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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO ARCHITETTONICO    Architettura  ›  Al di là del DLGS 42/2004....... Moderatori: admin
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Al di là del DLGS 42/2004.......  (attualmente 3,122 viste) Print
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carla mc
Agosto 27, 2009, 3:55pm Report to Moderator
Architetto
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Location: Milano
Ciao a tutti. C'è qualcuno che potrebbe indicarmi delle linee guida sul restauro di edifici sottoposti a tutela (sia diretta, che indiretta)? Ho consultato in lungo e in largo il D.Lgs 42/2004, ma al di là di quello, che non dà indicazioni "tecniche", esistono testi, e/o linee guida di riferimento approvate dal ministero? Dalla mia esperienza , ho notato che a seconda del soprintendente e/o funzionario cambiano i punti di vista, così ciò che va bene per uno, non va bene per l'altro. D'altronde, mi pare di aver capito che lo stesso D.Lgs. 42/2004 lascia alla soggettività del soprintendente le decisioni. Sono perfettamente concorde con il fatto che ogni monumento e/o bene tutelato ha una sua specificità, ma alcune volte la "soggettività" mi pare che non aiuti, se non a generare confusione.
Vi ringrazio, ciao


Carla M.Crosina
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cecilia
Settembre 8, 2009, 9:51pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
Le linee guida per il restauro di edifici vincolati sono quelle stesse che riguardano la materia del restauro: nelle università italiane ci sono diverse scuole di pensiero che fanno riferimento a modalità metodologiche diverse.
Certamente non puoi trovare linee guida nel D Lvo 42/2004 o in altre leggi ed è difficile dirtele in due righe. Se ci fai capire meglio cosa ti serve magari qualcuno di noi può aiutarti.
Le soprintendenze seguono indirizzi leggermenti diversi a seconda delle regioni o anche, come dici tu, del soprintendente. In linea di massima in Italia il Ministero segue le indicazioni metodologiche brandiane e della carta del restauro del 1972, pure duramente criticata, in alcune sue parti, da alcuni illustri esponenti (es. Paolo Marconi).


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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carla mc
Settembre 9, 2009, 4:58pm Report to Moderator
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Posts: 9
Location: Milano
Citato da cecilia
Le linee guida per il restauro di edifici vincolati sono quelle stesse che riguardano la materia del restauro: nelle università italiane ci sono diverse scuole di pensiero che fanno riferimento a modalità metodologiche diverse.
Certamente non puoi trovare linee guida nel D Lvo 42/2004 o in altre leggi ed è difficile dirtele in due righe. Se ci fai capire meglio cosa ti serve magari qualcuno di noi può aiutarti.
Le soprintendenze seguono indirizzi leggermenti diversi a seconda delle regioni o anche, come dici tu, del soprintendente. In linea di massima in Italia il Ministero segue le indicazioni metodologiche brandiane e della carta del restauro del 1972, pure duramente criticata, in alcune sue parti, da alcuni illustri esponenti (es. Paolo Marconi).


Ciao Cecilia, e grazie per avermi risposto. La questione a cui mi riferisco tratta del restauro di un comparto edilizio rurale composto da più edifici . Su alcuni è stato decretato il vincolo diretto, sui restanti e sulle corti, il vincolo indiretto. Le mie perplessità sono di varia natura, metodologiche e normative.
Il progetto in questione è un cambio di destinazione d'uso, da agricolo a residenziale, e verte soprattutto sul frazionamento degli immobili in più unità.
Per quanto riguarda il pregio architettonico, è un tipico complesso rurale dei territori di pianura (arricchito dalla presenza di un edificio di probabile età medievale). Il tutto è molto interessante da un punto di vista del "sistema"  più che del singolo edificio in sè.  
Perplessità tipo (ne cito una , ma sono decine i casi): uso dei Velux - oggi la sovrintendenza dice che non si possono mettere, ma, per comprovate ragioni, se ne può mettere qualcuno ogni tanto. A discrezione. La domanda è se si possono mettere o no. E se sì, in quali casi? Esiste una regola? Perchè non più tardi di un anno fa, sullo stesso progetto avevano dato l'assenso (a parole)?

