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Forum Restauro e Conservazione  /  Restauro ligneo  /  Eliminazione del sale
Spedito da: inforestauro, Agosto 25, 2005, 3:50pm
Mi complimento per la professionalità di quanti intervengono in questo Forum. Mi è stato chiesto come trattare un tavolo del primo novecento che veniva utilizzato per la salatura dei prosciutti. Con il passare del tempo il sale è penetrato nelle venature del legno, ed ancora oggi, anche se non è stato utilizzato da parecchi anni, rilascia una patina salina che con l'umidità dell'aria si cristallizza.
Non mi è mai capitato un problema del genere. Mi potete dare qualche consiglio?
Spedito da: stenafo, Agosto 29, 2005, 10:03pm; Replica: 1
Io forse ti posso consigliare però tu prima mi devi dire quali sono le caratteristiche strutturali dell'oggetto e quali ''modifiche'' di ripulitura o di ripristino vuoi apportare.
A presto Stefano  

Spedito da: inforestauro, Agosto 30, 2005, 7:32am; Replica: 2
Poichè il tavolo non è mio e non l'ho visto ma m è solo stato descritto il problema, posso dirti che il tavolo è in massello (ma non so quale essenza) . La finitura più appropriata potrebbe essere quella a cera.
Spedito da: admin, Agosto 30, 2005, 8:10am; Replica: 3
In assenza del moderatore mi permetto di rispondere senza una specifica competenza.
Credo che il problema che poni non si presenti spesso per cui la soluzione deve essere in qualche modo ... improvvisata.
Io proverei ad estrarre i sali con i sistemi utilizzati nel settore lapideo (impacchi assorbenti a base di argille, polpa di carta o simili).
Spedito da: inforestauro, Agosto 30, 2005, 8:19am; Replica: 4
Grazie Sergio.
Mi potresti descrivere in poche riche come procedere: dove acquistare tali prodotti, se sono pronti all'uso, se devono essere preparati e come si applicano. Scusa se la domanda è molto specifica, ma per la soluzione del problema mi servirebbero anche queste informazioni spicce.
Ti ringrazio per la disponibilità.
Spedito da: admin, Agosto 30, 2005, 8:55am; Replica: 5
Vai sul sito :
http://www.brescianisrl.it/newsite/ita/index.htm
vai nella sezione prodotti e fai una ricerca con il termine: Sepiolite
Puoi contattarli per consigli ed altro.
Per una descrizione (un pò vecchiotta) dei sistemi puoi scaricare i files presenti su tine.it in La pratica del restauro compilando il modulo di richiesta.
Spedito da: oriana, Agosto 30, 2005, 5:38pm; Replica: 6
penso sia un problema molto serio.
A mio parere fare gli impacchi di argilla o di polpa di cellulosa non sarebbe la soluzione idonea, in quanto il legno a contatto con l'acqua rischia di gonfiare.
Ci vorrebbe un prodotto con le caratteristiche di un solvente.
Non ho idea, però ,cosa si possa utilizzare....
Spedito da: admin, Agosto 30, 2005, 9:50pm; Replica: 7
Oriana,
la tua osservazione mi sembra corretta.
Forse la ditta Bresciani può fornire delle informazioni su eventuali alternative all'acqua per il confezionamento degli impacchi.
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Settembre 1, 2005, 7:23am; Replica: 8
In tema di impacchi estrattori di sale non vi è impacco più potente di Cocoon, PERO non sono mai intervenuto suggerendolo per questo uso perchè, come giustamente osservato, agisce in ambiente acquoso come la cellulosa o la seppiolite, e bagnare il tavolo farebbe svergolare il legno irremediabilmente. Inoltre, superfluo aggiungere che nessun impacco acquoso agirebbe dove c'è una barriera di cera.
Grosso problema.
Spedito da: admin, Settembre 1, 2005, 10:22am; Replica: 9
Un momento ..
1) Se agiscono i sali la cera sarà più che consumata. Forse Giuseppe si riferiva ad una eventuale finitura in fase di restauro.
2) La sepiolite ha la caratteristica di assorbire anche sostanze grasse ... probabilmente (non ho nessuna certezza) l'impacco potrebbe essere eseguito senza ricorrere all'acqua.
Ed è per questo motivo che non ho parlato del Cocoon.
In ogni caso occorre una consulenza specifica di chi ha un'ampia esperienza pratica sull'uso dell'argilla.
Spedito da: inforestauro, Settembre 1, 2005, 10:26am; Replica: 10
Grazie molto per il vs interessamento.
Si in effetti io mi riferivo alla finitura più appropriata (appunto quella a cera) che mi sentirei di suggerire a lavoro ultimato.
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Settembre 1, 2005, 10:47am; Replica: 11
A pensarci bene, ho dei pannelli 43x43cm x 2mm di spessore di Cocoon "puro" - cioè asciutto, senza alcuna acqua.
Posso pensare che ad appoggiarli sul piano del tavolo soltanto ben inumiditi da sopra con uno spruzzo d'acqua e pesati per il contatto possa funzionare senza causare svergolamenti al legno in quanto l'acqua liquida a contatto  della superficie sarebbe quasi nulla.
Infatti, il sale, essendo igroscopico, si solubizzerebbe da solo senza impregnazione vera e propria. A questo punto  la incredibile capacità di assorbimento di Cocoon lo risucchierebbe e manterrebbe asciutto il substrato.
Spedito da: admin, Settembre 2, 2005, 6:13am; Replica: 12
Dubbi:
Chi ci garantisce il contatto omogeneo fra le 2 superfici  ?
I tempi dell'intervento ?

