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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro carta  ›  dubbio 2 libri primo '900 Moderatori: alessandro sidoti, eflaia
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dubbio 2 libri primo '900  (attualmente 2,449 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
Chobit
Agosto 29, 2009, 2:48pm Report to Moderator
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Salve a tutti sono nuova di qui, avrei bisogno di alcuni consigli circa due libri che ho acquistato. Risalgono ai primi del 900, quindi sono relativamente giovani... non ho idea di quanti e quali interventi si possano fare su di un libro   quindi la domanda è: voi come vi comportereste? Quali interventi consigliate? Preventivo? Visto che sono di Carrara pensavo di fare un saltino a Firenze, eventualmente   ... quindi se possibile sarebbe ben accetta qualche indicazione anche in questo senso  

grazie

FOTO: http://my.imageshack.us/v_images.php

Libro primo: 640 pp, copertina rossa, immagini in buono stato. 14X21cm
Libro secondo: 372 pp, pennarello, rilegature che cedono. 10X16cm

Ah una cosa... le copertine sono in una specie di tessuto... a contatto con il calore delle mani tendono a diventare un pò appiccicose. Questo è uno dei problemi principali. Soluzioni?





Susanna Gatti, Carrrara (MS) - cliente
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Chobit
Agosto 29, 2009, 2:57pm Report to Moderator
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Scusate, ho messo il link sbagliato:
http://img190.imageshack.us/gal.php?g=cimg0458m.jpg

questo dovrebbe andare!



Susanna Gatti, Carrrara (MS) - cliente
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eflaia
Agosto 30, 2009, 10:49am Report to Moderator
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Gentile Susanna,

Potresti spiegare, cortesemente, per quale motivo vorresti intervenire sui libri in questione? Pochi tratti di pennarello a mio parere non sembrano particolarmente importanti ne´deturpanti. L´indebolimento della cucitura sul libro azzurro potrebbe (e il condizionale e´ d´obbligo) essere più grave.... ma a mio modestissimo parere potrebbe valere la pena di intervenire solo se si intendesse fare un uso piuttosto "intensivo" dei libri stessi.
Dalle immagini appare chiaro (ma forse sarebbe stato meglio accennarlo) che si tratta di libri stampati in Inghilterra, quello azzurro forse intorno al 1903 e quello rosso forse intorno al 1910 (ovviamente le date sono puramente indicative e ricavabili da quanto si vede del testo) ma valeva la pena di accennarlo più chiaramente perché sarebbe stato d´aiuto per capire la natura del fenomeno che riporti (sensazione appiccicosa sulle mani).
Sei stata molto sincera a qualificarti come "cliente" e per una volta almeno sarebbe utile sapere cosa pensa affettivamente la tanto mitizzata COMMITENZA PRIVATA dei propri preziosi manufatti (perché restaurarli, come selezionare il restauratore adatto, quale "giovamento" si spera di ottenere dal restauro ecc.).

Saluti


Enrico Flaiani
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Chobit
Agosto 30, 2009, 11:36am Report to Moderator
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Gentile sig.Enrico Flaiani,

come da me accennato nel post precedente, non m'intendo di restauro. Come facente parte della tanto MITIZZATA COMPETENZA PRIVATA CHE ACQUISTA PREZIOSI MANUFATTI, volevo soltanto un parere spassionato circa lo stato di salute dei libri. Immaginavo ci potessero essere dei piccoli interventi atti a migliorare lo stato di salute generale del libro, visto che (ebbene sì!!!) ne farò un uso intensivo, visto che ho un ruolo accademico, una passione per la letteratura e (ahimè) per "i libri non troppo antichi che però hanno quel formato tanto bello che ora non trovo più peccato solo che qui e qui non siano troppo ok ho paura di sciuparli meglio chiedere a qualcuno".
Circa la scelta del restauratore, era mia intenzione avvalermi dei vostri consigli, ma avevo premesso Firenze perchè sarebbe per me la scelta più comoda.

