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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Consolidamento supporto  ›  Restauro dipinto fine XIX sec. Moderatori: cinnabarin
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Restauro dipinto fine XIX sec.  (attualmente 9,921 viste) Print
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Clizia D'Apice
Giugno 28, 2011, 5:40pm Report to Moderator
Restauratrice
Utente medio
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Location: Piemonte
Salve a tutti,
sto affrontando il restauro di un dipinto ad olio del 1875. Il dipinto non è più ancorato al telaio e presenta diffuse  lacerazioni e lacune del supporto; la tela è molto sottile ed ossidata, la bianca preparazione è quasi nulla, i segni di armatura della tela sulla pellicola pittorica sono molto marcati. Il dipinto è stato conservato in condizioni termoigrometriche non idonee: esso presenta numerose gore sul verso e notevoli deformazioni del supporto.
Dopo aver osservato attentamente l'opera ho eseguito delle prove di pulitura per rimuovere lo strato di vernice ossidata ed ho notato che il dipinto è molto sensibile agli alcoli ed ai chetoni, in particolare in corrispondenza delle campiture scure. E' possibile che l'elevata umidità assorbita dal dipinto abbia indebolito il legante oleoso ostacolandone la completa polimerizzazione?
Sono costretta a dover foderare il dipinto e mi chiedevo quale fosse la metodologia più corretta considerando che l'opera ha assorbito un'elevata quantità d'acqua e non vorrei apportarne ulteriormente.
In questo caso si può utilizzare solo il Beva 371?
Grazie.

Clizia D'Apice


Clizia D'Apice
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cinnabarin
Giugno 28, 2011, 5:52pm Report to Moderator
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Location: Milano-Varese
ciao, è abbastanza normale che un dipinto del 1875 sia sensibile ad alcoli e chetoni, mi stupirebbe il contrario. Sono spesso caratterizzati da preparazione e colore molto sottili. Colori in tubo magari con additivi vari, legante più spesso olio di papavero che lino.
consiglio SEMPRE il test di solubilità (wolbers-Feller-Cremonesi sciegliete quello che volete) partendo dai solventi più apolari e arrivando gradualmente alle miscele di solventi più polari. In quest'ottica i solventi che si usano per ultimi, quasi mai necessari sono alcool e acetone puri. Sulle opere dell'ottocento consiglio a maggior ragione di effettuare test di pulitura con metodi acquosi, tensioattivi come il tween 20 (non il contrad) o chelanti come il triammonio citrato oppure con della mucina...o con la saliva artificiale commerciale (è triammonio citrato al 4% diluitela anche fino all1%). solo dopo effettuare test con solventi se necessario.  
sullo strutturale magari prima una foto, credo dovrai risolvere le deformazioni prima di foderare, in quel caso l'opzione beva è solo 1 delle possibilità con i materiali sintetici. aspettiamo le foto.

ciao


roberto bestetti
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Clizia D'Apice
Giugno 28, 2011, 6:18pm Report to Moderator
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Ciao,
ti ringrazio per avermi risposto. Ho provato inizialmente con il tween 20 ma naturalmente non era sufficiente per asportare lo strato di vernice ossidata ed alla fine ho optato per un LE4. Per le deformazioni pensavo di ammorbidire il supporto e stirare. Problema foderatura: la colla pasta è sconsigliabile? Vi allego le foto.



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Clizia D'Apice
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cinnabarin
Giugno 28, 2011, 6:34pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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si certo, il tween 20 non può asportare vernici, ma può asportare tutta una serie  di materiali che confondono le cose. Polveri di deposito , sporco adeso etc. che fanno gran parte della alterazione cromatica. La vernice ci si pensa poi. Per esperienza posso garantire che molto spesso poi i solventi non servono. Ovviamente vanno valutate sull'opera , qui faccio un discorso generale con i limiti del caso.
Personalmente uso questa fase sfruttandone l'umidità per effettuare i primi appianamenti.  Colla pasta sulle opere dell'800 non bisognerebbe nemmeno parlarne. A volte i primi sintomi di malessere si manifestano a distanza di anni ...ma in maniera catastrofica.  BEVA cosa intendi Beva film o Beva a spruzzo?...l'opera è così piccola....io farei le fascie con tela poliestere sottile (tipo tenda) con beva a spruzzo, mi pare ci siano punti con lavori di strutturale da fare....poi tensionamento su telaio interinale , trattamento deformazioni con Tavola bassa pressione o mediante tensionamento\umidificazioene e se vedo che la tela è davvero compromessa foderatura con lo stesso sistema o a freddo con il plextol addensato.  


