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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  statua policroma Moderatori: cinnabarin
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statua policroma  (attualmente 4,405 viste) Print
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adriana galantin
Gennaio 27, 2010, 7:03pm Report to Moderator
collaboratore di restauro
Utente recente
Posts: 19
Location: Verona
[face=Arial][/face]ho bisogno di aiuto per restaurare una statua policroma di San Atonio da Padova, vorrei sottoporla al trattamento antitarlo in camera a gas, il dubbio è: c'è pericolo che la pellicola pittorica venga alterata? il trattamento antitarlo classico con permetrina risulterebbe molto parziale in quanto l'opera è a tutto tondo e lo stato di colore è consistente ,l'ultima ridipintura è uno smalto , poche sono le zone in cui far penetrare il liquido. Vi ringrazio per l'aiuto. Adriana Galantin collaboratrice di restauro
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cinnabarin
Gennaio 27, 2010, 11:20pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese


Il metodo più semplice a mio moo di vedere è di utilizzare il metodo delle atmosfere controllate: si saldano dei fogli di plastica, non la comune plastica trasparente, ma un film  polibarriera con bassa permeabilità ai gas, creando una busta in cui inserire l'opera assieme agli assorbitori di ossigeno. Personalmente ho sempre usato gli ATCO, ma credo ne esistano diversi tipi.  SI tratta di bustine conteneti sali di ferro venduti sottovuoto. Questi a contatto con l'aria iniziano a reagire  assorbendo ossigeno bisogna aprirli e metterli velocemente nella busta e siggillare il tutto. Bisogna lasciare l'oggetto almento 3 settimane.

Togliendo ossigeno dall'aria ne rimane una miscela di anidride carbonica ed azoto...questo è il sistema che dovrebbe garantire sicurezza ed efficacia.
Niente uso di sonstanze tossiche, niente residui nocivi, npraticamente nessun rischio per l'opera. Il vantaggio di non avere residui tossici è però anche lo svantaggio, non rimangono principi attivi a proteggere l'oggetto da futuri attacchi, ma qui poi integra con la phermetrina.

tutti i prodotti citati si torvano dagli usuali rivenditori, il sistema è semplice, economico, non rischioso per l'operatore e agisce su tutte le fasi di sviluppo degli insetti.





roberto bestetti
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adriana galantin
Gennaio 29, 2010, 6:09pm Report to Moderator
collaboratore di restauro
Utente recente
Posts: 19
Location: Verona
molte grazie per il suggerimento..spero di trovare gli assorbitori di ossigeno....alla fine poi faro una passata con permetrina nei punti in cui può penetrare.ti farò sapere come ho risolto.
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chiara76
Marzo 14, 2010, 3:27pm Report to Moderator
collaboratrice rest.policromie/manufatti lignei
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Location: novara
anche per me questo è il metodo migliore, l' ho utilizzato diverse volte e ho sempre ottenuto risultati soddisfacenti.


chiara crescenzo
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adriana galantin
Marzo 17, 2010, 12:51pm Report to Moderator
collaboratore di restauro
Utente recente
Posts: 19
Location: Verona
mi sono informata sugli assorbitori di ossigeno e un rivenditore mi ha sconsigliato perchè in qualche misura producono calore che potrebbe alterare la s.p. e mi ha fatto presente che sono difficili da trovare. Mi ha consigliato il vecchio metodo della permetrina, perchè anche se non riesce a penetrare in profondità, comunque rimane per un paio d'anni negli strati superficiali e nel memento in cui gli insetti si avvicinano alla superficie sia dall'esterno che dall'interno vengono eliminati. Quindi non ho ancora deciso come procedere, ma vorrei provare questi nuovi metodi, se anche tu Chiara hai provato con buoni risultati......