Chiedo venia per aver omesso il particolare del luogo di stampa del libro (della cui sensazione appiccicosa, problema noioso per chi come me terrà ore ed ore in mano il libro, non mi ha dato una spiegazione né una possibile soluzione se c'è), per aver fatto intendere di essere quello che sono, un'ignorante in materia (e come potrebbe essere altrimenti? Il mio l'ho già dato in un altro campo del sapere) che però ha la passione per oggetti come quelli, che l'avrà sempre. Speravo solo di poter dare una mano a libri a cui tengo molto, per evitare di rovinarli ulteriormente e definitivamente con l'uso e (perchè no?) ridargli un poco dell'aspetto originario (le pagine del libro rosso sono macchiate, hanno un aspetto preoccupante a mio avviso, viste di costa... ma anche per questo volevo indicazioni).

Cordialmente,
S.G.


Susanna Gatti, Carrrara (MS) - cliente
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eflaia
Agosto 30, 2009, 10:47pm Report to Moderator
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Gentile sig.ra Susanna Gatti,

La prego di credere che la domanda rivoltale è tutt´altro che peregrina e serve come spunto, in questo sito, per introdurre alcuni aspetti del rapporto restauratore-committente che, se avrà avuto la pazienza di leggere qualche thread, è ben poco esaminato.
Come avrà notato le persone di volta in volta hanno presentato qualche domanda erano studenti di restauro, restauratori (della carta o non), bibliotecari e archivisti. In qualche caso è apparsa pure la figura del proprietario-restauratore-committente, cioè della persona che possiede un manufatto e che vuole restaurarlo in proprio (con o senza le necessarie competenze).
Forse le sarà sfuggito, ma è normale per chi non lavora direttamente nel settore, che la committenza privata è piuttosto scarsa (e dunque assai ricercata e ben voluta).
Quindi nessuno si permette di stigmatizzare eventuali lacune sulla terminologia tecnica né il fatto di per se stesso di voler ricorrere ad un restauratore (anzi).
Non voglio tenerla troppo sulle spine per la sua curiosità: mi pa re probabile che la sensazione particolare che prova al tatto tenendo in mano i libri possa essere dovuta al materiale della coperta: probabilmente si tratta di una tela sotile (quasi una garza) incollata e pressata su un foglio di carta pesante opportunamente impresso con un motivo che simula un tessuto più pregiato (per es. un buckram). La sensazione in questione è dovuta verosimilmente al parziale scioglimento degli strati più esterni dell´adesivo (le condizioni climatiche italiane sono ben lontane da quelle inglesi), spesso una gelatina animale.
Detto questo passo ad altri aspetti della questione: anche io ho una certa passione per i libri ma (deformazione professionale?) tendo a non intervenire su di essi a meno che la loro struttura non sia del tutto compromessa (per essere chiaro: a meno che non siano letteralmente a pezzi). Non posso ovviamente pensare che tutti la pensino come me o che tutti abbiano voglia di tenere i libri in scatola. Quindi mi chiedo se l´appassionato che acquista libri ha in mente pure altri aspetti della questione "conservazione" (perché poi in fondo di questo aspetto si tratta): è raro che un libro di circa cento anni sia in perfette condizioni. A costo di apparire superficiale o banale, anche quando penso a un libro, tendo a fare un paragone con le antiche committenze; tutto era fatto su ordinazione: dal testo alla legatura passando per il tipo di scrittura e per l´eventuale decorazione delle pagine. Con la stampa le cose cambiano e la committenza si vede relegare (ma senza grandi rimpianti) sempre di più verso l´esterno del libro (prima richiede ancora l´eventuale decorazione delle pagine e la legatura, poi solo quest´ultima). Infine (salvo casi eccezionali) la committenza si limita a prendere quello che offre il mercato.
Non vorrei entrare nel dettaglio delle motivazioni che spingono ad un determinato acquisto ma potrebbe essere interessante sapere se lo stato di conservazione (cioé la scelta di un libro in stato piu´ o meno buono) è influente e quanto.
Se questa può sembrare nulla più di una stramba curiosità aggiungo che è il punto di partenza per una questione più interessante: cosa la committenza si aspetta dal restauratore?
Le domande esposte e le immagini relative mostrano una gamma di problemi che possono esser affrontati in maniera relativamente rapida ed altri che potrebbero richiedere lo smontaggio completo dei libri: oltre ad alcune macchie e fascicoli parzialmente separati dall´indorstaura si vedono i tagli del libro rosso coperti da alterazioni cromatiche (probabilmente foxing).
Per quanto riguarda il libro azzurro si vedono le carte di guardia stampate con evidenti segni dell´ossidazione dell´inchiostro grasso (forse relativa ad un´immagine o alla riproduzione a stampa dell ritratto dell´autore) che è passata attraverso la pagina. Ma nella zona in alto si vede pure la cancellatura di quella che potrebbe essere una dedica.
(continua)


