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Forum Restauro e Conservazione  /  Diagnostica per il restauro  /  laureandi in diagnostica del restauro:agg. a pag 6
Spedito da: antonio_appio, Aprile 13, 2005, 8:52am
con questa sezione mi piacerebbe mettere in contatto tutti gli studenti in scienza e diagnostica del restauro in modo tale da scambiare dati ed esperienze utili per la stesura �della tesi oppure consigli utili per la scelta di argomenti da trattare in quest'ultima
Spedito da: miketrevis, Aprile 13, 2005, 11:44am; Replica: 1
Io sto facendo una tesi molto particolare:

Analisi delle tensioni superficiali all'interfaccio VETRO/Materiale POLIMERICO.
Ho effettuato uno stage alla Stazione Sperimentale del Vetro, di Murano (VE) partecipando tra l'altro ad un progetto europeo (VIDRIO) effettuando anche analisi riguardo le tensioni tra vetro e grisaglia nelle vetrate della basilica di colonia (non rammento il nome).

Qualcuno saprebbe consigliarmi un qualche libro a riguardo? (tanto per cominciare...)
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 13, 2005, 6:25pm; Replica: 2
Il tema è gradito ed interessante, e vi chiederei, vista la confusione su questo genere di corsi di laurea già ampliamente vissuta nella sessione studenti, di specificare nei vostri messaggi alcune cose. Quando presentate la vostra tesi dite anche il nome del corso a cui appartenete, di che laurea state parlando ovvero  se si tratta di una laurea triennale o specialistica. Sarebbe interessantr inoltre, in questo ambito affrontare l'argomento spinoso riguardante la classe di concorso ...siete a conoscenza del fatto che il titolo di diagnostico o diagnosta nel nostro settore , è appannaggio a tutt'oggi  di .....chimici e geologi? Essendoci degli  albi professionali specifici  credo sia corretto parlarne .....
Spedito da: antonio_appio, Aprile 14, 2005, 8:46am; Replica: 3
ok rossella sono d'accordo con te
ma la confusione attuale non è certo da imputare a chi si
iscrive ad un corso di laurea...
credo che nel tempo ci saranno albi professionali anche per i diagnostici del restauro
va considerato che noi siamo piu' addentro di un chimico alle probblematiche del restauro poichè sosteniamo esami di storia dell'arte ,
di urbanistica, di legislazione dei beni culturali, cartografia, geofisica, restauro
oltre a chimica inorg ed org ,fisica 1 e 2 etc..
con questo voglio solo dire che aggiungiamo alle competenze del chimico quelle dello storico dell'arte  e  dell'archeologo
personalmente devo dire che nel mio percorso di tesi svolto nel diaprtimento di chimica analitica il lavoro sia mio che dei ricercatori che mi stanno seguendo
è stato complementare, credo fortemente che questa sia la strada giusta,
collaborazione.
Trovo che sia fondamentale cmq che chiunque voglia partecipare specifichi
il suo titolo di studio(come studente o laureato junior, senior, specializzando etc..) su questo sono perfettamente d'accordo
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 14, 2005, 9:12am; Replica: 4
Vedi Antonio, il problema è che quando si parla di chimici c'è la tendenza a pensare solo al chimico puro o chimico industriale. La realtà è che i chimici per il restauro, i diagnosti per il restauro ci sono, hanno quel background che tu descrivi e sono in più appunto chimici e iscritti all'albo. La tendenza generale è pensare che non sia così, perchè non sono moltissimi sul territorio, ma ci sono,  ci sono sempre stati e sono in netto aumento. Purtroppo, come nel caso del restauro, ci sono corsi soggetti a questa ambiguità..... A volte mi si chiude lo stomaco a qunti si iscrivono ad un corso di laurea basano il loro futuro su  possibilità ventilate ma remote, che allo stato attuale non hanno codifiche normative specifiche. Rispetto alla figura professionale  io dubito fortemente che venga fatto un albo per voi a breve, come non verrà mai fatto, temo,  un albo per restauratori...Probabile che la figura  entri invece nella quotidianità lavorativa, che prenda piede poco a poco...Al momento il problema è lo stesso del restauro: i titolati sono solo tot e vengono riconosciuti dallo stato,  gli altri hanno magari pari competenze...ma non sono titolati. I chimici per il restauro già ci sono e sono accorpati all'albo dei chimici, con regolare esame di stato. Questo è quanto!
Spedito da: antonio_appio, Aprile 14, 2005, 10:23am; Replica: 5
immagino che ci siano difficoltà in tal senso
ma a questo punto dovremmo pensare che tutto ciò , ovvero anni di studi
e sacrifici siano del tutto inutili, ovvero che quando si è deciso di attuare
una riforma  scolastica lo si è fatto ad esclusivo danno degli studenti
illudendoli a credere in un futuro lavorativo che viene solo paventato e mai esplicitato, dunque una cosa molto grave da parte delle istituzioni preposte a ciò,
dunque è auspicabile un passo indietro?
un ritorno all'ordine preriforma? e di tutti queste migliaia di laureati junior
che ne facciamo? questi interrogativi non li rivolgo a te anzi prendo spunto dalle
tue parole per girare queste domande ad altri che come me vivono questa transizione sulla propria pelle, dunque siamo cavie? e con chi prendercela se l'esperimanto va male? con i docenti universitari che hanno attivato questi corsi
( a decine in tutta italia) pur sapendo che non avrebbero portato a niente?
con il ministro moratti? con chi?
l
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 14, 2005, 1:12pm; Replica: 6
Antonio,  credo ti stia facendo prendere un pò troppo la mano....Non è questo infatti il posto ed il luogo per tale scambio di opinioni: c'è una sezione studenti dove puoi meglio espimere le tur opinioni e discutere  di esse con i  tuoi colleghi. Ci sono gli organi di facoltà per le tue lamentele verso l'istituzione a cui afferisci. Posso solo dirti che il tuo sdegno contro le istituzioni  non è corretto. Nessuno penso ti abbia mai detto, per esempio "alla fine del corso tu sarai un chimico iscritto all'albo". Sei proprio sicuro di non essere anche tu, da parte tua ad aver travisato qualcosa? E' sempre colpa delle istituzioni? Io noto che spesso i ragazzi "interpretano" quello che viene detto dalle facoltà facendo un bel miscuglio con il "sentito dire" da altri. Non si pongono invece questi  quesiti fondamentali  prima di iscriversi, ma solo dopo, verso la fine...quando devono entrare nel mondo del lavoro. Io non ci trovo niente di male da parte delle università nel  proporre nuovi corsi e nuove figure professionali, quindi non ritengo affatto che prendano in giro gli studenti. Le lauree triennali sono una grande innovazione, e come tutte le innovazioni richiedono lunghi tempi di assestamento che comportano verifiche, aggiustamenti, variazioni...in questo senso, si, siamo delle "cavie", ma quando ti sei iscritto eri al corrente di questo rischio, per cui lamentarsene ora è del tutto inutile.  Inoltre la precarietà odierna del  lavoro genera spesso negli studenti la tendenza ad ingigantire le proprie esperienze ed aspirazioni. Ma questo Antonio non serve: il lavoro è il banco di prova, le carenze verranno subito all'occhio ed anche le debolezze....Sei e sarai, sulla carta, quello che hai sottoscritto all'atto dell'iscrizione, ne più ne meno. Sei  tu che dovevi informarti se il percorso che hai scelto era combaciante con le tue aspettative e verificare lo stato di fatto delle normative in vigore, e non viceversa....La tua università ti ha offerto un percorso, tu lo hai accettato volontariamente , nesuno ti ha obbligato. Se mi iscrivo a Farmacia non posso poi pretendere di fare il dottore perchè nella mia facoltà faccio esami di chimica organica e patologia clinica come i medici! Sei e sarai invece, nella pratica, ciò che la tue capacità, la tua dedizione,  ed il tuo impegno ti porteanno  ad essere. Hai studiato e ti sei preparato, avrai una laurea e sarai dottore, e se sei fortunato farai un lavoro attinente a quello per cui hai studiato. Non sarai però qualcos'altro: se vuoi essere quel qualcosa d'altro a livello di titolo intendo, quando sceglierai la specialistica, scegli il percorso che ti porti ad avere quel titolo! E qui voglio porre uno stop, perchè io non so niente del tuo corso (non me lo hai nemmeno menzionato) e non voglio entrare in merito di cose che non conosco, che  non mi appartengono  e che tendono a mettere in cattiva luce i colleghi che operano in tali istituzioni (che per quello che so sono serie ed accreditate al pari di tutte le altre). E soprattutto non voglio mischiare il lavoro con il piacere di conversare  in questo forum, distesamente con amici e colleghi.
Spedito da: admin, Aprile 14, 2005, 2:05pm; Replica: 7
Testo citato
con questa sezione mi piacerebbe mettere in contatto tutti gli studenti in scienza e diagnostica del restauro in modo tale da scambiare dati ed esperienze utili per la stesura  della tesi oppure consigli utili per la scelta di argomenti da trattare in quest'ultima


Antonio non credi di essere andato fuori tema ?
Spedito da: admin, Aprile 15, 2005, 11:44am; Replica: 8
Amici,
non voglio certo stemperare le polemiche (sono il più polemico di tutti) o nascondere i problemi (desidero che si evidenzino).
est modus in rebus ... dicevano un tempo e credo che il concetto sia ancora valido.

Ho sempre sostenuto gli studenti e continuerò a farlo.

All'interno del forum è stato aperto uno spazio specifico che ritengo molto utile ed interessante.
Vi prego semplicemente di moderare i termini nel sollevare le vostre "legittime" perplessità.

In altra occasione, all'interno di yahoo, ho sollevato lo stesso problema invitando i professionisti ad evitare stupide generalizzazioni sulle altre professionalità sia pubbliche che private.

... ed il gruppo è cresciuto ...

Vi ringrazio anticipatamente.
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 16, 2005, 8:25am; Replica: 9
Infatti, il punto è solo questo: questa sezione si occupa di chimica e diagnostica per il restauro in tutte le sue sfaccettature. Il problemi inerenti la qualifica professionale ( chimico-diagnosta)  sono ben accetti ed in tema, perchè attinenti alla sezione. Anche le informazioni specifiche su tesi in diagnostica e chimica applicata lo sono.  Per parlare dell'università in genere, invece con i suoi problemi o potenzialità preferirei vi orientaste verso la sezione studenti: non le ritengo in tema. Non sono invece accette dichiarazioni aspre e pesanti dirette verso persone fisiche enti istituzioni o quant'altro. Moderazione.
Spedito da: viria, Aprile 17, 2005, 9:39am; Replica: 10
Rossella,colgo subito la tua richiesta: il corso di laurea a cui apparteniamo io e Antonio in Tecnico per la diagnostica applicata al restauro appartiene alla classe 41 e non forma dei chimici ma dei diagnostici a tutto tondo(infatti la nostra sede è Scienze Geologiche e non chimica!!)...Secondo voi un geologo non è anche un diagnostico?ovviamente riferito ai materiali lapidei,s'intende...credo che chiamare "diagnostico2un chimico sia riduttivo visto l'enorme applicazione di questo termine..Sicuramente un chimico sarà esperto dell'analisi dei pigmenti e di tutto ciò che riguarda la materia organica ma non esiste solo quello....
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 17, 2005, 6:05pm; Replica: 11
Sperando sia di aiuto inserisco qui alcuni tratti presi dalla domanda di ammissione all'esame di stato per  chimici e geologi  

Il pagina web dove puoi visionarle che puoi visionare è:
http://www.unipg.it/~cclgeol/documenti/EsameStato.html

Esami di Stato per l'iscrizione all'albo dei geologi nella sezione A e relative prove
1. L'iscrizione nella sezione A subordinata al superamento di apposito esame di Stato.

2. Per l'ammissione all'esame di Stato richiesto il possesso della laurea specialistica in una delle seguenti classi:

a) classe 82/S - Scienze e tecnologie per l'ambiente e territorio;

b) classe 85/S - Scienze geofisiche;

c) classe 86/S - Scienze geologiche.

3. L'esame di Stato articolato nelle seguenti prove:

Art. 43.
Esami di Stato per l'iscrizione all'albo dei geologi nella sezione B e relative prove

1. L'iscrizione nella sezione B subordinata ai superamento di apposito esame di Stato.

2. Per l'ammissione all'esame di Stato richiesto il possesso della laurea nella classe 16 - Scienze della

Come si può notare la classe 41 non è compresa. Il  problema delle classi 41, in tutta Italia è proprio questo, secondo me! Gli vengono attibuiti titoli di ogni genere: diagnosta,  chimico per il restauro, restauratore, tecnico del  restauro....di tutto è stato detto o preventivato per un  prossimo futuro, ma al momento la  figura professionale, non è ben definita. Visitando il sito del  del Miur invece ho trovato una esauriente descrizione della citata clase di laurea, ma trovo discordanza con le informazioni che leggo da voi sul forum, infatti si parla di diagnostica solo dal lato conoscitivo, mai applicativo: neglli sbocchi professionali è previsto solo il settore del restauro e non della diagnostica. Mi suona tanto di: devi conoscere le analisi  molto bene per essere in grado di interpretarle correttamente ed eseguire bene il tuo lavoro...

la pagina web è  http://www.miur.it/UserFiles/529.doc

CLASSE DELLE LAUREE IN
TECNOLOGIE PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO DEI BENI CULTURALI (41)

OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI
I laureati nei corsi di laurea della classe devono:
•     essere in grado di intervenire sul bene culturale e di garantirne la conservazione, conoscendone le caratteristiche strutturali, nonché le caratteristiche e le proprietà dei materiali che lo compongono;
•     possedere competenze atte a svolgere interventi in uno o più dei seguenti settori: definizione dei progetti di intervento mirati all'arresto di processi di degrado e di dissesto dei manufatti architettonici storici, di quelli storico-artistici, archivistici, musicali, teatrali, cinematografici; studio delle modalità per la rimozione delle cause del degrado; conservazione dei beni ambientali e dei beni demoetnoantropologici, relativamente agli aspetti tecnologici del problema;
•     possedere adeguate conoscenze tecnico-scientifiche , sulle caratteristiche morfologico-strutturali del bene culturale, sulle caratteristiche e proprietà dei materiali che lo compongono, sulle possibili tecnologie d’intervento  per il  restauro e la conservazione, sulle applicazioni archeometriche nei diversi campi di interesse;
•     essere in grado di operare nelle istituzioni preposte alla gestione e alla manutenzione del patrimonio culturale e nelle organizzazioni professionali private operanti nel settore del restauro conservativo e del recupero ambientale;
•     essere in grado di utilizzare efficacemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre l'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali;
•     possedere adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell'informazione;
•     essere capaci di lavorare in gruppo, di operare con definiti gradi di autonomia e di inserirsi prontamente negli ambienti di lavoro.

