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Forum Restauro e Conservazione  /  Restauro ligneo  /  disinfestazione tavola
Spedito da: ottavia, Marzo 13, 2005, 6:34pm
mi trovo di fronte a una grande tavola dipinta,già sottoposta alla camera a gas per disinfestarla qualche anno fa prima di un restauro.
ora è di nuovo attaccata da tarli,ed è inamovibile..
avete qualche consiglio?
Spedito da: Studio Restauro, Marzo 13, 2005, 10:42pm; Replica: 1
Intanto ragionerei e farei ragionare la D.L. e la committenza sulle condizioni di conservazione dell'opera poichè è quantomeno interrogativo  il fatto che sia già stata trattata e per di più in "camera a gas" pochi anni fa (ma quanti?).
Dopo di che se i tarli sono sicuramente attivi non vedo alternativa al siringare liquidi a base di permetrina (testerei comunque il liquido sulle superfici per verificare eventuali rischi collaterali) e si potrebbe ragionare su una chiusura anche solo provvisoria dei fori di sfarfallamento per rallentare l'evaporazione.
Certamente una stuccatura finale può servire a combattere, acnhe, nuove infestazioni.
Spedito da: giorgiogarabelli, Marzo 14, 2005, 12:32am; Replica: 2
In primo luogo la permetrina agisce per ossidazione e quindi l'aereazione è necessaria perchè si attivino i sali contenuti nei disinfestanti.... tralascerei pertanto la stuccatura dei fori ed altre operazioni analoghe.
In secondo luogo è necessario sapere con che materiali è stata effettuata la prima camera a gas ( dubito che sia stata usata la formula a bromuro di metile ed anche sulla CO2 ho dei forti dubbi...) per provare a ipotizzare le cause del mal funziionamento, se l'operazione è avvenuta meno di 24 mesi fa. In ogni caso l'azione più efficace si ottiene in due fasi distinte, la prima di sterminio degli insetti, in tutte le loro forme, la seconda di prevenzione.
Sembrano essere abbastanza efficaci le camere a saturazione di azoto, purchè condotte con tempi adeguati.- vedi catalogo espositori della fiera di Ferrara 2004- per l'operazione di sterminio; invece per l'azione preventiva sono d'accordo per i prodotti a base di permetrina, previa verifica di eventuali danni collaterali
giorgio
Spedito da: Jole Marcuccio, Marzo 15, 2005, 8:52am; Replica: 3
scusate se mi intrometto, Giorgio dice che la permetrina agisce per ossidazione e che la stuccatura dei fori di tarlo non va fatta. Ma questa areazione necessaria per quanto tempo deve durare? So che la permetrina ha una durata, ossia continua a svolgere la sua azione per circa 6/7 anni.
Ti chiedo questo perchè sò che il tarlo ( penso in generale, un pò tutte le specie) rideposita le uova nei fori già presenti, quindi la stuccatura ha carattere preventivo verso una nuova infestazione.
Spedito da: admin, Marzo 15, 2005, 9:14am; Replica: 4
Scusate anche la mia intromissione.
Una domanda: il trattamento non dovrebbe essere ripetuto in  funzione dei 4 stadi vitali (uovo - larva - crisalide - insetto) ?
Spedito da: Rossella Croce, Marzo 15, 2005, 9:22pm; Replica: 5
Se posso intromettermi anche io tutte le considerazioni fatte sono corrette: in più non è così secondario essere sicuri se si tratti di tarlo comune o di altri coleotteri
Inoltre: vorrei ricordare che l'efficacia della permetrina dipende molto dalla qualità della penetrazione quindi  dalla perfetta veicolazione all'interno. ....cosa alquanto improbabile in un opera molto tarlata con la semplice siringatura.....  Per l' inefficacia del trattamento a "gas" sono perplessa anche io, per quanto le variabili ambientali possono restringere il range anche considerevolmente....
Spedito da: lola, Giugno 19, 2005, 3:10pm; Replica: 6
Buon giorno a tutti. Ottavia sono passati 3 mesi e avrai già risolto la cosa ma magari ti interesserà sapere che esistono degli antitarli microincapsulati sempre a base di permetrina che sono a lento rilascio e assicurano il trattamento per un paio di anni quindi assicurano l'eliminazione di  tutte li larve e della maggior parte delle uova. C'è da dire che più è attaccato e meno si gestisce questo problema perchè le uova possono avere un periodo di incubazione fino a 5 anni!
L' antitarlo si chiama Protector conz (scusami ma non ricordo se si scrive conz o konz ma il nome è questo.
Ciao
Spedito da: ottavia, Giugno 19, 2005, 6:43pm; Replica: 7
sarà la stessa cosa del protector n? l'ho già usato..
Spedito da: Studio Restauro, Giugno 22, 2005, 8:46pm; Replica: 8
cosa vuol dire "microincapsulati"?
Spedito da: lola, Luglio 19, 2005, 8:35pm; Replica: 9
Per Riccardo: L'antitarlo microincaspulato si trova allo stato liquido come un qualsiasi antitarlo, non so precisamente quale sia la sua struttura molecolare...non mi intendo molto di chimica..ma è formato da piccolissime capsule (solo a livello molecolare) che si rompono col passare del tempo rilasciando la permetrina. Vengono chiamati anche " a lento rilascio" e garantiscono l'effetto per  un paio d'anni.
Per Ottavia: Mi sono informata bene..il protector konz è concentrato e va diluito prima di usarlo e di solito si usa per disinfestare tipo sottotetti o sotto le pedane di un coro si da nebulizzandolo di solito..
E il protector n è il microincapsulato che intendevo...ma non ha funzionato questo tipo di disinfestazione sulla tua tavola?
Spedito da: inforestauro, Agosto 26, 2005, 12:13pm; Replica: 10
Leggendo del ProTector N mi è venuto in mente di averlo citato sul mio sito a proposito del Trattamento Antitarlo.
Ho trovato nel catalogo della Bresciani srl, che lo commercializza, questa descrizione:

