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Forum Restauro e Conservazione  /  Bacheca di chimica e diagnostica  /  Atti di indirizzo sui criteri...
Spedito da: raffaelli, Febbraio 25, 2005, 4:35pm
Preparando una bozza per un progetto di manutenzione programmata di Opere di interesse artistico di un Comune (chissà se la cosa verrà mai approvata) mi è ricapitato sotto mano il DL 10/05/2001 Atti di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei... Bellissimo testo, nonostante i alcuni suoi limiti...c'è comunque qualcuno che ne tiene conto? Tutte le belle parole in tema di conservazione preventiva, condizioni ambientali, di illuminazione, qualità dell'aria...Secondo me non solo non vengono messe in pratica ma c'è anche una notevole sottovalutazione di quello che gli "agenti invisibili" (Temp/UR/Luce/Polveri...) possono fare col trascorrere del tempo... mi sembra che a volte non si valuta come prevenire con interventi che limitino questi effetti possa poi rendere i restauri più "semplici"
Saluti
Roberta Giorio
Spedito da: admin, Febbraio 25, 2005, 5:19pm; Replica: 1
.. più che rendere i restauri più "semplici" ... evitarli !
Spedito da: Rossella Croce, Febbraio 26, 2005, 10:49am; Replica: 2
Purtroppo il meccanismo naturale di degrado di molte componenti di un'opera d'arte, in particolare quelli di natura organica, non può essere eliminato poichè intrinseco alla natura stessa, ma la giusta conservazione può limitarlo e rallentarlo notevolmente. Altri effetti invece, determinati esclusivamente dall'ambiente esterno e non dalla natura chimico-fisica del manufatto,  posso sicuramente  essere evitati.  Ritengo che bisognerebbe attuare una forte politica di persuasione alla manutenzione, che tra paretesi risulta non solo più utile, ma molto meno costosa del restauro. Le indagini diagnostiche, in questo settore,  sono utilissime permettendo di monitorare accuratamente e quantitativamente (quindi non soggettivamente)   lo stato del manufatto nel tempo. Invece solo raramente vengono fatte indagini dopo il restauro......la verifica dei risultati eseguiti non è gradita a chi opera (in particolare al massimo ribasso...:X) figuriamoci  poi l'analisi manutentita!  ??)
Spedito da: sara, Febbraio 27, 2005, 9:01pm; Replica: 3
Qualcosa si muove, l'attenzione sui parametri ambientali e sulle condizioni di conservazione in ambito museale è aumentata così come la consapevolezza che non basta restaurare e riporre poi lo stesso oggetto nella stessa condizione ambientale.....
Questo è stato l'argomento della tesi che ho discusso, insieme ad una mia compagna,  all' Istituto Centrale di Restauro.
Dopo qualche mese abbiamo applicato la sperimentazione per lo stesso Ministero...
Sono convinta che l'Atto di Indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei sia uno strumento di gestione più che utile nell'attività conservativa!
Probabilmente c'è ancora tanto da fare, ma l'importante è acquisire la giusta consapevolezza e non demordere con chi "fa le orecchie da mercante".
Sara
Spedito da: giorgiogarabelli, Febbraio 27, 2005, 11:07pm; Replica: 4
Sono anch'io convinto che la manutenzione programmata possa essere una strada efficace per evitare utopistici interventi di "restauro", intendo con questo dire che mi sono stufato di vedere ovunque brutti interventi o peggio interpretazioni del restauro molto discutibili le cui finalità sono unicamente indirizzate a far da pubblicità ai finanziatori!!! Mi auguro sempre di più che in un domani molto prossimo si possa pensare ad un programma organico di manutenzione e di monitoraggi, scientifico e storico-artistico dei BB.CC. Mi pare però che allo stato attuale vi siano ancora troppe voci discordi e troppe interpretazioni del modo di condurre la tutela del patrimonio. Non intendio essere solo polemico, ma sono reduce da alcuni episodi scottanti in materia e forse mi brucia ancora.... Mi piacerebbe che alcune persone competenti in materie del restauro e della conservazione, ciascuna per il proprio ambito di competenza si confrontassero, non solo a parole ma con i fatti in una programmazione mirata alla manutenzione e mettessero poi in pratica il progetto, ovviamente fatti i conti con il poco denaro in circolazione....
spero non sia un sogno....:-/
Giorgio  
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 24, 2005, 5:14pm; Replica: 5
Una specie di Normal della manutenzione? Sarebbe una cosa molto interessante da realizzare, se n'è parlato spesso in atti e convegni, ma credo che formalizzarla, settore per settore, sarebbe molto utile, soprattutto come strumento per i direttori dei lavori
Spedito da: cecilia, Marzo 3, 2007, 10:13pm; Replica: 6
Leggo solo oggi questo tema ed intervengo perchè ritengo opportuno dare chiarimenti sul DM 10/05/2001 "Atto di indirizzo ecc". Si tratta di un decreto ministeriale (dm) e non di un decreto legge (dl), documento fondamentale nato da tre anni di lavoro di una commissione istituita nel '98 e che ci mette in linea con altre nazioni, più avanzate di noi nel campo della museologia/museografia. E' un documento che non nasce per il restauro, ma che ha come obiettivo quello di definire standards per il funzionamento dei musei in tutti i campi (personale, sicurezza, conservazione e cure delle collezioni ecc) e che quindi definisce anche le condizioni ottimali per la conservazione e parla del restauro, che è una delle funzioni del museo. E' un documento di riferimento fondamentale per chiunque lavori nel campo della museografia/museologia e sulla base del quale vengono redatte le normative e gli indirizzi regionali, quindi come si fa a dire che non è applicato? Certo forse ha bisogno di essere più diffuso presso i direttori dei piccoli musei, ma rimane riferimento donamentale per la museologia in Italia.
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