I laureati della classe svolgeranno attività professionali presso enti locali e istituzioni specifiche, quali sovrintendenze, musei, biblioteche, archivi, nonché presso aziende ed organizzazioni professionali operanti nel settore del restauro, della tutela dei beni culturali e del recupero ambientale. In particolare si occuperanno di restauro del libro e della carta, del cuoio e della pergamena; dei dipinti su diversi supporti; delle sculture lignee; dei materiali lapidei e dei mosaici; dei metalli; dei tessili; delle terracotte e dei materiali affini

Di diagnostica applicata ed analisi non si parla affatto....e quindi? Potete aiutarci a capire meglio, voi che la state seguendo?
Spedito da: viria, Aprile 17, 2005, 7:51pm; Replica: 12
Veramete siete voi che dovete aiutarci a capire..noi siamo solo degli studenti...Non credete?Il problema è perchè vengono istituiti certi corsi di laurea..Scusate certi commenti ma noi abbiamo investito anni in questo corso..Qual'è la soluzione?il mio corso comunque si chiama "Tecnico per la diagnostica applicata al restauro e conservazione dei beni culturali"...Ma se non sono diagnostica cosa sono?e perchè questo corso di laurea di classe 41 ha una simile dicitura?Aiutateci a capire se potete...
Grazie...
Spedito da: viria, Aprile 17, 2005, 7:56pm; Replica: 13
E soprattutto se con una laurea di 5 anni della classe 41 divento per legge restauratrice,come mai non abbiamo neanche 1 esame di restauropratico?neanche 1 laboratorio di restauro pratico nel piano di studio?fortuna che almeno ho potuto frequentare 2 anni di En.A.I.P....
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 17, 2005, 10:35pm; Replica: 14
Cara Viria, io non so darti  risposte. Mi pongo solo delle domande, osservando la questione dall'esterno. Forse ci sono risposte che non conosciamo, perchè sono in itinere, forse in futuro verrà creata una nuova figura professionale intermedia con un suo albo...ma quando? Come dovrà essere chiamata e come si rapporterà con le preesistenti? Nel frattempo che faranno i laureati che mano a mano finiscono? Noi che siamo dall'altro lato, restauratori, disgnosti ecc...come dobbiamo interpretarvi?  Inoltre il  dubbio più forte  che nutro è proprio quello che ti sei posta anche tu: come mai metà degli iscritti alla classe 41 sostengono che saranno resturatori e l'altra metà diagnosti? Se la classe è unica....come mai due interpretazioni così opposte?  Da dove questo scollamento? Se debbo essere sincera, spesso ho sentito definire tale professionalità come "l'anello mancante" tra restauratore e diagnosta. Trovo questa cosa allo stesso tempo interessante ed ambigua....tutto e niente  a volte può essere confuso con  ne carne ne pesce... Da qui molti tuoi colleghi, anche nella sezione studenti si sono chiesti: come si può fare  ad essere restauratori senza pratica? Io oggi mi chiedo: come si può essere diagnosti ed operare nel settore se non si ci può iscrivere all'albo?  Quale garanzia ho io, restauratore se a voi mi rivolgo? Sono incuriosita dall'argomento e mi piacerebbe saperne di più, come te, ma l'assenza di risposte dal fronte istituzionale mi porta ad un certo scetticismo. Mi piacerebbe se qualche collega si esprimesse in merito.
Spedito da: viria, Aprile 18, 2005, 9:20am; Replica: 15
Forse più che qualche mio collega bisognerebbe interpellare dei docenti di questi corsi..Bari è stata la prima università in Italia a creare questo corso come D.U. nel 99 e poi roma e Firenze..mi piacerebbe fare qualche domanda a questi docenti...
Spedito da: Rossella Croce, Giugno 11, 2005, 11:26am; Replica: 16
Ultimamente ho parlato  in un mio cantiere  con una ragazza iscritta al tuo stesso corso, ma a torino, classe 41, è significativo dire che i suoi insegnanti pongono la figura professionale in tutt' altro modo, ovvero orientata al restauro. Questo per confermare la poca chiarezza in merito nel panorama nazionale... Inoltre ho notato che semplici domande di chimica e diagnostica applicata hanno sfondato una porta aperta...parlando della mia tesi infatti mni sono resa conto che argomenti che dovrebbero essere basilari le erano ignoti... Tra parentesi la ragazza è all'ultimo anno ed ha la media del 27......Credo sempre di più che  la cosa migliore sia lavorare sodo "in proprio" e non guardare più di tanto al titolo, che attualmente non mi sembra  una garanzia sul tipo e sulla qualità del percorso intrapreso
Spedito da: viria, Giugno 11, 2005, 5:19pm; Replica: 17
Proprio in questi giorni ho sentito che x fare 1po' di kiarezza in tutti questi nuovi corsi di laurea a cui, a quanto pare, i privati e le ditte non sono ancora pronti, ogni studente avrà 1 patentino dove ci saranno tutti gli esami sostenuti e rappresentativi del corso di laurea con tutti i voti e la media degli esami.
Mi sembra 1 passo avanti x mettere 1po' d'ordine in questa totale confusione che questa nuova riforma ha creato...Non vi pare???
Spedito da: viria, Giugno 11, 2005, 5:28pm; Replica: 18
x come la vedo io un lavoro in proprio può essere un'ottima alternativa ma dove aver acquisito un titolo (universitario ovviamente) qualificante e delle esperienze...
Di come funziona a torino non so dirle, qui al sud e specialmente a Bari si studia sodo..e credo anche che i nostri piani di studio siano totalmente differenti perche io ho sostenuto 25 esami + 1in inglese e le assicuro che di restauro c'è 1solo esamenche riguarda più che altro la storia del restauro e delle sue tecniche applicative. noi abbiamo esami di kimika generale, organika,dei materiali, chimica fisica, fisica1 e 2 matematica e tanti altri esami di biologia oltre che di storia dell'arte e archeologia. forse più che del titolo, i privati che dovrebbero assumerci o commissionarci 1 lavoro dovrebbero capire che competenze abbiamo acquisito nel nostro corso di laurea..Io appartengo a scienze geologiche e ho avuto la fortuna di avere quel tipo di formazione..e la mia tesi ne è una testimonianza..
Spedito da: Rossella Croce, Giugno 11, 2005, 6:23pm; Replica: 19
Prima di tutto, non darmi del lei, ma del tu, non sono così vecchia per fortuna ...  ;) Le informazioni che ti ho dato erano giusto per  conferma della situazione di ambiguità che da tempo abbiamo notato, non c'era riferimento alcuno al tuo corso!  Mi risulta ad esempio che anche urbino e napoli seguano questa politica di orientamento al restauro. Ritengo che il "patentino" possa essere utile, ma mi riterrei più soddisfatta  se tutti spingessimo verso una  risoluzione diversa del problema. Io ritengo indispensabile far chiarezza su questa classe 41, eventualmente dividendola in due rami distinti Specializzazione in restauro e specializzazione in diagnostica. Altrimenti saremo sempre tutti nel dubbio e nell'angoscia. Non riesco a capire come la stessa classe di concorso possa accogliere piani di studio così diversi! :-/ Quando dicevo  nel mio precedente messaggio "lavorare in proprio" intendevo specializzarsi e studiare per proprio conto, non propriamente aprire un'attività. Personalmente comunque la vedo dura essere assunti presso una ditta al momento in questo ruolo, ritengo più fattibile la libera professione o la collaborazione con piu ditte"
Spedito da: Ylenia, Luglio 7, 2005, 4:35pm; Replica: 20
ciao. Ho notato che c'è un pò di confusione riguardo all'argomento, e per questo chiedo a voi( che sicuramente ne saprete più di me!): ma che qualifica da il corso di laurea in"scienze applicate ai beni culturali e alla diagnostica per la loro conservazione?(questo che vi cito è alla facoltà di Scienze a LA SAPIENZA di Roma)
Leggendo qua e la ho capito che di certo non da il titolo di restauratore...ma quale sarebbe la professione di chi finisce questo corso??Ancora devo decidere, e vorrei  saperne qualcosa di più prima di escluderlo a priori...
grazie mille.
Ylenia.
Spedito da: Rossella Croce, Luglio 9, 2005, 5:12pm; Replica: 21
il problema che stiamo affrontando qui è proprio questo: non c'è chiarezza, in questo momento, da parte delle istituzioni su questi tipi di laurea, e le università sono costrette ad attendere maggiori informazioni anch'esse. L'unica definizione attendibile è al momento quella sulla classe di concorso visibile sul sito http://www.miur.it:  se il corso è di classe 21 si ci può iscrivere all'albo dei chimici, se è di classe 41 no, ma si sta discutendo a possibilità  di creare un albo intermedio od ammettere alcuni corsi di classe 41 (non tutti) in base alla specifica curricula nel gruppo dei restauratori. Tutti questi corsi vengono svolti a scienze, per cui non basarti su questo. Il tuo corso di che classe è?
Spedito da: Ylenia, Luglio 9, 2005, 8:34pm; Replica: 22
Beh, purtroppo quello che mi dici non mi stupisce affatto...In ogni caso -in realtà- non sono ancora iscritta a nessun corso: quello di cui ti parlo fa parte della classe 41, ma è solo un'ipotesi tra le svariate possibilità che si presentano a uno studente che esce dalla maturità...il problema è che il corso di laurea sembra anche interessante, ma che senso avrebbe scegliere una facoltà che non sai neanche dove ti porta? Sperare nell'istituzione di un albo che è ancora tutto campato in aria non sarebbe un pò avventato?
Spedito da: Rossella Croce, Luglio 11, 2005, 12:59pm; Replica: 23
le lauree triennali sono molto recenti, bisogna avere pazienza e fare un piccolo investimento personale, anche in termini di rischio. Valuta tu quali sono le tue priorità.
Spedito da: Ylenia, Luglio 11, 2005, 2:30pm; Replica: 24
Grazie per la risposta e l'interessamento. . .seguirò il tuo consiglio e valuterò la situazione.

Spedito da: antonio_appio, Agosto 28, 2005, 12:08pm; Replica: 25
le lauree triennali sono il futuro
indietro nn si puo' tornare x cui si dovra' valutare
come e quando i nuovi laureati avranno accesso al mondo
del lavoro, in realta' anche da parte delle istituzioni
c'e' poca chiarezza e molta confusione come dire
la solita solfa all'italiana... ci siamo abituati come studenti
ad avere un atteggiamento passivo , questo stato mentale deve cambiare
dobbiamo essere piu' svegli in italia lo studio non e' piu' un
diritto ma lusso per pochi....
tira oggi e tira domani....
alla proxima replica
saluti
Spedito da: Agnese, Agosto 30, 2005, 2:24pm; Replica: 26
Ciao a tutti!
ho già scritto nella sezione studenti!
Ho letto solo ora questa parte del forum.
Anche io sono appena uscita dal liceo scientifico e sono iscritta ad un corso di laurea della classe 41, Scienza e tecnologia per i beni culturali a Torino
Sono confusa!
Questo sito mi ha fatto un pò di chiarezza su questo corso di laurea ma non ho ancora capito che lavoro può fare chi esce da lì!
Rossella Croce, hai detto che la classe 41 è una classe intermedia; tra restauro pratico e chimico (o tecnico?) del restauro, no?
Allora cosa devo fare per essere sicura del lavoro che farò?
Devo fare chimica per diventare tecnico del restauro?
:-/
Non capisco più niente!
Grazie a tutti!
Spedito da: Rossella Croce, Agosto 31, 2005, 2:42am; Replica: 27
Ciao Agnese,
non è propriamente così come hai capito. A tutt'oggi le informazioni più attuali sono che la classe 41 è una classe interfacoltà. In Italia ci sono molti corsi di classi 41: alcuni sono fortemente orientati al restauro pratico (es Urbino) altre sono orientati più verso il lato tecnico scientifico (es Bari) altre ancora propongono entrambe le discipline in maniera abbastanza equilibrata. La disquisizione in questo forum verteva sulla differenza tra classe 21 (scienze chimiche) e 41 e sull'iscrizione all'albo, possibile solo al momento per chi ha frequentato la 21.  Attualmente non esiste un albo per la classe 41, che sta creando sul mercato una nuova figura "intermedia" tra il restauratore e lo scienziato per il restauro, figura che però è ancora stata normata e0 regolamentata, per cui non si capisce ancora chiaramente  che tipo di ruolo andrà a ricoprire e  a che tipo di ( eventuali) concorsi pubblici poitrà afferire. Infine, sulla eventuale parificazione al restauratore e/o collaboratore restauratore, è ancora un bel mistero....
Spedito da: Agnese, Agosto 31, 2005, 1:36pm; Replica: 28
Rossella, grazie per aver risposto e per avermi aiutato a chiarirmi un pò le idee.
Secondo te (posso darti del tu?) cosa mi converrebbe fare come università per diventare una scienziata per il restauro?
Al momento sono iscritta, a Torino, a:

[*]Scienza e tecnologia per i beni culturali, costituita da 3 anni (classe 41) + 2 anni di specializzazione (classe 12/s) ma non si sa bene a cosa porti;

[*]Accademia Albertina delle Belle arti con indirizzo "restauro", corso molto bello ed interessante;

[*]Chimica, composta de 3 anni di chimica generale + 2 anni di specializzazione...ma in cosa?.

Naturalmente, ammesso che nei primi due corsi di laurea mi prendano dato che sono a numero chiuso, devo sceglierne uno!

Grazie dell'ascolto e dell'aiuto che mi sta dando!
Spedito da: Rossella Croce, Settembre 12, 2005, 4:04am; Replica: 29
Purtroppo non conosco le scuole che mi citi direttamente, per cui non posso consigliarti così nello specifico, ma in primo luogo, decidi quale è la tua priorotà: fare il restauratore o lo scienziato per il restauro sono due percorsi ben diversi, che spesso si incontrano ma difficilmente sono intercambiabili. Valuta bene le tue capacità e l'impegno nel tempo che sei disposta a dedicare inteso come anni di studio. Spero che qualcuno che conosce meglio queste scuole possa darti dettagi maggiori. L'unica cosa ovvia e lampante è che con il corso di chimica non ti specializzi direttamente in restauro, quindi dovrai magari integrare con ulteriori specializzazioni più mirate,ma sicuramente se nel tempo ti va male con questo settore, questo tipo di laurea è facilmente spendibile in altri campi.
Spedito da: gaia, Settembre 20, 2005, 11:53am; Replica: 30
(gaia)
Nella tesi per la triennale sto affrontando uno studio politematico di alcune maschere africane del Museo etnografico di Torino. Oltre ad una parte sull'etnia di appartenenza  e analisi iconografica,una valutazione dello stato di consevazione e una parte di diagnostica  non invasiva per il riconoscimento di pigmenti e leganti(XRF e si spera Raman) e con campionamento per il riconoscimento del legno.Niente datazione perchè troppo recente e comunque non ci sarebbe la strumentazione.
Ho proposto io il soggetto della tesi e sono molto contenta di averlo fatto.
E' un tema che mi piacerebbe continuare  studiare, perchè sui materiali dell'arte africana non ho trovato proprio niente ..ed infatti stavo diventando un po' nevrotica!

Per finire, perchè credo di essere stata piuttosto lunga ed incomicio anche a perdere il filo,io sono relativamente soddisfatta.
Relativamente perchè ci sono tante  tante cose che non mi sono piaciute o che cambierei o anche metterei nel corso.
ed anche perchè il "dopo" è tutto molto nebuloso, molto sospeso,molto che non si sa dove si andrà a finire...

Eppure sono soddisfatta perchè ho capito che cosa vorrei veramente fare,perchè credo che questo corso mi metta sulla strada giusta e perchè credo che in ogni caso tutto dipenderà da quanto ho intenzione di faticare io..
Voglio dire, se proprio va male e non si riesce a fare nulla sul fronte istituzionale
( e non dico creare un albo che sarebbe davvero il plus ultra, quanto prevedere delle figure di lavoro realmente presenti sul territorio, e quindi richiest)
ebbene, piuttosto mi iscrivo a chimica! ;D

ma credo che almeno all'inizio ci si debba sforzare di vedere il bicchiere mezzo pieno...
e poi contare molto sulla propria iniziativa... :B
Spedito da: gaia, Settembre 20, 2005, 11:55am; Replica: 31
(Gaia inizio)
dunque.
io sto per laurearmi in scienze e tecnologie per i beni culturali all'Università di Torino,sotto la facoltà di scienze. E' un corso nettamente orientato  verso le materie diagnostiche( chimica, chimi dei BC,fisica, fisica dei BC, mineralogia, petrografia, geologia,lichenologia,diagnostica chimica, diagnostica fisica e mineropetrografica,microbiologia ed entomologia....)che però comprende una base per così dire umanistica, e quindi Storia dell'arte medievale e moderna(chissà perchè non c'è anche quella contemporanea...), archeologia classica e medievale,archivistica e biblioteconomia, museologia.
Per quanto riguarda la parte di restauro, due soli esami:
Storia e tecniche del restauro
Chimica del restauro .

Il bilancio pende evidentemente  dal lato della diagnostica...

