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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro carta  ›  coperta in pelle troppo corta? Moderatori: alessandro sidoti, eflaia
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coperta in pelle troppo corta?  (attualmente 1,573 viste) Print
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stella restauro
Marzo 6, 2010, 1:03pm Report to Moderator
restauro libri antichi, stampe,legatoria artistica
Utente anziano
Posts: 61
Location: jesi
Ciao a tutti,
avrei bisogno del solito consiglio.
Sto restaurando il classico volume d'archivio: grandi dimensioni, cucito su 4 nervi tronchi in spago,  ancorato al dorso con dei nastri di pergamena intrecciati, coperta semi-floscia in pelle scura decorata e corregge, in origine vi era la patta di chiusura. Il blocco delle carte sebbene restaurato e ricucito rientra perfettamente nel dorso.

La coperta è in buone condizioni e mi piacerebbe riutilizzarla. Il piatto inferiore (dove in origine era la patta di chiusura) è della grandezza giusta del blocco delle carte così come l'altezza del piatto superiore, mentre la larghezza è inferiore. In poche parole il il blocco delle carte è più largo di 1,50 cm circa rispetto alla larghezza del piatto superiore.
Quindi non ho capito se è la pelle che si è ristretta oppure il volume era sin dall'origine così, tenendo conto che sopra la piatto superiore c'era la patta di chiusura a proteggere il blocco delle carte.
Quindi che devo fare? Cerco di allargare la larghezza del piatto superiore sfruttando parte del rimbocco della pelle o lascio tutto così com'è ora tanto comunque sopra ci sarà la nuova patta?
Sono anche andata in archivio a vedere come sono stati rilegati altri volumi simili, ma non è stato molto utile... alcuni volumi hanno i piatti leggermente più grandi del blocco delle carte, altri leggermente più piccoli!
Ci sentiamo presto, buon fine settimana Stella




Stella Mimmotti
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alessandro sidoti
Marzo 6, 2010, 10:08pm Report to Moderator
restauratore conservatore di libri e manoscritti
Posts: 399
Location: firenze
No non usare la pelle dei rimbocchi per allungare l'originale (è molto brutto a vedersi e eticamente discutibile), se la ribalta ti copre comunque il taglio non vedo il problema, certo devi concordare con il cliente prima di fare una scelta del genere... Io ci metterei una custodia che comunque ti risolve tutti i problemi di una coperta troppo corta.
Ale


        
Alessandro Sidoti 
MODERATORE RESTAURO CARTA    
restauratore-conservatore di libri (pubblico)
moderatore di http://restauro-del-libro.blogspot.it/
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Gloria Conti
Marzo 8, 2010, 9:00am Report to Moderator
Restauratore - National Archives of Scotland
Utente anziano
Posts: 97
Location: Edinburgh
Ciao Stella!
Concordo con Alessandro... Il volume verra' conservato in che maniera? Non e' possibile prevedere una scatola per la conservazione?
(Sinceramente non so nemmeno se farei la nuova patta, probabilmente lo lascerei cosi' com'e').


Gloria Conti
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stella restauro
Marzo 9, 2010, 11:44am Report to Moderator
restauro libri antichi, stampe,legatoria artistica
Utente anziano
Posts: 61
Location: jesi
La patta originale è andata perduta però osservando il punto dove sul piatto superiore è fissata la fibbia di chiusura è facile dedurre che la patta stessa arrivasse almeno a coprire metà piatto.
Inoltre se si osservano i volumi "fratelli" conservati in archivio che hanno ancora la coperta originale le patte arrivano tutte a coprire abbondantemente metà piatto.
Tutti i volumi sono conservati dentro dei faldoni ... quindi credo proprio che seguirò il vostro consiglio.

Però ho una domanda che potrà sembrare sciocca, perchè non è corretto "allargare " le coperte utilizzando i bordi ripiegati? Dal punto di vista estetico è il rischio di fare delle schifezze è dietro l'angolo, ma esistono altre problematiche da tenere in considerazione?
E quale è l'alternativa da seguire in caso in cui dovessi rimontare una coperta troppo piccola rispetto al blocco delle carte? Accade molto spesso con le coperte in pergamena flosce o semi-flosce (soprattutto per il materiale d'archivio).
Buona giornata!
Stella



Stella Mimmotti
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Gloria Conti
Marzo 10, 2010, 9:17am Report to Moderator
Restauratore - National Archives of Scotland
Utente anziano
Posts: 97
Location: Edinburgh
Mah, secondo me il problema sta nel fatto che se cambi la posizione del rimbocco, pieghi la pergamena in punti cui pieghe non ce n'erano, comunque stai modificando la natura dell'oggetto. Stai rimuovendo informazioni, snaturalizzando l'oggetto per quello che e', per come e' nato, per la storia che ha vissuto. E' un discorso molto interessante, per me, che sarebbe bello sviscerare.

