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Forum Restauro e Conservazione  /  Temi generali  /  Qualcosa si muove ?
Spedito da: admin, Ottobre 25, 2005, 11:34am
In una segnalazione inviata al Parlamento, il presidente dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, Alfonso Maria Rossi Brigante, richiama l’attenzione sullo stato di confusione in cui si trova il settore del restauro.
L’Autorità denuncia la mancanza di una disciplina certa e univoca sulla qualificazione negli appalti relativi ai beni culturali delle categorie beni immobili (OG2), beni mobili e superfici decorate (OS2) e scavi archeologici (OS25); vi sarebbe una produzione normativa continua, con norme che si sovrappongono, senza esplicita abrogazione delle precedenti.

Risultato: grande confusione sui requisiti “speciali e aggiuntivi” necessari alle imprese e ai restauratori per abilitarsi nelle diverse categorie.

Ripercorriamo la recente disciplina del settore restauro:

Dpr 34/2000 – individua i requisiti generali di qualificazione per le imprese che operano nel settore del restauro.
Dm 294/2000 – individua i requisiti di qualificazione aggiuntivi per le lavorazioni OS2, ai sensi di una norma contenuta nella legge Merloni.
Sentenza del Tar Lazio del 2001 – il Dm 294/2000 viene sospeso dopo le dure contestazioni delle operatori.
Dm 420/2001 – corregge e riscrive il Dm 294/2000.
Dlgs 30/2004 – rimanda a provvedimenti successivi la definizione dei requisiti di qualificazione per gli operatori del restauro, in aggiunta a quelli previsti previsti dal Dpr 34/2000, e abroga la norma della Merloni in base alla quale erano stati emanati i Dm 294 e 420.
Dpr 93/2004 che conferma la validità delle attestazioni Soa ottenute in base ai requisiti individuati dai Dm 294 e 420.
Dlgs 42/2004 – la definizione dei requisiti dei restauratori è rinviata ad un successivo regolamento; intanto ad essi è riservata in esclusiva la progettazione e il restauro in OS2.

Il decreto previsto dal Dlgs 30/2004 non è mai arrivato, anche a causa delle difficoltà di mediare tra le posizioni dei restauratori specializzati e delle imprese generiche. Per giunta anche il codice dei Beni Culturali prevede un successivo regolamento che fissi i requisiti dei restauratori.

All’Autorità, il Ministero risponde difendendo la validità del Dm 294 finché non sarà completata la normativa, ma Rossi Brigante contesta la facoltà che il Dlgs 30 dà alle stazioni appaltanti di richiedere requisiti ulteriori rispetto alla Soa.

Per la OS2 poi, si hanno due Dlgs (30/2004 e 42/2004) mai attuati e il Dm 294 è ritenuto valido dal Ministero.

L’Autorità chiede quindi l’intervento del Parlamento per riordinare la materia.
Spedito da: alessandro sidoti, Ottobre 25, 2005, 4:47pm; Replica: 1
speriamo si muova qualcosa
io non so più che consigliare agli studenti
tutti mi dicono: bello fai il restauratore di libri come si fa a diventarlo ? e la risposta è non lo so più  :o

??) ??) ??)
Spedito da: Sere, Novembre 5, 2005, 7:15pm; Replica: 2
Come, ad esempio... il corso di Restauro dell'arte contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Brera, che ha durata 5 anni (3+2)... quanto è valido??? Ne sapete qualcosa?? Perché le riviste di restauro non ne parlano mai.....
Spedito da: carla lusetti, Dicembre 1, 2005, 11:26am; Replica: 3
Atto di segnalazione Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici

Qualificazione negli appalti di lavori concernenti beni culturali


ATTO DI SEGNALAZIONE AL GOVERNO E AL PARLAMENTO


Nell’ambito delle attività istituzionali assegnate all’Autorità, rientra quella di segnalare al Governo e al Parlamento fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di applicazione distorta della normativa sui lavori pubblici, così come disposto dall’art. 4, comma 4, lett. d), della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m..


Nell’esercizio di siffatte funzioni, l’Autorità intende segnalare a codeste Istituzioni, per l’adozione degli interventi di competenza, la problematica relativa alla qualificazione negli appalti di lavori concernenti beni culturali, in ordine alla quale si sono susseguiti molteplici interventi a livello normativo, regolamentare e giurisprudenziale, che hanno determinato incertezza in ordine ai requisiti necessari per il conseguimento della suddetta qualificazione.
(....segue...)
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