Non posso fare commenti sugli altri corsi, perchè non sono a conoscenza nè dei piani didattici, nè di come sono effettivamente svolti.
Per quanto riguarda il mio corso, quando ho deciso di seguirlo non mi aspettavo nè di diventare una restauratrice, nè un chimico.
Mi aspettavo di diventare(ovviamente dopo la specialistica ) una figura professionale in grado di rispondere con gli strumenti e le conoscenze proprie dei chimici ed in parte dei fisici alle domande che vengono poste dai restauratori o da chi per essi.
Per fare questo non basta essere un chimico perchè manca non solo la conoscenza delle problematiche che vertono intorno alla pratica ed all'etica del restauro, ma anche delle informazioni sul materiale su cui si sta indagando, che permettano quindi di situare i risultati all'interno di un determinato contesto agevolando  la scelta delle tecniche di nalisi e la comprensione dei risultati.

Non credo che un corso possa formarti per essere TUTTO.
non puoi chiedere di diventare un chimico E un restauratore, oppure un chimico E uno storico.
voglio dire,tanta gente in questo campo ha una laurea non so, in architettura o chimica ed anche un diploma da restauratore. Oppure è "solo" un restauratore ma ha studiato da sè quello che gli serviva...
non è che le strade siano poi tante...devi studiare e basta.( e fare pratica , tanta, è ovvio)
Ora, io volevo prendermi questa bella laurea di stampo scientifico e poi fare un corso di restauro.In modo da avere la base scientifica per CONOSCERE e la base pratica per OPERARE ( restauro/conservazione).
Frequentandolo ho scoperto invece che in realtà mi interesserebbe fare solo la prima parte,e cioè dedicarmi solo alla ricerca .E credo che questo corso mi possa dare le basi per farlo. Ovviamente ci sono tante pecche, ritengo  che le ore dedicate allo studio della chimica di base non sia sufficienti  e che i laboratori siano quasi inesistenti.
(In realtà a quanto pare i pochi laboratori della triennale verranno compensati da quelli della specialistica..e si vedrà, visto che incomincio a frequentarla quest'anno! )

Ma non credo che nessun corso sia perfetto, specialmente quelli nati dopo la riforma, in cui i ritmi sono  troppo incalzanti e i tempi troppo ristretti..e cioè totalmente opposti alle esigenze dell'apprendimento.
(
Spedito da: gaia, Settembre 20, 2005, 11:57am; Replica: 32
ops
il messaggio era troppo lungo e dovendo dividerli ho fatto un po' di confusione, ad ogni modo il primo ha scritto Gaia inizio.

Ciao
Spedito da: Rossella Croce, Settembre 20, 2005, 12:07pm; Replica: 33
Gaia, grazie per la tua testimonianza. La sezione è a tua disposizione se vuoi condividere la tua esperienza con gli altri, esiste già una discussione sul Raman, è possibile aprirne una sull'XRF o, in generale sulla diagnostica applicata alle opere etniche
Spedito da: Agnese, Settembre 20, 2005, 1:11pm; Replica: 34
Grazie Gaia!
e' stato bellissimo sentire il parere di una persona che sta facendo l'università che andrò a fare anche io!
Infatti ho fatto il test di scienza e tecnologai per i beni culturali di Torino, piazzandomi al primo posto, ieri mi sono immatricolata e dal 3 ottobre inizierò le lezioni, poi si vedrà!
Grazie a tutti dell'aiuto e dei vostri consigli!
Agnese
Spedito da: antonio_appio, Ottobre 5, 2005, 9:47am; Replica: 35
che ne sarà dei laureati triennali se non esiste un'ordine dei tecnici della diagnosi
del restauro? vorrei che tutti gli studenti delle facolta di resturo e diagnostica o tecnologia del resturo ponessero ai propri coordinatori di d.u. o corso di laurea
la seguente domanda altrimenti dopo tanto studio e fatica a sacrifici corriamo il rischio di trovarci con un pugno di mosche in mano
io mi sono laureato in tecnologia e diagnostica  del restauro a luglio di quest'anno
e posso portare la mia esperienza :
le azienze mi chiedono di poter certificare le analisi in ambito diagnostico...
oppure porre un timbro ed una firma... un timbro?
ma non esiste un ordine...esiste solo l'ordine dei chimici... e noi non lo siamo
dinque...cari colleghi od aspiranti tali il 14 ottobre dovrebbero incontrarsi
i nostri direttori di c.l.  facciamo presente i nostri problemi LAVORATIVI
ok?  se ci associamo e siamo in tanti la nostra voce sarà ascoltata
un caro saluto ed a risentirci prestissimo
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 5, 2005, 10:48pm; Replica: 36
caro antonio era proprio questo che tentatavo di spiegarti tempo fa.....da parte mia non ho informazioni in merito ed aspetto con ansia positive nuove per tutti noi
Spedito da: antonio_appio, Ottobre 6, 2005, 4:02pm; Replica: 37
avviso per tutti gli studenti del c.l.
in diagnostica del restauro
contattatemi e fate girare questo messaggio per le facoltà
dobbiamo necessariamente sentirci almeno per via telematica
per cominciare a coordinare un movimento nazionale di studentui e rappresentanti
in modo da porre le basi per una richiesta formale di istituzione di un ordine
dei diagnosti del restauro senza un ordine non esistiamo come figure professionali
non aspettiamo di sentircelo dire dalla aziende muoviamoci con anticipo

grazie rossella
capirai la concitazione con cui abbiamo cominciato a discutere infondo tutti noi studiamo e facciamo sacrifici e li facciamo fare ai nostri genitori genitori
non per produrre un titolo accademico ma per trovare un lavoro che sia piu o meno in linea con gli studi che abbiamo sostenuto

saluti a tutti  a presto
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 22, 2005, 4:22pm; Replica: 38
Credo che qualcosa verrà senza dubbio fatto, se ne sente parlare molto, di certo i movimenti studenteschi possono aiutare, se scambiarsi messaggi in questo forum può esservi d'aiuto siete i benvenuti...l'importante è che la situaziione sia portata all'attenzione generale nel modo e con il tono giusto
N.B. Antonio, non ridurre tutto al titolo, seppur importantissimo anche in questo settore ricordati che ciò che fa la vera differenza è la capacità e la competenza ( e mi permetterei di dire...l'esperienza!)
Spedito da: antonio_appio, Ottobre 25, 2005, 3:36pm; Replica: 39
come al solito un po di pepe nelle nostre "conversazioni " ci deve esere sempre...
l'esperienza conta non c'è dubbio alcuno ma permettimi di dire che se tale esperienza
non è suportata a livello legale da un titolo accademico
ufficialmente riconosciuto
credo che serva a ben poco. Diversamente senza un titolo che abbia un peso ed un valore spendibile sul mercato del lavoro non si arriva nemmeno a farsela una esperienza per il piu' ovvio motivo, ovvero che non si ha accesso a nessuna professione
sigh!!!
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 26, 2005, 4:48pm; Replica: 40
Cercavo di farti vedere la situazione un pò meno in "grigio" Sono fortemente convinta per esperienza personale che la determinazione e la passione possano aiutare ad aggirare l'ostacolo. Purtroppo molti studenti vedono il titolo come una meta, sappiamo che invece è solo un passaggio a nord ovest....Per il resto, purtroppo, non si può che attendere....
Spedito da: viria, Ottobre 26, 2005, 7:42pm; Replica: 41
Ciao a tutti...come sempre sono d'accordo con te antonio...
Per qualsiasi esperienza lavorativa, anche come semplici stagisti, è richiesto un titolo riconosciuto o l'appartenenza ad un albo.
E concordo anche con te rossella quando dici che sostenere la tesi non è la meta finale...proprio x questo dobbiamo muoverci in questo senso...
Il mio primo obiettivo, la laurea, l'ho superato..adesso bisogna creare tutto quello che non è ancora stato fatto. Forza e coraggio...
Spedito da: Eusebio, Novembre 3, 2005, 1:25pm; Replica: 42
Ciao a tutti, mi chiamo Matteo e sono un nuovo iscritto a questo forum. Sono laureato in Scienze Applicate ai Beni Culturali e alla Diagnostica per la Loro Conservazione (mammamia quant'è lungo!), laurea triennale (classe 41) presso l'università di roma "La Sapienza". Trovo molto interessante questo dibattito perchè anch'io , come Antonio, ho gli stessi problemi.
Trovo giustissima la proposta di Antonio di organizzare un movimento nazionale di noi studenti in questa classe di lauree e a tale proposito vi informo che noi studenti di Roma  ci stiamo già muovendo.
Abbiamo già fondato l'AIEDAbc (Associazione Nazionale Esperti in Diagnostica Applicata ai Beni Culturali) il cui scopo primario è prorpio il riconoscimento della nostra figura professionale e la costituzione di un Albo Professionale.
Stiamo cercando di metterci in contatto con Enti,studenti ed altre associazioni (es. quella dei restauratori) che svolgono attività del tutto analoghe alla nostra. L'unione fa la forza!
Non sto qui a dirvi tutto dell'associazione perchè potrete trovare ogni informazione sul sito http://www.aiedabc.it e perchè altrimenti sembra che potri usare questo forum per fare pubblicità personale (non è assolutamente questo il mio intento). Cmq l'associazione che abbiamo fondato è senza fini di lucro (ovviamente).
Vi chiedo quindi cosa ne pensate ti tale attività.
Spero di contare sulla collaborazione di studenti della classe 41 (e specialistica 12s), nonchè di altre persone che già lavorano nel campo della Conservazione, del Restauro e della Diagnostica per fare chirezza sulla situazione, smuovere le acque e dare l'opportunità a ragazzi di dimostrare il proprio talento.
Spero infatti che i tanti ragazzi, che come me hanno intrapreso questi studi (senza magari sapere a quali difficoltà sarebbero andati incontro), possano costruirsi il futuro sul quale hanno investito parecchi anni (ma anche fatica e soldi) della loro vita.
Spedito da: antonio_appio, Novembre 4, 2005, 9:04am; Replica: 43
ciao eusebio
grazie rossella per il consiglio ne farò tesoro per le prossime repliche.
eusebio devi completare la registrazione altrimenti leggiamo male il tuo messaggio
cmq siamo in contatto con andrea il presidente dell'aieda bc e stiamo preparandoci
ad aprire una sede regionale di puglia e basilicata dell'associazione...
ci muoveremo presso gli organi competenti regione provincia ...etc ministero ma prima dobbiamo essere in tanti cerca di metterti in contatto con le altre facoltà come milano ravenna torino firenze etc ci sentiamo presto
hai perfettamente ragione l'uniopne fa la forza e qui stiamo diventando in tanti...
ciao alla prox
Spedito da: antonio_appio, Novembre 7, 2005, 9:33am; Replica: 44
Documento assembleare

Gli studenti del corso di laurea in “Scienza e tecnologia per la diagnostica e conservazione dei beni culturali” dell’Università di Bari, riuniti in assemblea il 27 ottobre 2005 hanno discusso sulle prospettive professionali.
Si è definita la loro figura professionale partendo dall’unica normativa oggi esistente emessa dal MIUR che descrive gli sbocchi occupazionali dei laureati della classe 41 e 12s.
La norma però non chiarisce bene la collocazione lavorativa del diagnosta,  per cui risulta necessario  prima di tutto definire la figura dello stesso nell’ambito delle aree in cui  può svolgere le proprie attività.
Il lavoro del diagnosta è oggi svolto dal chimico, dal fisico, dal geologo o dall’archeologo sicchè questi professionisti  considerano i diagnosti quasi come usurpatori del loro lavoro, non comprendendo che in realtà la loro funzione è essenziale e distinta al tempo stesso per la specificità e complessità degli interventi possibili sia per la loro professionalità che per la nostra.
Il problema oggi oltre che riguardare una non precisa definizione del nostro ruolo nei vari ambiti, consiste nell’impossibilità di certificare le analisi eventualmente svolte da un diagnosta perché non esiste un ordine professionale che riconosca i laureati della classe 41 e 12s.
Aziende di restauro pubbliche e private, anche sovrintendenze già riconoscono la necessità del ricorso ad un tale professionista, ma questo non può praticare liberamente perché il suo titolo non è pienamente riconosciuto.
Per sbloccare questa situazione ci siamo interrogati su quali possano essere le possibili soluzioni per legittimarci: crediamo innanzitutto che sia necessario costituirci in associazione, giuridicamente riconosciuta, o creare una sede regionale di un’associazione già esistente, l’AIEDAbc (Associazione Italiana Esperti in Diagnostica Applicata ai Beni Culturali),  per stabilire un dialogo costruttivo con il MIUR , con la comunità europea, con le regioni ,con le province e con i comuni, nonché con  associazioni e fondazioni varie.
È prevalsa l’opinione di creare preliminarmente un registro regionale ma senza tralasciare  ogni tentativo per realizzare gli obiettivi prefissati.


La rappresentante degli studenti
nel consiglio del corso di laurea
Germinario Giulia
Bari, 27 ottobre 2005
Spedito da: admin, Novembre 7, 2005, 1:26pm; Replica: 45
Premesso che condivido l'intento di definire la vostra figura professionale, vorrei chiarire alcuni concetti.

In riferimento alla frase: Il lavoro del diagnosta è oggi svolto dal chimico, dal fisico, dal geologo o dall’archeologo sicchè questi professionisti  considerano i diagnosti quasi come usurpatori del loro lavoro ... credo che in realtà sia esattamente il contrario.

Nell'ambito architettura-monumento-città il progetto degli interventi, inclusi quelli relativi alla diagnosi, è competenza esclusiva dell'architetto. All'interno del progetto il professionista deve programmare, di concerto con gli Enti preposti alla salvaguardia, la tipologia degli interventi sulle pre-esitenze.

Per i restauri più impegnativi ed onerosi, in genere ci si rivolge preventivamente a strutture pubbliche (specifici centri CNR ed istituti universitari) che possono garantire oltre a conclamate professionalità, strutture ed attrezzature idonee al conseguimento di specifiche diagnosi e terapie.
In seconda istanza è possibile indirizzarsi verso alcune "strutture" private che, in genere, garantiscono risposte più immediate.

Nell'ambito degli interventi su oggetti d'arte occorre distinguere fra:
Interventi su opere pubbliche, interventi su opere private con vincoli ed interventi su opere in assenza di vincoli.
Nei primi due casi sono le Soprintendenze a dettare i termini dell'intervento affidando la diagnosi in prima istanza a strutture pubbliche.
Solo nell'ultimo caso (opere in assenza di vincoli) il proprietario è libero di agire come crede.
Ritengo che solo in questo caso possa parlarsi di conflittualità fra competenze.
Negli altri casi trattasi di percorsi obbligati.

Per definire la vostra figura professionale vi consiglio di togliere dal documento assembleare accenni a realtà che non conoscete.

Sinceri auguri.
Spedito da: antonio_appio, Novembre 7, 2005, 5:46pm; Replica: 46
grazie per la replica
la confusione resta ma rimane quello che abbiamo scritto, ovvero che possiamo retrocedere dal termine "usurpatori" a qualcosa di più gentile come occupante illecito, del resto l'impeto deriva dalla passione con cui ci stiamo occupando del nostro futuro,
ma i fatti dicono che attualmente ci sono figure professionali che svolgono il lavoro che, e preciso dicendo " dovremmo", svolgere noi...
allo stato attuale , generalizzando, si potrebbe dire che ben non si capisce dove ci doremmo collocare nell'iter lavorativo che va dal committente al conducente la diagnosi.
il dubbio nasce dalla intestazione del nostro corso di laurea " scienza e tecnologia per la diagnostica e la conservazione dei beni culturali"
tutto qui.
siamo aperti ad ogni possibilità di chairimento...del resto il dubbio ci attanaglia
...!
Spedito da: -Francesco- (Guest), Novembre 10, 2005, 12:04pm; Replica: 47
Ciao a tutti! Sono Francesco e sono uno studente di Scienze e Tecnologie per la Diagnostica e Conservazione dei Beni culturali (classe 41). Anche io, come altri, mi sto preoccupando del mio futuro...Devo dire che ho trovato tutta la discussione molto interessante. Sono perfettamente in armonia con ciò che dice Antonio...dobbiamo cercare di stabilire la nostra esatta collocazione in ambito professionale. Capisco pure la sua irruenza.  ;)  Spero solo che si cerchi di integrare queste nuove figure negli enti di competenza. La preparazione che stiamo ricevendo è poliedrica, quindi credo che il diagnosta protrebbe inserirsi facilmente in molti contesti. Anche da parte delle aziende o enti varie ci vorrebbe una sorta di apertura nei nostri confronti. E penso che anche la collaborazione di chimici, fisici, restauratori, architetti che già operano nel settore, sia davvero preziosa per garantirci una migliore integrazione in campo lavorativo.

