con un bastoncino ricoperto di cotone. Si utilizza nella pulitura delle crepe, di solito, acqua calda, sapone neutro e se la rottura è troppo scura, o colorata in un intervento precedente,come ultima spiaggia, l'acqua ossigenata. Che però ha il pessimo difetto di sbiancare anche la vernice attorno ai bordi della rottura.
Lo strumento ad arco è ricoperto dalla vernice colorata, che è parte integrante dello strumento stesso, e per questo motivo non va mai asportata. Anzi, poichè si ritiene fondamentale mantenere l'integralità dello strumento, tutti gli interventi necessari sono programmati per evitare di togliere anche pochissima vernice.
L'utilizzo di prodotti di cui non sia certo il comportamento, è da escludere. Le zone che non sono in vista e sulle quali si possa effettuare una prova, sono solo due sul violino, (ma non per questo si ha la totale libertà di azione). Sugli strumenti a plettro, non ci sono neanche quelle. Saluti


delfi merlo
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valesignoriello
Luglio 23, 2009, 8:46am Report to Moderator
Utente recente
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ciao, io finendo adesso l'accademia ti dico che pubblicazioni ce ne sono anche se non molte. Riguardano soprattutto leedizioni fatte dall'opificio su questi beni...


Signoriello valentina
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Dario Taras
Luglio 23, 2009, 6:50pm Report to Moderator
Restauratore ligneo?
Utente anziano
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Location: Specchia (LE)
e allora avanti.......io chiamerei in causa il moderatore...per aiutarci sul da farsi......partirei con i metodi usati per i saggi di pulitura e poi via via.....


Dario Taras
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cinnabarin
Luglio 23, 2009, 10:00pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
io partirei con una riflessione di metodo invece: perchè pulire? che cosa pulisco? solo dopo aver capito questo posso entrare nel merito del "con che cosa pulisco" .


roberto bestetti
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cinnabarin
Luglio 23, 2009, 10:09pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
Scusate se devio dalla pulitura per un attimo, ma approfitto della presenza del liutaio per fare una domanda che mi ronza da diverso tempo. Sapevo del grande rispetto verso la vernice che si applica nel restauro degli strumenti musicali; rispetto che nel mobile non ho quasi mai riscontrato. MI sono sempre chiesto, ne dettaglio quali fossero i metodi impiegati per il trattamento delle lacune di vernice ove consunta o lacunosa, e se si conoscano interventi localizzati e quali sono o se si preveda comunque una riverniciatura totale.

Citato da DELFI MERLO

Ecco, proprio la pulitura comporta l'utilizzo di sostanze anche chimiche. I tipi di sporco sono quasi sempre gli stessi: la colofonia per gli strumenti ad arco, che si asporta con un tipo particolare di benzina, , sapone neutro  i


sono curioso sul tipo particolare di benzina e sul sapone neutro, puoi indicare dei nomi? parli di Ligroina e di TWEEN 20 o anche di altri materiali?


roberto bestetti
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DELFI MERLO
Luglio 23, 2009, 11:24pm Report to Moderator
liutaio
Utente recente
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Location: milano
Il sapone neutro è TRITON e lo trova da Kremer Pigmente. Il tipo di benzina, e spero di non dire una sciocchezza indicandolo come tale, è lo xilene.
Per il primo quesito riguardo le lacune di vernice. Parlo del violino: in alcune zone dove avviene il contatto con il corpo, la vernice viene asportata e il legno rimane scoperto. Sulla fascia superiore alcuni mettono una pellicola per proteggere il legno. Io intervengo aggiungendo pochi strati di gommalacca TN, che verrà a sua volta asportata e sarà reintegrata ancora. Piuttosto di mettere lo scotch sono disposto a imitare Sisifo. Il manico (la parte che viene impugnata, non comprende il riccio) invece non viene proprio verniciato, poichè lo sfregamento annullerebbe subito il leggero film di vernice. Solo in questa zona uso colorare il legno e proteggerlo con olio di lino cotto. Altre zone, dove si appoggiava il mento, ma ora non si usa più, può bastare una leggera lucidatura con il tampone. Tenga presente che le vernici utilizzate dai liutai sono state, e sono tuttora oggetto di studio e che hanno sempre generato un fascino grazie proprio al loro mistero. Asportarle sarebbe come togliere il colore ad un dipinto. non le pare? Può accadere di dover ritoccare un'aggiunta di legno dovuta ad un restauro: in questo caso tendo a distrarre l'occhio imitando il colore. Distolgo l'occhio, non l'indagine con la lampada di Wood. Ma non vorrei allargare il discorso. Saluti


delfi merlo
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cinnabarin
Luglio 24, 2009, 8:41am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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triton= triton x-100?     il tensioattivo che compariva anche nei resin-soap di Wolbers prima ricetta?    non sò se lo xilene non si possa definire una benzina, in genere è definito aromatico.

