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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  gommalacca Moderatori: cinnabarin
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gommalacca  (attualmente 7,099 viste) Print
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volgograd
Ottobre 31, 2011, 11:37am Report to Moderator
Aspirante restauratore
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Ciao a tutti, volevo esporre 2 domande riguardanti la gommalacca.
Considerando che ormai 1kg di gommalacca mi costa 1 occhio della testa (19€!) , volevo sapere se voi conoscete qualche rivenditore online dove è possibile risparmiare un bel po anche se capisco che c'e da mettere in preventivo le spese di spedizione.

Un altra cosa, a volte mi capita che dopo la 2° o 3° mano di gommalacca, quando questa si asciuga appaiono delle chiazze bianche? Sembra si formi un leggero strato di polvere bianca. La cosa strana è che non succede sempre!


Fabio Tamburi
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cinnabarin
Ottobre 31, 2011, 12:13pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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è normale, è dovuto all'umidità,può anche essere causato da alcool vecchio o di scarsa qualità. Si è detto e scritto di tutto su questo aspetto. Lascia asciugare di più tra 1 mano e l'atra, tappa bene i contenitori in cui conservi la vernice, scalda un pò l'ambiente prima di usarla, mai in ambiente umido. ma il maggior contributo secondo me è lo spessore, se fai strati sotili non succede anche in condizioni poco favorevoli. Io tento spesso di farla succedere sta cosa per capire cosa la provoca ma mi viene solo stendendo la gommalacca a spruzzo in grosso spessore. Fai la vernice al momento dell'uso o la conservi i bottiglie? io faccio nel secondo modo, la tengo preparata nelle taniche dell'alcool e lavoro solo  a tampone, difficilmente a pennello,e  sbiancamenti non se ne verificano.

A me pare già sarsa la qualità della gommalacca a 19 euro al kilo, esistono qualità più costose e sicuramente siamo in un contesto in cui prezzo vuol dire qualità quindi cercherei di spendere di più sulla vernice che rimane sull'opera e spendere di meno in sverniciatori e prodotti commerciali. La gommalacca rubino viene 36 euro, la lemon 22, prova anche la Botton o la gommalacca grezza 52 euro al kilo)...vedrai che vernice....ma ovviamente il prezzo sale...a me non sembra tanto 19 euro pe run materiale che viene dall'altra parte della terra. Poi dipende anche l'uso che se ne fà , se la dai a pennello è ovvvio che ne usi tanta ( e con risultati così cos' a mio parere) a me 5 kili son bastati per anni..1 kg a 100 grammi litro fanno 10 litri di vernice, è una bella quantità.


roberto bestetti
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alessandro macuz
Novembre 1, 2011, 4:46pm Report to Moderator
lucidatura arredi lignei
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Magari l'alcool che utilizzi ha una gradazione troppo bassa come quelli che contengono profumi che si usano per pulire la casa. Utilizzi Alcool con una gradazione uguale o superiore a 94 gradi? prepari il legno in qualche maniera(tinta, oliatura ...)? Tra una mano e l'altra carteggi, paglietti o che?
Certo il fatto che non succede sempre fa pensare anche a me a condizioni poco favorevoli come ambiente sotto i 18 gradi e/o parecchia umidità .


Alessandro Macuz
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volgograd
Novembre 3, 2011, 2:36pm Report to Moderator
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La gommalacca dopo averla sciolta nell'alcool (a volte 90°, ecco forse la causa) la conservo nei bidoncini dell'alcool. L'ambiente è piuttosto secco, non c'e umidità e poi è abbastanza areato. Si, effettivamente a pennello ne consumo moltissimo, dovrò imparare il metodo a tampone. A proposito, se mi date qualche dritta ci provo subito. Immagino che se la superficie del legno non è molto liscia il metodo a tampone è difficoltoso perchè si rovina vero? Voi con che carta carteggiate prima di mettere l'impregnante?(io uso impregnante ICA sintetico, ma ultimamente mi trovo bene col tingilegno Veleca noce antico perche posso ottenere molte tinte) Io di solito quando vernicio a pennello do l'ultima carteggiata con la 120, nel caso voglia verniciare a tampone che carta uso? Grazie