Citato da Eusebio

Spero infatti che i tanti ragazzi, che come me hanno intrapreso questi studi (senza magari sapere a quali difficoltà sarebbero andati incontro), possano costruirsi il futuro sul quale hanno investito parecchi anni (ma anche fatica e soldi) della loro vita.


Bella affermazione. Per non parlare dei sacrifici che ogni famiglia fa per cercare di garantire un futuro migliore al proprio figlio.
Spedito da: antonio_appio, Novembre 11, 2005, 4:48pm; Replica: 48
grazie francesco
mi viene da dire "...alzati che si alzando la canzone popolare.."
basta poco, un po per volta la voce da flebile diventa un po piu consistente
in tono scherzoso...: se prima eravamo in 3 a ballare l'alligalli ora siamo in 4 a ballare l'alligalli...
oggi sono di buon umore!!!!
un saluto a tutti ciao a prestissimo
Spedito da: Rossella Croce, Dicembre 23, 2005, 12:01pm; Replica: 49
In un altro topic ho letto che Viria si iscriverà alla laurea specialistica in Chimica
Sarebbe utile se  potessi illustrarci come sei giunta a questa scelta. Hai forse elementi nuovi rispetto a quelli che abbiamo affrontatato in questa discussione che possono essere utili anche ad altri?
Spedito da: lucioluciano, Aprile 10, 2006, 11:32pm; Replica: 50
Credo che ci sia molta confusione sui corsi di laurea della classe n 41 e 12/s. Io ancora oggi mi domando cosa si debba fare per diventare restauratori. Capisco, altresì, che per il restauro di un'opera d'arte lavorino diverse figure professionali l'una accanto all'altra.
Trovo inutili i riferimenti che ho letto circa i sacrifici, le risorse investite, credo sia più opportuno fare emergere il malumore di chi lavora per l'arte (Storici, critici, restauratori, tecnici) in Italia presso le istituzioni e premere affinchè ci sia una maggiore regolamentazione sulle professioni.
Personalmente vedo molto bene la laurea in Conservazione e restauro ad Urbino e quella in conservazione e diagnostica di Ferrara, ma ancora non si sa dove conducano...credo che molto dipenderà dal prossimo governo...
Un saluto.
Spedito da: Ylenia, Aprile 16, 2006, 4:35pm; Replica: 51
Sono assolutamente daccordo con Luciano:credo che la definizione del ruolo dei laureati in classe 41 e 12s (fin'ora alquanto dubbia) sia uno dei problemi più rilevanti in quest'ambito,sopratutto per una che come me aspira all'accesso nel mondo del restauro trovado solo tanta confusione.....(tanto da non aver ancora capito a quale divinità si debba offrire sacrifici per diventare RESATURATORI!  ??)

Ora quindi vorrei porvi(se me lo concedete) una questione che forse vi sembrerà stupida....e che ho già posto anche in altre sezioni,ahimè senza risposta...

Per un periodo,prima dell'estate,ho seguito assiduamente tutte le sezioni inerenti alla formazione e definizione di restauratori e affini, estrapolando dai vari post che la laurea L41+12s "sforna" diagnosti o tecnici del restauro(che dir si voglia),insomma,un ruolo intermedio fra "scienziato" e restauratore....
e che, al contrario,per poter avere un titolo di Restauratore vero e proprio era necessario diplomarsi all'ICR o all'OPD...
(cosa assolutamente coerente con le discussioni animate da Antonio sul problema del ruolo intermedio dei laureati 3+2)

Ora,rileggendo qua e là (in vista di un'imminente scelta universitaria), ho trovato invece post che annoverano la laurea 3+2 appena citata fra i requisiti di formazione per diventare Restauratori!(e non figure "a metà")...stupita,sono andata a rileggere la fantomatica normativa(che avevo già letto e riletto per capire qualcosa i primi tempi), e ho notato che in effetti non c'è niente che escluda questa possibilità!!

Quindi,la mia domanda è.....sono io ad aver frainteso tutto dall'inizio???
Qui c'è qualcosa che non va:insomma,se davvero la 41+12s "generasse" restauratori a questo punto non vedo che senso avrebbero tutte discussioni sul ruolo del laureato in Scienze applicate alla diagnostica....(e in questo caso,poi,quale sarebbe la differenza fra un restauratore 3+2 e un diplomato ICR?? )...deve esserci qualche errore.
Vi prego,spiegatemi voi che immagino ne sappiate più di me.....
Spedito da: Jole Marcuccio, Aprile 16, 2006, 8:54pm; Replica: 52
la normativa infatti dice, che è restauratore il laureato e che è restauratore il diplomato ICR, OPD.
la differenza nasce all'interno dell'università, dove non essendoci laboratori per la necessaria pratica, le facoltà privilegiano la formazione scientifica.
l'unico corso di laurea strutturato correttamente è quello di Urbino e dal 2006 quello di Venaria Reale.

Poi a livello di qualificazione, di titolo, ( restauratore) tutte le lauree 41+12s sono ovviamente uguali, ma in realtà un tale laureato non è in grado di restaurare niente.

nota anche un'altra cosa: se vai a vedere nella Merloni, la legge che regola gli appalti pubblici, nella sua ultima versione, leggerai che al restauratore può essere affidata anche la sola progettazione dell'intervento di restauro, oppure la direzione dei lavori, senza quindi un suo coinvolgimento nell'esecuzione dello stesso.

Domanda... potrà un laureato senza esperienza pratica progettare e dirigere?
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 21, 2006, 10:16am; Replica: 53
risposta (e scusate la durezza) assolutamente NO
Mia opinione ovviamente, ma profondamente radicata...sono un'accanita sostenitrice della "cultura materiale" non può mancare affinchè si abbia un professionista competo...e per una buona  direzione lavori secondo me è fondamentale....
In questo senso non sono neanche daccordo sul fatto che in molte  direzione  lavori in soprintendenza non si  preveda figure poliedriche di questo tipo....
Spedito da: lucioluciano, Aprile 21, 2006, 12:54pm; Replica: 54
Come siam messi male.
Spedito da: Rossella Croce, Aprile 26, 2006, 9:45pm; Replica: 55
Citato da luciano81
Come siam messi male.


In che senso? Puoi spiegarci meglio la tua opinione? sarei interessata al tuoparere, ma sei un pò..criptico...
Spedito da: lucioluciano, Luglio 17, 2006, 12:12pm; Replica: 56
Chiedo scusa per il ritardo ma ho avuto diversi impegni.
La mia affermazione era dovuta alla confusione che c'è in materia di arte, restauro, diagnostica. confusione legislativa...insomma se le cose non sono disciplinate mi pare di capire che ognuno sceglie il suo percorso: accademie, università, istituti di qualifica regionale; fa le sue esperienze individuali con stage, laboratori, cantieri... ma alla fine saprà di preciso cosa è e cosa potrà fare? insomma il futuro degli studenti è di per sè già incerto...a me se domandano cosa vuoi fare da grande? che rispondo? il restauratore, il diagnosta oppure devo dire..."inizio a laurearmi in tecnologie per la conservazione poi seguo una laurea biennale in diagnostica e poi vabbè si vedrà..., forse creeranno un albo per le professioni, forse farò un esame per entrarci, forse l'università che ho frequentato non sarà nemmeno riconosciuta tra le strutture adatte alla formazione in quel campo"...insomma meglio indovinare un terno al lotto.
Spero che si sia capito come uno studente universitario o un neolauretao si senta in questa situazione estramamente caotica.
Ho letto da più parti che proseguendo la modifica al codice dei beni culturali, alcune professioni dovrebbero avere un riconoscimento, cioè ci sarà un esame di stato finale un pò come avviene per i commercialisti o gli architetti...ora mi domando in che tempi avverrà ciò?quali saranno gli istituti che consentiranno l'accesso a questo esame e quindi abiliiteranno, formeranno alla professione?
Spero di non essere andato oltre il tema del forum.
chi può rispondermi? sarei interessato al parere di Rossella e Jole
Spedito da: Rossella Croce, Luglio 25, 2006, 8:59pm; Replica: 57
Caro Ric comprendo benissimo i tuoi dubbi ed al momento, purtroppo, non ho risposte da darti....
Posso però portarti una riflessione e , se vuoi, una magra consolazione. Se è vero che la poca chiarezza mette confusione è anche vero che apre alcune strade moltiplicando delle possibilità. Parlo della possibilità di inventarsi e reinventarsi, di proporsi, prima, come persona e come profesisionista e, solo in secondo luogo, come titolato.  A volte la ristrettezza degli albi chiude queste strade secondarie  facendo perdere molte sfaccettature... Sono portata a pensare che, in alcuni casi,  la capacità e la professionalità possano emergere meglio  in un clima multidisciplinare e mutisfaccettato. L'assestamento arriverà e sarà inevitabile, nel frattempo però credo sia opportuno sondare tutte le strade aperte. Il risultato di questo periodo test inoltre, proprio per la caratteristica di essere un gran calderone è probabile dia idee soddisfacenti sul da farsi rispetto a qualsiasi macchinosa pianificazione a tavolino. Non possiamo che aspettare l'evolversi della situazione, che non credo tarderà ad arrivare....
Spedito da: monica1793, Ottobre 11, 2006, 9:46am; Replica: 58
ciao a tutti! sono nuova del forum e vorrei chiedervi un aiuto. io sono iscritta  al corso di laurea in  "scienze applicate ai beni culturali e alla diagnostica per la loro conservazione" di roma, devo iniziare a scrivere la tesi ma sono in alto mare!!!!
il problema è che deve essere una tesi sperimentale ma non sono aperti corridoi verso aziende che potrebbero seguirci,quindi è da febbraio che giro per cercare qualcuno che mi possa seguire ma ancora non ho trovato nulla.
potreste consigliarmi qualcuno o qualcosa a cui rivolgermi a Roma?
vi PREGO!!!non so come laurearmi altrimenti! grazie!
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 11, 2006, 11:01am; Replica: 59
Una sola domanda...non hai un relatore? Dovrebbe lui indirizzarti verso quale ambito muoverti...
Lo stage, dove lo hai fatto?
Spedito da: monica1793, Ottobre 11, 2006, 11:07am; Replica: 60
il relatore non ce l'ho perchè devo prima trovare qualcosa da fare e poi qualcuno interno alla facoltà che verifichi il tutto.
non ho mai fatto stage o altre esperienze simili, mi sto laureando per la triennale.... :'(
non so + che fare!!!!!!!!!
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 11, 2006, 11:30am; Replica: 61
Monica, non agitarti, se hai carta bianca è piu facile

Per prima cosa scrivi su un foglio un elenco dei professori disponibili a farti da relatore con cui pensi potresti lavorare bene: ciò che è importante è la materia  che insegnano.

Scrivi su un foglio quali sono i tuoi interessi
Voui fare una tesi in restauro applicato o in diagnostica?
Che materiale dell'arte di interessa? affreschi, quadri, lapidei ecc
C'è uno strumento o una tecnica  in particolare di cui vorresti occuparti?
Dopodichè verifica se un insegnante disponibile ha una materia compatibile con le risposte che hai dato
A questo punto scrivimi le tue scelte e vedrò di suggerirti qualche titolo per la  tesi
a presto
Spedito da: Deb, Ottobre 21, 2006, 4:41pm; Replica: 62
ciao a tutti, sono una studentesse dell'ultimo anno di un liceo scientifico.
ho seguito il dibattito su "come diventare restauratori" ma ho un pò le idee confuse: tanto confuse...
come prima cosa vorrei chiedervi cos'è con precisione un operatore diagnostico e quali sono le differenze con un restauratore che lavora "sul campo".
inoltre vorrei sapere, x favore, se frequentando l' ICR ottengo una buona formazione sia dal punto di vista teorico che pratico. la mia paura è ke questo istituto sia semplicemente un corso professionale che non approfondisce la mia cultura nell'ambito dell'arte (non solo). un esempio clamoroso sono gli istituti professionali (parlo dell'istruzione superiore): la maggior parte di essi, nonostante dovrebbero prepararti ad entrare nel mondo del lavoro, sono scuole della nullafacenza. (non voglio fare di tutta l'erba un fascio, preciso quindi ke parlo basandomi solo sulla mia esperienza)
forse sono semplicemente mal informata ma visto che devo scegliere entro la fine dell'anno cosa fare del mio futuro vorrei prima consultare qualkuno ke certamente ne sa più di me.

grazie a tutti in anticipo!
(sopratutto rossella che già mi ha accennato qualkosa!)

debora crescenzo
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 23, 2006, 12:45pm; Replica: 63
Debora,
ICR e OPD non sono scuole professionali...sono gli istituti statali di restauro e rappresentano a tutt' oggi l'eccellenza nel settore del restauro a livello nazionale...

Ciò non vuol dire che siano perfette, ma atutt'oggi sono le scuole piu complete per diventare restauratori

Essere un restauratore sul campo significa lavorare operativamente e manualmente sulle opere..restaurarle
essere un operatore diagnostico significa analizzare le opere con sistemi strumentali e non
essere un operatore multidisciplinare significa avere sia competenzedi diagnostica che di  restauro (assieme a molte altre), ma non essere specializzato in nessuna delle due materie.
Spedito da: Deb, Ottobre 23, 2006, 5:56pm; Replica: 64
grazie!!!
sn andata sul sito dell'ICR...sn giunta alla conlusione ke è impossibile ke riesca ad entrare...
le speranze di diventare restauratrice sono sempre di meno...peccato, m sarebbe piaciuto...

grazie ankora di tutto!!!!
Spedito da: Rossella Croce, Ottobre 23, 2006, 8:07pm; Replica: 65
ci sono molte buone scuole regionali professionali triennali che ti mettono comunque in condizione di lavorare nel settore del restauro, come operatore.
Non sono l'eccellenza, ma sono molto valide comunque.
Informati presso la tua regione
Spedito da: lucioluciano, Ottobre 24, 2006, 12:02am; Replica: 66
Cara Deb potresti provare anache ad Urbino al corso di laurea in tecnologie per la conservazione e il restauro. credo sia una delle poche università ben attrezzata e che offra tante ore di laboratorio. Voi che ne pensate?
Spedito da: Deb, Ottobre 24, 2006, 2:13pm; Replica: 67
....il fatto è ke preferirei non trasferirmi...grazie x la dritta....se sapete darmi altre informazioni kontinuate a risp x favore.....

grazie a tutti!!!
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 1, 2006, 8:36am; Replica: 68
Dove abiti esattamente?
Spedito da: Deb, Novembre 1, 2006, 2:10pm; Replica: 69
abito a Roma sud, ad acilia (a 10 minuti da Ostia)...
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 8, 2006, 11:05pm; Replica: 70
Dunque, se decidi di seguire il percorso universitario hai la possibilità di raggiungere Roma?
A roma inoltre, oltre a ICR dovrebbero esserci diversi corsi regionali di restauro.
Spedito da: ninny, Novembre 9, 2006, 12:01am; Replica: 71
ciao a tutti!m chiamo ninny ho 21anni e sono al 3°anno della facoltà d conservazione dei beni culturali sell'istituto suor orsola benincasa d napoli!
ho trovato questo forum facendo ricerche per la mia tesi il cui titolo è
"storia ed etica del restauro"..se qualcuno d voi sa consigliarmi della bibliografia,appunti d lezioni,foto,consigli,supporto morale..qualsiasi cosa è estremamente gradita!!
ringrazio tutti anticipatamente!!
a presto!!
Spedito da: Deb, Novembre 9, 2006, 7:24pm; Replica: 72
si, raggiungo il centro molto facilmente....sto cercando d'informarmi circa gli altri isituti ma c'è una confusione in questo campo....ci sono troppi rami e alcuni senza sbocco!