Io molte volte mi sono posta la domanda su quanto in verita' valga la pena (e soprattutto sia corretto) stare a recuperare tutti gli elementi originali quando comunque si sta mutando in profondita' la struttura dell'oggetto. Che senso ha riattaccare i pezzi del cuoio originale su quello nuovo di una coperta rifatta? A che serve rifare una legatura in pergamena con quella originale quando la si e' dovuta inumidire, stendere, magari addirittura foderare? Cosa rimane dell'essenza di quell'oggetto? Stiamo recuperando o li stiamo distuggendo definitivamente, una volta per tutte? Trovo che sia sempre molto complesso rispondere, anche perche' siamo abituati, per formazione o - appunto - abitudine, ad un certo modo di procere che sinceramente da un po' di tempo mi sento di dover mettere profondamente in discussione...

Trovo che, nella conservazione, abbia quasi sempre senso solamente 1) fare il meno possibile (e quindi conservare nel senso stretto del termine), 2) intervenire in maniera piu' radicale ma a quel punto salvare tutto il possibile e lasciarlo a parte intatto quale e' con tutto il bagaglio storico che porta con se'. Quindi niente modifiche delle pieghe, niente recupero dei capitelli, niente dorsi riattaccati, e via dicendo.
In linea di massima l'opzione "meno faccio e meglio e'" e' quasi sempre la migliore, a mio parere.
Va da se' che poi e' il singolo caso a dover essere valutato...


Gloria Conti
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stella restauro
Marzo 11, 2010, 11:36pm Report to Moderator
restauro libri antichi, stampe,legatoria artistica
Utente anziano
Posts: 61
Location: jesi
Discorso molto complesso Gloria!
Hai perfettamente ragione quando affermi che andrebbero fatti meno interventi possibili e che talvolta nel restauro si procede per abitudine e che, infine, ogni volta che si mette mano a un qualsiasi manufatto inevitabilmente qualcosa si perde e qualcosa viene modificato.
Molto banalmente quando ricuci un libro fai attenzione che la tecnica sia la medesima, cerchi di utilizzare gli stessi fori di cucitura e di piegare le pagine nel punto preciso dove erano prima, cerchi anche di utilizzare materiale simile all'originale (attenzione! simile all'originale è un pò difficile che riesci a trovare un rocchetto di filo del 1600!) ... ma non bisogna dimenticare che come il primo rilegatore ha lasciato sul libro una traccia lo fai anche tu che lo ricuci la seconda (o magari le terza) volta, e in questo non ci vedo nulla di male perchè anche noi siamo parte della storia di quel libro come tanti altri (l'autore,il tipografo, il primo rilegatore, gli studiosi, i venditori...)
Se il primo rilegatore era un mancino e tu no, ti posso assicurare che il semplice gesto di far girare il filo attorno a un nervo avviene in maniera diversa ( e te lo dico io che sono ambidestra e riesco a cucire con entrambe le mani!). Alla fine il risultato è sempre lo stesso ma la tecnica è leggermente diversa e nel momento stesso  in cui smonti il libro questa informazione la perdi.
E allora che fai? non tocchi più niente?
Portato all'estremo questo discorso porta o a non intervenire mai sul manufatto per paura di snaturare con un intervento il pezzo o a cambiare con leggerezza tutto: copertine, capitelli, pagine di guardia... poi "tutto va conservato in un'apposita busta come testimonianza storica" (si legge così nei manuali di restauro!)  con la speranza di conservare il maggior numero possibile di informazioni.
Per assurdo non dovresti neanche spolverare le pagine perchè anche la polvere è un'informazione, togliere ad esempio quella sabbiolina che veniva utilizzata per asciugare l'inchiostro manoscritto significa togliere un "elemento" del libro.
Lo scopo di qualsiasi manufatto è la sua fruibilità (che sia un quadro, un libro, un monumento, un oggetto...) pertanto nei limiti del possibile credo che bisogna riutilizzare tutti i pezzi originali, per tramandare quanto possibile la storia del pezzo.
Per questo prima di qualsiasi intervento faccio tante foto e cerco di essere precisa nella scheda di restauro, vorrei cercare di lasciare ai miei pro-pro-pro nipoti un'immagine quanto più precisa possibile del pezzo perchè so che il mio intervento cancellerà alcune informazioni.
Non tentare di recuperare la coperta originale mi sembra quasi di mutilare il libro, di renderlo a priori zoppo.

Se devo scegliere fra una coperta originale in pergamena con una piega in più che faccio io e una bella coperta nuova in pergamena pulita pulita accompagnata da una busta rigonfia dei pezzi originali sinceramente scelgo il male minore... l'originale con una piega in più sperando di tramandare quanto più possibile della storia del libro.

Scusate...quando mi ci metto sono logorroica!
buona serata Stella


Stella Mimmotti
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