"Con ProTector N abbiamo risolto non solo il problema di avere un protettivo efficace, utilizzando come principio attivo la permethrina ma anche poco nocivo per l'uomo (non contiene endosolfuro, lindano o DDT). Il solvente di questo prodotto, permette di veicolare il principio attivo in modo ottimale  per avere una efficace penetrazione nel legno ( in 24 ore, per capillarità può penetrare nel legno per più di 50 cm) e non è tossico per l'uomo. E' inodore ed incolore non altera rivestimenti di tessuto o carta."

però non parla di "microincapsulamento" o di rilascio nel tempo del principio attivo. Sarà lo stesso prodotto di cui parlate voi??

Spedito da: Jole Marcuccio, Settembre 6, 2005, 10:49am; Replica: 11
Ci sarebbe un'altra alternativa per il problema, usare gli assorbitori di ossigeno ( funzionano come la tecnica dell'atmosfera modificata).
Porre l'opera dentro una struttura ermetica, tipo sacco, ponendo all'interno gli assorbitori, questi togliendo l'ossigeno hanno come conseguenza la morte di ogni forma di vita. tempo di permanenza almeno 30 giorni, dopo si applica la permetrina e si stuccano i fori.
Spedito da: inforestauro, Settembre 6, 2005, 10:57am; Replica: 12
Il metodo descritto da jole dovrebbe essere quello propagandato dalla ditta rgi-veloxy.
Secondo voi  sono disponibili apparecchiature o sistemi da usarsi in piccoli laboratori (quindi poco costosi) o è necessario, volendo applicare tale metodo, rivolgersi comunque a tali aziende.
Di seguito vi propongo, per un piccolo approfondimento, il link alla descrizione del metodo utilizzato dalla rgi-veloxy sperando di non fare pubblicità non permessa dal forum.

