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Forum Restauro e Conservazione  /  Pulitura  /  pulitura dipinto settecentesco
Spedito da: chiara, Febbraio 3, 2006, 10:14am
Buongiorno a tutti,
Attualmente sto lavorando sulla pulitura di un ritratto settecentesco, raffigurante un nobile francese con parrucca.
La tela Ŕ di medie dimensioni e la quasi totalitÓ del dipinto (esclusi testa e mano) Ŕ di colore nero: questo mi crea problemi nel capire a che livello arrivare con la pulitura.
A prima vista sembrerebbe poco verniciata se non fosse che gli incarnati hanno assunto una colorazione decisamente tropicale.

Inizialmente ho utilizzato a tampone saliva artificiale e successivamente ammoniaca al 6%: la sostanza rimossa ha un colore intenso bruno- rossastro.
Purtroppo, per˛, bagnando con questi solventi la spessa preparazione rossa che traspare dalla crettatura e dalle mancanze, si ammorbidisce fin troppo.

Allora ho addensato in gel una mista di saliva, ammoniaca6%, acetone in parti uguali, risciacquando con acetone dopo l'eliminazione del gel. L'ho utilizzata solo sulle zone chiare e ben delimitate, per non creare tasselli di pulitura: ho ottenuto un buon risultato eliminando ancora materia rossastra nonostante avessi giÓ lavorato a tampone. Quindi ho escluso questo metodo per il fondo.

Essendo la tela di mia proprietÓ ho potuto osare una pulitura del fondo con un grosso tampone di ammoniaca6% e immediatamente uno con acetone perchŔ l'ammoniaca creava un'abbondante schiumetta. La materia si allegerisce abbastanza omogeneamente, ma lo strato che rimane non permette la lettura dell'effettivo colore nero del fondo.

Da cosa Ŕ causata la schiuma?
La materia potrebbe essere una coppale?

E veramente difficile capire che tipo di materia viene stesa sui dipinti e che metodologia usare per la pulitura.
Io inizialmente parto dai solventi pi¨ "blandi" come alcol isopropilico, saliva artificiale per poi passare ad acetone, mek e ammoniaca o miste se singolarmente nessuno ha avuto effetto. Mi hanno anche consigliato il pirollidone ma onestamente non ho ben capito su che tipo di vernici agisce.

Io lavoro da un paio di anni ma mi baso sulle nozioni apprese a scuola, perchŔ entrare in un laboratorio di restauro per "rubare" il mestiere Ŕ difficile, soprattutto se hai bisogno di guadagnare qualcosa e ti prendono solo gratis.

Grazie per la consulenza.
Spedito da: Adamantio, Maggio 4, 2006, 9:31am; Replica: 1
Bhe credo che forse potresti partire con un test di solubilitÓ...

essenza di petrolio 100%
essenza di petrolio 90% acetone 10%
essenza di petrolio 80% acetone 20%
essenza di petrolio 70% acetone 30%
eccetera
essenza di petrolio 10% acetone 90%
acetone 100%

e parallelamente con alcol isopropilico (= essenza di petrolio 90%, alcol isopropilico 10% eccetera alcol isopropilico 100%)

la tua scala di forza dei solventi non mi pare molto azzeccata... (gli alcoli puri sono solventi abbastanza forti) inoltre i solventi non si possono mettere in scala visto che stanno all'interno di un triangolo (in altre parole la "scala" che funziona in un caso potrebbe essere diversa da qualla che funziona in un altro visto che bisogna anche tenere conto dei legami ad idrogeno oltre che della polaritÓ).


non appena trovi la soluzione che con la minima polaritÓ (= con il maggior contenuto possibile di essenza di petrolio) funziona dovresti usarla per eseguire l'intera pulitura. Sarebbe decisamente meglio se usi i solventi addensati in opportuno addensante (come l'etil cellulosa) piuttosto che liberi.

N. B. al posto di essenza di petrolio puoi anche usare ligroina (quasi un sinonimo) o cicloesano come solventi a bassissima polartitÓ; al posto di acetone puoi usare MEK; al posto di alcol isopropilico puoi usare alcol bianco commerciale (miscele di isopropilico ed etilico).

Se devi solo rimuovere una vernice quanto detto sopra dovrebbe essere sufficiente e non azzarderei solventi acquosi soprattutto se ad elevato pH come l'ammoniaca perchŔ rischi di intaccare la preparazione. Tuttavia se intendi usarli mi raccomando di addensarli.

per capire che vernice stai rimuovendo normalmente non basta guardare che solvente la rimuove ma si deve fare un'analisi che per˛ generalmente non viene fatta per risparmiare qualcosina.
Inoltre il risultato Ŕ solo indicativo inquanto la medesima vernice (poniamo vernice coppale o vernice mastice) si comporta in modo assai diverso se Ŕ nuova piuttosto che invecchiata per 100 anni al buio piuttosto che invecchiata oper 100 anni alla luce, piuttoisto che conservata in ambiente umido, oppure se ha interagito con pigmenti che hanno catalizatto un suo degrado, se ha interagito con la polvere, se era miscelata giÓ in partenza con qualche altra sostanze... alla fine le variabili sono talmente tante che l'uynico modo di procedere Ŕ quello empirico per cui sono stati concepiti i test di solubilitÓ.... anche se sapere che la vernice contiene ad esempio gomma lacca ti aiuta a capire che se ci vai con qualcosa di alcolico dovresti andare bene...

tuttavia pensare che da un'analisi venga fuori una miscela solvente per pulire Ŕ abbastanza utopico... anche perchŔ le analisi pi¨ semplici come FT-IR non riescono nemmeno a distinguere chiaramente le vernici tra di loro pur permettendo di dire se si tratta di vernici oleoresinose o solo resinose e magari ad azzardare anche qualcosa in pi¨... per avere qualche dato in pi¨ ci va una gascromatografia (che costa molto di pi¨) e anche quando si ottenga un risultato abbastanza chiaro risulterebbe comunque estremamente difficile ricavarne in modo certo una soluzione pulente.

In questi casi bisogna ricordare che la scienza Ŕ comunque di natura sperimentale -> provare ma senza fare danni e conoscendo quello che si sta facendo (poi se il quadro Ŕ importante e comunque sempre meglio sapere su cosa stai lavorando... soprattutto ricordando che quello che NON devi rimuovere Ŕ importante...)
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