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Forum Restauro e Conservazione  /  Temi generali  /  teche climatizzate - museotecnica
Spedito da: polase, Settembre 3, 2005, 10:44am
Vorrei approfittare di questo interessante forum per presentare un progetto di ricerca in corso. Un network di aziende impiegate nei settori del restauro e della conservazione, sta sviluppando delle teche ad ambiente controllato. Vorrei sapere se qualche operatore, ha delle esperienze e dei consigli da condividere per aiutarci a realizzare qualcosa di veramente efficace ed efficente. Attualmente stiamo lavorando sul Normal 22 - Museotecnica in collaborazione con dei tecnici di una Soprintendenza.

Polase



PS nel pieno rispetto delle norme di questo forum non diffonderò i dati delle aziende coinvolte.  ;)

Spedito da: alessandro sidoti, Settembre 4, 2005, 2:05pm; Replica: 1
scusate la mia ignoranza cosa è il normal 22 ?
la faccenda delle teche climatizzate è molto interessante
avete intenzione di attuare una climatizzazione passiva o attiva ?
e per ambiente controllato intendete solo l'umidità relativa o anche la temperatura e la presenza di gas inquinanti ?
ciao
Spedito da: polase, Settembre 4, 2005, 6:14pm; Replica: 2
Il Ministero dei Bnei culturali ha attivato dei gruppi di ricerca nei settori più svariati del restauro. Ad ogni gruppo è stato associato un numero. Il gruppo attivo nella ricerca per il settore della MuseoTecnica è il numero 22. Questo gruppo ha effettuato delle ricerche ed ha delineato delle linee guida da seguire per la conservazione delle opere.

Il nostro progetto prevede di conservare le opere in teche ad ambiente controllato intervenendo sia saulla temperatura, sia sull'umidità, sia sulla quantità di ossigeno.

Stiamo facendo delle analisi sulla tipologia di gas da utilizzare. Al riguardo, se qualcuno avesse delle esperienze su reazioni generate dai gas nobili, ci sarebbe di grande aiuto onde evitare "disastri" ;-)

Anche a livello di controllo dell'umidità, se qualcuno avesse da consigliarci grazie ad esperienze dirette. Lo troveremmo di grande aiuto.

PS questa volta c'è la firma?
Spedito da: polase, Settembre 4, 2005, 6:20pm; Replica: 3
Dottor Sidoti, credo che la conservazione attiva del libro, raccolga in se, tutti i problemi più complessi della museo tecnica.
Spedito da: admin, Settembre 5, 2005, 7:13am; Replica: 4
Il tema meriterebbe una sezione specifica.
In relazione al numero di utenti interessati posso aprire una nuova sezione.
Fatemi sapere.
Spedito da: raffaelli, Settembre 5, 2005, 7:44am; Replica: 5
L'azienda per cui lavoro è specializzata in monitoraggi microclimatici in ambienti museali, sia come produzione di apparecchiature per il rilevamento dei parametri ambientali che come analisi sui dati acquisiti. In questo senso a volte abbiamo fatto studi anche all'interno di vetrine climatizzate e in ogni caso siamo sempre interessati a nuovi metodi per la conservazione. Gradirei quindi avere maggiori informazioni a riguardo se possibile.
Roberta Giorio
LAMBDA Scientifica srl
Spedito da: polase, Settembre 5, 2005, 8:17am; Replica: 6
Egregia Dottoressa,
immagino avrà individuato delle soluzioni tecniche di conservazione dannose e\o non consigliabili (gas adottati, temperatura, umidità, esposizione solare, illuminazione).
Gradirei molto poter condividere questa tipologia di informazioni.

Sicuramente l'ossigeno è una soluzione da escludere in maniera assoluta. L'utilizzo di questo gas permette la proliferazione di microrganismi, batteri e quantaltro. Genera fenomeni di ossidazione. Lega con la materia organica accelerandone il processo di invecchiamento.

Mi hanno parlato dell'azoto ma dalle nostre ricerche è emerso che è ottimale solo per la conservazione dei reperti ferrosi. è da sconsigliarsi nella conservazione della materia organica.

Condividete queste nostre valutazioni? Avete delle obiezioni od integrazioni da proporre?
Grazie
Spedito da: alessandro sidoti, Settembre 5, 2005, 1:31pm; Replica: 7
esiste una pubblicazione di shin maekawa che si intitola
Oxygen free museum cases
pubblicato dal getty conservation institute nel 1998