roberto bestetti
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Clizia D'Apice
Giugno 28, 2011, 8:17pm Report to Moderator
Restauratrice
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E per la vernice cosa useresti? Comunque ho lavorato su altri dipinti dell'epoca (puliti anche con la 3 A) e non mi era mai capitato di riscontrare una sensibilità simile agli alcoli, ecco perchè ho pensato al fattore acqua.
Per Beva intendo il Beva 371 a pennello, Beva gel o il D-8-s, non mi è possibile usare quello a spruzzo e non ho la disponibilità di una tavola a bassa pressione. All'inizio avevo pensato di fare uno strip lining ma in realtà la tela mi sembrava estremamente depolimerizzata e lacerata. Solitamente non amo foderare e reputo la foderatura un'operazione non sempre indispensabile (anche se oggi si fodera con molta facilità). Non avendo il tavolo a bassa pressione non mi è possibile optare per la foderatura a freddo con plextol. Cosa ne pensi del Beva D-8-s? L'ho utilizzato per lo strip lining ma non so se per la foderatura di un dipinto così delicato potrebbe andar bene anche perchè il Beva D-8-s è un'emulsione acquosa.

Clizia D'Apice


Clizia D'Apice
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Bea
Giugno 28, 2011, 8:53pm Report to Moderator
Utente ospite
ciao
francamente francamente vista la situazione della tela direi che la foderatura è indispensabile,se non disponi di una tavola a bassa pressione falla con un ferro da stiro,ma comunque,fa sicuramente foderato,anche perche come fai a rimetterlo eventualmente sul telaio?
la foderatura a collapasta si potrebbe anche utilizzare,e se hai distaccamento di colore e divisione degli strati devi comunque tenere la pulizia per ultima cosa.

Beatrice Cermenati
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cinnabarin
Giugno 28, 2011, 9:05pm Report to Moderator
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per le vernici faccio il test, ma solo dopo il surface cleaning e solo 1 su non sò quanti richiede la rimozione della vernice. La tolgo solo se davvero alterata. Magari poi metto la miscela in solvent gel (con gli opportuni abbassamenti di polarità) ...3A nemmeno a parlarne. è basata sul concetto di sciogliere tutto con il massimo sbiancamento possibile , con quello che significa) saranno 15 anni o più che non la uso, avevo pure dimenticato della sua esistenza.
Pensa che nell'800 era pratica comune anche l'uso di vernicie mescolata al colore, quindi una certa sensibilità ai solventi bisogna aspettarsela. Le opere di questo periodo sono più affini all'arte contemporanea che all'arte antica come modalità di intervento anche se poi tutti li trattano come se fossero opere del 500, con foderoni, vernicioni e telaioni.

Beva D-8-S ci ho fatto una passione per le saldature Filo a fiio degli strappi, poi però se guardi il pH (acido) ti rendi conto che non è il massimo per una tela infragilita. POI MANCANO I DATI SULL'INVECCHIAMENTO MI pare? .
Beva gel è la brutta copia dell'adesivo per la foderatura a freddo, ne ho un barattolo inutilizzato da anni. Personalmente dei Beva uno solo il 371  e il BEVA film. e l'eva Melt 74 che è un beva allo stato solido in perline semrpe per le salature e per i fili di rinforzo.

E come la fai la foderatura a BEVA a pennello?  




roberto bestetti
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Bea
Giugno 28, 2011, 9:31pm Report to Moderator
Utente ospite
si ma se la tela non ha una foderatura o (foderoni) come li chiamate voi come fate a lavorarci sopra??? di certo in questa situazione non si puo toccare lo strato pittorico se prima non si guarda al supporto.
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Clizia D'Apice
Giugno 29, 2011, 6:55am Report to Moderator
Restauratrice
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Bene, quindi vedo che non ho molta scelta. Sì pensavo di applicare un velo a pennello tirandolo bene con una spatola.
Grazie a tutti per i consigli.