è un labirinto in cui è impossibile orientarsi...
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 9, 2006, 9:45pm; Replica: 73
pPendi informazioni dirette, purtroppo non sono di Roma e potrei darti solo riportate. prova a informarti in regione e chiedi quali sono i corsi riconosciuti.
Chiedi di eventuali corsi in partenza finanziati dal fondo sociale europeo. Con essi non puoi ambire al titolo di restauratore, ma sono riconosciuti dalla CEE.
E' già qualcosa. Nella nord Italia questo genere di corsi sono gestiti in genere dall'Enaip.
Spedito da: Deb, Novembre 10, 2006, 10:43pm; Replica: 74
nn so davvero come ringraziarti...
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 11, 2006, 11:11pm; Replica: 75
Figurati! Facci sapere cosa hai deciso
Spedito da: Ylenia, Novembre 15, 2007, 6:09pm; Replica: 76
Ciao a tutti... era tanto che non intervenivo nel forum.
Negli ultimi post il mio desiderio era di diventare restauratrice,e di lì i miei interventi e richieste di aiuto.
In seguito alla chiusura delle ammissioni all'ICR ho deciso di iscrivermi alla famosa e discussa classe 41 alla Sapienza, e - AHIME'!- ho capito di non voler essere una restauratrice, ma un "tenico diagnosta"(che dirsi voglia)..
Il punto è:nonostante la grande utilità che apporterebbe una figura simile -ormai l'abbiamo capito-IL DIAGNOSTA NON ESISTE!

Le discussioni sono sempre le stesse:com'è possibile che lo stesso disegno di legge proposto al senato ( http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getlaw&id=844 ) invochi, un pò buttata là,  una figura specializata nella diagnostica e progettazione dell'intervento...e nessuno faccia niente per regolamentarla?

Ma lasciamo stare anche questo, che è un problema che avevo messo in conto...come si spiega la totale disorganizzazione degli stessi corsi di laurea???

Ma porca miseria, un corso di studi(accompagnato dalla sua sigla, nella fattispecie 41-L) dovrebbe essere approvato dal ministero prima di entrare in vigore, e analizzato nel suo piano di studi...ditemi voi se è possibile quello che ci hanno detto ieri pomeriggio:
"ora come ora i laureati alla vostra facoltà(41-L + 12/s) non hanno alcuna possibilità di accedere ai concorsi che vi riguardano perchè la 12/s risulta in ambito umanistico, mentre voi fate capo a Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.
Per questo vi mancano degli insegnamenti come ad esempio le storie dell'arte, che vi permettano di essere ammessi."

Riassumo io:
se voglio fare la specialistica alla sapienza, poi non posso accedere ai concorsi(P.S.CONCORSI PER COSA???...critici dell'arte...o storici dell'arte in generale(ma non era un'altra facoltà quella!??!));
se scelgo di fare la specialistica in un'altra facoltà, devo recuperare una marea di esami che io non ho fatto.
Le domande sono tre:
1)com'è possibile che la sigla 12/s corrisponda a corsi di laurea effettivamente diversi in facoltà diverse?
2)com'è possibile che il mio corso di laurea sia stato riconosciuto come 41 e 12/s,se la triennale è incompleta e se la specialistica non è utilizzabile????
3)A che serve fare un corso 41 per diventare critici d'arte?!?!!?IO STUDIO CHIMICA FISICA BIOLOGIA APPLICATE AI BENI CULTURALI!!...io voglio lavorare applicando ciò che studio, NON CHIEDO DI ESSERE RICONOSCIUTA COME RESTAURATRICE..NON CHIEDO DI DIVENTARE CRITICO...VORREI SOLTANTO ESSERE QUELLO CHE SONO,UN TECNICO SCIENTIFICO!!!!

Scusate l'irruenza..ma con tutti i problemi del campo,ci mancava solo questa.
Lascio a voi i commenti.
Ylenia.
Spedito da: claudio marziali, Novembre 15, 2007, 9:12pm; Replica: 77
prova a leggere questo decreto, sono state istituite le lauree magistrali che andranno a sostituire le LS ossia i corsi di laurea di due anni successivi alla triennale.  tempi di attuazione entro il 2010, non figura nessuna LM in diagnostica

http://www.miur.it/Miur/UserFiles/Dossier/NuoveClassiLaurea/LaureeMagistrali.pdf

per inciso l'unica LM 11 ( specifica per restauro) attivata è Venaria reale.
Spedito da: Ylenia, Novembre 16, 2007, 12:25am; Replica: 78
Grazie per la risposta....
Cmq il fatto che non ci sia la parola "diagnostica" nella denominazione del corso di laurea non significa che sia una cosa diversa....da quello che leggo l' LM 11 corrisponde esattamente all'odierna 12/s (anche perchè se guardi fra gli sbocchi professionali non figura la dicitura "restauratore").
In ogni caso, perchè dici che l'unica attivata è la venaria reale?
Non dovrebbero essere "trasformate" TUTTE le specialistiche in Lauree Magistrali,secondo questo decreto (compresa la mia)?

Il problema in ogni caso permane...si può costruire un corso di laurea...ma se poi la figura che la facoltà sforna non ha un'identità, mi sembra abbastanza superfluo chiamarla "specialistica" o "magistrale"....il neo-laureato non trova posto.
non credi?
Spedito da: Florian, Novembre 23, 2007, 7:06pm; Replica: 79
Essendo anch'io di questa classe di laurea 41+12/S, sono completamente d'accordo con quanto hai detto. Perchè illudere gli studenti promettendo un impiego sicuro come "nuova figura" nel campo dei bbcc, che colleghi il restauratore allo scienziato e che abbia competenze interdisciplinari, quando nessuno sembra aver bisogno di noi e non sa neanche della nostra esistenza? e poi soprattutto molti corsi di laurea (compreso il mio) sembra insegnino di tutto un pò senza concentrarsi mai in un solo campo e creare così delle figure almeno specifiche di un solo settore... questo porta noi a non sapere bene in che ambito classificarci (chimico, fisico, geologico, biologico?? :-/), e l'enventuale ditta a non capire bene con chi ha a che fare e che tipo di incarico farci svolgere...  una volta laureati, dove andremo a finire? Anche a me piace il lavoro di "tecnico diagnosta" e mi piacerebbe trovare posto in un'azienda che dispone delle strumentazioni necessarie per le analisi e quindi anche di un organico completo che possa lavorare insieme completandosi a vicenda (restauratore, diagnosta, storico, ingegnere ecc ecc)... sogno forse il paese delle meraviglie, ma è quello che ci hanno sempre raccontato!  :-/
Spedito da: Ylenia, Novembre 23, 2007, 10:25pm; Replica: 80
Eh si,guarda...e pensare che io in questo casino mi ci sono buttata pure scientemente!!8ero infatti tra i pochi al corrente del nostro nefasto futuro)...anche se devo confessare che in fondo pensavo sempre "al massimo continuo a provare per l'ICR!".
Ora la cosa mi sta più a cuore...
Per questo ne approfitto per dire A TUTTI GLI STUDENTI DELLA 41+12/S, SE VOGLIAMO FARCI RICONOSCERE,SE CI TENIAMO DAVVERO, L'UNICO MODO E' UNIRCI E CERCARE DI FARCI SENTIRE!
Si sta cercando di far firmare a tutti una petizione,per essere finalmente accettati in quella che in fondo non è che una diatriba fra il MIBAC e il MIUR...

A te,florian, posso solo dire di visitare il sito dell'AIEDABC (www.aiedabc.it) e magari se sei interessata ad impegnarti per fare qualcosa,di farmelo sapere...rimbocarsi le maniche in due ci fa sentire meno sperduti. :) MAL COMUNE MEZZO GAUDIO!
Spedito da: RobertInn, Novembre 26, 2007, 11:59am; Replica: 81
Salve ragazzi, mi presento,
mi chiamo Roberto e mi sono appena laureato in Tecnologie per i beni culturali (classe 41) presso l'università del Salento.
Non ho nulla da eccepire al mio corso di laurea la formazione culturale che mi ha dato e' stata eccezionale. Purtroppo, per cause a me ignote la specialistica 12/s  nn è mai stata attivata quindi dovrei andare fuori per poterla conseguire. il problema è che essendo gli esami diversi in ogni facoltà d'italia mi troverei con un sacco di crediti da dover recuperare. Ora, il punto principale è che noi come classe 41 nn siamo riconosciuti da nessuno. Ho già letto qualche vostra discussione a riguardo e parlavate appunto di questo. Prima di tutto il problema è quello di nn sapere nemmeno dove mandare curriculum, poichè l'ambito lavorativo è alquanto vago.
Il manifesto di laurea del mio corso dice questo,

Sbocchi occupazionali:
"I laureati potranno svolgere attività professionali presso enti pubblici o privati,  istituzioni specifiche, quali soprintendenze, musei, biblioteche, archivi, strutture di ricerca, nonché presso cooperative e aziende operanti nel settore della diagnostica, del restauro, dello scavo, della tutela e del recupero ambientale del bene culturale. Potranno inoltre svolgere attività professionale presso industrie operanti nel settore della produzione di materiali per il restauro e nel campo dell'edilizia monumentale."

Allora,per poter lavorare negli enti pubblici bisognerebbe avere più di un santo in paradiso e forse nemmeno basterebbero, per quanto riguarda le aziende operanti nel restauro architettonico (che è quello che a me interessa di più) ho mandato qualche curricula ma purtroppo avendo una preparazione interdisciplinare e quindi nn concentrata in un unico campo, al momento del colloquio mi si chiedeva cosa sarei stato in grado di fare, e non avendo alcuna esperienza pratica la mia risposta è stata "vorrei imparare soprattutto come si gestisce un cantiere di restauro ecc, rimanendo sempre sul vago".

La mia situazione è questa, per ora mi ritrovo a casa senza far nulla e con prospettive  indeterminate.
Spedito da: Ylenia, Novembre 26, 2007, 12:14pm; Replica: 82
Ciao Roberto,
si,la situazione è esattamente questa...se poi aggiungiamo il fatto che, per una nuova normativa, le 12/s che fanno capo a scienze M.F.N non possono accedere neanche ai pochi concorsi che ci sono...
Beh,di questo ne abbiamo già parlato: questo corso di laurea è stato creato senza pensare a cosa avrebbero fatto i laureati, o meglio, la figura di tecnologo/diagnosta che si voleva creare non è stata mai accettata dal Ministero dei Beni Culturali.
Ora le nostre possibilità sono alquanto limitate, come hai potuto sperimentare...il consiglio ch emi sentirei di dare io è di cercare di integrare il tuo curriculum con qualche corso, specialistica, stage....qualsiasi cosa, perchè la classe 41 (sopratutto se non accompagnata dalla specialistica) purtroppo non è un gran biglietto da visita.
In bocca al lupo per tutto...e facci sapere come va a finire!

Ylenia
Spedito da: Florian, Novembre 26, 2007, 6:43pm; Replica: 83
Ciao! Sona andata sul sito dell'AIEDAbc, mi sembra proprio una bella cosa unirsi tra studenti per cercare di farsi sentire! Purtroppo qua da me (sono iscritta a Siracusa) siamo così in pochi che è molto difficile fare qualcosa del genere... poi qua tutti si lamentano ma poi nessuno nella pratica fa niente, la maggior parte di noi pensa a quando finalmente finiremo questa benedetta specialistica per potersene andare al nord, dove si dice si concentrino quelle poche opportunità di combinare qualcosa... cmq anch'io mi sento di consigliare la specialistica a chi esce dalla classe 41, perchè è sempre un titolo in più che accresce comunque le proprie conoscenze... dopodichè forse qualche corso di restauro pratico o qualche stage, almeno così ai colloqui si può dimostrare di saper fare qualcosa! Dai, non perdiamoci d'animo!
Florian
Spedito da: Ylenia, Novembre 27, 2007, 3:28pm; Replica: 84
No,COMINCIAMO A SFATARE QUESTO MITO...non è questione di Nord o di Sud,questa laurea è un problema in tutta Italia...e se i tuoi compagni di corso ancora non l'hanno capito, diglielo tu!!!
E' importante cercare di fare qualcosa,altrimenti perdiamo solo tempo...già questo corso è nato traballante,se non facciamo niente per darci un futuro,non ci cadrà dal cielo...e si può arrivare su su fino a Como,ma non cambierà niente.
Questo è importante saperlo,davvero...
Pensare "intanto faccio,poi si vedrà..." è un bell'azzardo, sopratutto in un ambito così discusso come il nostro.
Mi raccomando,questa è l'unica chance che abbiamo, AVERE LE IDEE CHIARE.
Spedito da: Florian, Novembre 29, 2007, 10:06pm; Replica: 85
Allora, devo precisare una cosa che magari ho dato per scontata: è vero che la laurea in sè ha dei problemi che sono comuni a tutte le università, però poi è ovvio che di sede in sede le cose cambiano e anche tanto! Ho visto altre università, non solo la mia, e posso assicurarti che noi abbiamo una situazione che sarebbe inconcepibile in molte università del centro-nord (non in tutte ovviamente). Il problema fondamentale è che l'università da noi latita, nel vero senso della parola, non ci dà nessun tipo di appoggio e dal primo giorno siamo stati lasciati a noi stessi in tutto, dall'organizzazione delle ore di lezione alle varie incombenze "pratiche" (tutte quelle cose che per intenderci dovrebbe svolgere una segreteria); i nostri prof vengono tutti da Catania e quindi non li vedi mai al di fuori delle lezioni, e oltretutto molti dei più bravi (pensa che anche il professore Matteini è venuto a farci lezione!) se ne sono andati dopo aver capito che il corso era organizzato male, invece di fare qualcosa per cambiare i programmi o gli insegnamenti... addirittura alla specialistica vengono professori che non sanno neanche il nome della materia che stanno insegnando e non hanno idea del nostro percorso di studi e della nostra preparazione! Per cui finiscono o per ripetere cose già dette da altri mille prima di loro, oppure per saltare a piè pari argomenti di cui non sappiamo niente ma che tutti credono ormai assodati. Ovviamente queste cose sono state dette al nostro presidente, anche più volte, non credere che non ci siamo battuti anche noi nel nostro piccolo! Non parliamo poi della sede in cui si svolgono le lezioni, ci sarebbe di che vergognarsi! Non mi dilungo però purtroppo non sono solo problemi di materie e programmi come magari in altre sedi, qui è una questione più profonda e seria: l'università non è inserita nel contesto della città, se chiedi agli addetti ai lavori (restauratori, architetti ecc) se conosce il nostro corso di laurea rispondono di non averne mai sentito parlare, e cosa ancora più grave l'università non è stata mai in grado di creare convenzioni o "pubblicizzarci" in giro... pensa che per il restauro della villa romana del casale a Piazza Armerina (a 2 ore da noi) sono stati chiamati restauratori da Roma, Palermo, Firenze ecc, mentre noi veniamo costantemente ignorati, e che per frequentare uno stage degno di questo nome siamo dovuti andare noi in giro per mesi a portare centinaia di documenti a destra e a manca e a parlare con mille impiegati, perchè nessuno dell'università avrebbe mosso un dito...
Cmq al di là di tutto questo io volevo solo dire che la tendenza del Sud è quella di fuggire (è stato sempre così in molti ragazzi che conosco) credendo che ci siano più opportunità, perciò sommando questo a tutto quello che ho detto prima è normale che un pò ci sentiamo scoraggiati... ma le idee ce le abbiamo più che chiare, quello che studiamo ci piace e io per prima sono intenzionata a non mollare questo percorso!
Cmq, mi farebbe piacere sapere come sono le cose da voi, cosa fa l'università (anche come stage o lavori di restauro che avete seguito ecc), e che percorso hanno scelto i laureati una volta usciti dall'università, magari conoscendo le altre realtà ci viene in mente qualche idea per migliorare la nostra situazione! Se posso essere utile in qualcosa di concreto (firme, associazioni) fammi sapere, cercherò di coinvolgere più persone possibili!
Spedito da: Ylenia, Novembre 30, 2007, 12:39pm; Replica: 86
Era proprio questo che cercavo di spiegarti...certo,noi facciamo lezione nella città universitaria di Roma,ma le opportunità non sono proporzionalmente più grandi.
Pensa a quanti restauri e scavi ci sono a roma,CENTINAIA,eppure noi non partecipiamo...perchè come ti dicevo non è solo un problema di sede universitaria, ma di riconoscimento del titolo(è grasso che cola se andiamo per seguire un professore, ma di certo come "diagnosti" non ci prende proprio nessuno).
Sicuramente fra le varie scelte a noi potrebbe capitare l'opportuntà di chiedere la tesi da qualche parte, ma non di più,non è tutto dorato neanche nella capitale.
Per l'altra tua domanda, su cosa fanno i nostri laureati...beh,la maggior parte è a spasso da quel che ho capito(è nata proprio da questo l'AIEDABC,dalla disoccupazione dei nostri laureati!!!!).