però allarghiamolo il discorso che si fà interessante:
Si capisco benissimo il problema ed una delle cose che cerco di fare, anche poco velatamente, è di allargare il rispetto per le vernici anche ai  mobili e manufatti lignei.
Ho sempre pensato al manufatti lignei verniciati come ad un opera d'arte la cui pellicola pittorica è la vernice. in realtà gran parte dell'effetto e dato dal legno e dai suoi trattamenti tra cui la vernice, ma non ultima in importanza perchè è quella che definisce, molto spesso il colore, e la lucentezza dell'oggetto, quindi l'aspetto finale dell'opera.
Mai aspotare, perchè asportare equivale a distruggere: però la critica che spesso mi viene mossa è che davanti a casi gravi di alterazione, davanti a fenomeni di distacco generalizzato o di altre casistiche sempre catastrofiche, non si può fare altro che sverniciare.
Per esempio esistono nel campo del mobile e sono paraticate  anche diciamo delle "vie di mezzo":
reforming\ rebrillantatura\repolishing con il tripoli polverizzato, risaturazione.
Mi chiedevo se vengono applicate su violino.
Ma il caso  più simili di danneggiamenti sono forse i danni da urto, il distacco di vernice con gradino, cioè una vera e prorpia lacuna delimitata non un abrasione e il sollevamento (?) del film di vernice. come si interviene su queste problematiche.
Perchè qualche soluzione esiste, forse più applicabile su piccoli oggetti...


roberto bestetti
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Dario Taras
Luglio 24, 2009, 7:57pm Report to Moderator
Restauratore ligneo?
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Il discorso si fà interessante...specialmente se lo trasportiamo su dei mobili intarsiati dove alcune volte la cromia delle tessere è data la gommalacca colorata....ecc. ecc. continuate vi prego .....


Dario Taras
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Dario Taras
Luglio 24, 2009, 8:19pm Report to Moderator
Restauratore ligneo?
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Location: Specchia (LE)
Citato da cinnabarin
io partirei con una riflessione di metodo invece: perchè pulire? che cosa pulisco? solo dopo aver capito questo posso entrare nel merito del "con che cosa pulisco" .


Giusta osservazione ma se ti trovi davanti ad un portone in queste condizioni....da dove parti?





Dario Taras
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Dario Taras
Luglio 24, 2009, 8:21pm Report to Moderator
Restauratore ligneo?
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porca miseria mi sa che la foto è troppo grande provo a ridimensionarla.....



Allegati: modifica_4828.jpg
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Dario Taras
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Dario Taras
Luglio 24, 2009, 8:22pm Report to Moderator
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Non riesco a moficarla.....ci rpoverò domani. saluti Dario


Dario Taras
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DELFI MERLO
Luglio 24, 2009, 8:32pm Report to Moderator
liutaio
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Location: milano
Si tratta effettivamente di TRITON X 100 COMPOSITION / INFORMATION ON INGREDIENTS
Glycols, polyethylene,mono((1,1,3,3-tetramethylbutyl) phenyl ether 9036-19-5 > 97 % Harmful if swallowed. Polyethylene-glycol 25322-68-3. Non so cosa ci sia scritto, ma è la descrizione del prodotto di Kremer.
Veniamo a sentieri più sicuri per i  miei piedi. I termini reforming\ rebrillantatura\repolishing con il tripoli polverizzato, risaturazione in liuteria non li ho mai sentiti. Non mi capita spesso di vedere vecchie vernici che si alzano. E' un fenomeno che è più facile riscontrare su strumenti nuovi, a causa del caldo nella custodia dove è deposto lo strumento: in questo caso tampono senza vernice, col tampone umido d'alcool. Lo sconsiglio a chi non sia sicuro in questa tecnica
Un violino d'epoca, ma anche nuovo, è bello quando è lucido, ma non quando è brillantato a specchio come fosse un mobile. Questo è il gusto comune, perciò non mi sono mai spinto oltre alla lucidatura. Il tripoli non lo uso, al suo posto uso il pomice 00000, ma solo per gli strumenti nuovi.
Capita spesso che un urto o un'abarsione o una rottura generi una lacuna. Innazi tutto levigo i lembi della rottura con carta abrasiva a secco del 800 o 1200 a seconda dello spessore della vernice. Questa operazione mi serve, oltre a eliminare il gradino, anche a sfumare il colore, facilitando il ritocco. Valuto la profondità della depressione: se lo spessore della vernice originale è sottile aggiungo la vernice incolore (gommalacca decererata più o meno densa), se invece l'urto ha coinvolto anche il legno, ovvero la rottura è recente per cui i lembi sono vicini, aggiungo un riempitivo. Si chiama DEFT, ma cosa sia esattamente non lo so. Prima di questo prodotto utilizzavo una pasta di mia produzione di gommalacca decerata e pomice 00000, molto densa. Aggiungo con il pennello da ritocco questo riempitivo, (nell'ambiente si chiama filler), se necessario più mani, fino a raggiungere il livello della vernice, o poco di più per poterlo levigare. Levigo appunto e lucido con il tampone solo con alcool, cercado di portare la vernice originale su quella zona. Il ritocco del colore lo eseguo praticamente alla fine della lucidatura, quando il dislivello non è più presente, e la lucidatura ancora morbida, per permettere al colore di penetrare meglio. Quando è asciutto do qualche mano di vernice sulla zona del ritocco, per proteggerlo. Si tratta sempre di zone piccole, diciamo qualche millimetro o poco più. Solo ora mi è arrivato un ritocco molto esteso, dovuto al distacco di adesivi posti sulla vernice: la tecnica che utilizzo è quella che ho descritto. Solo il costo per il cliente è diverso. Saluti


delfi merlo
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