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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Pulitura  ›  dipinto su tavola: autentico o copia? Moderatori: cinnabarin
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dipinto su tavola: autentico o copia?   (attualmente 9,988 viste) Print
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chiara0304
Gennaio 17, 2013, 2:01pm Report to Moderator
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Posts: 18
Buongiorno, scrivo per avere un parere sulla “bontà” o meno di questo dipinto su tavola.
Mi è stato portato per eseguire delle prove di pulitura affinchè si possa capire se il dipinto è “buono”, come dicono i commercianti, o meno. Ho fotografato alcune zone con il microscopio digitale e sono un po’ confusa. Ci sono tipologie di cretto differenti a seconda delle campiture e vorrei un aiuto su come interpretarle.
Sul viso della Madonna è stato fatta una prova (non da me) grattando con il bisturi lo strato di vernice bruna, e il cretto è fine e omogeneo.
Lo sfondo con cielo e collina ha grinze come se si fosse usato troppo olio.
L’incarnato del bambino ha spaccature nel colore con bordi arrotondati.
Il tessuto bianco sotto i piedi del bambino ha un cretto regolare ma  leggermente più ampio.
Il fondo scuro e il manto della madonna sembrano avere una componente bituminosa, che si presenta con piccoli pallini.
Ho eseguito il test di solubilità, arrivando fino a LE9 prima che si il tamponcino si velasse di giallo.
Il dipinto non è di mano sopraffina, soprattutto il bambino. Il mio cliente pensa possa trattarsi di una copia ottocentesca.
La mia prima impressione è che ci sia qualcosa che non quadra...

Che fatica, a volte mi sento incompetente…

Grazie

Chiara

P.s. ho allegato le foto con il microscopio, ma non riesco a inviare la foto della tavola...pubblico un altro messaggio e l'allego in quello?




Allegati: cretto_manto_bianco_sotto_bambino_3851.jpg
Dimensione: 62.24 KB

Allegati: cretto_viso_madonna_2138.jpg
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Allegati: incarnato_bambino_3165.jpg
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Allegati: tassello_di_pulitura_sfondo_a_contatto_5639.jpg
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Allegati: cretto_viso_bambino_6188.jpg
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Chiara Casati
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Adamantio
Gennaio 17, 2013, 8:12pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
Senza vedere il quadro è praticamente impossibile fare qualsiasi deduzione.
Già spesso è difficile esprimersi potendo vedere il dipinto e maneggiarlo. Guardandolo sul retro, vedendo le patine, i restauri...
Fare un autenticazione via internet mi sembra davvero assurdo e non professionale.

Individuare una copia potrebbe non essere comunque impossibile tuttavia non si può escludere che ci si trovi di fronte a un falso.

Nella mia carriera ho visto fior fior di storici rimanere ingannati da un falso, nomi di tutto rispetto. Ho visto antiquari affiliati alle associazioni, con negozi nel centro delle maggiori città italiane e carriera pluridecennale inciampare in dipinti intriganti che si sono rivelati falsi dopo le analisi. E che magari sono rimasti coinvolti anche in strascichi giudiziari quando partite di centinaia di falsi analoghi ai loro sono stati sequestrati dai carabinieri o dalla guardia di finanza. E badate bene, non stavano cercando di fare i furbi, ne avevano solo da perdere. Semplicemente l'occhio è facile da ingannare e oggi lo è ancora di più di un tempo grazie ai mezzi offerti dalla tecnologia moderna, oltre che alle informazioni contenute nelle pubblicazioni e negli studi che sono nella disponibilità di falsari sempre più colti. E non sono certo meno abili di quelli di un tempo, anzi, e a causa anche della internazionalizzazione e della globalizzazione ora siamo anche di fronte ad abilissimi artigiani cinesi e indiani che sono in grado di riprodurre qualsiasi fenomeno di degrado dandogli un aspetto naturale e convincente.

Dopo questa doverosa premessa alcune considerazioni.

Se ho capito bene cosa hai scritto la solubilità è piuttosto bassa, tuttavia il dato è insufficiente per darlo come antico perchè non si può escludere che sia stata usata ad esempio caseina oppure un sottile velo di gommalacca (solubile sono in alcol, cosa che sarebbe compatibile anche con la solubilità in soluzioni molto alcoliche come dovrebbe essere LE9 e in accordo anche con il colore sul cotone).