Insomma,per riassumere,capisco che la vostra realtà possa essere un problema nel problema, ma l'importante è sapere che le cose non sono tanto diverse da Messina in su...IL TECNICO DIAGNOSTA NON ESISTE in nessuna città d'Italia.(questo intendevo con "idee chiare",mi dispiace che tu possa aver pensato diversamente).
Certo,ognuno ha le sue battaglie in piccolo da combattere,le incongruenze del proprio corso di laurea,però non credo sia questa la sede per parlarne...
Posso solo dirvi in bocca al lupo, e continuate a impegnarvi perchè vi sia garantito almeno un percorso didattico coerente!! Se non fossimo abituati ad avere sempre tutto qui, se fossimo allenati a guadagnarci quello che vogliamo come voi, forse avemmo fatto un passo in più adesso....e non vedrei molti dei miei compagni di corso aspettare che le porte si aprano da sole.

APPENA RIESCO A CAPIRE COSA POSSIAMO FARE IN CONCRETO TI CONTATTO...tu intanto comincia a spargere la voce che qualcosa da fare c'è,per ora è l'unica cosa da fare.
Grazie per l'aiuto e il sostegno morale.
Ylenia
Spedito da: francesca..cardinali, Dicembre 21, 2007, 11:20am; Replica: 87
Ciao, io mi sono appena iscritta in questo forum. Frequento il primo anno del corso di laurea specialistica in Scienze e tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni storico-artistici a Perugia. Quest'indirizzo è prettamente diagnostico. Il nostro coordinatore ci ha sempre detto (e anche la presidente dell'ICR che è venuta a fare delle lezioni) che noi non avremo futuro, poichè nei laboratori saremo sempre superati da chimici e fisici...presso di noi c'è anche il Centro di Eccellenza SMAArt, ma ho letto che per accedervi bisogna aver fatto un dottorato di ricerca in Chimica, è vero??? ma allora perchè è stato fatto questo corso??
solo un prof ci ha rassicurato, dicendo che la nostra figura è importante perchè siamo intermediari fra la scienza e l'arte, che altrimenti non si capirebbero.
Pensate in 5 anni di università è l'unico prof che ci ha detto una cosa del genere  :o
Spedito da: 1629 (Guest), Gennaio 29, 2008, 11:36pm; Replica: 88
io sono iscritta presso la facolta di conservazione dei beni culturali indirizzo diagnostica erestauro delle opere lignee a napoli al suor orsola e molto difile il nostro lavoro dovrei prendermi la specialistica sto preparando la tesi sul battente dle palazzo carfa detto santangelo sito a napoli a spaccanapoli.dopo vorrei continuare in un altra città ma doce?
Spedito da: Rossella Croce, Febbraio 2, 2008, 10:05am; Replica: 89
Riferendomi al messaggio di Claudio marziali, vorrei tentare di fare un po' di chiarezza su alcuni punti.
Confermo che sono da poco state istituite le nuove classi di concorso L 43 (laurea  che corrisponde alla vecchia triennale) e LM 11 (
laurea magistrale che corrisponde alla vecchia specialistica di due anni) che andranno a sostituire tutte le attuali L41 e L12/s entro il
2010.

Diversamente da quando lamentato  in precedenza,  sono state create proprio per risolvere il problema della disomogeneita' tra le lauree precedenti,  sparse in tutta Italia, con contenuti spesso distanti e disparati.
Il programma quindi, nelle diverse facolta', non sara' identico, ma sara' omogeneo, rispetto a determinati requisiti individuati dal
ministero, quali minore numero di esami, compattazione dei crediti, piu' organicita'  e meno liberta' nei piani di studio proposti dai  vari
atenei.   Come nel caso delle lauree precedenti, non e' ancora chiaro   cosa, REALMENTE,  saranno questi laureati al termine del
percorso scolastico. Questo perche', sino a quando non si concludera' la "disputa" sulla figura del restauratore, a livello nazionale, e' secondo me impossibile capire esattamente sdove e come queste figure si collocheranno.

Cio' che sembrerebbe chiaro, invece,  e' che i nuovi laureati in diagnostica NON  saranno comunque dei chimici (come d'altra parte,
quelli delle lauree precedenti, ad eccezione delle lauree promosse dall'ateneo venziano, che sono di classe 21 e 61/s)  e che neanche
loro  potranno sostenere il relativo esame di stato.
Quindi la definizione  "diagnosta per i beni culturali", mi lascia comunque un po' perplessa, perche'temo possa essere  intesa in senso
lato, anche se non mi e' ancora chiaro come.
Non mi e' per nulla chiaro come questi tecnici si collocherannoe d integreranno con i chimici che si coccupano di diagnostica dei beni
culturali  gia' presenti sul mercato o come potranno, ad esempio, aprire un loro laboratorio d'indagine  che sia riconosciuto e certificato
anche all'estero ecc. ecc.

Presumibilmente quindi, anche il termine "restauratore" potrebbe essere da  intendersi in senso lato, quale organizzatore, gestore,
curatore, coordinatore, direttore  dell'intervento di restauro e non come vero e prorio OPERATORE ESECUTORE.
Dubito alquanto che possa essere concesso un titolo di restauratore, inteso come descritto sopra) a persone che non posseggono
nessun tipo di esperienza tecnico-pratica nel settore. Scoppierebbe una rivolta peggiore di quella che viviamo adesso e che perdura oramai da quasi 20 anni.
In questo senso, sono curiosa di capire se queste lauree, alla fine dei conti, si riveleranno una sorta di "cura palliativa"  verso l'enorme
richiesta da parte dei giovani  di formazione nel settore dei beni culturali e la pessima risposta, in fatto di numero di diplomati-anno,
da parte delle scuole di restauro, nazionali o regionali che siano.

Certo invece e' che,  rispetto  a come si prospettavano le  precedenti classi di concorso, quello attuato dal ministero mi sembra un
notevole ed apprezzabile miglioramento dell'attuale realta' universitaria.

[segue]
Spedito da: Rossella Croce, Febbraio 2, 2008, 10:08am; Replica: 90
Analizziamo ora insieme il DM.

Testo citato
LM-11 Classe delle lauree magistrali in CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI
CULTURALI

OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI
I laureati nei corsi di laurea della classe devono:
• essere in grado di intervenire sul bene culturale e di garantirne la conservazione, conoscendone le caratteristiche
strutturali, nonché le caratteristiche e le proprietà dei materiali che lo compongono;
• possedere una formazione di base correttamente distribuita tra saperi scientifici ed umanistici;
• possedere una buona padronanza dei metodi, delle tecniche di indagine e d'interpretazione dei dati per lo studio
finalizzato alla conoscenza, recupero e conservazione dei beni culturali ;

• possedere adeguate conoscenze tecnico-scientifiche:
- sulle caratteristiche morfologico-strutturali del bene culturale,
- sulle caratteristiche e proprietà dei materiali che lo compongono,
- sulle possibili tecnologie d'intervento per il restauro e la conservazione,
- sulle applicazioni archeometriche nei diversi campi di interesse;
• possedere competenze per definire gli interventi mirati a contrastare i processi di degrado e di dissesto dei beni
culturali in uno o più dei seguenti settori: architettonico, storico-artistico, archeologico, archivistico e librario, musicale, teatrale, cinematografico, scientifico,ambientale, antropologico;
• possedere gli elementi di cultura giuridica e economica nel campo dei beni culturali;
• possedere adeguate competenze e metodologie per la gestione dei dati, la comunicazione e la gestione
dell'informazione;
• essere in grado di utilizzare efficacemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'Unione Europea oltre l'italiano.


Notate  come venfono  sempre specificate le parola "conservatore" , "conservazione" o "conoscenza" e mai "restauratore", "restauro" o
"esecuzione".
Spedito da: Rossella Croce, Febbraio 2, 2008, 10:12am; Replica: 91
Testo citato
I laureati della classe L-43 saranno in grado di svolgere:

• indagini per l'individuazione delle cause e dei meccanismi del deterioramento, valutazione dei risultati  scientifici utili alla conservazione del bene culturale, anche scientifico, ed individuazione delle azioni di conservazione e di restauro più appropriate;
• interventi sul bene culturale e sui manufatti artistici e misure per garantirne la conservazione, conoscendone gli
aspetti strutturali, nonché le  caratteristiche e le proprietà dei materiali che li compongono;
• diagnostica prima, durante e dopo l'intervento di conservazione;
• lavoro in gruppo al fine di operare con definiti gradi di autonomia e di inserirsi prontamente negli ambienti di lavoro.
• attività nelle istituzioni preposte alla gestione ed alla manutenzione del patrimonio culurale e nelle organizzazioni
professionali private operanti nel settore del restauro conservativo e del recupero ambientale.

I laureati della classe svolgeranno attività professionali presso le istituzioni preposte alla gestione e alla manutenzione del patrimonio culturale, enti locali e istituzioni specifiche, quali soprintendenze, musei, biblioteche, archivi, nonché presso aziende ed organizzazioni professionali operanti nel settore della conservazione, del restauro e della tutela dei beni culturali .

Gli atenei organizzeranno, in accordo con enti pubblici e privati, attività esterne, come tirocini formativi
presso aziende, strutture della pubblica amministrazione e laboratori, per il conseguimento dei crediti richiesti per le "altre attività formative",  con le quali sarà  possibile definire ulteriormente, per ogni corso di studio, gli obiettivi formativi specifici, anche con
riferimento ai corrispondenti profili  professionali.



Al momento sembrerebbe che la situazione non sia cambiata di molto, mantenendo la figura unell'ambiguita' del "tecnico diagnostico
per i beni culturali", a meta' tra il chimico ed il restauratore.
Cio' che sarebbe interessante approfondire, invece, e' come e quanto la parte che ho sottolineato in verde, ovvero il curriculum
individuale, pesera' per l'inserimento  in quello che il DM definisce "corrispondenti profili  professionali".
La cosa, di per se, mi sembra gia' ambigua e contorta, perche' troppi e troppo poco seriamente verificabili sono le effettive conoscenze acquisibili durante un tirocinio,  il cui risultato formativo effettivo puo' essere  talmente disparato da non sembrarmi una garanzia verso l'inquadramento in un figura professionale rispetto ad un' altra.


Passiamo ora alla laurea specialistica che dovrebbe, per logica, fare chiarezza sulla posizione professionale di cui stiamo parlando.
Spedito da: Rossella Croce, Febbraio 2, 2008, 10:17am; Replica: 92
Testo citato
LM-11 Classe delle lauree magistrali in CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI
CULTURALI

OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI
I laureati nei corsi di laurea magistrale della classe devono:
* possedere un'approfondita conoscenza del metodo scientifico di indagine e delle tecniche
d'indagine e d'interpretazione dei dati per lo studio finalizzato
al recupero, conservazione e
restauro dei beni culturali anche in realtà complesse e delle metodiche dell'intervento di
restauro;
* possedere avanzate conoscenze: a) sulle caratteristiche, proprietà e degrado dei materiali che
costituiscono il bene culturale; b) sulle applicazioni archeometriche nei diversi campi
d'interesse;
* possedere elevate competenze nel campo della museologia e/o delle tecniche di
conservazione;
* possedere capacità di organizzare le interazioni di diverse conoscenze disciplinari al fine di
affrontare i complessi problemi scientifici relativi alla conservazione preventiva dei beni
culturali;
* possedere la padronanza scritta e orale di almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre
all'italiano;


neanche qui dsi parla mai di esecuzione di interventi di restauro.
Spedito da: Rossella Croce, Febbraio 2, 2008, 10:19am; Replica: 93
Testo citato

Sbocchi occupazionali e attività professionali previsti dai corsi di laurea LM 11 sono  in enti pubblici e
privati, nella:
* progettazione di interventi con individuazione di metodi, materiali, misure e tecniche per il
recupero, la conservazione e il restauro dei beni culturali;
* progettazione dell'intervento conservativo e di restauro sul bene culturale anche al fine di
facilitarne la leggibilità, la fruizione e la conoscenza;
* progettazione completa di protocolli di diagnostica per la conservazione dei beni culturali;
* direzione dei progetti di diagnostica e/o di conservazione dei beni culturali;
* progettazione e organizzazione di musei scientifici, di "città della scienza", di parchi, di
mostre scientifiche;
* collaborazione alla progettazione ed alla realizzazione di sistemi informativi per il
trattamento dei dati relativi ai beni culturali.

Per lo svolgimento delle suddette attività il laureato magistrale nei corsi della classe magistrale
dovrà gestire risorse tecnico-scientifiche, umane ed economiche, con ampia autonomia ed
elevata responsabilità, collaborando con le altre figure professionali del settore.


Infine, la descrizione delle attivita' professionali del laureato in classe LM-11 sono piu' simili a quelle di un ispettore-soprintendente , ad una figura tecnica ad essi associata, od al classico direttore tecnico che si trova nelle grandi aziende di restauro, piuttosto che di un restauratore vero e proprio, inteso come esecutore sul campo  di interventi di restauro.

Tutto questo credo debba fare riflettere.
Spedito da: Flavia Gazineo, Maggio 21, 2008, 12:00pm; Replica: 94
ciao a tutti.
Siamo un gruppo di neo laureate (da un anno e mezzo!!!) in diagnostica, conservazione e restauro dei beni culturali (classe 12S) ...abbiamo visto i vostri commenti e ci sembra di aver letto tutte le discussioni che nell'arco di questi lunghi 6 anni abbiamo sempre fatto anche noi!!!!
è superfluo ripetere tutte le considerazioni, le delusioni e lo smarrimento che avete tutti voi manifestato..anche in Calabria la situazione è tragica ed esasperante x noi!!!
L'unico sbocco lavorativo che abbiamo trovato è la collaborazione sporadica con l'Università...nient'altro....e siamo noi i primi laureati!!!!!! la soprintendenza ci sbatte la porta in faccia, le ditte private nn sanno chi siamo e a cosa serviamo, il mondo scientifico (chimici, fisici, geologi, architetti, ingegneri, biologi....salvo qualcuno!!!!) ci ripudia e nn ci crede all'altezza del lavoro che dovremmo svolgere..."Siete TUTTOLOGI"..questo il commento di una grande prefessionista che lavora da anni nel settore della diagnostica per i bbcc..nn si sa xkè prima accettano di insegnare ai corsi, si complimentano per le nostre capacità  e la nostra preparazione e poi...dopo laureati...si dimenticano (x essere gentili!).
Noi nn siamo chimici, nn siamo geologi, nn siamo fisici,nn siamo architetti, nn siamo ingegneri, nn siamo biologi, nn siamo storici dell'arte, nn siamo archeologi...E ABBIAMO SCELTO NOI DI NN ESSERLO...ALTRIMENTI CI SAREMMO ISCRITTI AI CLASSICI CORSI...NO?
NOI RITENIAMO DI ESSERE DIAGNOSTI!!!!!!!!!!! è questo ciò che vorremmo fare, ma nn per ripiego, ma per PASSIONE!!!
Allora!!! Noi vogliamo muoverci per risolvere questa situazione, renderla pubblica a livello nazionale e mettere chi di competenza di fronte alle proprie responsabilità. Nn siamo in pochi, perchè possiamo contare anche sull'appoggio di tutti gli stundenti iscritti al corso di laurea triennale e magistrale...anche loro sono stanchi!!!  
Chi vuole contattarci per unirsi è ben accolto....aspettiamo le vostre risposte!