Fabio Tamburi
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cinnabarin
Novembre 3, 2011, 4:56pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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:o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o
non si usano MAI impregnanti sintetici ( ma poi a che pro) nè tingilegno. Se parliamo d conservazione di manufatti è importantissimo mantenere un livello dei materiali adeguato, e gli impregnanti -fondi- turapori sintetici a meno di non conoscerne adeguati (ADEGUATI) studi sull invecchiamento e conoscerne con certezza la composizione (tutti gli ingredienti), NON sono materiali adatti alla conservazione. Non mescoliamo la finitura del mobile della falegnameria moderna con la conservazione (purtroppo spesso la realtà  sconcertante).

1:non servono impregnanti a meno che il legno non sia stato distrutto dalla pulitura con lame abrasivi e carte vetrate: non si fà sul mobile antico, e se si fà sarebbe da non fare.

2 : anche se ci fosse l'esigenza di turapori, oppure sul legno nuovo degli inserti e integrazioni, io uso gommalacca 25 grammi su 100 ml, alza il pelo, quindi carta 320 SOLO SUGLI INSERTI NUOVI. l legno antico se non è maltrattato da puliture come descritto sopra è più difficile che si alzi il pelo, soprattutto sui legni duri.

3 . per il tampone occorre che la superfice sia perfetta, in questo contesto meglio e meno si fà la pulitura e meglio è: a mio parere 70 % dei mobili sono svernciati inutilmente per un assurda prassi che non ha niente di logico. Le finiture antiche spesso si conservano benissimo sotto coltri di sporco: spugnetta e tensioattivo, inumidendo appena e senza lasciare acqua sul legno danno risultati inaspettati (ovviamente un professionista poi magari usa Tween 20, e altri tensioattivi)


4. la 120 è una grana eccessivamente grezza per uso sul mobile antico, si usa SOLO per levigare listelli e parti in legno nuovo. per la finitura minimo 240 in sù , ma meglio 320, ma meglio se non usi abrasivi, prima impari a finire il mobile senza carteggiare e meglio è (diffondendo questa pratica di carteggiamento poi c'è sempre qualche furbo che carteggia i mobili intarsiati!!!)

5. per le tinte : mordente noce, mordente mogano e mordente palissandro e nero ebano. spendi meno e hai risultati migliori, palissandro ed ebano sono di uso limitato.  non metterei una tinta industriale a solvente su un mobile antico nemmeno sotto tortura. :P

6: non confondiamo restauro e falegnameria.










roberto bestetti
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cinnabarin
Novembre 3, 2011, 4:57pm Report to Moderator
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per il metodo a tampone, leggiti un pò quello che dice il solito manuale del Turco ed Hoepli, e poi se serve chiedi pure.

ciao


roberto bestetti
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volgograd
Novembre 3, 2011, 7:04pm Report to Moderator
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Grazie per le preziose informazioni, ne farò tesoro da subito.
Tuttavia voglio che mi spieghi alcune cose che non mi tornano.

1-Tu dici che il 70% dei mobili viene sverniciato inutilmente, vuoi dire che dopo un semplice processo di pulitura magari con una  spugnetta inumidita di acqua, ci passi direttamente la gommalacca?

2-Nel caso di mobili fortemente intarlati, come procedi allo stuccaggio senza sverniciare il mobile? Nel momento in cui bisogna levare lo stucco in eccesso (magari tramite carta finissima o lana d'acciaio) la vecchia pellicola potrebbe danneggiarsi.

3-Che stucchi usi?


Fabio Tamburi
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cinnabarin
Novembre 3, 2011, 7:32pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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-pulitura uso una spugnetta (vari tipi  a seconda, ma non quella con la paglietta  )   in soluzione di acqua e tensioattivo, se non hai accesso a fornitori di materiali per restauro seri (non i comuni colorifici) puoi usare acqua e sapone (poco) e asciuga subito con la carta. Dopo  fatto questo vedi in che stato è il mobile e decidi.

