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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Consolidamento supporto  ›  consolidamento olio/proteina su intonaco Moderatori: cinnabarin
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consolidamento olio/proteina su intonaco  (attualmente 3,544 viste) Print
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ester busatto
Dicembre 11, 2009, 4:51pm Report to Moderator
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Ciao a tutti, sto cominciando a restaurare un soffitto dell'epoca dei templari a Tel Aviv. La tecnica usata mi sembra mista per campiture a base di olio e altre proteiche su intonaco (grassello+sabbia). Il colore si presenta in scaglie sollevate. Sono preoccupata per il consolidamento perchè non vorrei usare un consolidante acido (che salifichi il carbonato di calicio per capirci). Inoltre il palazzo si trova a 100 metri dal mare perciò l'ambienter è molto umidi ma ventilato e in estate si raggiungono per  diversi mesi i 40 C° all'ombra peciò mi serve anche una resina con Tg superiore.
Ultimo problema è che ho bisogno di alzare un po l'indice di rifrazione perchè l'olio è un po sbiancato e opacizzato.
Spero di non pretendere l'impossibile. Io avevo pensato alla Regalrez 1126 che oltre ad avere tutte queste caratteristiche è anche facilmente trasportabile perchè venduta in scaglie(almeno passa la dogana) ma mi è stata sconsigliata perchè difficile da stendere e troppo lucida. Qualcuno ne sa di più? Thanks
Ester Busatto


Busatto Ester
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cinnabarin
Dicembre 11, 2009, 7:59pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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non sò se me la sentirei di un applicazione di resine su superfici in quelle condizioni,  puoi postare un immagine ?

Regal rez 1126 (ma anche 1094) è si molto lucida ma il basso peso molecolare permette una forte penetrazione nel substrato. E' quindi è difficile l'effetto film lucido che potrebbe essere l'effetto di altri materiali (per es. B-72, che ha alto peso molecolare) . Poi molto lo fà la concentrazione.
Comunque sia sono le caratteristiche di evaporazione del solvente che danno maggiore o minore lucentezza( minore l'evaporazione= maggiore penetrazione quindi meno effetto lucido in superficie). In compenso non è che si possa pretendere troppo dal punto di vista del consolidamento, soprattutto sul discorso scaglie sollevate; casistica per cui non è per niente adatto come materiale.
In genere è usato per il legno oppure come vernice finale, anche se l1126 non è stato selezionato da De la rie per farci vernici in bibliografia si trova il suo uso su manufatti lignei come i mobili.
Non saprei....mi riservo di vedere un immagine...


roberto bestetti
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ester busatto
Dicembre 11, 2009, 8:54pm Report to Moderator
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Ok vedo se questa settimana riesco a fare una foto decente.

Ester Busatto


Busatto Ester
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ester busatto
Dicembre 18, 2009, 5:49pm Report to Moderator
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ecco una macro delle crettature. il bianco che si vede sotto è la preparazione che invecie ha resistito abbastanza bene ma non dappertutto.
Un'altra soluzione alla quale avevo pensato era Aqcuazol 200 ma ho visto che ci sono pareri discordanti in merito alla resistenza agli UV di questo prodotto.
E' comunque sostenuta da Wolber e anche dal nostro Paolo Cremonesi.
Che ne pensate? Qualcuno ha esperienze in merito?



Allegati: macro_crettature_8083.pdf
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Busatto Ester
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cinnabarin
Dicembre 18, 2009, 10:11pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
più che la resistenza agli UV in questo caso  tieni presente che l'acquazol nella varie forme è molto igroscopico, in ambiente umido forse non è l'ideale.
Il colore mi sembra spesso, ma le scalgie di colore non sono deformate, così dall'immagine con i limiti del caso, forse proverei con il caseinato d'ammonio se occorre applicando sottovuoto localizzato.


roberto bestetti
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ester busatto
Dicembre 19, 2009, 7:23pm Report to Moderator
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L'umidità relaiva di Tel Aviv è tra il 50 e il 70 % in genere  solo raramente raggiunge l'84 % al massmo grazie  alla empeaura che è i media 10 gradi supriore all'itlia.Sno sempr un po' estia ad usare materiali naturali su intonacoperchè vengo da una scuola che usa il metodo contemporaneo. Non vorrei aggiungere qualcosa di particolarmente gradito alle muffe in un ambiente nel quale non c'erano pima...
che ne pensa?


Busatto Ester
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cinnabarin
Dicembre 19, 2009, 11:34pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
Anche qui sul caseinato di ammonio ci sono pareri discordanti. Bisogna un pò mediare tra e caratteristiche ideali e quelle effettive e poi con il fatto che un materiale deve essere  funzionale al tipo di intervento.
Difficile dare una risposta senza fare delle prove, anche sulla rimozione dei residui in superficie, sulla efficacia del materiale scelto etc.
Anche sul fronte sintetico nei confronti di muffe &C. non siamo totalmente al sicuro. Poi se si tratta di tempere...però capisco benissimo la perplessità. A questo punto preverei qualche acrilico sia in soluzione (evitando i Butil acrilati (b-66, b-67 etc. etc per il rischio di cross linking ( e te lo dico io che prima ti consigliavo la caseina   ) , che in dispersione, o anche i fluorurati (li conosco poco lo ammetto) e il caseinato. Poi scieglierei tra quello che mi risulta più maneggevole e pratico da applicare, rispetto a quello che considero più stabile.
Sono molto curioso di sapere con quale materiale si riesce a ristabilire una buona adesione delle scaglie. Credo che la soluzione sia  un pò questo, in un caso così limite....il materiale deve esser scielto tra quelli che riescono ad assicurare il colore pericolante, se poi è anche il materiale che chimicamene e fisicamente più si avvicina alle caratteristich ideali tantomeglio.

tienici informati dalla afosa Tel Aviv
Salom

rb  


roberto bestetti
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