Clizia D'Apice


Clizia D'Apice
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cinnabarin
Giugno 29, 2011, 8:33am Report to Moderator
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la foderatura serve a sostenere il supporto se questo non è più in grado di sostenersi da solo....altra cosa è il consolidamento degli strati pittorici che può e deve essere fatto autonomamente. Se il problema sono gli strati pittorici perchè devo foderare...solo nella speranza che la colla migri così lontano da dove l'ho applicata a consolidare anche il colore?

Sulla foderatura ci sono anche molte controindicazioni soprattutto sui dipinti dell'800: marcatura delle tele, ritiro incontrolabile della tela originale, schiacciamento del colore, tutte modificazioni imprevedibili e di certo che non si possono definire "reversibili" come invece si definisce questo intervento che di reversibile non ha niente a partire dai materiali che usa: ALLUME di ROCCA- induce reticolazione e cross linking nelle proteine,trementina veneta, se c'è una resina naturale che è una schifezza dal punto di vista conservativo è questa. Prova a prendere il PH della pasta....

La gran parte delle opere foderate a mio parere è il dipinto che tiene sù la fodera, totalmente inutile se non dannosa. L'aumento di peso in n dipinto foderato è maggiore del 100%. significa che la sua velocità di degrado sarà aumentata del 100%, in quanto la massa dei materiali igroscopici\e sensibili al degrado è raddoppiata. Questo comporta che le foderature inducono deformazioni, maggiore fluttuazione alle variazioni ambientali che porta all'insorgenza di sollevamenti.

FOderoni era inteso nel senso che un dipinto come questo in oggetto può essere trattato con tele molto sottili, tipo poliestere da tendaggi semi trasparente, piuttosto che usare la Tela Patta che si usa per i teleri. Per gli strappi esistono diverse soluzioni, anche semplificate, e vantaggiose in termini di lavoro\costo rispetto alle fodere. Il dipinto di Dro (la crocifissione di Dro casa editrice il prato) 5 metri di altezza e 120 lacerazioni del supporto, quella centrale di 1 metro e venti.....non è stato foderato: se si può non foderare (e  non smontare da telaio) un dipinto così vuol dire che a meno che non vi siano fenomenti di degrado tali nella tela, gran parte dei dipinti può non riceverla mai la foderatura.

Se il supporto è degradato, resta l'opzione da perseguire, ma la fodera di abitudine come spesso si sente e si vede fare, non solo non è positivo per la conservazione del manufatto, ma è pure estremamente dannosa.

Che questo poi comporti una serie di messe a punto del metodo di intervento è ovvio, sia nel trattamento delle deformazioni che nel consolidamento, sia lo stucco dovrà essere meno rigido, le grandi stuccature dovranno essere eseguite con degli accorgimenti particolari, e l'applicazione di vernice dovrà essere fatta in modo da non  farla finire tutta nella tela.  Comunque tutti argomenti noti e stranoti per chi legge e  si tiene aggiornato, si sono anche tenuti convegni su questo argomento.

Citato da 7117
si ma se la tela non ha una foderatura o (foderoni) come li chiamate voi come fate a lavorarci sopra??? di certo in questa situazione non si puo toccare lo strato pittorico se prima non si guarda al supporto.

Da come scrivi sembra che se il dipinto non è foderato non si può fare altro, tanta è l'abitudine a lavorare su dipinti irrigiditi dalla foderatura. Ma vorei, seppure forse inutilmente, far riflettere sulla correttezza etica e metodologica di modificazioni così profonde in un opera d'arte, soprattutto fatte alla luce della teoria del restauro che non prevede certo modificazioni radicali nei manufatti.