Enrico Flaiani
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eflaia
Agosto 30, 2009, 10:47pm Report to Moderator
Resp. laboratorio conservazione e archivista
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Fin qui l´analisi, incompleta e parziale quanto si vuole... ma il materiale fotografico non è mai sufficiente ad una buona analisi.
La sintesi è un problema. I libri devono essere consultabili e rimanerlo. Andrebbero poi riportati all´aspetto originale (almeno parzialmente).
Cosa fare quindi delle carte di guardia del libro azzurro? E del foxing sui tagli del libro rosso? (su argomenti del genere c`è stata, poco tempo, fa una discussione accesa in questa sezione e per non essere ulteriormente prolisso rimandere ad essa)
Ma soprattutto: cosa vuole la committenza?
Per esempio (libro azzurro): 1) totale sbiancamento delle pagine in questione; 2) eliminazione della zona ossidata sulla coperta e attenuazione della cancellatura per leggere la dedica; 3) totale sbincamento della zona ossidata e totale eliminazione dellacancellatura per legere la dedica; 4) nulla di tutto questo (si lascia cosi´ come sta oppure è richiesta una soluzione ancora diversa).
La teoria del restauro dovrebbe poi imporre di evitare un intervento mimetico (tanto per tornare al solito Brandi) e quindi anche quell´"aspetto originale" andrebbe chiarito.
Certamente non credo che sarà difficile trovare chi sia disposto ad intervenire dicendo "lasci fare a me"... e magari procurando in seguito qualche brutta sorpresa.
Chiudo quindi il mio messaggio invitando ad un ulteriore approfondimento dell´argomento... magari in seguito cercheró pure di accennare al concetto di patina che per ragioni di spazio e di abuso della pazienza di chi legge ho volutamente omesso.
Saluti,


Enrico Flaiani
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Chobit
Agosto 31, 2009, 11:41pm Report to Moderator
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Posts: 4
Gentile sig. Flaiani,

