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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  di nuovo i tarli! Moderatori: cinnabarin
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di nuovo i tarli!  (attualmente 2,077 viste) Print
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tarlato
Maggio 27, 2010, 2:27pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 2
Mi sono iscritto in questo forum non perchè sono un appassionato del restauro ma sicuramente nella conservazione dei miei mobili. Ho un grossisimo problema. L'anno scorso dopo avere notato che i tarli avevano ridotto una mobilia, di circa 100anni, in un scolabrodo e avendo capito che si trattava di tarli, abbiamo deciso di fare restaurare i mobili ad un ottimo restauratore. Ha tolto la vernice, applicato l'antitarlo con il pennello e poi ricoperto i buchi e infine verniciato. Direi un ottimo lavoro che però ha portato via tanto tempo e soprattutto tanti soldi. Qualche giorno fa mi sono accorto che c'erano in giro ancora questi animaletti, li ho visti nei più disparati posti e non sopra il legno, quindi pensavo che l'antitarlo avesse fatto effetto, ma a mia sopresa oggi ho visto il primo buco. Cosa devo fare? Non è possibile inserire qualche prodotto che eviti questi animali? Grazie


Pino Turrisi
Registrato Offline
tarlato
Maggio 28, 2010, 12:09am Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 2
scusate non mi sono accorto che il topic si è quadruplicato, come faccio a cancellare gli altri?


Pino Turrisi
Registrato Offline
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cinnabarin
Maggio 30, 2010, 10:18am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
gentile Tarlato per scrivere in questo forum è richiesto l'inserimento di firma completa e di situazione professionale nel centro utente.
grazie


roberto bestetti
Registrato Offline
Replica: 2 - 3
Gianfranco Magri
Giugno 8, 2010, 9:57am Report to Moderator
Consulente tutela Beni Culturali
Utente recente
Posts: 17
Location: Arese
Gentile Sig. Turrisi, alias Tarlato,
non esistono prodotti miracolosi, per combattere i tarli, ma tecnologie e metodologie appliicate con competenza.
La disinfestazione si fa con la testa, non con i prodotti.
L'intervento operato dal suo restauratore è stato, molto probabilmente, corretto e professionale, ma la metodologia applicata non può essere considerata, di per sé, risolutiva, avendo una sua intrinseca vocazione probabilistica nel tempo.
La ragione è che non può debellare le uova.
Oltre a ciò, imbibisce il legno solo per pochi millimetri, dove puà essere applicato sulle superfici non verniciate, con una protezione solo parziale del mobile. Anche gli interventi con siringatura direttamente nei fori, aumentano le aree imbibite, ma rimangono interventi parziali e probabilistici.
La maggior parte delle larve - sono loro che operano gli scavi e che distruggono il manufatto, agiscono al di sotto dello strato superficiale imbiibito del legno, indisturbate per tutto il loro ciclo, che può durare da uno a 4 anni, a seconda della specie che solitamente interessa i manufatti di arredo ed a seconda delle condizioni di microclima, prima di compiere il proprio ciclo e sfarfallare, allo scopo di riprodursi.
Non è escluso che l'attività di sfarfallamento da lei notata "dopo" l'intervento del suo restauratore. sia la naturale conclusione del ciclo di adulti che sono stati abbattuti dall'impregnante, proprio nel momento ultimo dello sfarfallamente.
Non è escluso...........se la zona di superficie scelta dal tarlo per sfarfallare era effettivamente imbibita con un impregnante abbattente.
Non è escluso.............se il principio attivo abbattente era ancora attivo al momento dello sfarfallamento. Checché ne dicano le schede tecniche dei prodotti, roboanti per vendere, la capacità abbattente degli impregnanti non è a tempo indefinito; i professioniosti seri parlano di non più di 2 anni.
Se............. il fernomeno di sfarfallamento avviene dopo il periodo di copertura del principio attivo, l'adulto sfarfallato, bello vivo e vegeto, può tranquillamente riprodursi e ricolonizzare lo stesso manufatto, o colonizzarne altri, mettendo in moto il meccanismo continuo delle re-infestazioni crociate.
Se........,se,...........se.............Come vede, siamo in pieno contesto probabilistico.
Come si può interferire con questo ciclo e soprattutto, risolvere radicalmente il problema? Spostando il criterio di approccio, da un intervento parcellizzato a rimedio mirato sul singolo manufatto, ad un programma integrato di bonifica, messa in sicurezza e tutela nel tempo, che lo contestualizzi nell'ambiente in cui è conservato.
Innanzitutto occorre bonificare radicalmente il manufatto con tecnologie che abbattano anche le uova.
Queste vengono depositate dalle femmine di adulto sfarfallato - uscito dai fori che lei nota, con la rosura -, sullo stesso manufatto, ma anche sui manufatti lignei presenti nello stesso ambiente, o in quelli adiacenti, perché i tarli, purtroppo, sono ottimi volatori.
Oggi sono disponibili varie tecnologie radicali ecocompatibili, che assicurano l'abbattimento di tutti gli stadi vitali, comprese le uova, differenziate, a seconda del tipo di manufatto da bonificare. Queste tecnologie rappresentano il punto di integrazione sinergica fra disinfestazione e restauro, integrazione senza la quale il problema dei tarli non si risolve.
Per i manufatti di arredo, la tecnologia a microonde - quella in camera a rifrazione, mi raccomando, che è sicura per le persone e per l'ambiente - è la tecnologia elettiva, rapida, sicura ed economica.
Non basta, tuttavia, bonificare: occorre mettere in sicurezza il bene bonificato, applicando lo stesso impregnante di cui parlavamo, ma, a questo punto, con una vocazione totalmente diversa, che non è più la disinfestazione, deputata alla tecnologia, ma il mantenimento protettivo (dalle re-infestazioni crociate), che è la vera vocazione dell'impregnante.
Non ci si può illudere di aver finito così. Non ha senso concentrarsi solo su un manufatto tarlato, limitandosi a bonificarlo: la lotta ai tarli deve essere contestualizzata nell'ambiente in cui questo è conservato, soprattutto in senso preventivo, per interferire sul ciclo riproduttivo degli infestanti e per proteggere gli altri manufatti, interrompendo il ciclo delle riproduzioni e delle re-infestazioni crociate.
Ci sono, allo scopo, vari mezzi, soprattutto la disinfestazione permanente operata dalle trappole elettroluminose ed il monitoraggio: di questo, ci ne sono soluzioni versatili ed accessibili anche al privato.
Immagino che il quadro le sembrerà complesso, ma la lotta ai tarli non è semplice e chi ha coscienza professionale e deontologica non può e non deve semplificarla.
Forse l'avrò delusa, dal momento che era alla ricerca di una facile scorciatoia, affidata al "prodotto miracoloso" che non c'è, come l'isola di Piter Pan.
L'ha visto da se.
Si fidi di chi le dice le verità scomode, ma le risolve i problemi.
Cordiali saluti


Gianfranco Magri
Registrato Offline
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