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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Consolidamento supporto  ›  Messa in sicurezza dipinto fine’800 Moderatori: cinnabarin
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Messa in sicurezza dipinto fine’800  (attualmente 13,356 viste) Print
2 Pagine « 1 2 Tutti Raccommanda Thread
Alessandra Coppola
Marzo 18, 2012, 9:34pm Report to Moderator
studente restauro
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Location: Lecce
rileggendo mi sono soffermata su questa frase
Testo citato
Il klugel ha un potere adesivo ridicolo,  non sò se è il caso.

e dalle prove fatte devo smentirla. ho utilizzato il Klucel G al 4% in acqua per velinare un piccolo tassello sul bordo, dove la pellicola era più integra e planare, ed il suo potere adesivo è tutt'altro che trascurabile. provare per credere ..forse dipenderà dal tipo di pellicola pittorica su cui viene applicato.
sinceramente non ho ancora fatto le prove di rimozione per verificare se si riesce ad eliminare completamente senza lasciare residui che alterino l'indice di rifrazione, che in questo caso, essendo l'opera priva di vernice, mi sembra abbastanza imortante. se può interessare vi dico come va. prima della rimozione farò delle prove con agar sul verso per scoprire se la velinatura regge.

trovo il forum molto interessante e sbirciando nelle varie sezioni raccolgo informazioni e spunti preziosi. mi piacerebbe contribuire, seppure con la mia limitata esperienza (...e soprattutto in divenire!), e ricambiare in qualche modo per i buoni consigli e il tempo che ci dedicate
ciao ale


Alessandra Coppola
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cinnabarin
Marzo 19, 2012, 8:19am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
Il fatto che ci si possa fare una velinatura non è indicativo, confrontare quella velinatura con una identica fatta con Tylose, che ha potere adesivo molto più elevato.
Infatti il Klugel è stato impiegato come materiale per supportare i solventi prorprio in ragione della bassa adesività.tieni presente che in alcuni lavori pubblicati, (mi ricordo Roche per es) si parla di Klucel per abbassare il potere adesivo di altri materiali. Se poi corrisponde alle tue esigenze ben venga.


roberto bestetti
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Alessandra Coppola
Marzo 22, 2012, 7:31am Report to Moderator
studente restauro
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Location: Lecce
in effetti non è indicativo, ma la mia sorpresa era legato soprattutto al fatto che dopo un'affermazione così categorica come la tua non mi sarei nemmeno aspettata che ci si potesse fare una velinatura decente.
alcune volte la difficoltà maggiore mi sembra essere quella di saper scegliere quali materiali mettere in gioco e soprattutto in che modalità per raggiungere una determinata finalità. voglio dire che documentandosi si acquisiscono informazioni spesso imprescindibili, ma poi nel momento della scelta la carenza di una conoscenza empirica nell'utilizzo del materiale, dovuta proprio alla limitata esperienza lavorativa, crea dei limiti. per farla semplice: la mia testa continua ad affollarsi di domande del tipo  "avrà un potere adesivo adeguato per garantirmi di procedere in sicurezza nelle diverse fasi?"  "lascerà residui sulla superficie?"  "può avere delle interazioni con gli strati pittorici o con sostanze che saranno usate per l'intervento?"  ecc ecc ecc....
mi terrò i miei dubbi e continuerò a fare delle prove cercando di scioglierne via via qualcuno....oggi inizio con il CCD  
p.s. mi è rimasta una curiosità: come applichi quella carta giapponese preparata a spruzzo con il beva di cui mi dicevi all'inizio? come riscaldi per riattivare l'adesivo?
ciao ale


