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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro carta  ›  restauro carta moderna Moderatori: alessandro sidoti, eflaia
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restauro carta moderna  (attualmente 3,514 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
stella restauro
Dicembre 17, 2010, 1:23pm Report to Moderator
restauro libri antichi, stampe,legatoria artistica
Utente anziano
Posts: 61
Location: jesi
ciao a tutti,

spesso mi capita si dover sistemare giornali o ancor più spesso libri  (di scarso valore) metà 1800- inizio 1900 fatti con carta moderna di quella comunissima a macchina, talvolta semi-patinata, che tende con gran facilità a frammentarsi e strapparsi.
Di solito per riparare le lacune e gli strappi utilizzo carta giapponese, velo e metilcellulosa come se stessi restaurando carta antica, ma i risultati non sono un gran che sia dal punto di vista estetico che funzionale.

La carta giapponese non sempre aderisce bene alla carta originale e poi rimane "opaca", la metilcellulosa non sempre incolla bene talvolta macchia le pagine,   e poi il mio intervento  si vede tanto... talvolta troppo! anche se sto attenta a scegliere la carta tono su tono.
Quindi la domanda è: esiste una tecnica migliore, o dei prodotti più adeguati  per intervenire su opere recenti?
Ci sono degli studi di riferimento?
buon lavoro a tutti
Stella



Stella Mimmotti
Registrato Offline
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Adriano
Dicembre 17, 2010, 7:10pm Report to Moderator
Restauro beni archivistici librari museali
Utente Attivo
Posts: 46
Riconosco quanto hai detto sulle carte "vecchie" o patinate.
Non molto tempo fa ho cercato sul web info su come intervenire ma, ahimè, non ho trovato nulla.
Un ecamotage per il rattoppo, è l'utilizzo della stessa carta oppure similari.
Se la colla macchia, si "macchia" tutto il foglio, applicando la "metil" su tutta la superficie.
Le carte giapponesi possono essere impregnate con oli (lino?) per renderle "moderne", cosa che io non ho ancora provato.
Secondo me siamo ancora nella fase "fai da te"!


Adriano Macchitella
Registrato Offline
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stella restauro
Dicembre 17, 2010, 8:18pm Report to Moderator
restauro libri antichi, stampe,legatoria artistica
Utente anziano
Posts: 61
Location: jesi
Credo proprio che tu abbia ragione Adriano ... probabilmente siamo ancora in una fare "fai da te"! Neanche io ho trovato riferimenti in giro!
Lo so che sto per dire un'eresia ma se si passa con un ferro (o con un termocauterio) tiepido tiepido sulla carta giapponese un pò diventa lucida e si accompagna  meglio alla carta originale ( bisogna subito freddare la carta, basta appoggiarci sopra un oggetto freddo, altrimenti si arriccia tutta),  ma non credo che sia il massimo dal punto di vista del restauro!
Com'è quell'idea di utilizzare l'olio di lino? Ed eventualmente, dal punto di vista conservativo, è corretto utilizzare una tecnica del genere?
Grazie per avermi risposto subito, buona serata
stella


Stella Mimmotti
Registrato Offline
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alessandro sidoti
Dicembre 21, 2010, 4:05pm Report to Moderator
restauratore conservatore di libri e manoscritti
Posts: 399
Location: firenze
così a occhio direi che è molto peggio l'uso dell'olio di lino rispetto al "ferro da stiro", l'applicazione del calore comunque non lascia residui e non danneggia l'originale, invece l'olio dubito possa non interagire con la carta. In realtà cercando un po' tra le carte in vendita dovresti trovare alcune carte giapponesi con un lato più lucido (sono quelle che dopo la manifattura vengono asciugate su una piastra metallica) oltre a questo le carte con un'alta percentuale di Kozo sono naturalmente lucide per via di una cuticola che ricopre le fibre, per quanto riguarda le macchie derivanti dalla metilcellulosa puoi provare a diluire la metilcellulosa molto densa con alcool invece che acqua così riducendo il rischio di gore.
ciao Ale


        
Alessandro Sidoti 
MODERATORE RESTAURO CARTA    
restauratore-conservatore di libri (pubblico)
moderatore di http://restauro-del-libro.blogspot.it/
Registrato Offline
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Adriano
Dicembre 22, 2010, 9:11pm Report to Moderator
Restauro beni archivistici librari museali
Utente Attivo
Posts: 46
Scusatemi il ritardo, ma proprio non ricordavo dove avevo letto di carte giapponesi impregnate di "lino": non è lino ma vaselina.
Sul sito ICPAL, per il restauro di una carta moderna (carta lucido) traggo:

> Le integrazioni delle lacune e il reinserimento dei frammenti sono stati eseguiti con carte giapponesi, di idoneo colore e spessore, Kami W 7(1) 3,7 gr/m², Vang.506 (10 gr/m²), HIROMI Paper International n.174 (25 gr/m²), n.217 (11 gr/m²), n.405 (18 gr/m²), Moryta M 7 (30 gr/m²) che sono state tinte secondo le necessità cromatiche utilizzando Dies Yasha no mie successivamente impregnate con olio di vaselina, trattate poi con gomma arabica al 4% in acqua demineralizzata (al fine di adattarle nel giusto modo all’originale), fatte aderire tramite velina Kami W 7(1) (3,7 gr/m²) trattata come quella utilizzata per il risarcimento degli strappi, anch’essa è stata applicata tra l’originale e la carta giapponese mediante solvente (acetone) o temperatura localizzata (termocauterio).<

(vedi http://www.icpal.beniculturali.it/restauri_frezzotti.html)


Adriano Macchitella
Registrato Offline
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