ho letto con molto interesse, mi creda, il suo post. E' con molto piacere che rispondo alle sue perplessità.
Inizio con il motivo che mi ha spinta ad acquistare libri di un secolo fa.
Il motivo è duplice: da una parte il sentimento di affezione per l'opera letterearia e per l'autore della stessa, dall'altra il valore estetico dell'oggetto.
Tenere in mano un libro stampato poco dopo la morte del mio autore preferito è una grandissima emozione, è come fare "un tuffo nel passato". Non so spiegare molto bene questa sensazione...è come se una piccolissima parte di un mondo ormai perduto tornasse a farmi visita.
Il secondo motivo, l'impatto estetico, è da me giudicato fondamentale nel momento dell'acquisto di un qualsiasi libro. Le pubblicazioni odierne, perlopiù, non soddisfano i miei desideri. Solitamente mi accontento di cercare fra tutte le pubblicazioni quella che più si avvicina al mio ideale.
Ora, si da il caso che io abbia il pallino per la cultura inglese tardo ottocentesca...con una specialissima attenzione alla letteratura, con una fissa per alcuni autori.
Vedendo disponibili manufatti risalenti più o meno all'epoca in questione, mi è stato impossibile trattenermi dal comprarli. Li giudico perfetti dal punto di vista estetico. Mi emoziona leggere i caratteri stampati in quel modo.
Bisogna a questo punto aggiungere qualcosa, però: acquisto libri per leggerli, consultarli, tenerli vicini. Non ho nessuna intenzione di riporli, neppure rendendomi conto del loro effettivo valore come opere d'arte d'altri tempi.
Quello che mi aspetto dal restauro sostanzialmente è questo: NON voglio assolutamente che il libro venga privato della sua identità con interventi invasivi (per esempio il cambio di coperta, salvo alcuni casi "obbligatori", se ce n'è), solo, magari, rimuovere qualche segno che il tempo (ma forse più una cattiva conservazione) ha lasciato. Piccole cose. Le macchie del libro rosso (nella parte finale del libro sembra come se qualche liquido le avesse bagnate) e le pagine che di costa hanno quell'effetto "sfasato" potrebbero essere esempi.
Il pennarello del libro azzurro non m'interessa. E' il passato di qualcun altro che non voglio scoprire (sarò pazza forse non so). Il volume mi preoccupa per le pagine che cominciano a staccarsi dalla rilegatura, che a volte fa capolino.
Per "aspetto originale" intendevo l'aspetto del libro come è adesso meno qualche segno del tempo che (a mio avviso di lettrice, non conservatrice di opere d'arte) me lo fa assomigliare a qualcuno bisognoso di cure (foxing, ossidazione libro blu -c'è il ritratto dell'autore in effetti-, pagine che sembrano sfasate, rilegatura che cede).

In sostanza posso dire che ho trovato molte prime edizioni del mio libro preferito in commercio. Non le ho mai acquistate. Ho optato per delle esatte riproduzioni stampate più tardi. Non avrei mai potuto intervenire su libri del genere, leggerli come se niente fosse. Forse in futuro apprezzerò una prima edizione originale, da mettere in bacheca. Ma adesso, sinceramente, non è questo che m'nteressa. In effetti muovendomi nell'ambito della lettere, non posso fare a meno di pensare che Lewis Carroll avrebbe preferito il suo libro in mano ad un bambino, piuttosto che riposto in uno scaffale.

Ho bisogno di dare una mano a quei libri. Non voglio rischiare di sciuparli ulteriormente con l'uso.

Crede che il problema delle copertine appiccicose posso risolversi? Guardando meglio però mi sono resa conto che il libro blu non presenta simil-tessuto, chiedo scusa. Sembra cartone rigido, decorato ad intarsi, appiccicoso. Quindi la questione potrebbe essere ancora aperta?
La spiegazione che mi ha dato calza a pennello comunque per il libro rosso ed altri che posseggo.
Lei dice quindi che è questione di temperature ambientali? L'unica soluzione sarebbe un clima più rigido?

La ringrazio molto per i suoi consigli, sono sempre disposta ad imparare e curiosa nel saperne di più.

Cordialmente,
S.G.


Susanna Gatti, Carrrara (MS) - cliente
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eflaia
Settembre 2, 2009, 8:44am Report to Moderator
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Gentile sig.ra Gatti,