forse vi può interessare
alla biblioteca dell'iccrom o dell'icr dovrebbe esserci
ciao
Spedito da: polase, Settembre 5, 2005, 4:54pm; Replica: 8
La ringrazio per l'indicazione.
Su http://www.getty.edu/conservation/publications/pdf_publications/oxygenfree.pdf  si può scaricare gratuitamente l'intera (mi sembra) pubblicazione.
Spedito da: alessandro sidoti, Settembre 5, 2005, 6:45pm; Replica: 9
sì il volume è quello
non avevo notato che era disponibile gratuitamente
sicuramente c'è anche un'altra pubblicazione che mi pare si chiami
inert gases and insect eradication (qualcosa del genere...)
non è detto che vi interessi però
è tutto sull'uso dei gas inerti per la diinfestazione
fateci sapere sui vostri studi
ciao
Spedito da: polase, Settembre 6, 2005, 10:45am; Replica: 10
Ho dato un'occhiata veloce al testo, mi sembra che confermi le nostre analisi: l'ossigeno è da escludere. Lo si può prevedere solo in una minima percentuale (comunque inferiore all'1%) all'interno di una miscela composta quasi totlamente da un gas nobile. In questo caso propongono l'Argon (che è la soluzione attualmente oggetto di studio). Dottor Sidoti, al riguardo, ha delle esperienze dirette nell'utilizzo dell'argon?
Spedito da: alessandro sidoti, Settembre 6, 2005, 1:04pm; Replica: 11
non abbiamo avuto modo di mettere in pratica nessun trattamento se non l'uso degli assorbitori di ossigeno, il che impicitamente vuol dire l'uso di azoto...
però non per il vostro uso (le teche) ma per la conservazione in atmosfere modificate di materiale librario non rilegato.

p.s. non sono dottore ancora (grazie comunque)
Spedito da: giank, Settembre 6, 2005, 10:34pm; Replica: 12
Ho letto della idea progettuale di Polase. Sto collaborando con una azienda che deve fornire ad un suo importante cliente delle teche climatizzate con controllo di temperatura ed umidità, per la conservazione di due grandi manoscritti del settecento. Al momento il cliente non ha espresso l'intenzione di volere teche ad ambiente totalmente controllotato.
Vorrei entrare in contatto con il Vs. network per verificare una qualche possibile forma di collaborazione.
Grazie
Giank
Spedito da: alessandro sidoti, Settembre 7, 2005, 12:29pm; Replica: 13
posso sapere quale biblioteca sta cercando queste teche climatizzate ? noi saremmo interessati a contattarli
ciao
Spedito da: polase, Settembre 8, 2005, 11:01am; Replica: 14
il mio indirizzo di posta elettronica è polase[at]hotmail.it. Se mi contatta direttamente sarò ben lieto di entrare più nello specifico. Vorrei evitare di menzionare in forma pubblica i nomi delle aziende coinvolte. Non tanto per motivi di privacy quanto per evitare di dare delle informazioni non corrette e fuorvianti.

Ho sostituito il carattere @ per motivi antispam - per contattarla è sufficiente cliccare sul pulsante e mail
Spedito da: polase, Settembre 8, 2005, 11:11am; Replica: 15
L'ambiente totalmente controllato attualmente in Italia non è una soluzione diffusa. Il problema più grande che stiamo incontrando è la mancanza di verifiche da parte di enti ed università. Abbiamo avviato delle collaborazioni con restauratori, soprintendenze, ricercatori presso università, ma sappiamo bene che solo la sperimentazione può dare dei dati certi sul comportamento dei reperti in ambienti ad ossigeno zero. La grande domanda è: ma fra 50 anni cosa succederà?
Spedito da: polase, Settembre 9, 2005, 2:33pm; Replica: 16
Problematiche legate all'argon:

1) che voi sappiate, chetipo di guarnizione può essere utiilizzata per le giunzioni tra vetro ed acciaio?

2) conoscete qualche società che produce e vende sensori in grado di rilevare la presenza dell'argon?
Spedito da: alessandro sidoti, Settembre 9, 2005, 3:07pm; Replica: 17
forse vi serve un rilevatore di ossigeno no ?
Spedito da: polase, Settembre 10, 2005, 8:03am; Replica: 18
Stiamo vlutando l'efficacia e l'incidenza economica di rilevatori che operano mediante la differenza di conducibilità termica dei singoli gas però non siamo molto convinti.

Considerando che difficilmente lavoreremo in un ambiente al 100% Argon (ritengo che sarà presente una piccola percentuale di altri gas, considerando anche l'eventualità non remota di rilascio di gas da parte di reperti organici) noi dovremo essere in grado di misurare la miscela di gas presenti e le loro percentuali...
Spedito da: polase, Ottobre 3, 2005, 2:21pm; Replica: 19
Vorrei sapere se cìè qualcuno che ha avuto esperienze con i problemi legati all'illuminazione. Ci siamo resi conto che il problema è di notevole portata. Consigli al riguardo?
Spedito da: alessandro sidoti, Ottobre 3, 2005, 2:45pm; Replica: 20
alcune delle teche che ho visto avevano montato degli specchi rifrangenti per ovviare al problema dell'illuminazione a pettine che si viene a creare con le fibre ottiche. L'effetto era molto buono...
per quanto riguarda il problema dell'offgassing dei reperti organici perchè non usate dei carboni attivi ?
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