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Forum Restauro e Conservazione  /  Ritocco pittorico e tecniche artistiche  /  vernici finali
Spedito da: Edna Bollandi, Agosto 2, 2011, 6:21pm
Buongiorno,
desidererei avere informazioni sull'impiego delle vernici alifatiche (tipo la Laropal, è giusto?), soprattutto, se possibile, capire la modalità di impiego e soprattutto il risultato estetico, se diverso e come, a confronto delle vernici di impiego più frequente sin'ora come le Retoucher o chetoniche...grazie mille.
Spedito da: cinnabarin, Agosto 2, 2011, 10:20pm; Replica: 1
le informazioni che chiedi, impiego 2 giorni di corso intensivo per spiegarle.
comunque in estrema sintesi:  laropal A-81 (esiste anche un laropal k 80 ) è di impiego simile alle retoucher, e di aspetto simile se correttamente preparata. L'unica avversità diciamo è nella necessità di una certa percentuale di solvente polare o aromatico, e qui la cosa si complica assai. al momento esistono almeno 2 linee di pensiero entrambe hanno pregi e difetti:

1- ligroina e una certa percentuale di un estere tipo butil acetato: è la linea che persegue la massima assenza di tossicità per contro ha difficoltà nell'applcazioen asruzzo e sulle grandi dimensioni e per molti è troppo lucida.

2- ligroina o altro solvente tipo shellsol o white spirito etc. + aromatico in percentuale 30-40% ha il difetto di una consistente tossicità dovuta alla presenza aromatica (per altro del tutto paragonabile a quella del beva)  a favore di maggiore lavorabilità , applicabilità a spruzzo con meno difficoltà e effetti in genere di lucentezza meno smorzata.

come per le  Regal Rez occorre un pochino di sperimentazione personale su campioni prima di applicarla sulle opere.

a mio parere come ho più volte scritto, le retoucher dovrebbero essere bandite dall'uso nella conservazione, per via di ignote componenti di cui si può ipotizzare la presenza cospicua di acrilici (in certi casi il 100%) del tipo butil acrilati cioè autoreticolanti (per intendersi li fanno industrialmente per rendere le vernici e gli smalti per esterno più resistenti appunto attraverso la caratteristica ci creare legami trasversali tra le molecole, il cross linking, che dal punto di vista della conservazione è quelle che , sul lungo periodo, porta alla insolubilità parziale o totale. In dettaglio sarebbe utile associare al nome retoucher anche il tipo perchè per esempio la Surfin è molto diversa dalla Vibert.
Spedito da: Edna Bollandi, Agosto 3, 2011, 7:47am; Replica: 2
Benissimo, la sua sintesi è stata estremamente efficace...devo fare un pò di prove.
posso magari approfittarne di nuovo per chiederle, visto la sua grande competenza in questo ambito, come e con quale aggiunta posso abbassare il grado di lucentezza della resina chetonica (quando va data necessariamente a pennello)?  
Spedito da: cinnabarin, Agosto 3, 2011, 10:40am; Replica: 3
puoi anche darmi del tu.
In genere si abbassa la lucentezza A PENNELLO usando un solvente a maggiore punto di ebollizione, aggiungendo agenti opacizzanti (silice micronizzata altamente sconsigliata perchè potrebbe causare l'abrasione del colore durante le future puliture, o cera microcristallina in percentuali variabili a seconda di quanto opaca).

se prepari la vernice da te partendo dalla resina solida, allora puoi regolarti mettendo un solvente con P. di ebollizioen più altro, solo epr dare un esempio, la ligroina 100-140 è il solvente con il punto di ebollizione più basso tra quelli comunemente in uso, mentre lo shellsol D-70 il più altro che però è reperibile solo all'estero, non intasate il centralino di CTS chiedendolo perchè poi si lamentano con me)

Per inserire la cera in una vernice già pronta, prendi circa 100 ml di vernice e a parte, lontano dalla vernice stessa e da altri solventi, sciogli la cera in perline (non quella con solventi ovviamente) su un cucchiaino scaldando su una fiamma libera.
Aspettare qualche secondo che si raffreddi leggermente senza troppo rapprendersi, e quindi mettere il cucchiaino nella vernice e agitare bene.

oppure ma spesso non conviene, diluire la vernice, ovviamente le tre soluzioni s possono sommare.

ciao
Spedito da: Edna Bollandi, Agosto 3, 2011, 12:42pm; Replica: 4
grazie mille di tutto.
ciao e..., prevedo già, alla prossima!
Spedito da: giocastellana, Novembre 16, 2011, 7:15pm; Replica: 5
Ciao a tutti, ciao Roberto,
in questo interessante intervento il Prof. Paolo Cremonesi si oppone all'uso delle vernici naturali. Cito testualmente..''Possiamo dire che nel caso dei dipinti mobili questo è stato il campo in cui si sono studiati dei materiali specifici, proprio in funzione delle esigenze del manufatto artistico. Perché non considerarli, allora, con la mente libera da pregiudizi? Ora, grazie all’iniziativa di alcuni fornitori di prodotti per restauro, questi materiali sono finalmente disponibili anche nel nostro Paese, e auspichiamo che davvero riescano a spezzare il tabù/monopolio delle resine naturali!''
Ora l'intervento è datato 27 marzo 2011.
A quali materiali si riferisce?
Mi sono perso delle novità?
Dovendo saturare e verniciare un dipinto del 1667 cosa dovrei usare?
allego link http://unicum.cat/it/2011/03/reflexions-sobre-la-neteja-de-les-superficies-policromades-2/
ciao atutti

giovanni
Spedito da: cinnabarin, Novembre 16, 2011, 11:39pm; Replica: 6
grazie di averlo postato, è un bell'articolo, credo si riferisca sempre a regal rez e laropal a-81.

ciao
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