Print Topic - Archive

Forum Restauro e Conservazione  /  Chimica per il restauro  /  azzurrite - malachite
Spedito da: francescodaddario, Novembre 9, 2006, 8:56pm
Un saluto a tutti del forum. Leggo spesso i messaggi inseriti ma intervengo poco per mancanza di tempo. Vorrei approfondire e scambiare opinioni e notizie sulla reazione di decarbonatazione che interessa il pigmento Azzurrite nella trasformazione in Malachite. E' possibile una sua riconversione, come avviene per l'annerimento del Carbonato basico di piombo? Grazie a quanti vogliano contribuire!
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 9, 2006, 9:47pm; Replica: 1
Riguardo alla riconversione  ricordo di aver visto una pubblicazione in Università su un vecchio numero di "Studies in Conservation" a proposito della Biacca, posso provare a rintracciare il numero, ma non ti prometto di riuscirci...


Riguardo a questa tua curiosità, vorrei porti una domanda: ti interessa a livello conoscitivo o vorresti provare ad applicarla?
Mi interesserebbe capire come è la tua (e quella di altri)  opinione "ideologica" in merito a questo tipo di intervento.
Spedito da: Adamantio, Novembre 10, 2006, 10:38am; Replica: 2
Eh! Un bel tema quello delle riconversioni dei pigmenti... molto dibattutto... da un punto di vista tecnico per il caso esposto credo che ci sarebbe qualche problema in più rispetto a quelli relativi alla biacca in quanto non necessariamente sappiamo quanto era pura l'azzurrite in origine visto che come minerale è associato alla malachite anche nelle stesse cave e visto che inoltre i pittori stessi forse potevano anche avere fatto qualche miscela in alcune circostanze (anche se la prassi non era tra le più ortodosse in alta epoca).

Inoltre l'azzurrite, contrariamente alla biacca, ha in generale granuli non molto fini con dimensioni che possono variare ed arrivare in casistiche non così rare a diverse decine di micron per granulo (la biacca è in genarale con granuli talmente piccoli che praticamente sono quasi sempre irriconoscibili all'osservazione ottica in luce normale e anche al SEM ad ingrandimenti non troppo spinti). Questo fattore dona delle particolari caratteristiche cromatiche al pigmento azzurrite una volta steso (a causa della ridotta intensita di fenomeni di scattering il che rende il pigmento particolarmente saturo e "profondo", non "sbiancato"). Una riconversione del pigmento andrebbe ragionevolmente ad interferire con questo sistema ricreando piccolissimi cristallini di azzurrite (la cosa sarebbe comunque da verificare sperimentalmente ma mi pare in generale estremamente probabile per le procedure di riconversione che mi possono venire in mente, ammesso che siano efficaci)... il risultato finale della riconversione sarebbe dunque nella migliore delle ipotesi un'azzurrite sbiancata.

Insomma secondo me la cromia originale sarebbe come sempre piuttosto utopica da raggiungere ma passare da un alterazione naturale ad un alterazione artificiale non mi pare un gran bel progresso... io, personalmente, la lascerei verde documentando il fatto che ci siamo accorti che doveva essere blu e al limite producendo un immagine 1:1 virtualmente modificata con la nostra previsione sulla tonalità reale (se può avere un senso) infondo, da un punto di vista estetico un alterazione da blu a verde non dovrebbe essere poi così drammatica da accettare visivamente.

La questione biacca è un po' più complessa perchè un nero al posto di un bianco stravolge l'immagine e poichè sulla bianchezza della biacca non ci dovrebbero essere problemi... quindi effettivamente è un metodo applicato in molte circostanze anche se molti non sono comunque d'accordo.
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 10, 2006, 1:43pm; Replica: 3
Citato da Adamantio


Insomma secondo me la cromia originale sarebbe come sempre piuttosto utopica da raggiungere ma passare da un alterazione naturale ad un alterazione artificiale non mi pare un gran bel progresso... io, personalmente, la lascerei verde documentando il fatto che ci siamo accorti che doveva essere blu e al limite producendo un immagine 1:1 virtualmente modificata con la nostra previsione sulla tonalità reale (se può avere un senso) infondo, da un punto di vista estetico un alterazione da blu a verde non dovrebbe essere poi così drammatica da accettare visivamente.