La craquelure sembra interessante se si eccettuano le immagini 3 e 5, forse compatibili con precedenti interventi di restauro, in particolare velature e ritocchi. Comunque ho visto riprodurre craquelure o riutilizzarne di vecchie in modo veramente magistrale, quindi il dato nudo e crudo è assolutamente insufficiente.

Per quanto riguarda l'aspetto bituminoso e i cretti larghi e arrotondati ci sono molte possibili cause. Per citarne alcune: una pulitura troppo aggressiva nel passato; l'uso di pigmenti quali appunto il bitume che non sono mai completamente secchi e si muovono a temperature relativamente basse; i cosidetti "danni da calore" comuni in molti punti di numerosi dipinti soprattutto nei toni scuri (anch'essi talvolta ma non sempre, riconducibili alla presenza di bitume) oppure ancora l'opera di un falsario che ha usato materiali non convenzionali o quella di un restauratore del passato o di un danno accidentale.

Per avere informazioni più attendibili mi sembra indispensabile usare almeno le tecniche di imaging più comuni, che sono normalmente disponibili in qualsiasi laboratorio di restauro minimamente attrezzato (lampada di Wood, riflettografia IR standard e in falsi colori, etc) e per meglio comprendere l'interità dell'opera e del supporto e la consistenza dei pigmenti consiglio una radiografia, meglio se digitale.

Per avere infine un giudizio più scientifico ed esaustivo si potrebbe anche eseguire l'analisi dei pigmenti per accertare in particolare l'assenza di quelli  introdotti nei secoli XVIII,XIX e XX. Con le moderne tecniche (XRF) l'analisi può essere condotta in modo non distruttivo e non invasivo (non si devono prelevare campioni) con costi molto contenuti e con i primi risultati già in tempo reale.

In particolare si deve accertare l'assenza nei bianchi di bianco di zinco, bianco di titanio, litopone, etc nei blu di blu di Prussia, blu di Tenard, etc, nei verdi di verde cromo, viridian, etc nei rossi di rosso cadmio, cromati, etc, nei gialli di cromati, gialli di cadmio, etc.

Questa analisi si presta particolarmente bene per l'identificazione di copie ottocentesche (soprattutto della seconda metà) perchè in quel periodo praticamente nessuno si sarebbe immaginato di usare "colori antichi" per fare una copia, cosa che invece non si può dire con certezza per i migliori falsari moderni o per gli autori più "arretrati" di fine sette primo otto.

Inutile dire che per casi più complessi è indicato estendere l'analisi ancora di più con tecniche quali il carbonio 14 sul legno della tavola (o sulla tela) che deve dare un risultato precedente al periodo di produzione (se la tavola deve essere del '500, ad esempio, non è possibile che il legno sia del '600). In alcuni casi, grazie al Bomb Peak, con il carbonio 14 può anche essere possibile dire se l'opera è certamente posteriore al 1950 (soprattutto utile per determinate tipologie artistiche come arte moderna e africana).

Per avere uno studio più fine, d'obbligo negli studi a supporto degli storici dell'arte nei contesti delle attribuzioni, si devono inoltre studiare l'uso delle tecniche artistiche e dei leganti, la preparazione, la granulometria dei pigmenti, la struttura stratigrafica, etc. che, come il carbonio 14, sono analisi che richiedono in genere una certa seppur minima quantità di microcampione e hanno un certo costo e tempistiche più lunghe di esecuzione.

Ed eccomi infine giunto alla fine di questa lunga disquisizione. Ho sicuramente detto cose che già sapevi, ma le ho riportate ad uso dei frequentatori del forum e dei visitatori occasionali che eventualmente le potranno trovare interessanti.
Sperando di esserti stato utile ti saluto e ti faccio i miei migliori auguri per il tuo lavoro.  


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

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chiara0304
Gennaio 18, 2013, 8:48am Report to Moderator
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Ti ringrazio per la lunga disquisizione.
Purtroppo mi è capitato solo una volta che il cliente volesse fare delle analisi perchè la quasi totalità non intende spedere ulteriori soldi se è intenzionata a vendere l'opera. Ci siamo affidati a professionisti.
Per quanto mi riguarda, e capisco che possa essere una mancanza professionale, non mi sono mai attrezzata per poter eseguire immagini in riflettografia ecc. Mi sono limitata a foto con la lampada di Wood..

Ti ringrazio nuovamente .