La ringrazio per la sua pazianza e disponibilità. Quello che ha avuto la gentilezza di esporre è certamente interessante.
Cercherò di fornirle qualche spiegazione per permetterle di meglio "dimensionare" gli interventi che potrebbero interessarla.
Il tutto limitando le operazioni e senza smontare i libri.
Se la mia ipotesi sulle coperte fosse esatta (perché si tratta pur sempre di un´ipotesi) allora posso pensare che un trattamento con un ulteriore adesivo (una metilcellulosa?) possa in qualche modo risolvere o per lo meno attenuare sensibilmente il problema. Il rischio è di alterare le tonalità originali dei colori delle coperte. Certamente tuttavia questo aspetto tenderebbe ad essere nascosto o per lo meno non evidente dato che l´intera superfice sarebbe trattata e lei non avrebbe un riferimento. Di fatto si tratterebbe di una sorta di verniciatura di protezione... ma, questo era il punto delle mie domande precedenti, qui è necessario un certo compromesso.
Il riposizionamento e fissaggio di pochi fascicoli non dovrebbero essere un problema rilevante per un restauratore di libri che nei casi da lei illustrati potrebbe intervenire meccanicamente e/o con appositi adesivi...
Le macchie cui fa riferimento sono invece un particolare tipo di fenomeno di alterazione cromatica definito foxing. La loro rimozione comporta generalmente l´uso di prodotti chimici che, pur fornendo nell´immediato risultati estetici molto apprezzabili, nel lungo periodo tendono a deteriorare ulteriormente la carta. Esistono prodotti più sicuri, ma più costosi e con risultati meno apprezzabili. Si tratta in effetti della parte più complicata degli interventi e bisogna aver chiaro cosa si ha in mente. Il restauratore cui venga chiesto di rimuovere le macchie, a meno che non sia molto aggiornato, utilizzerà i prodotti che più gli/le sono familiari. Per una naturale, quanto ingiustificabile, "riservatezza" spesso tacerà sui prodotti chimici che intende utilizzare. Anzi, cosi´ sarà migliore la sorpresa finale del committente inesperto. Quindi, se il restauratore stesso non le proponesse, volendo evitare ulteriori problemi nel lungo periodo, sarebbe utile accennare al desiderio di sbianche non ossidanti.

Tornerò più tardi sulla questione e cercherò di approfondirne alche altri aspetti.
Saluti


Enrico Flaiani
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eflaia
Settembre 7, 2009, 5:57pm Report to Moderator
Resp. laboratorio conservazione e archivista
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Mi scuso per il prolungato ritardo nel concludere questa comunicazione. Purtroppo la connessione cui avevo accesso ha smesso di funzionare inaspettatamente.
Il trattamento del foxing, oltre ad essere di per se stesso non facilissimo, in questo caso è ulteriormente complicato dalla sua posizione, vale a dire i tagli del corpo dei libri.
Voler risolvere la questione significherebbe smontare i libri. In linea del tutto teorica i libri si potrebbero pressare drasticamente per trattare localmente solo i tagli... le pagine tuttavia non sono rifilate e sembra di poter apprezzare una certa differenza di lunghezza delle pagine stesse.
Io credo che mancando la volontà di effettuare un intervento molto energico sarebbe opportuno non intervenire in questo caso specifico.
Del resto proprio la presenza di alcune modeste aree deteriorate possono dare a questi libri quella leggera patina di antichità che in effetti potrebbe competere loro.
Per meglio spiegare questo concetto, ben noto in quasi tutti gli ambiti del restauro delle antichità, basterà accennare al fatto che l’eliminazione della superficie ossidata delle monete o degli oggetti metallici è in genere evitata per evitare dubbi sull’autenticità del pezzo stesso (tanto che oggetti palesementi falsi vengono muniti di una patina artificiale per essere più appetibili ai compratori).
Naturalmente la patina non deve ostacolare la fruizione del bene (qualunque esso sia) ma semplicemente suggerirne l’autenticità o l’antichità con funzioni prevalentemente estetiche (in effetti per quanto riguarda alcuni metalli la patina metallica ha pure una funzione protettiva, aspetto che non appare per quanto riguarda la carta).
Per non dilungarmi troppo suggerirei quindi di non richiedere alcun intervento sui tagli (tranne un’eventuale depolveratura).
Senza entrare nel complesso problema dei preventivi (in ogni caso sarebbe impossibile fornire informazioni del genere soltanto basandosi su fotografie) mi limito invece ad accennare che, a seconda del restauratore scelto, gli interventi potrebbero essere prezzati di per se stessi (cioè per la loro difficoltà) o a tempo (che è la prassi di gran lunga più diffusa). In ogni caso materiali e prodotti chimici sono a carico della committenza.


Enrico Flaiani
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