Alessandra Coppola
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cinnabarin
Marzo 22, 2012, 6:32pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
La velinatura a Klucel è è possibile ed usata, ma se devi sottoporre poi il dipinto ad umidità e ad altre lavorazioni, temo non sia il materiale indicato Ma se poi questo materiale dovesse risultare adatto alle tue esigenze, questo lo puoi dire solo tu che hai davanti l'opera e gestisci le operazioni conservative. Se preferisci te lo dico meglio, meno perentorio magari: in confronto con gli altri materiali usualmente impiegati nella velinatura, il klugel è quello a più basso potere adesivo (non nullo, il mio sostenere che ha potere adesivo ridicolo è basato sui dati presenti in bibliogarfia e sul suo uso sia nella stuccatura che per il consolidamento degli strati pittorici e devo dirti che soprattutto per la seconda operazione è risultato a volte  deludente, proprio in ragione di un potere adesivo basso. Ammetto che dire che il suo potere adesivo è ridicolo possa aver portato ad errate interpretazioni, un potere adesivo comunque ce l'ha, soprattutto a percentuali sopra il 4% , ma qui si comincia ad avere anche una certa densità, prova Tylose alla metà e vedrai los tesso risultato ( Più o meno ) . Se proverai vedrai che è più difficile velinare con il ciclododecano, ma se dovessi riuscire tanto meglio, ci dirai come hai fatto. Io posso dirti solo per la mia esperienza e per ragionamento sulle caratteristiche d materiali, fortunatamente a volte nella infinita casistica di opere , la pratica ci smentisce...: meno male.


roberto bestetti
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Alessandra Coppola
Marzo 22, 2012, 9:00pm Report to Moderator
studente restauro
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Location: Lecce
rientro ora dopo un'intera giornata spesa per fare delle prove con il ciclododecano su alcuni piccoli frammenti del dipinto non più ricollocabili. devo dire che è stato proficua per capire tanto su questo materiale e sulle sue proprietà e le modalità di utilizzo. purtroppo non è quello che si adatta meglio a questo caso. sarò più precisa nei prossimi giorni con maggiori dettagli. oggi ho realizzato che si tratterà di uno "strappo" in realtà nel senso che il supporto è praticamente inasistente...questo filato così fine (1/10 di mm), rigido e fragile, cristallizzato dallla colla, viene via con essa in fase di pulitura del verso con agar   (micro prova su frammento)
credo che tornerò sui derivati della cellulosa e proverò sicuramente anche il Tylose ! e poi forse dopo beva per la garzatura? ma?!?
ma devo ammettere che le info che sono riuscita a reperire io in letteratura sono spesso riferite proprio a consolidamento o stucchi, difficilmente a velinature. ok si valuta e in alcuni casi si quantifica il potere adesivo, ma per questo tipo di applicazione ci sono stati studi specifici o bisogna ragionare per interpolazione?
p.s.2 ..sono super testarda   e per niente imbarazzata a chiedere per l'ennesima volta...come riattivi e incolli la velinatura a beva vaporoso?  


Alessandra Coppola
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cinnabarin
Marzo 22, 2012, 9:17pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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a caldo, oppure,  ma garantisco meno la riuscita, a solvente. mai fatta su un dipinto intero.
ciao


roberto bestetti
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Alessandra Coppola
Marzo 28, 2012, 10:02pm Report to Moderator
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ciao a tutti, come dicevo le prove effettuate con ccd non hanno avuto un esito positivo. applicandolo come massa fusa con una minima quantità di solvente (ho usato la ligroina perchè più volatile per permettere la formazione di un film superficiale), per ottenere una stesura più regolare, si riesce anche a velinare (mentre con la soluzione satura non ci sono riuscita...ma forse riprovando, comunque penetra e passa anche sul verso). il problema però è che si ottiene uno strato spesso (il che va bene considerando i tempi di sublimazione) ma piuttosto rigido e fragile, come se fosse uno strato di cera applicato sul dipinto. le problematiche da risolvere, in particolare l'appianamento delle deformazioni, non sono perciò affrontabili in queste condizioni: lo strato non si presta assecondando i movimenti degli strati pittorici, anzi ne provoca l'ulteriore frantumazione sotto la minima pressione.
l'idea che mi sono fatta è che sia una sostanza perfetta da applicare nel caso in cui si desideri bloccare lo status quo per un certo periodo, se invece si deve intervenire sulle deformazioni o in generale su spostamenti anche minimi mi sembra che non sia adatto. poi non so se esistono altre metodologie per ovviare a questo inconveniente, resto in attesa di eventuali smentite e/o indicazioni d'uso.
grazie ancora
a presto ale