(In ogni caso non serve carteggiare, le vernici si levano spesso con semplice alcool.) i mobili antichi (diciamo 700-800- inizio 900 fino anni 40) sono finiti molto spesso con vernici  ad alcool o simili. quindi -SI- dopo la pulitura dò direttamente la gommalacca, semrpe e solo a  tampone. Ne uso diverse formulazioni  le più comuni sono 25gr litro, 75 grammi litro e 100 grammi litro. la 25 si dà sul legno nuovo prima della levigatura. poi si passa alla 100, e poi alla 75, e poi di nuovo alla 25 stendendo la vernice con un tampone: è fatto da un quadrato di lino tipo lenzuolo (se lo trovi) molto fine , liscio, senza nodi. se no calze da lucidatura, in Brianza si trovano dai fornitori di materiali per i mobilifici, sono dei tssuti tubolari in cui si mette i cotone o la lana per farci i tamponi (a mio parere vanno bene solo per una finitura di medio livello, per lo specchio ci vuole il lino).

per la stuccatura la domanda è buona  e non scontata, uso o gesso e colla preparato artigianalmente oppure modostuck colorato, a seconda (piccoli fori preferisco modostuck ma è opinabile) lo metto con la rasiera (quelle senza manico) cercando di non lasciare eccessi, al limite ripasso. IMPORTANTE....dò prima la gommalacca    così non si rischia di rovinare e si lascia uno strato di sacrificio, cioè la gommalacca stessa, in modo che se proprio hai esigenza di passare la carta fine per levigare (grana320) tipo se hai buchi gorssi non rovini sotto.

poi ci sono mille cose in mezzo, integrazioni, ritocchi, e casi particolari, ma in generale come ti ho descritto.

procedura generale per il tampone: fai un tampone con cotone idrofilo o lana e lo metti nella tela, inumidisci (inumidito: non deve colare) di vernice, una goccia di olio (paglierino o vaselina) e stendi con passaggi, a 8 a cerchi, lungo vena.
passi tutte le parti piane e le sagome, gli angoli sono difficili, passi tutto senza mai fermare il tampone sulle superfici, esci da un bordo mai staccare al centro, mai fermarsi sulle superficie. quando non scorre più bene altra vernice o  altro olio a seconda. alla fine quando il lavoro è uno specchio, si lascia asciugare 1-2 settimane e si deve togliere l'olio che hai usato per far scorrere il tampone: questa fase si chiama brillantatura ed è la più difficile, e puoi rovinare tutto. prendi un tampone nuovo, che usi solo eprm questo, senza olio e lo carichi con una piccolissima quantità di alcool (difficile capire all'inizio, io ci ho messo anni....l'ideale metterci poco alcool e lasciarlo in un barattolo chiuso tutta la notte, come lo trovi al mattino, che è si umido di alcool ma pochissimo, quella è la quantità. passi sulla superfice prima a cerchi e poi lungo vena a finire...sulla superficie passando il dito e guardando controluce vedi perfettamente riflesso come in uno specchio e scorrendo il dito non vedi aloni di olio....

http://www.youtube.com/watch?v=Bkguc9WAceo








roberto bestetti
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cinnabarin
Novembre 3, 2011, 7:37pm Report to Moderator
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p.s il video è solo uno dei tanti...lasciamo stare quella cosa con il feltro e la mola.....


roberto bestetti
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volgograd
Novembre 3, 2011, 11:20pm Report to Moderator
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Mmmmm difficilotta la discussione   leggero tante cose, vedrò tanti video e poi proverò il tampone!
Comunque a me capitano spesso mobili degli anni 50-60 con smalto o uno strano impasto fatto di vernici,olio e altre strane sostanze, un altro giorno posterò qualche foto. Bene, in questi casi non posso che levare via tutto quello schifo con sverniciatore e riportare -anzi liberare- il mobile a legno. In alcuni bauli sotto questa orribile verniciatura trovo il legno impregnato di una specie di colore/gesso azzurro/celeste, con lo sverniciatore non se ne va, ma che diavolo ci mettevano!!!!!


Fabio Tamburi
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cinnabarin
Novembre 3, 2011, 11:47pm Report to Moderator
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anni 50 60 e design, spesso poliuretaniche, ma da come descrivi credo si tratti di preparazioni alla caseina per mobili di poco pregio che poi venivano dipinti o decorati a finto legno...forse una foto sarebbe utile....

