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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Ritocco pittorico e tecniche artistiche  ›  vernice finale Moderatori: cinnabarin
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vernice finale  (attualmente 11,455 viste) Print
2 Pagine 1 2 » Tutti Raccommanda Thread
giocastellana
Giugno 2, 2011, 6:28pm Report to Moderator
Utente anziano
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Ciao a tutti, dovendo preparare una vernice finale con Dammar per un quadro restaurato vorrei sapere in quale solvente è conveniente prepararla ed in quale preoporzione? I dubbi mi sorgono avendo letto un testo di V.Massa  G.Scicolone "Le vernici per il restauro" Nardini Ed. dove si afferma "è sconsigliabile utilizzarla con white spirit". Precedentemente indicano come solvente una miscela di  l'alcool etilico ed etere senza specificare le proporzioni. Io ho sempre saputo che l'alcool si aggiunge alla soluzione con white spirit per favorire la precipitazione delle cere. e poi cosa si intende per etere? ringrazio anticipatamente.

Giovanni Castellana


giovanni castellana
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cinnabarin
Giugno 2, 2011, 7:45pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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che domandone...mi tuffo nel mio argomento preferito,  

tralascio per ora le motivazioni per cui non è consigliabile, o comunque c'è di meglio,  che fare una vernice con la dammar: questa resta la migliore delle resine naturali (ovviamente nei test comparati all'invecchamento e alla rimozione non tiene il confronto con le resine sintetiche a basso peso molecolare tipo regal rez e Laropal A-81)

il solvente tradizionale è l'essenza di trementina, non è necessario aggingere altro, anche se i ricettari sono pieni di ricette più complesse, colofonia, canfora e olio di lino sono gli additivi più frequenti nella tradizione, la cera in tempi più vicini a noi.

Il tema del solvente in realtà è complesso, e la tramentina ha dei difetti tutti suoi, e ci sono studi che dimostrano una certa propensione al leaching (asportazione di frammenti di leganti pittorici) delle vernici fatte con questo solvente.

si può preparare con una miscela di White sprit addizionando 15% di aromatico (ricetta data dai colleghi americani al corso sulla vernice tenutosi a Vicenza nel 2007)

è sconsigliato il solo white spirit perchè la Dammar nel solo white non si solubilizza completamente, una certa frazione, quella più solubile nell'alcool etilico precipita quindi in quel modo si ottiene una resina frazionata, della quale non è stato studiato il comportamento.  

non sò cosa intendano per etere  (etere di petrolio in genere) in quel testo ma devo confessarti che non è tra i miei preferiti e certamente oramai un pò datato.

la percentuale di resina dipende da molti fattori, in particolre da come è sytato trattato il dipinto con la pulitura.  siccome il discorso percentuali con i restauratori è sempre un pò spinoso e c'è il rischio di fare confusione  da un pò ho preso abitudine a fare vernici indicando il peso della resina e il volume del solvente:
es 20 gr su 100 ml (non è 20%)

5 grammi su 100 ml per vernici finali e semplici saturazioni , 20 o 25  gr su 100 ml per verniciature più consistenti.

se mi posso permettere di consigliare solo Dammar di qualità.



roberto bestetti
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giocastellana
Giugno 2, 2011, 10:07pm Report to Moderator
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Grazie Roberto contavo su un tuo chiarimento. Nello specifico escludendo il benzene altamente tossico quale aromatico (di facile reperibilità)mi consigli di usare per utilizzare la forlmula dei colleghi americani?
ancora grazzie



Giovanni Castellana


giovanni castellana
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cinnabarin
Giugno 3, 2011, 6:36am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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si benzene escluso, aromatici di tipo comune anche. unica alternativa è l'uso di reagenti per analisi con purezza 99,9° nei quali la presenza di benzene sia realmente bassissima o esente: non ci sono purtroppo altre altrenative al momento che usare xilene o toluene. a mio pare meglio il primo per il maggiore punto di ebollizione. I colleghi americani e anche gli inglesi usano un aromatico commerciale lo shell sol A 100 che in italia non è commercializzato, ma qui il discorso tossicità si fà complesso e al di fuori delle mie capacità di comprensione per la copresenza di opinioni discordanti.  Ovviamente poi durante applicazione e preparazione....: areazione, maschera e quanto ne consegue.