Flavia Gazineo
Spedito da: Florian, Agosto 28, 2008, 1:51pm; Replica: 95
Ciao! Io mi sono laureata un mese fa alla 12/S e adesso mi devo mettere seriamente a cercare qualcosa! Mi viene da piangere! Non si trova nulla di nulla, le aziende serie qua scarseggiano e quelle poche come dici tu non sanno in cosa sono laureata e di preciso cosa so fare, quindi la vedo dura!
Io sono a disposizione per qualunque iniziativa vogliate intraprendere per farci conoscere in tutta Italia, fatemi sapere!
Spedito da: Julietkn, Agosto 28, 2008, 4:27pm; Replica: 96
Ciao a tutti ragazzi.... io sono una laureata specialistica in Diagnostica (nefastissima 12/s) anbche se la mia triennale è di clasee 4 (architettura, storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali) sono a vostra totale disposizione per fare qualche cosa...... facciamoci sentire.... eprchè la nostra laurea non è una passeggiata ci smusiamo pre prenderla... e sarebbe ora che si cominciasse a muovere qualche cosa... soli non si può fare granchè ma insieme SI!!!!! ;)

Ciao FLa..... fatti sentire.... qua la situazione è tragica o ci muoviamo o qua ci impantaniamo di brutto!!!!
Spedito da: Ylenia, Dicembre 5, 2008, 8:50pm; Replica: 97
APPELLO A RESTAURATORI ED ESPERTI DI CONSERVAZIONE

I discorsi sono sempre gli stessi..."cosa saremo? riusciremo mai ad avere il futuro che sognamo?"... ed ecco che alla soglia di una laurea ogni decisione è delicata, ma a questo punto farei una domanda a chi nel mondo della conservazione ci lavora già:
CHI SCEGLIERESTE VOI???
Chiamiamoci diagnosti, tecnici, ispettori o come ci pare,i nomi non servono a molto se la mettiamo in questi termini....la domanda cruciale è DI COSA C'E' BISOGNO??

Se poteste decidere voi, vorreste qualcuno che ha studiato e si è specializzato in chimica? Un fisico esperto in tecniche diagnostiche applicate ai beni culturali? Un restauratore eclettico che si interessa di diagnostica?
In fondo il vantaggio di essere studenti è questo, siamo spugne pronte ad assorbire tutto quanto gli esperti siano disposti ad insegnarci, e quello che chiediamo non è altro che avere la possibilità di imparare...e allora diteci cosa dobbiamo imparare, noi ci rimboccheremo le maniche e faremo il nostro meglio.
Spedito da: Rossella Croce, Dicembre 6, 2008, 10:15am; Replica: 98
Citato da Ylenia
Se poteste decidere voi, vorreste qualcuno che ha studiato e si è specializzato in chimica? Un fisico esperto in tecniche diagnostiche applicate ai beni culturali? [b]Un restauratore eclettico che si interessa di diagnostica?

Non serve ne un chimico ne un fisico generico, ma chimici e fisici dei beni culturali, che crescono sin dal primo anno della loro formazione in questo ambito, che abbiano fatto dei tirocini formativi validi, che abbiano elaborato tesi innovative e di una certo interesse e soprattutto che possano accedere all'esame di stato come chimici, fisici, geologi, iscritti ad un albo che possano firmare le loro analisi. Di diagnostici generici, che non hanno questi requisiti non c'e' nessuna necessita'.  Dal punto di vista tecnico invece, il grosso problema e' che la maggior parte degli   studenti, arrivano alla fine dei 5 anni avendo appreso qualcosa di diagnostica, ma completamente incompleti dal punto di vista delle conoscenze sul restauro e soprattutto sul come muoversi in tale ambiente. Molti non sono mai saliti su un ponteggio, altri non hanno mai preso un pennello in mano, altri ancora si presentano al lavoro con la french manicure di 6 cm con corona di brillantini. Personalmente quindi, non mi fiderei ad affidare loro neppure una stratigrafia, non per la provocazione sulla french manicure (che mi faccio anche io durante le vacanze) ma perche' tale atteggiamento dimostra quanta "ignoranza'' riguardo al lavoro che si deve andare a svolgere ci sia.  Vuol dire che ancora i ragazzi pensano che il restauratore sia la signorina dalla chioma perfetta e fluente  che restaurava i busti del Pincio. Ti dico questo non per far polemica, ma per spiegarti cosa vediamo noi, nei colloqui di lavoro, quando esaminiamo molti di voi. Non parliamo poi di affrontare discussioni tecniche sul restauro in questione. Fare diagnostica non e' solo infilare un campione in uno strumento e dirmi a pappagallo  cosa c'e'dentro. Devi, nella maggior parte dei casi, dare delle risposte e trovare dellle soluzioni ad un problema di conservazione:  la diagnostica non deve essere  finalizzata a se stessa, ma alla risoluzione di un problema  conservativo.  Come pensi di potere operare adeguatamente se di quell'intervento conservativo tu non sai niente? Come pensi si darmi indicazioni sui prodotti da usare se non li hai mai utilizzati? Se non hai la capacita' di sapere che, quel prodotto sarebbe teoricamente  perfetto per quel caso, ma combinazione in questo contesto non si puo' usare per motivi pratici, per cui ti do' un'altra indicazione, su come risolvere questo problema.  Questo un restauratore esperto lo fa di default, pensi che sia aceettabile che, il diagnosta che dovrebbe essere il massimo esperto in campo non sappia farlo? La  mia convinzione e' che cio' di cui c'e' veramente bisogno siano restauratori specializzati, ulteriormente specializzati  in diagnostica. Non certo il   restauratore ecclettico che si interessa di diagnostica, di cui parli  in modo piuttosto superficiale tu, ma  un restauratore esperto che si e' specializzato anche in diagnostica, cosa molto diversa. E' un percorso molto complesso, ma possibile, purtroppo non accessibile a tutti per tanti motivi, non ultimi tempi e costi.  La diagnostica non e' un gioco in cui ti specializzi per Hobby: oggi non so che fare e mi leggo qualche manuale del piccolo chimico.  Devi avere delle competente scientifiche e tecniche specifiche acquisite con corsi di laurea adeguati, che vadano ad integrare un percorso di studi e professionale di restauratore.  Questo tipo di figura e' completa, da un datore di lavoro puo'essere utilizzata sia come restauratore che come diagnosta, ha le competenze per essere un responsabile o un direttore tecnico. Questa figura e' quindi flessibile e conveniente per un'azienda. Per questi motivi tale figura trova impiego facilemente  e le altre difficilmente. Comprendo il tuo dramma e quello di moltissimi altri studenti, ma la rabbia non risolve nulla. La realta' e che non si assiste a grandi esiti occupazionali per chi proviene dalle vostre scuole, quelunque esse siano e ovunque esse siano. Questo denuncia qualcosa. Sono state formate troppe figure rispetto a quelle che servono realmente, ma soprattutto sono state formate figure che non sono trasversali.  Non servono centinaia di chimici del restauro, non servono centinaia di restauratori.  Tantomeno servono centinaia di diagnosti generici, che non si sa ancora esattamente cosa siano ne dove si collochino.  Servirebbero in liena teorica, nei nostri desideri, ma nella realta' non ci sono tutti questi spazi. La richiesta e' sproporzionata rispetto all'offerta.
Spedito da: gcuffari, Dicembre 6, 2008, 5:15pm; Replica: 99
Citato da Rossella Croce

La  mia convinzione e' che cio' di cui c'e' veramente bisogno siano restauratori specializzati, ulteriormente specializzati  in diagnostica. Non certo il   restauratore ecclettico che si interessa di diagnostica, di cui parli  in modo piuttosto superficiale tu, ma  un restauratore esperto che si e' specializzato anche in diagnostica, cosa molto diversa. E' un percorso molto complesso, ma possibile, purtroppo non accessibile a tutti per tanti motivi, non ultimi tempi e costi.  La diagnostica non e' un gioco in cui ti specializzi per Hobby: oggi non so che fare e mi leggo qualche manuale del piccolo chimico.  Devi avere delle competente scientifiche e tecniche specifiche acquisite con corsi di laurea adeguati, che vadano ad integrare un percorso di studi e professionale di restauratore.  Questo tipo di figura e' completa, da un datore di lavoro puo'essere utilizzata sia come restauratore che come diagnosta, ha le competenze per essere un responsabile o un direttore tecnico. Questa figura e' quindi flessibile e conveniente per un'azienda.. Sono state formate troppe figure rispetto a quelle che servono realmente, ma soprattutto sono state formate figure che non sono trasversali.  Non servono centinaia di chimici del restauro, non servono centinaia di restauratori


Hai proprio ragione su tutto!!! ho citato solo una parte del tuo intervento, ma sono d'accordo anche con il resto. Io con molti sacrifici, sto cercando di specializzarmi in diagnostica, continuando a lavorare come restauratore nei vari cantieri.

Un saluto a tutti

Spedito da: Adamantio, Dicembre 7, 2008, 10:09am; Replica: 100
Citato da Rossella Croce

Non serve ne un chimico ne un fisico generico, ma chimici e fisici dei beni culturali, che crescono sin dal primo anno della loro formazione in questo ambito, che abbiano fatto dei tirocini formativi validi, che abbiano elaborato tesi innovative e di una certo interesse e soprattutto che possano accedere all'esame di stato come chimici, fisici, geologi, iscritti ad un albo che possano firmare le loro analisi. Di diagnostici generici, che non hanno questi requisiti non c'e' nessuna necessita'.  Dal punto di vista tecnico invece, il grosso problema e' che la maggior parte degli   studenti, arrivano alla fine dei 5 anni avendo appreso qualcosa di diagnostica, ma completamente incompleti dal punto di vista delle conoscenze sul restauro e soprattutto sul come muoversi in tale ambiente. Molti non sono mai saliti su un ponteggio, altri non hanno mai preso un pennello in mano, altri ancora si presentano al lavoro con la french manicure di 6 cm con corona di brillantini. Personalmente quindi, non mi fiderei ad affidare loro neppure una stratigrafia, non per la provocazione sulla french manicure (che mi faccio anche io durante le vacanze) ma perche' tale atteggiamento dimostra quanta "ignoranza'' riguardo al lavoro che si deve andare a svolgere ci sia.  Vuol dire che ancora i ragazzi pensano che il restauratore sia la signorina dalla chioma perfetta e fluente  che restaurava i busti del Pincio. Ti dico questo non per far polemica, ma per spiegarti cosa vediamo noi, nei colloqui di lavoro, quando esaminiamo molti di voi. Non parliamo poi di affrontare discussioni tecniche sul restauro in questione. Fare diagnostica non e' solo infilare un campione in uno strumento e dirmi a pappagallo  cosa c'e'dentro. Devi, nella maggior parte dei casi, dare delle risposte e trovare dellle soluzioni ad un problema di conservazione:  la diagnostica non deve essere  finalizzata a se stessa, ma alla risoluzione di un problema  conservativo.  Come pensi di potere operare adeguatamente se di quell'intervento conservativo tu non sai niente? Come pensi si darmi indicazioni sui prodotti da usare se non li hai mai utilizzati? Se non hai la capacita' di sapere che, quel prodotto sarebbe teoricamente  perfetto per quel caso, ma combinazione in questo contesto non si puo' usare per motivi pratici, per cui ti do' un'altra indicazione, su come risolvere questo problema.  Questo un restauratore esperto lo fa di default, pensi che sia aceettabile che, il diagnosta che dovrebbe essere il massimo esperto in campo non sappia farlo? La  mia convinzione e' che cio' di cui c'e' veramente bisogno siano restauratori specializzati, ulteriormente specializzati  in diagnostica. Non certo il   restauratore ecclettico che si interessa di diagnostica, di cui parli  in modo piuttosto superficiale tu, ma  un restauratore esperto che si e' specializzato anche in diagnostica, cosa molto diversa. E' un percorso molto complesso, ma possibile, purtroppo non accessibile a tutti per tanti motivi, non ultimi tempi e costi.  La diagnostica non e' un gioco in cui ti specializzi per Hobby: oggi non so che fare e mi leggo qualche manuale del piccolo chimico.  Devi avere delle competente scientifiche e tecniche specifiche acquisite con corsi di laurea adeguati, che vadano ad integrare un percorso di studi e professionale di restauratore.  Questo tipo di figura e' completa, da un datore di lavoro puo'essere utilizzata sia come restauratore che come diagnosta, ha le competenze per essere un responsabile o un direttore tecnico. Questa figura e' quindi flessibile e conveniente per un'azienda. Per questi motivi tale figura trova impiego facilemente  e le altre difficilmente. Comprendo il tuo dramma e quello di moltissimi altri studenti, ma la rabbia non risolve nulla. La realta' e che non si assiste a grandi esiti occupazionali per chi proviene dalle vostre scuole, quelunque esse siano e ovunque esse siano. Questo denuncia qualcosa. Sono state formate troppe figure rispetto a quelle che servono realmente, ma soprattutto sono state formate figure che non sono trasversali.  Non servono centinaia di chimici del restauro, non servono centinaia di restauratori.  Tantomeno servono centinaia di diagnosti generici, che non si sa ancora esattamente cosa siano ne dove si collochino.  Servirebbero in liena teorica, nei nostri desideri, ma nella realta' non ci sono tutti questi spazi. La richiesta e' sproporzionata rispetto all'offerta.


Mi associo anche io a quanto hai scritto nella tua attenta sintesi.
Direi che hai riassunto molto bene la situazione toccando pressochè tutte le problematiche.

Spedito da: Ylenia, Dicembre 7, 2008, 10:12am; Replica: 101
Grazie Rossella per la risposta.
Mi dispiace che spesso nei nostri interventi "da studenti" trapeli solo la frustrazione del nostro non riuscire a fare, non riuscire a capire...in realtà credo che ciò di cui si avrebbe più bisogno sono proprio di questi interventi, scritti da chi sa...non da chi immagina.
Abbiamo una bacheca intitolata "diventare restauratori", chissà che un giorno non nasca anche "diventare diagnosti".
Per quanto riguarda il "restauratore eclettico che si interessa di diagnostica" non volevo affatto essere sarcastica né superficiale....sono la prima ad aver agognato di entrare all'ICR.
La realtà è che (almeno parlo per me) la voglia di imparare è tanta, e la disponibilità a soffrire la eguaglia se non la supera....ma se non sappiamo quali sono le strade giuste da imboccare, alla fine ci troviamo con tre anni di studi superficiali alle spalle(vedi la famosa 41-L),e un cul de sac davanti.

Apprezzo il tuo consiglio.
Il fatto è che quando parli di chimico o fisico iscrivibile all'albo, che abbia però fatto sin da subito un percorso finalizzato alla conservazione, quello che a me manca è sempre il "come".
Come può esistere una persona del genere se in ogni caso una facoltà di chimica o una facoltà di fisica al triennio non nominano neanche occasionalmente il restauro o la diagnostica?
Forse a questo punto la strada giusta è quella che indichi tu,il restauratore specializzato, ma anche in questo caso mi sembra di capire che oggi come oggi non ci sia molta scelta....se non aspettare che l'ISCR apra le ammissioni alla scuola...
Spedito da: artemisia405, Dicembre 12, 2008, 2:56pm; Replica: 102
Non credo di aver capito molto,  occorrono chimici e fisici (ma anche biologi, geologi, ecc..) che abbiamo un percorso specifico? o Restauratori specializzati in diagnostica? credo siano due cose diverse...