Immagino che sia complicato...la lucidatura è una delle poche cose che è difficile imparare a fare se qualcuno non ti fà vedere.


roberto bestetti
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volgograd
Novembre 6, 2011, 2:50pm Report to Moderator
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Si, questi mobili sono di poco pregio, arte povera, un mix di abete e faggio o castagno. Sotto questo strano prodotto azzurrino e poi verniciatura con non so quali prodotti per simulare le venature del legno.
Ora devo restaurare un portone ed ho notato che sotto lo smalto c'e del gesso e sotto il gesso a contatto col legno c'e di nuovo questa soluzione azzurrina, ho provato a carteggiare con la 80 ma non viene via!!! E' assurdo, ma di che si tratta? Non ho altra soluzione se non quella della soda caustica. Il portone sarà degli anni 60, non è di valore, quindi posso permettermi la soda, tu che dici?L'unico problema è che non posso smontare il portone per sistemarlo su cavalletti perche è ancorato alla parete con delle vecchie cerniere in ferro, quelle ad anello per intenderci. Lavorando con la soda potrei avere qualche problema nel momento di lavare con acqua il portone   Consigli?


Fabio Tamburi
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cinnabarin
Novembre 6, 2011, 3:28pm Report to Moderator
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Penso che in questi casi si vuole portare a legno ciò che a legno non è mai stato, con le difficoltà del caso. la soda è sconsigliata sia per la pericolosità, sia perchè sul legno tende a comparire un efflorescenza biancastra con il tempo. Queste preparazioni , credo che siano  a base di caseina, materiali molto resistenti e duraturi, erano usati anche come colla a lungo tempo di lavorazione .

Le decorazioni a finto legno erano fatte in genere su legni di poco pregio o con difetti: il nodo era consderato un difetto, quindi venivano dipinti magari con effetto delleo stesso legno, ma senza nodi (nel vecchio laboratorio avevo le porte in abete  con nodi, dipinti a finto abete senza nodi   ) a volte la soluzione è lasciare tutto così, certamente lo strato è un ottimo protettivo, soprattutto sui portoni, ed eventualmente dare dello smalto adatto, se il legno è colorato (stiamo sempre parlando di manufatti di scarso pregio vero?)  sui mobili è difficile ottenere buone superfici, perchè poi ritrovi riempite fenditure, giunti degli incastri etc...è un lavoro ingrato, al limite se non oltre il limite dell'etica della conservazione.... Se non ci sono ulteriori strati sopra al finto legno cerca di tenere quello pulendolo come ti ho detto sopra, se invece il finto legno  stato coperto con strati di smalto bisoogna fare delle prove e determinare cosa conviene fare caso per caso.


roberto bestetti
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volgograd
Novembre 6, 2011, 5:14pm Report to Moderator
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Foto del baule in faggio e abete che ho da poco terminato. Aveva una strana vernice molto pastosa di colore scuro, il legno era impregnato di una vernice tipo impregnante, i 2 pannelli frontali rossi e il resto verde   L'ho riportato a legno, dato il mordente, una mano di gommalacca, ombreggiatura con pasta di mordente e poi altre mani di gommalacca a pennello. C'era d'api.

[img][/img]


Fabio Tamburi
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cinnabarin
Novembre 6, 2011, 5:54pm Report to Moderator
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beh dai pensavo mobili meno interessanti, è pioppo mi pare. Per ottenere quell'effetto l'impregnante non ti serve, basta la tinta noce, quella in grani da sciogliere nell'acqua. per le obreggiature (che a me non piacciono come effetto, fà troppo fai da te, i mobili antichi non le hanno) puoi usare il bitume giudaico, molti lo usano per patinare le dorature nuove.
La colorazione di prima che descrivi  mi incuriosisce hai una foto?


roberto bestetti
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volgograd
Novembre 6, 2011, 6:26pm Report to Moderator
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Si c'e anche qualche pezzo di pioppo, i piedi sono in faggio.
Appena ho un po di tempo faccio una foto di quella strana colorazione e metto la foto.