Alessandra Coppola
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cinnabarin
Marzo 30, 2012, 9:07am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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si sono le classiche considerazioni  sulla velinatura con questo materiale. Concordo con te che è certamente un materiale da pronto soccorso, più che un materiale di uso comune. Ma ha dverse applicazioni interessanti, nei dipinti murali per esempio. per velinature temporanee, o piccoli fissaggi. Per il lavoro che vuoi fare tu forse bisogna orientarsi diversamente, però è giusto provare e fare esperienza. Prova a usarlo impregnando una carta giapponese e riattivandolo come se fosse una cera (mai provato però...) oppure  a stenderlo a spruzzo (userei l'esano, ma solo per ragioni di costo). Trovando il giusto momento dopo la stesura, attendendo magari la sublimazione superficiale, potrebbeforse permetterti di fare trattamenti ad umido sul retro senza asportare la tela .

ciao


roberto bestetti
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Alessandra Coppola
Aprile 18, 2012, 9:33pm Report to Moderator
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alcuni giorni fa sono stata da una restauratrice che aveva velinato un dipintocon ciclododecano e sembrava funzionare abbastanza bene. il dipinto non è di grandi dimensioni, circa 100x80. ha usato cdd in essenza di petrolio 1:1, poi dopo un po di tempo ha rinforzato i bordi dove iniziava a staccarsi usando quello spray sia sotto che sopra la carta giapponese e passando con termocauterio (immagino tra i 60-80 °C). sul mio dipinto non si può fare, ma mi sembrava un'info interessante.
io intanto ho velinato con klucel e sto procedendo alla rimozione del telaio...speriamo bene!
ciao ale


Alessandra Coppola
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Alessandra Coppola
Giugno 19, 2012, 10:52pm Report to Moderator
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ciao, dopo varie peripezie sono alla rimozione della tela da rifodero, della carta dove presente ed avevo provato anche a ridurre l'ingente strato di colla animale che resta inevitabilmente depositato sul verso del dipinto. l'immagine allegata riguadra proprio la rimozione della colla proteica con soluzione tampone pH 8.5 con chelante debole e coccocollagene. il problema è che si crea un forte squilibrio tra la situazione precedente ed il nuovo status, e proprio in virtù di questo molte scaglie di colore particolarmente indebolite tendevano a saltare se non bloccate immediatamente. il lavoro era immane e così si è giunti alla conclusione che è troppo rischioso e complesso per il risultato ottenuto. a me resta comunque il dubbio: cosa succederà a questo dipinto, o meglio dire a questa pellicola pittorica con uno strato di colla sul verso spessa almeno quanto lei? man mano che apro, liberando dalla tela da rifodero, applico del velo di lione spruzzato a beva. sarà sufficiente per garantire la tenuta. ovviamente poi si avrà un sandwich con un nuovo supporto tessile in poliestere. inoltre quello che noto è che l'adesione tra velo con beva e colla del supporto originale non è fantastica! sarà sufficiente fornire del calore successivamente?
grazie Ale



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Alessandra Coppola
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Alessandra Coppola
Giugno 21, 2012, 6:10pm Report to Moderator
studente restauro
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Location: Lecce
ciao, mi farebbe piacere...e forse sarebbe di conforto...avere qualche opinione in merito. la mia maggiore preoccupazione è che tutta questa colla possa provocare ulteriori danni in futuro. ad esempio dimostrando un'estrema sensibilità alle variazioni termo-igrometriche o altro. in relazione a questo una foderatura a beva può essere una garanzia?
ringrazio in anticipo chi avesse un'idea a tal proposito e volesse condividerla
ciao Ale


Alessandra Coppola
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