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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  Regole di comportamento Moderatori: cinnabarin
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Regole di comportamento  (attualmente 7,949 viste) Print
3 Pagine « 1 2 3 Tutti Raccommanda Thread
cinnabarin
Luglio 25, 2009, 3:38pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
giusta osservazione. La pietra d'agata è molto utile, ma per evitare danni al prezioso strumento utilizzo un brunitoio in acciaio usato in calcografia.  

In alcuni testi stracitati nella discussione sui portoni, si parla di collatura e gommatura del legno prima di dare le colorazioni all'acqua proprio per evitare che si alzi il pelo del legno. Un altra tecnica e quella di dare  la gommalacca (25 grammi litro)  levigare con carte finissime per togliere il pelo del legno e a quel punto tingere e poi ripetere l'operazione se necessario, ma è operazione da eseguirsi sul legno nuovo e sugli inserti, non sulle parti originali.


roberto bestetti
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Dario Taras
Luglio 25, 2009, 4:04pm Report to Moderator
Restauratore ligneo?
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Location: Specchia (LE)
infatti su legno nuovo anche se io uso la pietra d'agata o comunque và bene anche un'acciaierino.....l'importante che sia molto duro e liscio......non sono tanto per l'uso della carta vetrata.....al massimo la paglietta d'acciaio......
Domanda ...se usi i colori a vernice come fai con lo spessore che lasciano sul legno...specialmente se lucidi a tampone?
Anch'io uso i colori a vernice, ma madirettamente sul legno nudo, in maniera che il colore penetri quel tanto che basta nel legno....ho sentito che i colori a solvnte pentrano per una profondità di 1mm. circa nei legni medio-duri a differenza di quelli all'acqua che negli stessi legni penetrano per circa 2.....è vero?


Dario Taras
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cinnabarin
Luglio 25, 2009, 5:29pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Non sò nulla riguardo alla penetrazione dei colori nel legno,  dovrebbe dipendere molto dalle caratteristiche del legno, del solvente, e da svariati altri fattori.

Per i colori a vernice: non fanno spessore perchè non uso i tubetti,  ma li preparo da me e li lascio seccare in pastiglie. Una volta riattivati con il solvnte , si usano tipo acquarelli e non a impasto. In più si evitano pigmenti di scarsa qualità che nei colori commerciali dilagano, in particolare nei bianchi , nel giallo di napoli, (che non è giallo di napoli) e la terra d'ombra.

Per non farli portare via dal tampone uno strato isolante di resina insolubile in alcool, regal rez 1126 o 1094 ma è solo un esempio. oppure gommalacca a pennello solo sul ritocco ben asciutto.


roberto bestetti
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Dario Taras
Luglio 25, 2009, 5:33pm Report to Moderator
Restauratore ligneo?
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Spiegami il metodo per preparare in maniera autonoma i colori a vernice da ritocco...io ho l'esperianza dei tubetti che come già detto fanno spessore...ti ringrazio anche della dritta sulla regalrez e sul velo protettivo del ritocco.


Dario Taras
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cinnabarin
Luglio 25, 2009, 5:41pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
bisogna farli con le resine in alta concentrazione, 40-50%  sia dammar che mastice,  ma anche per le sintetiche Paraloid B-72 o Laropal A-81. è molto semplice si mescolano alcune goccie di resina con il pigmento su un vetro smerigliato o su una lastra di pietra poco porosa e si macinano inseme e poi si mettono in piccoli contenitori, mi trovo bene con i sottotappi per i tappi a corona che si trovano in qualsiasi ferramenta.
Però puoi farelo stesso con i tubetti, li spremi in un piccolo contenitore o sulla tavolozza e li lasci seccare, poi riattivi con il solvente (acetone, butil acetato, alcool etilico, etil lattato....)  nel sito della ditta tedesca che nominiamo spesso c'è un set di colori da ritocco per legno a base di gommalacca che mi piacerebbe provare...


roberto bestetti
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Dario Taras
Luglio 25, 2009, 6:19pm Report to Moderator
Restauratore ligneo?
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Spiegami il metodo per preparare in maniera autonoma i colori a vernice da ritocco...io ho l'esperianza dei tubetti che come già detto fanno spessore...ti ringrazio anche della dritta sulla regalrez e sul velo protettivo del ritocco.