Un altro problema con il White spirt è che su una media dimensione potrebbe essere troppo veloce ad evaporare, anche qui i colleghi fecero vedere altri solventi che in italia non ci sono (al dettaglio) shellsol D-40 e shellsol T. hanno punto di ebollizione più alto e mantengono ottime caratteristiche riguardo al problema tossicità e basso costo. Si trovano da Kremer.
anzi forse Antares ha un solvente simile allo shellsol T che chiama 075.

Per il tuo uso non escludo che si possa formulare anche una Dammar in idrocarburo con una percentuale di estere come il butile acetato magari in percentuale minore che l'aromatico: la maggiore polarità di questo solvente potrebbe richiedere meno quantità per solubilizzare correttamente la resina rispetto all'aromatico. di contro se aggiunto in quantità eccessiva potrebbe rendere la vernice troppo aggressiva sulla pittura: potresti fare una prova con 5% di butil acetato e vedere cosa succede. Mai provato personalmente.
Se preparata poi và usata nel giro di poco, consiglio l'aggiunta del Tinuvin 292 e in percentuale 3% rispetto alla resina solida. Ho tre bottigline di Dammar che uso per i corsi di aggiornamento, e ogni anno ne ripreparo uno, quello di 3 anni fà è arancio semaforo.


roberto bestetti
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giocastellana
Giugno 3, 2011, 11:26am Report to Moderator
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Quindi in soldoni i produttori italiani non sono ancora in grado di fornire dei prodotti corrispondenti a quelli consigliati dai colleghi americani. Personalmente sono stato nei laboratori del  Winterthur Museum Delaware. Dove con sorpresa ho scoperto avevano eseguito il restauro del Domenichino "La Siibilla Cumana"e degli operatori che avevano studiato in Italia mi dicevano che poi da loro sostituivano parecchi componenti delle formule studiate da noi. Tanto per fare un esempio loro i colori utilizzati per il rritocco li fanno da se sempre e si meravigliavano che da noi invece no. Quando ci sveglieremo e la finiremo di dormire sugli allori?
con rinnovata stima .


Giovanni Castellana


giovanni castellana
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cinnabarin
Giugno 3, 2011, 2:03pm Report to Moderator
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concordo con te, se apriamo il triste capitolo del ritocco pittorico, baluardo del restauro italiano fondato sulla reversibilità, noi italiani ne veniamo travolti:quando Renè de la Rie fece vedere per la prima volta il grafico con gli invecchiameti comparati dei colori da ritoco commerciali e a base di mastice: mezza platea ebbe un colpo.
Oggi quando mi capita di mostrarlo lo chiamo la Caporetto del restauro italiano. Poi lo studio analitico che ha presentato Stefano Volpin a Trento al convegno del Cesamar 7 2010 ha dato secondo me il colpo di grazia: ci sono colori commerciali che nemmeno hanno dentro il pigmento dichiarato in etichetta, girano blu oltremare fatti con lacche organiche spacciati per colori da conservazione...vernici a pase di paraloid B66 sono stese sui maggiori capolavori (ma vengono chiamate con francesismi del tipo retoucher ultra surfin a la peinture , retoucher etc etc... poi però se arriva un collega estero e dice che ritocca a B-72 si urlano allo scandalo, poi tornano a casa e ritoccano con fiumi di retoucher (spesso contiene paraloid penso il b-66 cioè quello autoreticolante).

Comunque lo stesso vale per noi quando prendiamo formulazioni nate negli USA dobbiamo per forza cercare sostituti commercialmente reperibili localmente o ordinare i prodotti dove sono disponibili, in questo forum non ho mai fatto segreto di dove si  riescono a trovare i materiali che nomino, se non fosse chiaro messaggio privato.

Sono convinto che solo insistendo su questo punto poi si riesce a ottenere di averli anche dagli abituali fornitori. é stato così con la Ligroina, con il carbopol (chi si ricorda di quando veniva comprato a sacchi da 5 kili?) Lo stesso per il coccocollagene, per gli adesivi EVA.....che erano entrati nella distribuzione e poi si è perso il fornitore.