tornando a noi....se fai la foderatura in quel modo ti ritrovi il dipinto macchiato dal beva applicato in modo disomogeneo. hai due possibilità: o usi il beva film (che ti puoi anche fare) o dai il beva su una tela tensionata e lo riattivi con calore dopo averlo fatto asciugare. se invece vuoi sperimetare la foderatuara freddo applichi il plextol addensato (cè anche già pronto... lascaux 2ox) sulla tela da rifodero attraverso una zanzariera , lascia sciugare e riattivi a solvente applichi il dipinto sopra alla tela con l'adesivo riattivato e metti sotto pressione (anche con l'aspiratore industriale)


roberto bestetti
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Clizia D'Apice
Giugno 29, 2011, 9:07am Report to Moderator
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Grazie Roberto, mi hai chiarito al meglio la situazione. Difatti stavo proprio pensando di ricorrere in extremis al plextol e tentare una foderatura a freddo con un aspiratore. In questo momento sto risanando le lacerazioni con inserti di tela ispra applicati con polvammide e ti dirò..fin'ora sembra andar bene, sto quasi pensando di ricorrere al solito strip lining con beva film. La foderatura è un'operazione che non gradisco poichè apporta solo ulteriori problematiche al dipinto e sono perfettamente d'accordo con ciò che hai detto sulle foderature. L'unica cosa che mi spaventava era la fragilità del supporto. Cercherò di optare per la soluzione strip lining. Tela ispra o delay? Grazie ancora per gli utili consigli.

Clizia D'Apice


Clizia D'Apice
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Clizia D'Apice
Giugno 29, 2011, 10:10am Report to Moderator
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Un'altra cosa e poi concludo altrimenti mi vengono mille domande in mente e la conversazione non termina più.
Vorrei conservare il suo telaio originale che però è fisso quindi il giorno dopo essere stato montato, il dipinto tende naturalmente a rilassarsi. Esiste un metodo artigianale alternativo all'inserimento di molle sul retro del vecchio telaio per riportare in tensione il dipinto?


Clizia D'Apice
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cinnabarin
Giugno 29, 2011, 11:12am Report to Moderator
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la riflessione sulla foderatura era di ordine generale, la valutazione sull'opportunità o meno dipende solo ed esclusivamente da chi ha l'opera davanti. Mi preme però che quando si parla delle procedure conservative si tenga presente che hanno dei vantaggi e per contro spesso molti svantaggi che spesso si fà finta d non vedere. Se si frequenta un deposito museale e si mettono in rassegna le opere come mi è capitato di fare, i casi drammatici di sollevamenti e deformazioni sono sulle opere foderate a pasta, esistono anche casi di dipinti gemelli uno foderato e uno no con evidenti differenze di aspetto e di conservazione.

Le tele non saprei consigliarti...come si è capito non sono molto propenso a questa operazione. ho la fortuna di aver ereditato da mio padre che è tappezziere in stoffe diverse migliaia di metri di tessuti vari tra cui poliesteri di varia natura no di rado qualcuno valido si trova tra i tessuti in poliestere pe rtendaggi (armatura semplice senza decori ovviamente).   Dal punto di vista conservativo, sarebbe da preferire un poliestere, da quello estetico un lino.

Per i telai altro capitolo...su opere così piccole non serve a molto mettere molle, soprattutto se non sono trattate con materiali igroscopici. qualcuno aveva supplito inserendo un elastico nel bordo esterno della tela o delle fasce perimetrali, con delle asole in corrispondenza di perni fissati nel telaio (non sò come meglio descirverlo). Personalmente il problema lo affronto così: se il dipinto manifesta movimenti dovuti a fluttuazioni ambientali, e se l'applicazione di una tela o altra chiusura sul retro non migliora la cosa, solo allora penserei a un sistema elastico, altrimenti sono solo risorse tolte all'intervento.

per la tua fodera,ti consiglio di fare delle prove prima se non hai mai fatto un intervento con il metodo che vuoi applicare, una tela comprata in colorificio, smonti da telaio e la tratti come la tua opera. Mantieni la stessa dimensione  così riesci a vedere se la procedura è corretta e se tutto funziona al meglio. sia che tu decida per la foderatura a freddo che per il Beva 371. oppure provi entrambe e pi decidi, male che vada è esperienza.
In effetti uno dei limiti delle foderature sintetiche è che richiedono un pochino di attrezzatura!

facci sapere come procedi e come viene il lavoro, se no rimane sempre il dubbio di aver consigliato male....



roberto bestetti
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cinnabarin
Giugno 29, 2011, 11:16am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
se hai fatto gli inseriti con poliammide devi considerare che se applichi calore si possono aprire.....


roberto bestetti
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cinnabarin
Giugno 29, 2011, 11:20am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
p.s. metti una foto del telaio!


roberto bestetti
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2 Pagine 1 2 » Tutti Raccommanda Thread
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