Perplessità tipo di ordine normativo: la questione che non trova risposta è : quali sono i casi certi in cui si può andare in deroga alle normative? A parte i rapporti aeroilluminanti, dico. Ad un certo punto mi si dice che si va in deroga anche alla normativa anti incendio. Salvo poi passare dai Vigili del fuoco che non legittimano la pratica. A quel punto, anche il funzionario torna sui suoi passi ...

E' questo il motivo per il quale chiedevo delle "linee guida" o manuali più tecnici che aiutassero ad orientarsi.
Intanto comincerò con il consultare le indicazioni metodologiche brandiane e la carta del restauro del 1972.

Ti ringrazio molto,
Carla


Carla M.Crosina
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cecilia
Settembre 18, 2009, 11:04am Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
Cara Carla,
i problemi di cui tu parli sono quelli con cui si è scontrato ogni progettista che lavori sul restauro di edifici storici. Per quanto riguarda i velux la prma normativa da verificare è il PRG del Comune di riferimento: se il PRG te ne consente l'installazione  devi necessariamente confrontarti con il funzionario di soprintendenza della tua zona. Ti consiglio un coloquio prima di mandare il progetto. Per quanto riguarda il resto, anch'io ho avuto spesso il problema di "mettere d'accordo" le normative sulla sicurezza e la tutela dell'edificio; si tratta di mediare tra istanze normative diverse, a volte opposte, mettendo al centro la tutela dell'edificio (della quale però, per esempio, ai vigili del fuoco non interessa molto...). Te la cavi se "governi" bene la materia del restauro, se ne consoci i principi, se conosci le normative: quindi teoria, ma anche esperienza. Quello che tu chiedi, cioè un testo di legge o di altro tipo che racchiuda le linee guida, non esiste; ne esistono tanti. Confrontati con la soprintendenza ma, magari, anche con qualche collega che abbia esperienza in queste cose.


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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Replica: 3 - 8
cecilia
Settembre 18, 2009, 11:11am Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
Dinenticavo i casi in deroga: i casi in deroga sono solo ed esclusivamente quelli che trovi scritti nelle norme, anche se spesso la soprintendenza pensa che tutto possa andare in deroga se lo dicono loro che sono lo Stato... ma poi, appunto, i vigili del fuoco non passano la pratica o non la passa il Comune. Vale solo quello che è scritto. Per gli impianti antincendio sugli edifici storici esiste il DM 569/92


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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Replica: 4 - 8
carla mc
Ottobre 20, 2009, 8:41am Report to Moderator
Architetto
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Posts: 9
Location: Milano
Cara Cecilia,
grazie mille per le tue risposte sempre molto competenti.
Cari saluti