Sui solventi per fare vernici insisto, i solventi giusti sono gli shell o gli omologhi esso. Il resto a volte non si avvicina nemmno al risultato che s ottiene con questi. costano anche meno, e certi fornitori esteri sono pure più veloci nelle consegne.


roberto bestetti
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cinnabarin
Giugno 3, 2011, 2:04pm Report to Moderator
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p.s. di che città sei?


roberto bestetti
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giocastellana
Giugno 4, 2011, 11:41am Report to Moderator
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Comprendi bene ora il mio orientamento o se vuoi "un ritorno" verso la Dammar?
E poi le tempere del quattrocento sono ancora li ?    i famosi e costosi mastice come fai notare tu sono già morti?.
E la relazione del prof. Vanni Tiozzo a Valencia 2005 a proposito delle foderature? le cristallizzazioni del Beva?
Detto in soldoni sto cercando un approccio "ecolgico della tradizione"e quindi sto sperimentando il ritocco a tempera "rosso & arabica" con i dovuti tempi per la verniciatura ...lunghissimi. Ma tanto vale trovare nuove vie (so di colleghi che ritoccano le icone con questa o con altre tempere)e poi l'ho visto con i miei occhi ritoccare un Domenichino con tempere fatte in casa, negi USA.
Io sono in provincia di Bari.
con rinnovata stima
Giovanni Castellana


giovanni castellana
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cinnabarin
Giugno 4, 2011, 1:09pm Report to Moderator
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capisco, non condivido al 100% ma capisco il punto di vista, meglio usare uovo e gomma arabica sapendo cosa si usa che ritoccare con roba uscita dal tubetto che si pensa sia gomma arabica. Il ritocco con l'uovo tempo addietro s diceva venisse praticato dal Hemilton Kerr Insitute, il più prestigioso istituto inglese. Personalmente non ho mai provato ... anche il discorso pigmento è importante. Il caso della terra d'ombra è tipico. Però scusami della domanda, ma poi la vernice Dammar non si andrà a mescolare con i leganti del ritocco se viene assorbita?  
ciao


roberto bestetti
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cinnabarin
Giugno 4, 2011, 3:00pm Report to Moderator
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ma con rpecisione con che riceta hai visto ritoccare, puoi essere più preciso, grazie.

in cambio ci metto questo se già non fosse noto: http://www.conservation-wiki.com/index.php?title=Chapter_II_-_Traditional_Artists%27_Varnishes


roberto bestetti
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giocastellana
Giugno 4, 2011, 8:42pm Report to Moderator
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Caro Roberto grazie per il link (ne conoscevo ampi frammenti presi in esame diverso tempo fa) dove con mia soddisfazione trovo che.... ".....semplicemente la ricetta di Rembrant è Dammar sciolta in spirito di trementina......".
Ed è qui il nocciolo della questione: sappiamo che la tempera adeguatamente asciugata (specie nella parte che riguarda il tuorlo) può essere verniciata con Dammar a condizione che il solvente non sia lo stesso. Ora; una tempera rosso-arabica non contiene solventi simili a quelli contenuti nella Dammar. Quindi perchè dovrebbe assorbire, come tu fai notare, più di un arci-accettato acquerello Maimeri? Ad ogni buon conto la ricetta USA non la conosco e mai finirò di mangiarmi le mani a non aver approfondito l'argomento quando ero li, di tempera fatta in casa comunque si trattava ...e dovevi vedere quanto ne erano fieri.....(chissa' se i responsabili che hanno affidato a loro il restauro lo hanno mai saputo).
Al momento sto facendo diversi tentativi e appunto avevo bisogno della miglior ricetta riguardo ai solventi della Dammar.
Scusami se sono stato prolisso ma quando c'è modo di ampliare il proprio bagaglio ........
A settembre vorrei avere i primi risultati poi ti indicherò i pigmenti usati nei miei studi e se sono fortunato  affidare ad una giovane tesista la parte che riguarda la diagnostica.
con sincera stima

Giovanni Castellana





giovanni castellana
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cinnabarin
Giugno 5, 2011, 8:12am Report to Moderator
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Qualche anno fà avevo fatto una tavoletta di acquarelli  pastiglia con pigmenti di alta qualità, (costruisco tavolozze di acquarelli da quando feci il corso di tecniche in accademia) che sono  molto diversi dall'esito dei tubetti, di quale marca si voglia, coprenti, opachi: alla fine avevo smesso di usarli ma credo che riprenderò quel discorso.