http://www.webalice.it/inforestauro/rgi-veloxy.htm
Spedito da: Jole Marcuccio, Settembre 6, 2005, 11:36am; Replica: 13
No, non c'entrano ditte, o meglio per l'atmosfera modificata si fa riferimento a ditte, ma i costi sono alti. Penso che la rgi-veloxy di cui parli applichi l'atmosfera modificata.
Gli assorbitori d'ossigeno sono invece semplici sacchetti contenenti limatura di ferro e sono usati dall'industria allimentare. la tecnica è stata presentata ad un congresso, dove è stato portato il lavoro svolto sulle opere del museo di arte moderna di Milano. Praticamente è la versione applicabile in laboratorio con pochissima spesa ( gli assorbitori costano pochi euro), tranne che per la pinza elettrosaldatrice usata per sigillare
Spedito da: Studio Restauro, Gennaio 22, 2007, 7:17pm; Replica: 14
riprendendo il tema della disinfestazione in anossia , con assorbitori di ossigeno: in laboratorio stiamo per applicare la tecnica e abbiamo avuto suggerimento di usare assorbitori a basso coefficiente di assorbimento (la capacità varia infatti  da 50 a 3000 litri).
Avete esperienze ?
Spedito da: 134 (Guest), Gennaio 25, 2007, 12:35am; Replica: 15
Ciao  Ottavia, prova con olio essenziale di Sandalo Indiano, è un olio volatile liquido, di un colore giallo paglierino o giallo chiaro, trasparente, solubile in alcool a  80-90°, resinifica. Lo puoi introdurre nei fori con siringa, introducendolo piano piano.
Lo dovresti fare varie volte nella giornata,afiinchè possa entrare in profondita, finche è ancora liquido, perchè l'effetto dell'ossigeno  della temperatura e luce inizia la fase di resinificazione e polimerizzazione, aspetti che si secchi , circa  24 ore, dipende dalla temperatura interna, quindi  passi alla chiusura dei pori, con cera o con quello che ti pare più opportuno.Puoi preparare la  cera con gocce di essenza, scaldi la cera a bagnomaria, in fase liquida introduci l'essenza di Sandalo o altra, mescoli bene essenza. Lo  puoi usare nella verniciatura ad encausto. con cera , carnauba e olio essenziale come antitarlo e antimicotico L'olio essenziale lo puoi acquistare in erboristeria. Chiedi sempre olii essenziali puri , non sintetici,e con terpeni , no deterpenati.
E' un ottimo siccativo, è  fissativo miscelabilre in olio di lino cotto, e in altri olii vegetali. A seconda del tipo di olio essenziale, avrai essenze con più o meno  terpeni, sesquiterpeni, aldeidi , chetoni, alcool, che sono siccativi, antitarlo, antisettici, inibiscono lo sviluppo del micelio, specialmente il timo.
Il profumo persiste negli anni,  perchè  essendo penetrato nel legno si resinifica,  il  profumo impedisce il deposito di uova, e il proliferarsi della specie.
E' un profumo che non è amato dagli insetti, che si riproducono all'interno degli alberi. IL profumo di sandalo , lo puoi miscelare con olio esenziale di rosa o di arancio, limone, come preferisci, sono tutti antisettici, e antitarlo, e antimicotici, se c'è qualche problema sarà in estate, ci sarà qualche farfalla in più che gira nelle camere.
Va usato puro o leggermente diluito con alcool,  se nell'acquisto noti una leggera resinificazione, per poterlo iniettare nei canali fatti dal tarlo.
Vedraii tarli andarse arrabiati.
Ps.  testare il liquido sulla superficie , per verificare, le eventuali reazioni. L'olio essenziale scioglie la gomma lacca, cera, plastica,è un fissativo, non crea probemi con l'olio vegetale o resine.

Ciao
Roberto Camurri


Spedito da: Lullaby, Gennaio 16, 2008, 4:04pm; Replica: 16
Scusate tutti, sono Giovanna nuova iscritta.
So bene che l'argomento è ormai datato ma mi interesserebbe sapere qualcosa in più riguardo gli assorbitori di ossigeno, ad esempio dove posso trovarli e se chi li ha usati nel frat ;)tempo ne ha avuto giovamento. grazie mille per l'aiuto.
giovanna
Spedito da: Lullaby, Febbraio 5, 2008, 3:34pm; Replica: 17
Salve, volevo ringraziare Federica di Sanno della R.G.I. per le informazioni fornitemi sul sistema veloxy.
Lo faccio in ritardo, lo so, c'è stato qualche problema di "comunicazione" col forum.
Comunque, se il  mio progetto va in porto penso che la contatterò.
Un saluto (salam)

giovanna

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