adriana galantin
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cinnabarin
Marzo 17, 2010, 8:05pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
il calore sviluppato dagli assorbitori è limitato, basta provare ad aprirne uno per verificarlo, appena viene a contatto con l'aria inizia a reagire sviluppando calore, ma può essere tenuto in mano senza problemi. Anche se dovesse raggiungere i 40 gradi, non sarà mai in grado di danneggiare direttamente l'opera. E' anche logico che gli assorbitori non vengano posti a diretto contatto con il manufatto. E comunque la reazione non sviluppa calore in tale quantità da poter riscaldare anche il manufatto, a meno che non sia appoggiato su di esso.
Ti posso assicurare che il metodo è sicuro, l'ho usato direttamente e personalmente per trattare un intero deposito museale, circa 1000 dipinti , eseguiti con divese tecniche dall'olio su tela alla tempera su carta, passando per tavole etc.senza riscontrare danni. Il sistema è stato anche indagato in diverse occasioni con strumentazioni varie e misurazioni.
Se proprio vogliamo essere pignoli, quell'innalzamento di calore può, in certe condizioni, manifestare un pò di condensa nei pressi dell'assorbitore. Motivo in più per distanziarli dal manufatto, o in apposite tasche oppure appoggiati sul fondo del sacco e fissati in qualche modo. Ma solo ed esclusivamente condensa per circa 2-3 cm attorno all'assorbitore posto sul bordo del sacco , e solo ed esclusivamente sulla plastica esterna e mai sull'opera. Ad ogni modo la reazione ad un certo punto termina e il calore scompare abbastanza velocemente.....e con essa la condensa.
Se vogliamo fare dei paragoni è certamente inferiore al calore che l'opera subisce con la riattivazione degli adesivi termoplastici o quello applicato con il ferro in foderatura....
la sola applicazione della permetrina potrebbe non essere sufficiente , sia per la penetrazione in profondità, sia per il fatto che agisce solo su un certo sviluppo degli insetti e non su tutti gli stadi.  

Sul problema della reperibilità non commento, mi piacerebbe sapere via P.M chi è il fornitore che dice in giro ste cose.


roberto bestetti
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max101179
Settembre 24, 2012, 2:07pm Report to Moderator
Utente recente
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Salve per me il miglior risultato che puo' ottenere e' con il trattamento antitarlo al  microonde , che da una sicurezza al 100% per quanto riguarda il calore non mi preoccuperei se il trattamento e' eseguito nel giusto modo non ha nessun effetto ne sulla patina ne sull' oro a fogli ne sulle lacche. Sono stati fatti dei studi appositi puo' trovare delle informazioni su questo sito ******************* nella sezione news ci sono dei studi fatti da questa ditta con il vaticano che eliminano tutti i suoi dubbi.
Spero di esserle stato utile. Max
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cinnabarin
Settembre 24, 2012, 10:26pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
manca la firma completa , indispensabile a scrivere nel forum, che lo ricordo, non è luogo dove fare marketing alla propria azienda ma dove scambiare opinioni altri professionisti. Sono molto interessato all'argomento in particolare al discorso calore. SI citano studi scientifici, vorrei avere dettagli più precisi su questi studi, in particolare quelli n cui s evidenzia che riscaldare le superfici ligenee e policrome non crea alcun danno perchè i requisiti minimi di ogni sistema museale, tutti gli studi di conservazione preventiva e le più elementari regole di buon senso suggeriscono l'esatto opposto. Il sito da te linkato  (presumo che sia il tuo sito) non riporta alcuna informazione scientifica per quanto ho potuto vedere. A prescindere dall'efficacia del metodo sui tarli di per se.
Personalmente considero le microonde un buon metodo, solo se non ci s trova di fronte a policromia, davanti a strati pittorici il riscaldamento a ....correggimi se sbaglio, 60, 70 gradi?.....mi lascia un pò perplesso.


roberto bestetti
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alessandro macuz
Ottobre 8, 2012, 9:06pm Report to Moderator
lucidatura arredi lignei
Utente anziano
Posts: 211
Location: venezia
Ma il trattamento " antitarlo al microonde" comporta scaldare la phermetrina nel microonde? LOL


Alessandro Macuz
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cinnabarin
Ottobre 9, 2012, 5:24pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
si, pure la statua....


roberto bestetti
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