Attenzione è Rembrantd Peale, un pittore ottocentesco, non quel Rembrant dalla tecnica pittorica tanto discussa, perchè la dammar non entra in commercio in europa prima del XIX sec.

riporto la frase: "Substances have sometimes been added to damar to strengthen or plasticize it, as they have been added to mastic. Rembrandt Peale's recipe was simply damar in spirits of turpentine (Peale ca. 1850, 95–6), but in the 20th century Toch recommended adding up to 5% stand oil (1934, 151), and Doerner said that 5–10% castor oil can be added (Doerner [1922] 1949, 133).

sulla tecnicha del noto rembrant ho da tempo il desierio di leggere questo: http://books.google.it/books?i.....echnique&f=false

in sostanza da altre fonti mi sembra di ricordare che si suppone l'uso di medium di tipo megilp: cioè olio di lino gelificato per aggiunta di resina mastice, tecnica tipica nordica. facendo ricerche su questo ne è uscito in soldoni, che i nordici facevano riferimento ad un testo  italiano per la preparazione di questo medium: inaspettatamente il testo in questione è L'Armenini Dè veri rpecetti della Pittura (uno dei pochi testi di tecnica che si trovano in libreria ancora oggi)  che in effetti descrive un medium pittorico a base di mastice e olio. Inutile chiedersi se sia stato verificato sull'enorme patrimonio italiano che di quel testo ha fatto fodamenta.

Ho fatto prove simili con l'autoproduzione di acquerelli in pastiglia, molto diversi dall'esito dei tubetti, di quale marca si voglia, coprenti, opachi: alla fine non sempre adatti devo ammettere.  


roberto bestetti
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cinnabarin
Giugno 5, 2011, 8:14am Report to Moderator
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Qualche anno fà avevo fatto una tavoletta di acquarelli  pastiglia con pigmenti di alta qualità,   che sono  molto diversi dall'esito dei tubetti, di quale marca si voglia, coprenti, opachi: alla fine avevo smesso di usarli ma credo che riprenderò quel discorso.

Attenzione è Rembrantd Peale, un pittore ottocentesco, non quel Rembrant dalla tecnica pittorica tanto discussa, perchè la dammar non entra in commercio in europa prima del XIX sec.

riporto la frase: "Substances have sometimes been added to damar to strengthen or plasticize it, as they have been added to mastic. Rembrandt Peale's recipe was simply damar in spirits of turpentine (Peale ca. 1850, 95–6), but in the 20th century Toch recommended adding up to 5% stand oil (1934, 151), and Doerner said that 5–10% castor oil can be added (Doerner [1922] 1949, 133).

sulla tecnicha del noto rembrant ho da tempo il desierio di leggere questo: http://books.google.it/books?i.....echnique&f=false

in sostanza da altre fonti mi sembra di ricordare che si suppone l'uso di medium di tipo megilp: cioè olio di lino gelificato per aggiunta di resina mastice, tecnica tipica nordica. facendo ricerche su questo ne è uscito in soldoni, che i nordici facevano riferimento ad un testo  italiano per la preparazione di questo medium: inaspettatamente il testo in questione è L'Armenini Dè veri rpecetti della Pittura (uno dei pochi testi di tecnica che si trovano in libreria ancora oggi)  che in effetti descrive un medium pittorico a base di mastice e olio. Inutile chiedersi se sia stato verificato sull'enorme patrimonio italiano che di quel testo ha fatto fodamenta.




roberto bestetti
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giocastellana
Giugno 6, 2011, 9:36am Report to Moderator
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Ciao Roberto ma tu quale ricetta hai adottato  per la produzione della tua tavolozza? sarei davvero felice di poter utilizzare anche la tua ricetta per la ricerca che voglio fare ( sempre che tu sia daccordo ).
Questa estate come ti accennavo la dedicherò a questo argomento ed i risultati possiamo vedere anche di pubblicarli.
con rinnovata stima.


Giovanni Castellana


giovanni castellana
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cinnabarin
Giugno 6, 2011, 10:15am Report to Moderator
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non ho una trovato mai una ricetta precisa,ho solo sciolto al gomma arabica in acqua e usata per fare i colori.

gomma arabica 1 parte 3 parti acqua calda, filtrare e usare per impastare i colori. il vero problema è qui perchè ogni colore prende a modos suo e spesso occorre rifare la pastiglia perchè troppo dura o troppo tenera, nel mio caso dovrei rifare le terre d'ombra.... le pastiglie le ho fatte grosse, tipo cubi d 2 cm x 2cm in una scatola di legno con listelli incastrati...poi metterò una foto, i colori ovviamente asciugando crettano e a volte si frantuma la pastiglia, negli esiti assomigliano di più a tempere.

Ne ho fatta anche una con la gomma raccolta dal ciliegio ma poi non l'ho mai provata perchè l'ho regalata.


roberto bestetti
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