Tuttavia, ove possibile, sarebbe un esperimento interessante.
Trovate il modo di condurlo.
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Settembre 2, 2005, 8:05am; Replica: 13
Grazie. spero si possa provare. Naturalmente il grande prof ha messo il ditone nella piaga: senza contatto niente trasferimento di sale, MA si può contare su due cose. 1) la deformazione del cartone. Il cartone può assorbire moltissima acqua prima di inzupparsi e quando è umido non è più rigido e può adattarsi alla superficie anche se non perfettamente piana, si tratta di dosare la quantità d'acqua con un piccolo esperimento preliminare per imbeverlo senza inzupparlo,
quindi 2) assicurare il contatto con dei grossi pesi posti su piccole assi(?) per ripartire la pressione. Che ne dite?
Quanto ai tempi dell'intervento, direi solo pochi giorni 2-3 secondo la temperatura ambientale.
Spedito da: Studio Restauro, Settembre 3, 2005, 11:42am; Replica: 14
anch'io non ho esperienze al proposito.
Sarebbe interessante cogliere l'occasione per testare il Cocoon sul legno e mi vengono in mente le presse a caldo con cui a volte tentiamo il raddrizzamento di piani "imbarcati" ..
Perchè invece non sollecitare lentamente la fuoriuscita del sale con un progetto di intervento protratto nel tempo e una "finitura" provvisoria assolutamente permeabile?
Probabilmente l'oggetto ha un valore affettivo e il cliente potrebbe accettare.

Ma per continuare: le condizioni del legno, anche il suo spessore, potrebbero  fornirci ulteriori ragionamenti sulla penetrazione del sale all'interno (penso alla differenza tra un piano molto "vissuto" e "tormentato" e uno ancora relativamente compatto) e sulla convenienza del suo recupero a seconda della  nuova destinazione d'uso .
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Settembre 4, 2005, 7:55am; Replica: 15
"Perchè invece non sollecitare lentamente la fuoriuscita del sale con un progetto di intervento protratto nel tempo" -
-> Certo! è proprio quello che spero Cocoon possa fare - se no, come "sollecitare" altrimenti?
Giustamente molto importante sapere lo spessore e l'età della tavola
Spedito da: gian1, Settembre 27, 2005, 3:17pm; Replica: 16
vedendo la tematica, estrazione dei sali su legno, porto la mia esperienza trentennale con applicazione del sottovuoto, questo sistema permette il controllo e una riduzione percentualmente elevata dei sali presenti.
1- creazione del vuoto in sito (non incamera)
2- discioglimento dei sali in profondità
3- trasporto all'esterno del liquido con disciolto il sale
4- asciugatura dell'oggetto
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