Carla M.Crosina
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sivori
Novembre 10, 2009, 11:06am Report to Moderator
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Posts: 3
ciao,
spero di essere utile.
Innanzitutto devo premettere che il restauro è un discorso filo logico (non una scienza esatta) e in base al valore che assegniamo ad un bene, assumiamo un certo comportamento.
Ciò premesso credo che non è possibile dare delle linee guide anche perchè ogni bene è diverso da un altro e si trovano in condizioni diverse, in ambienti diversi ed hanno problemi diversi.
Per queste ragioni è importante stabilire dei principi ampiamente condivisi e in qualche maniera  normalizzati. Comunque già nel D. Lgs 42/04 ci sono delle indicazioni:
art. 20 - interventi vietati "1. I beni non possono essere distrutti, danneggiati o[b] adibiti ad usi non compatiobili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione."
art. 29 - Conservazione comma 4 " Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione e alla trasmissione dei suoi valori culturali,..."
comma 5 "Il Ministero definisce,....., linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali."
cito anche il comma 6 perchè chiarisce le competenze in un intervento su bene architettonico. "Fermo quanto disposto dalla normativa in materia di progettazione ...., gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali ai sensi della normativa vigente"
Non dimentichiamo inoltre che molte indicazioni le troviamo nei UNI-NorMAL, una volta raccomandazioni ma ora norme.
Purtroppo il problema credo che non è la mancanza di linee guida, ma l'abitudine a rifarsi a schemi, modelli, ecc, evitandoci tanto lavoro e a volte responsabilità.
Nel restauro è più utile una lettura di interventi di altri e capire le problematiche e di come sono state affrontate.
Importante sarebbe, invece conoscere gli strumenti messi a disposizione dall'industria con schede tecniche e di sicurezza.
Saluti
sivori
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sivori
Novembre 10, 2009, 11:06am Report to Moderator
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Posts: 3
ciao,
spero di essere utile.
Innanzitutto devo premettere che il restauro è un discorso filo logico (non una scienza esatta) e in base al valore che assegniamo ad un bene, assumiamo un certo comportamento.
Ciò premesso credo che non è possibile dare delle linee guide anche perchè ogni bene è diverso da un altro e si trovano in condizioni diverse, in ambienti diversi ed hanno problemi diversi.
Per queste ragioni è importante stabilire dei principi ampiamente condivisi e in qualche maniera  normalizzati. Comunque già nel D. Lgs 42/04 ci sono delle indicazioni:
art. 20 - interventi vietati "1. I beni non possono essere distrutti, danneggiati o[b] adibiti ad usi non compatiobili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione."
art. 29 - Conservazione comma 4 " Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione e alla trasmissione dei suoi valori culturali,..."
comma 5 "Il Ministero definisce,....., linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali."
cito anche il comma 6 perchè chiarisce le competenze in un intervento su bene architettonico. "Fermo quanto disposto dalla normativa in materia di progettazione ...., gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali ai sensi della normativa vigente"
Non dimentichiamo inoltre che molte indicazioni le troviamo nei UNI-NorMAL, una volta raccomandazioni ma ora norme.
Purtroppo il problema credo che non è la mancanza di linee guida, ma l'abitudine a rifarsi a schemi, modelli, ecc, evitandoci tanto lavoro e a volte responsabilità.
Nel restauro è più utile una lettura di interventi di altri e capire le problematiche e di come sono state affrontate.
Importante sarebbe, invece conoscere gli strumenti messi a disposizione dall'industria con schede tecniche e di sicurezza.
Saluti
sivori
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sivori
Novembre 10, 2009, 11:11am Report to Moderator
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ciao,
spero di essere utile.
Innanzitutto devo premettere che il restauro è un discorso filo logico (non una scienza esatta) e in base al valore che assegniamo ad un bene, assumiamo un certo comportamento.
Ciò premesso credo che non è possibile dare delle linee guide anche perchè ogni bene è diverso da un altro e si trovano in condizioni diverse, in ambienti diversi ed hanno problemi diversi.
Per queste ragioni è importante stabilire dei principi ampiamente condivisi e in qualche maniera  normalizzati. Comunque già nel D. Lgs 42/04 ci sono delle indicazioni:
art. 20 - interventi vietati "1. I beni non possono essere distrutti, danneggiati o[b] adibiti ad usi non compatiobili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione."
art. 29 - Conservazione comma 4 " Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione e alla trasmissione dei suoi valori culturali,..."
comma 5 "Il Ministero definisce,....., linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali."
cito anche il comma 6 perchè chiarisce le competenze in un intervento su bene architettonico. "Fermo quanto disposto dalla normativa in materia di progettazione ...., gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali ai sensi della normativa vigente"
Non dimentichiamo inoltre che molte indicazioni le troviamo nei UNI-NorMAL, una volta raccomandazioni ma ora norme.
Purtroppo il problema credo che non è la mancanza di linee guida, ma l'abitudine a rifarsi a schemi, modelli, ecc, evitandoci tanto lavoro e a volte responsabilità.
Nel restauro è più utile una lettura di interventi di altri e capire le problematiche e di come sono state affrontate.
Importante sarebbe, invece conoscere gli strumenti messi a disposizione dall'industria con schede tecniche e di sicurezza.
Saluti
sivori
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