Fabio Tamburi
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volgograd
Novembre 6, 2011, 10:29pm Report to Moderator
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Volevo chiederti una cosa, considerando che io lavoro sempre col metodo all'inglese, ovvero lucidatura a cera d'api con la lana d'acciaio fine, è possibile otturare i pori con la polvere di pietra pomice? E se si, come devo procedere?


Fabio Tamburi
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cinnabarin
Novembre 7, 2011, 11:20am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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metodo all'inglese? dove sta questa informazione?

Pomice...nn la uso da moltissimo tempo, comunque la procedur con la pomice prevede un tampone apposito, lo carichi di vernice, poi spolveri di pomice (poca) la superficie, e passi il tampone a cerchi in modo da far penetrare la pomice e la vernice nei pori , lasci asciuagare e dai una passata di carta finissima. ti servirà dell'olio per far scorrere il tampone, evita gli accumuli che poi alla fine del lavoro si vedono e non li correggi più.

però come ti dicevo non è una pratica che uso, lascio la parola a chi ne sà di più. A me basta la gommalacca, la si dà a tampone e sui legni antichi il bisogno del turapori non lo vedo affatto. Sembra un controsenso ma il primo strato a  tampone fà da schermo e quindi dato bene questo il resto è molto più facile, anche con le tecniche semplificate come la finitura a cera, che risolve sul discorso brillantatura; anche se il risultato è inferiore, è comunque più adatto a questi mobili che il lucido a specchio delle finiture neoclassiche.


roberto bestetti
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alessandro macuz
Novembre 10, 2011, 9:05pm Report to Moderator
lucidatura arredi lignei
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Citato da volgograd
. In alcuni bauli sotto questa orribile verniciatura trovo il legno impregnato di una specie di colore/gesso azzurro/celeste, con lo sverniciatore non se ne va, ma che diavolo ci mettevano!!!!!


Attenzione che non si tratti di antiruggine\antivegetativo utilizzato qualche volta per evitare che si formi muffa su legno tenuto in cantina (bauli o quant'altro). La tua descrizione sarebbe compatibile.
Questi prodotti solitamente contenevano ossidi di piombo, arsenico o mercurio.
Quindi se li rimuovi stai MOLTO ATTENTO e prendi le dovute precauzioni.
Quando valuto un lavoro se mi viene qualche dubbio in questo senso, sconsiglio il cliente a proseguire nel lavoro.

ciao


Alessandro Macuz
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alessandro macuz
Novembre 10, 2011, 9:38pm Report to Moderator
lucidatura arredi lignei
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Citato da volgograd
è possibile otturare i pori con la polvere di pietra pomice?

Tutto è possibile ma la prima domanda da farsi è a quale scopo?
Concordo con Roberto che la pomice non serve per sistemare la lucidatura di un mobile, anzi è proprio da evitare e che è necessaria per lucidare a specchio un legno nuovo.

Secondo me dovresti prendere qualche pezzo di compensato nobilitato da rimesso di x essenza 70x100, lo tingi di un colore scuro così poi è più facile vedere quello che succede e poi inizi le tre fasi della lucidatura.


.Pomiciatura
Lascia passare qualche giorno
.Lavoro
Lascia passare un paio di settimane
.Brillantatura

Prendi tre contenitori possibilmente ermetici in maniera da mantenere divisi il tampone con la pomice per la "pomiciatura" da quello della fase "lavoro" e nel'ultimo quello per la brillantatura.

Per la brillantatura consiglio una vecchia tshirt di cotone al posto del cotone accartocciata come un tampone e solo una spruzzatina d'alcool (il tessuto dev'essere solo umido).

Che il Turco sia con te.

ciao





Alessandro Macuz
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chermes
Dicembre 4, 2011, 11:40am Report to Moderator
restauratrice
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SODA CAUSTICA???? sob....c'è chi la nomina ancora?????
e poi perchè si vuole portare tutto a legno , a volte li laccavano di proposito i mobili!
mi sembra che al solito tutti, ma proprio tutti abbiano la'passione' del restauro ligneo.
io sono convinta di essere molto brava a fare la dentista, perno moncone, simile a tenone e mortasa, intarsi in ceramica uguale a intarsio in bosso...qualcuno ha bisogno di cure dentali? fatevi sotto ho prezzi da concorrenza!
  


