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Forum Restauro e Conservazione  /  Architettura  /  Restauro Timido
Spedito da: admin, Maggio 12, 2005, 6:34pm




Il 13 maggio prossimo alle 17.00, presso il Dipartimento Ambiente Costruzioni e Design (DACD) della SUPSI nella sede di Lugano-Trevano, aula C102, si terrà una conferenza-dibatto ad ingresso libero intorno al "Restauro Timido", con il tema Conoscenza, conservazione, affetto: la cura della "Timidina"; ne saranno relatori Amedeo Bellini,  Marco Ermentini, Chiara Lumia e Gian Paolo Treccani, con una introduzione di Giacinta Jean.
La filosofia del "Restauro Timido" sostiene che di fronte al consumismo, all'efficientismo, al produrre risultati a tutti i costi in tempi brevissimi, anche nel campo dell'architettura e del restauro, è necessario prendersi una pausa e «fare una dormita», cioè trovare il tempo per pensare e prendere distanza dalle cose. Il «carattere timido», attento e sensibile, timoroso, a reazione lenta, ha la saggezza necessaria per farci comprendere i nostri limiti e spingerci a dedicarci, comprendere e conservare tutti quegli aspetti che normalmente l'architettura e il restauro giudicano secondari e trascurano.
La "Timidina C" è la medicina inventata per prevenire gli eccessi nell'intervento sulle preesistenze. Ciò non significa rinunciare alla creatività, ma esercitarla secondo modalità che hanno come presupposto il rispetto della preesistenza. Dimostrando, una volta di più, che il progetto di qualità, per essere tale, non necessita di dovere sopraffare ciò a cui si accosta.
È significativa anche la modalità di comunicazione che la SAA adotta: i contenuti scientifici sono resi in forma letteraria, ironica, suadente, utilizzando oggetti, il testo scritto e le immagini, con una comunione partecipativa con gli stessi contenuti e, di volta in volta, con l'edificio su cui si interviene.
E tale empatia è contagiosa: "si inoltra fino all'uomo", lo coglie nella sua sfera profonda e lo coinvolge.
La SAA sembra suggerire che la conservazione richieda qualcosa di più di una metodologia corretta e della messa in atto dei mezzi tecnici ad essa comunque indispensabili. Sembra suggerire che richieda un'adesione affettuosa all'oggetto delle nostre cure che si realizza, oltre che come atto della ragione, anche nello spazio della frequentazione e del sentimento.
In un momento in cui, a livello europeo, la maggior parte dei lavori di architettura ed anche di ingegneria si esplicano su edifici già esistenti, questi aspetti appaiono importanti anche per promuovere una conservazione di qualità delle preesistenze. Essi, insieme alla definizione di restauro timido ed alla sua funzione nel panorama culturale attuale, saranno oggetto di un dibattito che si desidera il più largo possibile e che perciò si configura in partenza come aperto agli stimoli e alle riflessioni provenienti dal pubblico e da settori disciplinari diversi.

SAA: http://digilander.libero.it/shyarch/
Spedito da: maria_cannatelli, Maggio 31, 2005, 6:37pm; Replica: 1
interessante...qualuno sa darmi riferimenti bibliografici o su internet...e soprattutto esempi concreti di progetti realizzati secondo questi prncipi? ;)
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