Dario Taras
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Dario Taras
Luglio 25, 2009, 6:21pm Report to Moderator
Restauratore ligneo?
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Mi mandi via mp il nsito della ditta tedesca? grazie......e puoi darmi le quantità giuste delle mmisture? grazie e a domani o dopo.....Saluti Dario


Dario Taras
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alessandro macuz
Luglio 26, 2009, 5:38pm Report to Moderator
lucidatura arredi lignei
Utente anziano
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Location: venezia
Se utilizzi mordenti all'acqua dopo la fibra del legno si gonfia e devi spianarla o con carta vetro (oscena) o con pietra d'agata (meno pericolosa, perchè comprime le fibbre), io evito di dare mordenti all'acqua direttamente sul legno, no uso olio sulla zona da tingere, cerco di otturare i pori con passate leggere di gommalacca tinte o neutre fino ad ottenere la tonalità desiderata.
[/quote]

e' vero che la fibra del legno si gonfia tirando sù "il pelo" e ho trovato rimedio a questo problema inumidendo la zona prima con acqua per far tirare sù il pelo, carteggio con 240 già usata e poi tingo dopo aver passato l'olio uso uno straccio di un tessuto abbastanza grosso per schiacciare e ricompattare la fibra eventualmente ancora sollevata.
Diffido abbastanza dall'uso della paglietta su legno non ancora protetto, in alcuni casi mi è successo che il residuo di paglietta rimasto in alcuni punti abbia fatto ruggine , da quel momento paglietta SI ma solo sopravernice.

Tu invece che usi a quanto ho capito un sistema a velature di tinta (che io non escludo per avvicinarmi meglio al colore che mi interessa) usi aniline all'alcohol per tingere la gomma o che ??

Per quanto riguarda l'utilizzo del fiele di bue (concordo con l'odore nauseabondo) o della saliva sintetica (che mi sembra che costi un patrimonio) per utilizzare gli acquerelli come coloranti sopravernice, non ho capito come fai? mescoli il fiele agli acquerelli o stendi il file diluito in acqua sulla vernice su cui vuoi tingere?? o che??
Questo thread diventerà lunghissimo e pieno di dati informazioni !!! help us admin
Grazie


Alessandro Macuz
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alessandro macuz
Luglio 26, 2009, 5:43pm Report to Moderator
lucidatura arredi lignei
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Location: venezia
Citato da Dario Taras
Mi mandi via mp il nsito della ditta tedesca? grazie......e puoi darmi le quantità giuste delle mmisture? grazie e a domani o dopo.....Saluti Dario


Lo girate anche a me??? sono molto interessato alla questione del ritocco con colori da tubetto in pastiglia sottotappo e poi su vernice.
Thnk
Ciao


Alessandro Macuz
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mystral1320
Agosto 17, 2009, 12:05pm Report to Moderator
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Citato da DELFI MERLO
Il sapone neutro è TRITON e lo trova da Kremer Pigmente. Il tipo di benzina, e spero di non dire una sciocchezza indicandolo come tale, è lo xilene.
Per il primo quesito riguardo le lacune di vernice. Parlo del violino: in alcune zone dove avviene il contatto con il corpo, la vernice viene asportata e il legno rimane scoperto. Sulla fascia superiore alcuni mettono una pellicola per proteggere il legno. Io intervengo aggiungendo pochi strati di gommalacca TN, che verrà a sua volta asportata e sarà reintegrata ancora. Piuttosto di mettere lo scotch sono disposto a imitare Sisifo. Il manico (la parte che viene impugnata, non comprende il riccio) invece non viene proprio verniciato, poichè lo sfregamento annullerebbe subito il leggero film di vernice. Solo in questa zona uso colorare il legno e proteggerlo con olio di lino cotto. Altre zone, dove si appoggiava il mento, ma ora non si usa più, può bastare una leggera lucidatura con il tampone. Tenga presente che le vernici utilizzate dai liutai sono state, e sono tuttora oggetto di studio e che hanno sempre generato un fascino grazie proprio al loro mistero. Asportarle sarebbe come togliere il colore ad un dipinto. non le pare? Può accadere di dover ritoccare un'aggiunta di legno dovuta ad un restauro: in questo caso tendo a distrarre l'occhio imitando il colore. Distolgo l'occhio, non l'indagine con la lampada di Wood. Ma non vorrei allargare il discorso. Saluti


Essedomi appena iscritto, approfitto per salutare tutti ed in particolare Delfi, che ho avuto onore di conoscere e frequentare durante gli studi a Cremona. Il mio nome é Boris ed ho operato anch'io per una buuona 15ina di anni nel campo della costruzione e del restauro di strumenti ad arco, soprattutto collaborando col compianto Giorgio Lanini nel suo atelier di Locarno (Ti - CH).

Come giustamente annunciato dal collega Delfi, si tende anon verniciare il manico, cioé la parte da impugnare o semplicemente trattarla con olio di lino siccativo.

Personalmente mi é però capitato di incontrare clienti che, per "fobie" o richieste particolari loro, non amavano troppo la tonalità cromatica che tendenzialmente prende il manico trattato con semplice olio, soprattutto ossidandosi un poco nel tempo e tendente al grigio di conseguenza.

In alcune atelier (soprattutto Zurigo e della Germania) viene così trattato il manico, dapprima levigando bene la parte da trattare,  di seguito si applica una soluzione acquosa di silicato di sodio all' 8% e la si lascia essiccare ottimamente.

L'intervento successivo é il levigare la parte trattata con carta sottile (min. 600 di mesh), utilizzando si l'olio di lino che va impastato il più possibile al "pulviscolo" creato dal silicato posto sul legno sottostante.