Vorrei allegare altre foto, ma non le prende e io sono una capra con il pc...


Chiara Casati
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Adamantio
Gennaio 18, 2013, 9:28am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Lo so che il mio giudizio può sembrare di parte, data la mia specializzazione, però io sono profondamente convinto che i soldi spesi nelle analisi sono soldi ben spesi. Qualunque mercante sa che la peggior cosa che si possa fare è acquistare o vendere qualcosa che non si conosca. Quindi o prima o dopo meglio fare delle analisi, conoscere è fondamentale, rassicurare i clienti anche, e può fare sensibilmente cambiare il prezzo di un'oggetto. Se è un falso o una copia non lo compro (e l'analisi me la faccio pagare da quello che me lo voleva vendere per buono) e se è autentico ma da restaurare allora l'analisi valorizzerà l'oggetto.

Comunque non ti sentire in colpa perchè non hai la riflettografia. Molti restauratori che sono ottimi professionisti non la hanno, perchè magari hanno privilegiato una struttura più snella. Il mio consiglio in questi casi è quello di avere almeno un collega amico che ce l'abbia e mettersi poi d'accordo per un prestito quando se ne ha bisogno. In alternativa, per alcune versioni digitali (non sempre le migliori ma in molti casi di qualità più che buona per molti usi), basta anche un amico fotografo un po' smanettone perchè alcuni tipi si possono ottenere da una normale macchina fotografica digitale modificando semplicemente i filtri sul sensore.  

Inutile dire che per i casi in cui è necessaria un'alta qualità è meglio rivolgersi a diagnosti specializzati, che sono normalmente in grado di offrire molte tipologie di riflettografia e indagini multispettrali.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
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cinnabarin
Gennaio 18, 2013, 1:46pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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le foto devi ridurle nelle dimensioni 800x600 pixel

http://www.tine.it/forum/m-1262701728/

ciao



roberto bestetti
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chiara0304
Gennaio 18, 2013, 2:02pm Report to Moderator
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Ecco altre foto.
Ringrazio tutti colori che replicheranno per la disponibilità.

Chiara



Allegati: gennaio_2013_017_1399.jpg
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Allegati: gennaio_2013_011_6711.jpg
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Chiara Casati
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cinnabarin
Gennaio 18, 2013, 6:48pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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mi sembra di riconoscere riferimenti espliciti ad alcuni grandi maestri del rinascimento, (ma non ti sto dicendo che quest'opera è di mano di uno di questi ). non sono in grado di dirti se quest'opera è un falso , una copia, o un dipinto autentico  del '500. Così da come appare nella foto, sembrerebbe  molto ridipinta. destra c'è un paesaggio che ricorda opere molto famose, ma a sinistra c'è un fondo nero, Il manto blu sopra la testa del bambino ha una sordità accentuata che lo fà sembrare una ridipintura totale, che forse spiega in parte la deformità della testa del bambino.  
la tipologia di dipinto, la sua epoca presunta e il valore economico che potrebbe avere, secondo me, giustificano appieno l'approfondimento diagnostico suggerito da Adamantio.  Il viso ....il posto adatto per andare a grattare con il bisturi non trovate?
prova a vedee se sotto a quel nero di sinistra c'è il paesaggio come a destra e se il bambino recupera un viso accettabile sotto la ridipintura del manto blu.
ciao


roberto bestetti
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chiara0304
Gennaio 18, 2013, 10:23pm Report to Moderator
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Ti ringrazio per il consiglio. Il problema è che il cliente l'ha portata da me perchè lo consigliassi  se acquistarla o meno ( facile, no? Così spende qualche migliaio di euro e poi...puff...è una copia...)
Non è di sua proprietà, infatti ho dovuto eseguire piccole prove che poi ho velato per mascherarle.
In effetti potrei proporgli di consigliare a chi la vende di far eseguire le indagini.  Se dovesse rivelarsi "originale", il mio cliente potrebbe rimborsarle nell'acquisto.

MMMMM.......



Nuovamente grazie

P.s. se eventualmente avessi bisogno di togliere le foto della tavola per intero, lasciando le altre , è possibile?

Chiara


Chiara Casati
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cinnabarin
Gennaio 18, 2013, 10:46pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
si, potrebbe anche essere che il tuo clienti acquisti una copia ottocentesca al prezzo corrente per quel tipo di dipinto e si ritrovi con un scuola di XXXX autentico
ciao


roberto bestetti
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