luciana mao
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cinnabarin
Dicembre 4, 2011, 12:51pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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è senza soluzione Luciana!
La voglia di scartavetrare è sempre tanta. Purtroppo c'è la spinta dei prodottini dei colorifici, restaura-legno, lucidanti e olietti vari di cui non si dirà mai abbastanza male. Poi le riviste per casalinghe ci mettono del loro. Infine gli appassionati di legno con le poche conoscenze a loro disposizione cercano di far assomigliare tutti i manufatti tra di loro, purtroppo il modello è Rustico, finto antico made in Brianza rigorosamente a macchina....Mettiamo in conto che nel nostro paese n esiste una pubblicazione sul restauro del mobile degna di questo nome....io ho insegnato in una scuola di restauro del legno e del mobile per 3 anni e il Restauro del Mobile della Nardini non lo conosceva nessuno. Tra l'altro è un testo metodologico, l'aspetto operativo è poco trattato. Ci sono i Vari Turco, che di restauro non è che sia un intenditore, L'Amati, molto generale (e sorpassato) , e alcune traduzioni di linri inglesi, mi viene in Mente J.Rodd, tradotto malissimo (scalpel si traduce con bistruri non con scalpello che è chisel).

La pietra miliare, unico testo degno delle attuali competenze è il Conservation of Furniture di cui non si può che apprezzare l'enorme sforzo (800 pagine 30 anni di lavoro), e contestualmente alle vernici i testi sulle lacche: M.Webb e ora mi pare ne stia uscendo uno per Archetype.... il panorama italiano sotto questo profilo è desolante. Pensa che in Inghilterra o USA ci sono diverse spinte alla conservazione delle finiture e la sverniciatura è un intervento che non è considerato. Un esempio eccellente è nel testo di Wolbers , questo si tradotto in italiano, c' un trattamento di un tavolino che è condotto con metodi "da dipinto" per recuperare la vernice originale...  Io più che continuare a ripetere le fonti e suggerire di approfondire questi argomenti non posso fare, ma temo sia senza speranze.



roberto bestetti
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chermes
Dicembre 4, 2011, 9:13pm Report to Moderator
restauratrice
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il libro della Nardini sul restauro di cui parli è quello della Ordonèz e Del Mar Rotaeche? lo lessi circa 12 anni fa quando uscì, il manuale del Turco è sempre lì...uguale e vecchio ma consultabile, ci sono poi di interessanti ed innovativi i libri della collana i talenti di Paolo Cremonesi "L'uso di solventi organici nella pulitura di opere policrome" e " L'uso di tensioattivi e chelanti nella pulitura di opere policrome" questi almeno ti orientano sulle fasi preliminari alla pulitura delle superfici e ti fanno usare metodi alternativi e mirati.
Comunque non si finisce mai di dover apprendere ed io mi sento di non sapere mai abbastanza cercando ovunque, bulimia intellettiva, senza scordare i vecchi e sempre validi sistemi sulle finiture ( es gommalacca che è insostituibile). Sarà per questo che quando subodoro principianti che millantano capacità e conoscenze mi indispongo un po'. Del resto come è già stato detto più volte bene o male un vecchio comodino in casa ce l'hanno tutti ed è anche loro diritto cimentarsi con ogni sorta di restauro.
Il  ligneo è la cenerentola del  restauro...


luciana mao
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chiara76
Dicembre 7, 2011, 12:46pm Report to Moderator
collaboratrice rest.policromie/manufatti lignei
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Location: novara
Scusa Roberto, ma stai parlando del Terragni? Mi sembra strano quello che dici, perché io ho frequentato quella scuola anni fa (diploma nel 2003) e il testo della Ordonez era tra i libri di testo, dopo La Chimica nel Restauro e Insetti e Restauro. Ma d'altronde tutto cambia... L' unica cosa che distingue il Conservatore dall' Amatore o Hobbista è il continuo aggiornamento (necessario!) e la voglia di non utilizzare la soluzione più semplice e di maggiore effetto. QUesto credo, nel mio piccolo, distingua le due figure. Con questo non voglio denigrare nessuno, basta semplicemente osservare un lavoro fatto da un professionista. Quello che più mi fa imbufalire è vedere metodologie "casalilnghe" applicate ai beni culturali... Tipo sverniciatore su coro ligneo. Però finché non si fa qualcosa di serio (invece delle pagliacciate da 100 domande in 60 minuti), non se ne esce.


