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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Bacheca di chimica e diagnostica  ›  A futura memoria... Moderatori: Adamantio
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A futura memoria...  (attualmente 2,151 viste) Print
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Adriano
Marzo 5, 2011, 9:16am Report to Moderator
Restauro beni archivistici librari museali
Utente Attivo
Posts: 46
Mi rivolgo qui certo che la questione, se questione è, non è esclusiva di questa sessione o di questo forum.
Leggendo i dialoghi sul libro di Federici "A, B e C.", ad un certo punto il Conservatore di libri antichi dice a pg 69-70: - (...) nel restauro c'è una caduta delle informazioni che il restauratore coscienzioso cerca di limitare nella misura del possibile. (...), la caduta è legata a trattamenti che, eliminando le sostanze deterioranti, rimuovono anche quelle legate alla storia di quell'oggetto o di quel materiale (il lavaggio di carte acide porta via i prodotti di degradazione, ma anche parte delle colle e delle impurezze che potrebbero raccontarci alcuni aspetti della storia della carta). (...) -
E' possibile limitare questa perdita d'informazioni eseguendo, ad esempio, prima del restauro, dei tamponi sulle carte o sugli oggetti e conservarli a futura memoria per una eventuale analisi chimica e biologica. Prendere, altro esempio, quei frammenti di carta, pelle, pergamena, già staccati del bene culturale, e anch'essi conservarli in ambiente "sterile".
Tutto ciò è assurdo oppure...

"Restauratore con il dramma di essere l'eliminatore di piccole porzioni di storia"


Adriano Macchitella
Registrato Offline
alessandro sidoti
Marzo 5, 2011, 5:36pm Report to Moderator
restauratore conservatore di libri e manoscritti
Posts: 399
Location: firenze
Conoscendo Federici penso che l'intento non fosse quello di mettere da parte le sostanze di degrado, ma più che altro di sottolineare quanto il nostro lavoro richieda una giusta pianificazione e imponga la scelta deontologica di intervenire solo per quello che richiede lo stato del volume e non perchè si fa così... Rimane che molo più spesso di quanto immaginiamo ci potremmo fermare prima, senza con questo fare un lavoro peggiore. Ma nel nostro settore c'è sempre la tendenza a intervenire in maniera massiccia, facendosi scudo della consultabilità del materiale, la necessità di andare in mostra o di produrre un fac-simile, il tutto poi senza mai dare seguito a seri progetti di conservazione preventiva in cui i restauri si contano sulla punta delle dita. Progetti che oltretutto produrrebbero grandi vantaggi dal punto di vista della quantità di oggetti trattati. E invece lasciamo nel dimenticatoio migliaia di volumi per salvarne (spesso con criteri un po' vaghi) qualcuno più fortunato (?).
Insomma i dubbi che solleva Federici non devono per forza avere una risposta ma devono radicarsi nella nostra coscienza e diventare dei solidi principi con cui fermare la nostra mano (troppo spesso assai pesante).
Certo di non averti dato nessuna risposta, ti do il benvenuto nel club dei resturatori che si chiedono tutti i giorni quale sia il fine del proprio lavoro pur amandolo follemente.
Ale


        
Alessandro Sidoti 
MODERATORE RESTAURO CARTA    
restauratore-conservatore di libri (pubblico)
moderatore di http://restauro-del-libro.blogspot.it/
Registrato Offline
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Adriano
Marzo 5, 2011, 11:50pm Report to Moderator
Restauro beni archivistici librari museali
Utente Attivo
Posts: 46
Rileggendo il libro, guardavo un "mio" manoscritto restaurato con una nuova legatura e allora mi era venuta l'idea di salvare le "briciole"... (quel che resta della coperta originale è già salvata a parte). In questi giorni leggevo sui quotidiani che i NAS cercano le prove per un assassinio, attraverso le analisi dei pollini e così mi è venuta l'idea del tampone sui libri a futura memoria.
Per il resto son della tua stessa idea e la "questione" di Federici, sarà sicuramente nata per provocare gli animi e stimolare i pensieri.
Anch'io spesso son costretto a scegliere se "amputare" e inserire una "protesi" oppure recuperare qualcosa che va spesso vicino all'impossibile... ma poi, spesso sono altri a fare la scelta per te, come il dio denaro, il committente oppure il tempo in termini di consegna o anche in termini di epoca storica!


Adriano Macchitella
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