Questa operazione creerà una cuticola giallastra molto restitente sia all'acqua che ai grassi che al sudore. Anche se personalmente non ho mai provato, si potrebbe aggiungere del colorante ad acqua al silicato, qualôra si volesse modificarne laa tenta giallognola sua propria.

Occorrerà per cui scegliere dei coloranti che non precipitino combinati al silicato di sodio, oppure una mordenzatura leggera prima di apporre il silicato.

Questo trattamento - se può servire - trova buona applicazione anche al di fuori della liuteria, ossia nel campo mobiliere, soprattutto in ventuali parti lignee che ospitano lavelli o altre fonti di liquido o comunque umidità molto pronunciate.

Un saluto cordiale a tutti. Boris
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cinnabarin
Agosto 17, 2009, 2:25pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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interessante, mi pare questa tecnica sia nota come vetrificazione, alcuni ne parlano in riferimento agli strumenti di Stradivari. Non sò se lo applicherei in fase di restauro, in particolare ho dei dubbi sul silicato di sodio come su quello di potassio...invece con il silicato di etile?


roberto bestetti
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mystral1320
Agosto 17, 2009, 5:52pm Report to Moderator
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Citato da cinnabarin
interessante, mi pare questa tecnica sia nota come vetrificazione, alcuni ne parlano in riferimento agli strumenti di Stradivari. Non sò se lo applicherei in fase di restauro, in particolare ho dei dubbi sul silicato di sodio come su quello di potassio...invece con il silicato di etile?


Si in effetti così é nota. Dalla mia esperienza (non moltissima), di certo posso affermare sia decisamente postuma agli strumenti stradivariani e, soprattutto, utilizzabile solo in quelle parti, come il manico, non direttamente sottoposte all'emissione del suono. Le altre parti (secondo Sacconi), sarebbero state trattate con ciò che viene chiamata vernice bianca: un composto in acqua di gomma arabica, zucchero candito, miele ed albumina, quest'ultima aggiunta afreddo dopo decantazione dalla chiara d'uovo sbattuta a neve.

Quanto al silicato di etile, sinceramente, non ne ho mai sentito parlare, per cui figuriamoci provarlo... Ciò che ho provato nell'ambito del restauro mobiliero é invece lo stesso trattamento descritto nel post precedente (su espressa richiesta del cliente però), sul piano del mobiletto dov'era incassata la conca in ferro smaltato che funge da lavello.

Si trattava di un mobiletto di inzio 1900, di cui sospetto che in origine il piano dovesse essere di marmo, posato su masselo di rovere nostrano. Il piano, all'atto del mio intervento, non c'era già più e si é quindi optato per rifarlo utilizzando del rovere che ho poi trattato come spiegato.

So che si é trattato di un intervento abbastanza anomalo dal punto di vista del restauro, ma il problema maggiore era che il cliente voleva riutilizzarlo in un rustico dove non c'é acqua corrente. Anche il trasporto in loco (circa 2 ore e mezzo a piedi ed in buona salita), rifacendo il piano originale di marmo, avrebbe reso la struttura ancor più pesante di quanto non lo fosse col piano ligneo...

L'intervento in sé non é venuto male essendo il resto del mobile abbastanza chiaro e quindi l'unica cosa che si nota é una lucentezza maggiore e meno calda rispetto al resto trattato on una velatura di gomma lacca capelli d'angelo.

Salutoni.

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DELFI MERLO
Agosto 20, 2009, 12:48pm Report to Moderator
liutaio
Utente recente
Posts: 13
Location: milano
Saluti a Boris, piacere di risentirti.
Per riprendere il discorso sui ritocchi, mi permetto una auto-citazione da un altro messaggio in "antiche ricette".
"...Ora se si colora il legno direttamente è buona regola chiudere i pori con un turapori, appunto. Anche se non tingo la fibra, per evitare che che la vernice venga assorbita, utilizzo il turapori che è composto da pomice in polvere 1 parte, alcool 3 parti e una piccola aggiunta di vernice  a base alcolica, incolore perchè l'abete e l'acero sono bianchi..." E questa  tecnica la uso su superfici ampie (naturalmente per un liutaio e comunque non grandi come portoni). Per piccoli ritocchi e cioè di qualche millimetro, do una leggera tamponata, senza vernice e solo con alcool a 99°, in modo da spostare la vernice originale sull'area del ritocco, e questa azione permette di rendere il colore della zona da ritoccare simile al colore di fondo.
Seguendo la discussione, noto che l'attenzione va anche sui colori: quali usare o produrli in proprio. Alcuni li produco in laboratorio (rossi e gialli): sono trasparenti, stabili, belli, insomma sono il massimo; li rendo molto concentrati in modo da aver più resa. Altri li compro, e non solo dal più famoso fornitore del Forum. Ma sono un po' meno trasparenti. Uso pochissimo i pigmenti: solo se devo coprire qualche punto. A me piace molto utilizzare una tavolozza e mischiare i colori di volta in volta e, a seconda della necessità, aggiungere la vernice gommalacca (la TN o la decerata).


delfi merlo
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