E poi per diventare restauratori ad oggi  che laurea prendi? non si capisce
e per diventare un diagnosta. devi essere un fisico esperto o un chimico analitico ma non potrebbe bastare  dovresti poi prendere un  laurea in biologia perchè non è che se vedi una macchia verde non puoi non sapere cos'è...e poi se hai ancora tempo puoi anche diventare geologo...
Credo che il settore del restauro-conservazione sia paragonabile a quello medico, con le sue molte specializzazioni e competenze. Non esisterà mai una figura che sappia tutto, sia di diagnostica che di restauro (poi di quale restauro? lapideo, pittorico, cartaceo, ecc.), o che sia versatile sono per le convenienze di mercato,  troppo vasto è il campo.  Così come in medicina un chirugo non sarà mai un medico curante ed  un cardiologo non sarà mai un pediatra ecc.....
L'enorme confusione nato in questo settore  dipende dal fatto che esistono due Ministeri completamente sgollegati tra loro....MIUR e il MIBAC.

Vi sembrerebbe normale se il Mistero della Sanità legiferasse sulla formazione dei medici con delle proprie scuole senza considerare l'organizzazione formativa del Miur (Ministero dell'Università) ? ::)


Ps. Il discorso sugli albi, poi, non lo tocco nemmeno....
Spedito da: Antonella Privitera, Febbraio 5, 2009, 12:54am; Replica: 103
Citato da artemisia405
Non credo di aver capito molto,  occorrono chimici e fisici (ma anche biologi, geologi, ecc..) che abbiamo un percorso specifico? o Restauratori specializzati in diagnostica? credo siano due cose diverse...

E poi per diventare restauratori ad oggi  che laurea prendi? non si capisce
e per diventare un diagnosta. devi essere un fisico esperto o un chimico analitico ma non potrebbe bastare  dovresti poi prendere un  laurea in biologia perchè non è che se vedi una macchia verde non puoi non sapere cos'è...e poi se hai ancora tempo puoi anche diventare geologo...
Credo che il settore del restauro-conservazione sia paragonabile a quello medico, con le sue molte specializzazioni e competenze. Non esisterà mai  :o una figura che sappia tutto, sia di diagnostica che di restauro (poi di quale restauro? lapideo, pittorico, cartaceo, ecc.), o che sia versatile sono per le convenienze di mercato,  troppo vasto è il campo.  Così come in medicina un chirugo non sarà mai un medico curante ed  un cardiologo non sarà mai un pediatra ecc.....
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:-/ Con queste parle (in cui intravedo anche una nota di polemica) mi sento un po toccata nel profondo della mia formazione...

Giusto per fare un po di chiarezza, cercando di rispettare l'ordine del tuo discorso:

Come tutti i campi del lavoro e della ricerca, anche il campo della conservazione e restauro è complesso e pieno di specifiche competenze...Si tratta di un settore che si è sviluppato piuttosto di recente e da qualche tempo, fino a oggi, esistevano/esistono le singole figure (il chimico, il fisico, ecc ) che convergono in questo affascinante mondo di ricerca ed esperienza; allo scienziato ovviamante sono affiancati (tutti a pari merito) il restauratore, lo storico e l'archeologo.
Ma a causa della eccessiva differenziazione di ruoli e della frequente mancanza di sinergia e incomprensione dei limiti...è nata la necessità di creare una figura che abbia "competenze" in tutte queste discipline: ed ecco che nascono le classi 41 e 12/S  :) , cioè figure in grado di comprende pienamente il linguaggio di ciascuno di queste discipline, ma anche in grado di trovare tutti i punti di contatto e le possibilità offerte dalla muntidisciplinairetà nel settore della conservazione e del restauro. (cosa forma questo percorso di studi lo puoi leggere dei post precedenti).

Ovviamente non ci si può aspettare che un chimico faccia il lavoro del fisico, il fisico quello del petrografo...ciascuno dovrebbe portare avanti qualcosa e poi condividerlo col resto della società della conservazione e del restauro. Il tecnologo invece ha la possibilità di poter fare un po tutto e occuparsi di qualsivoglia materiale e settore (si parla ancora solo di possibilità solo perchè concretamente negli enti pubblici e privati non sanno cosa siamo, perchè non si vogliono aggiornare! ;D ).

Per quanto riguarda la diagnostica, lo specialista oggi esiste ed è il Tecnologo (o il Diagnosta) x i BB CC. Fino a che non si attribuisce tale competenza esclusivamente a questa classe di specialisti, anche il singolo fisico, o il chimico o il biologo, o il petrografo, possono continuare ad agire nella disgnostica per i beni culturali (è da loro che noi Tecnologi lo apprendiamo!)

Il restauratore è colui che chiude il lungo percorso della conservazione e restauro e non è necessario che debba essere anche un diagnosta, ne uno scienziato.Non esiste una laurea in restauro...è un percoso formativo a volte compelsso...esistono dei corsi di specializzazione.Di certo non lo si diventa facedo solo pratica in bottega!

In questo contesto il Tecnologo (le classi 41 e 12/S) ha la capacità di apprendere le problematiche di restauro (studio dei materiali) o soddisfare le richieste dell'archeologo e dello storico dell'arte (caratterizzazione del bene, collocazione del bene nel tempo e nello spazio), sfruttando la proprio formazione scientifica!



Spedito da: Rossella Croce, Febbraio 17, 2009, 10:21am; Replica: 104
Citato da artemisia405
Non credo di aver capito molto,  occorrono chimici e fisici (ma anche biologi, geologi, ecc..) che abbiamo un percorso specifico? o Restauratori specializzati in diagnostica? credo siano due cose diverse...

E poi per diventare restauratori ad oggi  che laurea prendi? non si capisce
e per diventare un diagnosta. devi essere un fisico esperto o un chimico analitico ma non potrebbe bastare  dovresti poi prendere un  laurea in biologia perchè non è che se vedi una macchia verde non puoi non sapere cos'è...e poi se hai ancora tempo puoi anche diventare geologo...
Credo che il settore del restauro-conservazione sia paragonabile a quello medico, con le sue molte specializzazioni e competenze. Non esisterà mai una figura che sappia tutto, sia di diagnostica che di restauro (poi di quale restauro? lapideo, pittorico, cartaceo, ecc.), o che sia versatile sono per le convenienze di mercato,  troppo vasto è il campo.  Così come in medicina un chirugo non sarà mai un medico curante ed  un cardiologo non sarà mai un pediatra ecc.....
L'enorme confusione nato in questo settore  dipende dal fatto che esistono due Ministeri completamente sgollegati tra loro....MIUR e il MIBAC.

Vi sembrerebbe normale se il Mistero della Sanità legiferasse sulla formazione dei medici con delle proprie scuole senza considerare l'organizzazione formativa del Miur (Ministero dell'Università) ? ::)


Ps. Il discorso sugli albi, poi, non lo tocco nemmeno....


Ovviamente Artemisia.
Tutto quello che ho scritto e' riferito ad una specializzazione precisa.
Anche se ritengo che un Restauratore, per essere tale, debba avere anche la capacita' trasversale di operare  su piu' materiali, con almeno un buon livello di autonomia.
Ovvero, deve saper lavorare con un buon livello di autonomia su almeno tutti i materiali di un gruppo e saper lavorare ottimamente sul suo materiale di specializzazione.
Allo stesso modo, se si specializza in diagnostica, deve avere una buona preparazione generale almeno delle  materie basilari  (chimica, fisica, biologia, geologia) e poi specializzarsi in un ramo specifico, o su sull'uso di almeno uno specifico strumento.
Bada bene, e questo vale anche per il post successivo della Privitera, che per capacita' di utilizzare uno strumento intendo saper usare  strumento ottimamente e autonomamente e non come vedo fare alla maggior parte degli studenti, stare a fianco dell'insegnante o tecnico di laboratorio mentre gli vengono fatte le le analisi.... intendo saper fare da se, senza istruzioni di altri tutta la preparativa, saper calibrare lo strumento, saper acquisire le analisi  adottando diversi metodi di acquisizione a seconda del caso, saper manipolare e trattare i dati, saper interpretare i dati incrociandoli con i risultati delle altre analisi, dare delle risposte operative al problema di conservazione che si sta studiando ed infine, (dove l'analisi lo comporti) fare i test sul materiale con una gamma di prodotti scelti per valutarne l'efficacia.
E tutto questo va fatto nei tempi e nei costi di mercato, che sono piuttosto bassi.
Questo vuol dire avere anche le strumentazioni o appoggiarsi ad un centro che te le dia in comodato, il quale, se non dimostri le competenze sopra descritte ( o se non sei iscritto all'albo) non te lo consentira' mai.

Diversamente, nessuna impresa di restauro ti corrispondera' mai un compenso per la tua attivita'. Questa e' la realta' fuori dalle Facolta'.
  
Spedito da: artemisia405, Marzo 15, 2009, 1:18pm; Replica: 105
Sono pienamente d'accordo!! Nel post di Privitera è tutto vero, ma purtroppo solo teorico, si è vero che potenzialmente noi diagnosti siamo capaci di parlare un linguaggio comune ma dalla mia esperienza il Tecnologo (parola che non mi piace affatto visto che dopo 5 anni di studio spererei  essere più di un "tecnico" ; preferirei essere un  Conservation scientists) non deve limitarsi ad essere un tuttologo; la formazione di base ci deve essere ovviamente e qui che entra il discorso del post di Rossella, sono d'accordo sulla capacità di saper usare uno strumento  ma quelle competenza non si possono pretendere da studenti ancora in fase di formazione. (non solo studenti in diagnostica, ma anche quelli in chimica, fisica, ecc.), sono sicura e lo dico per esperienza, che dopo una tesi sperimetale di un anno  passata in laboratorio ( o in situ) quella autonomia tecnico-scientifica viene tranquillamente raggiunta.
Infine mi rimangono dei dubbi sul mercato del lavoro....dalle esperienze che ho acquisito mi pare (ma spero di sbagliarmi) che siano pochi i privati che si rivolgono ad altri privati per analisi diagnostiche; ho visto invece una maggiore richiesta di analisi alle Università e agli Enti di Ricerca sia da parte della Sovrintendenza che di privati ma purtroppo di solito non pagate, se non con pubblicazioni su riviste di settore.
Come, allora, poter competere con un sistema di questo tipo?
Spedito da: marisa.c, Luglio 17, 2009, 10:54am; Replica: 106
Cara Rossella (Croce), spero potrai aiutarmi. Ti elenco la serie di problemi che mi trovo ad affrontare.
Sono laureata in Architettura ormai da un anno e mezzo, con tesi in restauro dell'architettura di cui, con mio grande orgoglio, ho ottenuto la pubblicazione sulla rivisa "Ananke". Ora mi trovo a Firenze, già da un anno, ma a parte una breve esperienza di tirocinio formativo presso un cantiere di restauro, non sono riuscita a trovare lavoro. A questo punto avrei deciso di approfondire la mia cultura tecnica di base e sto cercando in giro qualche corso (a Firenze, ma non ho trovato ancora niente di valido) che mi consenta di apprendere maggiori conoscenze circa la diagnostica,in modo da acquisire quelle conoscenze "trasversali" di cui parli che giustamente sono necessarie per affrontare il problema del restauro di un monumento come se si trattasse di un malato di cui bisogna individuare le specifiche patologie per poi indicarne le terapie corrette.
Ovviamente il campo è talmente vasto che non basterebbe una vita per acquisire tutte le conoscenze necessarie, dalla chimica alla fisica alla biologia, etc., ma sono anche convinta che in questo settore se non avrò un bel bagaglio culturale alle spalle, difficilmente riuscirò ad inserirmi.
Date le tue competenze, sapresti indicarmi quelle che, secondo il tuo parere, sono le materie che un architetto dovrebbe approfondire, con particolare riferimento al settore dell diagnostica?  Conosci qualche ente che a Firenze organizza corsi validi o master nel settore?
Grazie e buon lavoro!
Spedito da: Rossella Croce, Agosto 27, 2009, 4:39pm; Replica: 107
Carissima, purtroppo non conosco bene l'ambiente fiorentino e non saprei cosa suggerirti. Mi sembra che nel tuo caso la situazione si complichi ancora, perche' provenieni da una formazione come architetto.
A Genova esiste un'ottima scuola di specializzazione in restauro die monumenti, per architetti, finalizzata a formare quelli che domani potranno ambire a diventare direttori dei lavori (anche all'interno delle soprintendenze) Prova a cercarla e contattare il docente di riferimento, che dovrebbe essere ancora l'architetto Rossini.
Spedito da: Rossella Croce, Agosto 27, 2009, 4:43pm; Replica: 108
Ogni volta che leggo i vostri post, tristemente continuo a convincermi che ci sia troppa offerta rispetto alla reale richiesta, soprattutto in tempi di crisi come questi.
Se da una parte sono completamente contraria ad il nuovo decreto ed alle modalita' di accesso all'esame di stato per restauratori, dall'altra (nel tentativo di restringere il cerchio) lo comprendo.
Temo che prima o poi si ripetara'  la stessa situazione per  il settore  diagnostica.
Voi cosa ne pensate?
Qualcuno ha il mio stesso timore?
Spedito da: Julietkn, Settembre 13, 2009, 3:41pm; Replica: 109
Vedo che purtroppo le persone che stiamo vivendo lo stesso disagio in Italia siamo in tante.... Inutile fare ulterioni polemiche già largamente discusse, il problema ora è uno....IL MINISTERO (è vero Rossella l'offerta supera ormai tristemente la domanda). Se il MIBAC ha riconosciuto la figura del Tecnico Diagnosta, e piuttosto che aprire  le porte a gente fresca e preparata sul campo prevede corsi di aggiornamento per dipendenti stanchi e poco disponibili ad ampliare le proprie conoscenze alle porte della pensione, quando troveremo noi collocazione?
Come dare torto ai loro stanchi dipendenti?  dato che gli uffici ministeriali traboccano di persone desiderose di avere aiuti giovani, perchè non prevedere dei dannati concorsi o degli assorbimenti tramite manifestazione di personale specifico? fare degli entry-level sarebbe così difficile? No non lo è! ma in un paese in cui ha regnato (e continua a farlo) la regola della raccomandazione e del favoritismo (non dite di no...negli uffici del ministero ci sono centinaia di dipendenti sistemati politicamente e magari anche incompetenti) come dare spazio a persone che hanno voglia di mettersi in gioco, di lavorare, di mettere le proprie conoscenze a disposizione, di aggiornarsi, senza pretendere stipendi da capogiro (per chi non avesse idea di quanto si guadagna a livello ministeriale fate un giro sul sito del mibac e date un'occhiata ai dati sulla trasparenza) se riducessimo anche di un 20% gli stipendi degli alti vertici...quanti nuovi assunti si potrebbero inserire??? Allora perfavore non lamentiamoci.... il tempo di leccarsi le ferite è finito.... [/b]VOGLIAMO INIZIARE A FARE QUALCOSA DI VERAMENTE SERIO PER NOI STESSI? esiste una petizione che stanno portando avanti dei ragazzi per ottenere il riconoscimento della nostra area a livello ministeriale e come classe di laurea (serve anche per l'insegnamento), vogliamo condurre campagne serie e parallele?. Per conculedere citerei lo zoo di 105 ragazzi sveglia altrimenti qui ci ammazzano[b]

Contattatemi

Valentina
Spedito da: Julietkn, Settembre 14, 2009, 4:05pm; Replica: 110
Eccovi alcuni link interessanti:

*  http://www.letteraaperta.webs.com/

*  http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=8399&Itemid=40

*  http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=8682&Itemid=40

Il primo link è relativo alla petizione di cui vi parlavo, gli altri due sono articoli sulla nostra situazione.....

Date un'occhiata e diffondete
Spedito da: bonita31, Gennaio 30, 2010, 4:56pm; Replica: 111
salve a tutti mi chiamo carla  e sto per finire la mia tesi su la diagnostica per la conservazione e restauro dei dipinti ma son rimasta senza parole sulle conclusioni......ho parlato dei diversi materiali in pittura dalle tecniche a i pigmenti , lacche vernici , solventi etc e a tutte le tecniche invasive e non ....
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