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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO ARCHITETTONICO    Architettura  ›  Battuto di lapillo e calce Moderatori: admin
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Battuto di lapillo e calce  (attualmente 4,797 viste) Print
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mariopagliaro
Ottobre 4, 2010, 4:46pm Report to Moderator
architetto
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Posts: 4
Location: avellino
Ho cercato a lungo tra gli altri interventi ma mi sembra non aver trovato nulla. Quindi, giro alla vostra attenzione un problema di conservazione di un tipico solaio campano. Quindi: Campania, architettera rurale '700 al confine tra Sannio e Terra di Lavoro, solaio (tra piano primo e copertura non praticabile) in legno con travi e "chiancolelle" (panconcelli) in castagno "a taglio", "valera" (interasse tra le travi) di circa 80 cm. Superiormente battuto di calce e lapillo. Intervento di miglioramento, le travi non presentano particolari problemi, le chiancolelle, invece, sono in massima parte degradate da umidità e fumo. Vorrei intervenire per preservare totalmente il battuto, ad oggi uno dei rarissimi "esemplari" originale rimasti in zona, intervenendo per cantieri sostituendo i panconcelli degradati con nuovi a copiare. Il mio problema a cui non sono riuscito a trovare soluzione? Come ripristino il contatto tra panconcello e intradosso del battuto, dato che pur intervenendo con cautela al momento di sfilare la chiancolella degradata, la parte polverosa del battuto cadrà? Avete notizia di interventi simili? Io ho trovato solo questa ma è l'esatto contrario di quanto vorrei fare: consiglia lo svuotamento del battuto. http://www.recuperoeregoladarte.com/schede.php?TecnologiaID=4
Grazie  


mario pagliaro architetto
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admin
Ottobre 4, 2010, 5:05pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Può allegare un disegno e spiegarmi la funzione delle chiancolelle e del panconcello.
Per me questi termini risultano sconosciuti.
Conosco bene il battuto di lapillo ed in particolare quello utilizzato in copertura.


Sergio Tinè
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mariopagliaro
Ottobre 4, 2010, 6:34pm Report to Moderator
architetto
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Location: avellino
La funzione della chiancolella o panconcello è quella propria del tavolato in un solaio in legno, ovvero di collegamento tra le travi, chiusura della luce tra di esse, e ritenzione del massetto sovrastante, quindi assorbimento delle pressioni che da esso derivano. Rispetto ai tavolati "normali" però, è l'esempio di una tecnologia povera in grado di utilizzare per gli orizzontamenti anche la ramatura degli alberi e non solo il tronco. Le chiancolelle, potevano essere di "spacco" se ottenute sezionando lungo le fibre longitudinali i rami, oppure " di sega" quando si ricavavano, appunto usando tale attrezzo, soluzione questa meno preferita. Caratteristica, infatti, delle pianure campane con scarsa presenza di alberi d'alto fusto. Sulle chiancarelle , poi, veniva confezionato un primo strato (arriccio) di malta ordinaria , pozzolana, sabbia comune e calce spenta, mescolato con rottami diversi dello spessore di circa 3 cm. Questo garantiva che dopo la battitura il "masso" superiore non si lesionasse con la stagionatura. Quello che vedrà nelle foto, ora solaio coperto da tetto, in origine era un "lastrico a cielo" ovvero, un terrazzo scoperto.
Ancora grazie



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mario pagliaro architetto
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admin
Ottobre 5, 2010, 7:29pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Lo stato di conservazione (osservando sia le chiancolelle che il battuto) si presenta .... tragico.
Fra l'altro suppongo che in passato abbiano ritenuto opportuno provvedere alla realizzazione della copertura perchè il battuto non garantiva più la tenuta all'aqua.
Il suo intento conservativo è lodevole ma salvare il battuto avrebbe senso solo a condizione di ripristinarne la funzione originaria (eliminando quindi la copertura aggiunta).
Dubito che possa riuscirci.


Sergio Tinè
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mariopagliaro
Ottobre 6, 2010, 8:30am Report to Moderator
architetto
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Location: avellino
Sullo stato delle strutture lignee concordo con lei, ed anche sulla primissima funzione del battuto, ma la realizzazione della copertura, intorno al 1760, è da attribuirsi a nuove necessità produttive e non a protezioni d'urgenza. Per essere più completo nella mia esposizione mi permetta di integrare le informazioni date, allegando la sintesi di una mia ricerca che sto conducendo, e che partendo dalla casetta di cui discutiamo mi ha portato nel mondo di Vanvitelli.
grazie



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mario pagliaro architetto
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mariopagliaro
Ottobre 14, 2010, 9:35am Report to Moderator
architetto
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Posts: 4
Location: avellino
Mi sono consumato un pò i "masti" locali, e valutandola da vicino la situazione proveremo a sostituire le assi maggiormente degradate e pulire superficialmente quelle buone. Poi per ripristinare la coazione tra le nuove "chiancolelle" e l'intradosso del battuto, l'artigiano dice possibile, semplicemente rinzaffare con calce e lapillo al momento dell'apposizione della nuova chiancolella. Io vorrei, però, anche provare a:
1) rimuovere la vecchia chiancolella
2) pulire dagli strati polverizzati l'intradosso del battuto lasciato scoperto.
3) con trapano a rotazione, sempre da sotto, fare un foro da 12/15 mm bucando fino al calpestio superiore
4) stendere letto di calce e lapillo mista ad inerti di tufo di buon diametro ((20/30 mm) sulla chiancolella nuova ed alloggiarla (anche in origine le chiancolelle non erano chiodate)
5) dal piano superiore, quindi, infilare tubicino nel foro praticato e colare ancora calce grassa fino al riempimento

Un parere?
Grazie e saluti


mario pagliaro architetto
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