chiara crescenzo
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volgograd
Dicembre 11, 2011, 6:16pm Report to Moderator
Aspirante restauratore
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Location: Cosenza
Citato da chermes
SODA CAUSTICA???? sob....c'è chi la nomina ancora?????
e poi perchè si vuole portare tutto a legno , a volte li laccavano di proposito i mobili!
mi sembra che al solito tutti, ma proprio tutti abbiano la'passione' del restauro ligneo.
io sono convinta di essere molto brava a fare la dentista, perno moncone, simile a tenone e mortasa, intarsi in ceramica uguale a intarsio in bosso...qualcuno ha bisogno di cure dentali? fatevi sotto ho prezzi da concorrenza!
  



Ho scatenato un putiferio con questa storia della soda caustica, ma certamente questa è la soluzione piu estrema che attualmente esiste.
Nel caso di mobili rustici di poco valore verniciati con metodi abbastanza grezzi e veloci, non capisco come si possa continuare a storcere il naso quando si tira in ballo la sverniciatura! Ho avuto a che fare con parecchie cassepanche di abete con 4 strati di vernice utilizzata nella pittura delle ringhiere.Allora voglio dire in questi casi cosa si vuole preservare?E' chiaro che non si può far altro che sverniciare tutto.


Fabio Tamburi
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cinnabarin
Dicembre 11, 2011, 11:17pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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questo lo dici perchè non hai  mai provato, nè sei riuscito, a recuperare una vernice originale, o una finitura operando con meto di conservazione degni di questo nome (no la soda non lo è) . Certe metodologie di intervento poi una volta messe in opera per il manufatto che si definisce di "scarso valore" (ma chi lo dice poi) , diventano la prassi operativa di sempre. Comunque c'è di peggio della soda, c'è la sabbiatura con l'ossido di alluminio, il flessibile, il lanciafiamme e il fucile mitragliatore (in quest'ordine, tutti riscontrati di persona).

Il discorso è che al di là delle semplici operazioni base, il lavoro del restauratore è guidato non dal sistema che impiega per pulire o lucidare, ma dalla teoria, quello che chiamo il processo metodologico, che porta a fare delle scelte operative, cosa che ovviamente non è alla portata dell'hobbista, che sceglie sempre la strada più veloce e più economica e più semplice. Inoltre il problema non secondario anche tra i professionisti è il rendere tutto "normalizzato" stesso colore, stessa tinta, stessa finitura per manufatti di natura  e provenienza molto diversa.
  




roberto bestetti
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Dicembre 11, 2011, 11:22pm Report to Moderator
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p.s attendo ancora la fotografia del mobile con le colorazioni rosso verde.


roberto bestetti
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Dicembre 11, 2011, 11:33pm Report to Moderator
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Citato da chiara76
Scusa Roberto, ma stai parlando del Terragni? Mi sembra strano quello che dici, perché io ho frequentato quella scuola anni fa (diploma nel 2003) e il testo della Ordonez era tra i libri di testo, dopo La Chimica nel Restauro e Insetti e Restauro. Ma d'altronde tutto cambia... L' unica cosa che distingue il Conservatore dall' Amatore o Hobbista è il continuo aggiornamento (necessario!) e la voglia di non utilizzare la soluzione più semplice e di maggiore effetto. QUesto credo, nel mio piccolo, distingua le due figure. Con questo non voglio denigrare nessuno, basta semplicemente osservare un lavoro fatto da un professionista. Quello che più mi fa imbufalire è vedere metodologie "casalilnghe" applicate ai beni culturali... Tipo sverniciatore su coro ligneo. Però finché non si fa qualcosa di serio (invece delle pagliacciate da 100 domande in 60 minuti), non se ne esce.


si quella, io parlo di studenti dell'ultimo anno, mai sentito parlare del testo citato. Comunque tre testi vecchiotti converrai? di aggiornato ad oggi, a parte il cremonesi che però di legno non tratta quasi mai v viene in mente qualcosa?


roberto bestetti
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