Benvenuto, Ospite. Giugno 29, 2022, 8:29pm Per favore esegui il login o o registrati.
Forum Login
Username: Crea un nuovo Account (nome utente)
Password:     Password dimenticata

Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro carta  ›  c'è Tylose e Tylose?? Moderatori: alessandro sidoti, eflaia
Utenti presenti
No Members e 3 Ospiti

c'è Tylose e Tylose??  (attualmente 10,482 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
AtCat
Luglio 22, 2013, 4:36pm Report to Moderator
restauratore
Utente recente
Posts: 11
Abituato a comprare la Tylose MH300 P della Fluka, mi sono trovato di recente ad ordinare da un catalogo di prodotti per legatoria e restauro di una nota ditta vicino Bologna.. Nel loro catalogo c'è una TYLOSE MH300 P2, che nella confezione da 1 kg costa appena 21 euro +iva, quando solitamente la "classica" tylose costa circa 150 euro... ho voluto vederci chiaro, e confrontando le schede tecniche mi sembra di capire che la classica Fluka è METILDIIDROSSIETILCELLULOSA, mentre questa "economica" è METILIDROSSIETILCELLULOSA.. per il resto, stesse caratteristiche, stessi utilizzi, stesse avvertenze, tutto uguale.
Qulacuno di voi sa dirmi se posso acquistare "a cuor leggero" questa versione economica della Tylose, e usarla per il restauro cartaceo? Avete qualche esperienza in proposito? grazie!
Silvestro Catalano


Atelier Catalano
Registrato Offline
Sito
eflaia
Luglio 23, 2013, 5:06pm Report to Moderator
Resp. laboratorio conservazione e archivista
Posts: 327
Location: Roma
Avevo scritto una lunga risposta. Il sistema l’ha distrutta. Ci riprovo.

A titolo di curiosità comincio ricordando che il nome Tylose® deriva direttamente dal termine botanico tylose (dall’enc. Britannica: Tyloses are balloonlike outgrowths of parenchyma cells that bulge through the circular bordered pits of vessel members and block water movement. The presence of tyloses in white oaks makes their wood watertight, which is why it is preferred in casks and shipbuilding to red oak, which lacks tyloses and does not hold water.) che corrisponde all’italiano
TILLA : In botanica, estroflessione, in forma di vescichetta, di alcune cellule del parenchima legnoso nella cavità di un vaso (tracheide o trachea) adiacente. Per la presenza di varie t., che alla fine vengono a contatto, il lume del vaso si riempie più o meno completamente, fino a perdere talvolta la sua pervietà, così che in certi casi esso può funzionare come magazzino di riserva di granuli di amido. Le t. si formano in molte piante, particolarmente alla fine del periodo vegetativo, in alcuni casi in seguito a una ferita che leda i vasi. Talvolta possono lignificare, assumendo l’aspetto di una sclereide.
TILLOSI: Lo stato di una pianta o del suo legno quando i vasi di questo sono ostruiti dalle tille.

