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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro carta  ›  Dilemma sulla foderatura di opere su carta Moderatori: alessandro sidoti, eflaia
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Dilemma sulla foderatura di opere su carta  (attualmente 2,993 viste) Print
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federica_74
Ottobre 20, 2010, 3:51pm Report to Moderator
restauro libri
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Vorrei sottoporre ai più esperti questa questione, lo scritto è tratto da una tesi sul restauro delle opere su carta, è la prima volta che sento parlare di tale questione, a me è stata insegnata la foderatura quasi indiscriminata (le famose mussole  epelle d'uovo) sia del piccolo/medio che del grande formato.

"Solo negli ultimi anni, i restauratori hanno concordato sulla necessità per le opere su carta, di rimanere, per quanto possibile, libere da ogni inutile foderatura. Grazie all’apprendimento di alcune tecniche giapponesi,
il montaggio di restauro, almeno per le opere di piccolo formato, è stato codificato nei principi generali con modalità atte ad evitare lafoderatura con tela; rimane invece tuttora controversa la questione dei grandi formati. Per queste opere, il vecchio supporto è costituito in genere da una tela di cotone o di lino.Lo stato di conservazione è aggravato dalle tensioni fisiche generate dal contatto fra materiali differenti come la carta e la tela, e dai collanti utilizzati per far aderire i due supporti. I pareri divergenti che emergono a proposito della foderatura o meno dei grandi formati, si esplicitano ulteriormente, anche all’interno dei medesimi laboratori, sui materiali da utilizzare per l’eventuale foderatura: tele sintetiche o naturali e adesivi naturali,semi-naturali o di sintesi chimica Chi sceglie di non foderare con tela, dopo aver distaccato il vecchio supporto, procede all’applicazione, lungo il perimetro dell’opera, dei falsi margini di carta giapponese di grammatura simile all’originale, quindi, esegue la velatura del verso (margini compresi) con carta sottile (in genere la tengujo) e, in un secondo momento, la foderatura con carta di media grammatura, viene tenuta per circa un mese in tensionamento su un supporto rigido per le delicate fasi della spianatura e dell’asciugatura, e, infine, viene posta sul pannello definitivo, che per questo tipo di montaggi è spesso a nido d’ape d’aerolam,rivestito di carta durevole per la conservazione. I laboratori di restauro che hanno sposato il principio di non foderare con tela i grandi formati (azione che col tempo crea i danni che ben conosciamo), sono stati mossi soprattutto dalla formazione di scuola nipponica. Altri operatori  ritengono invece, che per le opere di grande formato non vi sia altra scelta che procedere alla foderatura di restauro con tela, limitando la problematica ai materiali da scegliere. Le tele e gli adesivi utilizzati oltre ad avere una buona resistenza meccanica e chimica,dovrebbero poi rendere la foderatura quanto più morbida possibile e reversibile. La tela in cotone, molto usata in passato, è stata all’estero quasi del tutto abbandonata a vantaggio della tela sintetica, essendo ben noti i danni prodotti dalla foderatura classica, a causa dei notevoli movimenti di restringimento e di allargamento cui è soggetto il tessuto naturale a seconda dell’andamento delle stagioni. In Italia invece resiste questa consuetudine, sostenuta dalla considerazione che i danni erano causati dalla scorretta tecnica di foderatura condotta con abbondante adesivo, a base di farina animale, che nessuno utilizza più. Essi, inoltre, affermano che i vantaggi nell’utilizzo del cotone vanno ricercati proprio nell’approfondita conoscenza che si ha delle reazioni di tale materiale a contatto con
la carta, al contrario di quello che si può dire per le tele sintetiche, e si battono per il controllo dei parametri ambientali, la cui mancata sorveglianza è alla radice dei danni subiti da queste opere.Chi sceglie di foderare con tela sintetica, predilige invece il poliestere che è un materiale composto da fibre tessili sintetiche. Dal punto di vista fisico e chimico, essa ha un comportamento simile alle fibre poliammidiche, fatta eccezione per un aspetto fondamentale che ha portato i conservatori a preferirla: la sua capacità d’assorbimento d’acqua è di circa quattro volte inferiore rispetto ai tessuti poliammidici e di circa otto volte inferiore rispetto al cotone. Questo fa in modo che i suoi movimenti naturali, e dunque le variazioni dimensionali, siano pressoché nulli, con la conseguenza
di interferire molto poco con la carta. Quando si fodera con una tela sintetica bisogna inoltre tenere
presente che per farla aderire a qualsiasi materiale è richiesto l’uso degli adesivi di sintesi. Una frontiera ancora da sperimentare potrebbe essere rappresentata dalla nuova tela per rifodero, messa a punto per i dipinti, e costituita da un filo di canapa e da uno di poliaramide Kevlar. La presenza della fibra naturale permette infatti l’incollaggio anche con gli adesivi classici (amidi e metilcellulose)."


Federica Rizzo
Registrato Offline
federica_74
Ottobre 25, 2010, 1:36pm Report to Moderator
restauro libri
Utente Attivo
Posts: 40
Location: campania
Neanche voi ne sapete nulla?


Federica Rizzo
Registrato Offline
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