Esaurita una curiosità che tormentava me (e non solo) fin dai tempi della scuola di restauro passo a rispondere alla tua domanda.
Il prodotto Tylose MH300 P2 è prodotto dalla ditta SE Tylose GmbH & Co. KG, tedesca, ma di proprietà giapponese (SE sta per Shin Etzu, l’impresa che nel 2004 l’ha acquistata). Consiglierei di dare un’occhiata al sito della ditte, che mi pare molto interessante.
Si tratta di uno dei numerosi prodotti dell’estrificazione della cellulosa (qui l’elenco delle metilcellulose prodotte da questa ditta, tanto per fare esempi:  
http://www.setylose.de/wEnglish/produkte/methylcellulose/Tylose_MH_Typen/index.php )
Il nome indica le caratteristiche del prodotto stesso: MH sta per methyl hydroxyethyl, 300 per il gardo di viscosità, P ci dice che è una polvere e l’ultimo numeretto indica la granulometria secondo I parametric della ditta. Qui è spiegato tutto nel dettaglio:
http://www.setylose.de/wEnglish/grundlagen/Nomenklatur_Tylose/3_3_Nomenclature_Tylose_att_V03.pdf
Si tratta di un prodotto per l’edilizia (una componente delle malte autolivellanti) ma la ditta la commercializza anche per altre applicazioni, compresa la cosmesi.
Ricordo che una volta esisteva una scala di purezza dei prodotti che distingueva tra prodotti per uso TECNICO (purezza tra il 65 e il 75%), uso alimentare (90-98%), per sintesi (99%), per analisi (oltre il 99%). La purezza in questione era ovvimente legata alla quantità di inquinanti che permangono nel prodotto finite dopo la preparazione industrial: il processo di purificazione incrementa notevolmente il prezzo del prodotto.
A questo punto sembrerebbe ovvio che il prodotto meno caro sia pure il meno raffinato o più inquinato, che dir si voglia. Tuttavia faccio presente che la ditta specifica che proprio nella cosmesi, oltre ai prodotti ultra puri, è possibile utilizzare quelli standard.
Del resto la  stessa Fluka dichiara che il Tylose è un marchio registrato della SE Tylose e mi viene il dubbio che lo acquistino da loro (tra l’altro manca appunto il grado di purezza)…
Ma in cosa consisterebbero questi inquinanti? Nel dettaglio il procedimento di preparazione della metilcellulosa è un segreto industraile ma dale docimentazione della ditta si ricava che la cellulose è sottoposat all’azione della soda caustica e poi del cloruro di metile e dell’ossido di etilene ottenendo così metilcellulosa e cloruro di sodio (si, il volgarissimo sale da cucina). I contaminante è sono la soda caustica e il sale visto che il cloruro di metile e l’ossido di etilene sono gassosi.
Non dimentichiamo che nella classica formula per la preparazione della tylose al 4% si mettono 4 g di metilcellulosa in 1 litro d’acqua. Il che vuole dire che su 1 kg di prodotto finale (o appena di più) ci può essere fino ad 1 grammo di inquinante DOVUTO ALLA TYLOSE (considerando una purezza minima del 75%). Quindi non credo che sia il caso di farsi troppi problemi. Se poi la paranoia imperasse potrei sostenere che, a meno di non avere un laboratorio attrezzato contro il rischio biomedico, ci si può risparmiare il problema:  a meno che l’acqua utilizzata non sia tridistillata e microfiltrata, la quantità di inquinanti immssei nella preparazione del prodotto diventerebbe rilevante. L’acqua demineralizzata non resolve questo tipo di problemi. Per non parlare di contaminazioni provenienti dall’attrezzature (spatole, pennelli) e della stessa carta da restauro
Salvo poche eccezioni il prodotto utilizzato nei lboratori istituzionali che ho visitato non è quello acquistato dale ditte di prodotti chimici, almeno per lavorazioni molto estese.
Fin qui le mie considerazioni…
La mia esperienza infine non mi ha mostrato particolari differenze nell’effetto dei prodotti utilizzati.
Spero di essere stato esauriente, ma se nello sproloquio mi fosse sfguggito qualcosa fammelo sapere.


Enrico Flaiani
Registrato Offline
Replica: 1 - 2
alessandro sidoti
Luglio 24, 2013, 8:07am Report to Moderator
restauratore conservatore di libri e manoscritti
Posts: 399
Location: firenze
Ciao in generale nel nostro settore non si usano i prodotti per analisi in effetti. questo vale sicuramente per l'acqua e anche per gli altri solventi. Dal punto di vista dei prezzi sono sicuro che anche i distributori di materiali per restauro vendono quella a prezzo più basso, mi sembra di aver pagato 90 € per 5 kg +iva l'ultima volta.
Ciao Ale


        
Alessandro Sidoti 
MODERATORE RESTAURO CARTA    
restauratore-conservatore di libri (pubblico)
http://restauro-del-libro.blogspot.it/
https://www.bncf.firenze.sbn.it/biblioteca/laboratorio-di-restauro-conservazione-libri-manoscritti/
Registrato Offline
Sito Replica: 2 - 2
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
Print

Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro carta  ›  c'è Tylose e Tylose??

Valutazione del tema
Non esiste attualmente alcuna valutazione
 

Powered by E-Blah Forum Software 10.3.3 © 2001-2008


tine.it



Pubblicazioni

Normativa

Bibliografie

Conservation bibliography

Appuntamenti


    CE