La questione biacca è un po' più complessa perchè un nero al posto di un bianco stravolge l'immagine e poichè sulla bianchezza della biacca non ci dovrebbero essere problemi... quindi effettivamente è un metodo applicato in molte circostanze anche se molti non sono comunque d'accordo.


Sono daccordo su tutta la linea, rimane il problema di come risolvere quei casi estremi in cui l'unità estetica e la leggibilità della superficie è pesantemente modificata  da questa situazione.  Personalmente seguo una linea estremamente conservativa nei miei interventi, ma non posso negare che in alcuni casi le complicanze di carattere estetico- interpretativo  non siano del tutto trascurabili.
In generale, non  sono quasi mai  daccordo sul modificare un fenomeno alterativo che fa parte della storia del manufatto, se questo non produce altre forme di degrado più pericolose per la conservazione dello stesso, anche perchè sposo pienamente la scelta dl minimo intervento. non possimao esimerci, però  dal valutare non tanto  la componente estetica, ma  l'alterazione del messaggio che l'artista voleva comunicarci scegliendo quel particolare colore, piuttosto che un'altro.  Spesso esso era  legato a significati metaforici od allegorie che stanno alla fonte stessa del significato dell'opera.
Dal punto di vista chimico, resta il fatto che non abbiamo la possibilità di sapere come questi interventi di correzione interagiranno con l'opera nel tempo....quali potrebbero essere le conseguenze, nel tempo, sul manufatto.. Troverei molto  interessante eseguire delle riconversioni campione. Forse questa procedura ci darebbe anche informazioni interessanti sul processo di alterazione stessa.
Spedito da: francescodaddario, Novembre 10, 2006, 5:09pm; Replica: 4
Dunque, il mio è un doppio interesse, conoscitivo ed applicativo. Premetto che sono del parere anch'io del minimo intervento e che sono propenso a non intervenire, ma mi sono posto il dubbio e la curiosità e l'istinto alla ricerca ha fatto il suo corso! Nel caso di studio presentatomi, l'oggetto è uno sfondo di un cielo di una opera d'arte contemporanea, virato in verde e giallo con effetti non tanto piacevoli esteticamente. Ma il caso mi ha incuriosito e mi chiama allo studio. Sarei interessato a quell'articolo citato da Rossella, ma non credo che sia unico ed isolato. Conoscete altri esempi e situazioni?
Spedito da: Adamantio, Novembre 10, 2006, 8:10pm; Replica: 5
Credo che l'articolo a cui si riferiva Rossella fosse questo (di Giovannoni, Matteini & Moles):  http://links.jstor.org/sici?sici=0039-3630(199002)35%3A1%3C21%3ASADCTP%3E2.0.CO%3B2-1

(anche se non potrete probabilmente averlo full text accontentatevi di titolo, abstract e prima pagina e ammirate quanto sono avanti e aperti mentalmente gli americani... magari se anche noi con i nostri libri...)

è possibile che si riferisse anche a quest'altro articolo che è presente sullo stesso numero (di Koller, Leitner & Paschinger): http://links.jstor.org/sici?sici=0039-3630(199002)35%3A1%3C15%3AROALPI%3E2.0.CO%3B2-Y

Queste due mi sembrano le fonti più autorevoli che io conosco.

Tuttavia non dimentichiamo che gli studi a riguardo sono molto più antichi possiamo citare ad esempio:

Matteini, Mauro. Ossidazione della biacca in pitture murali - Metodi proposti per la riconversione del pigmento ossidato. In: Atti del convegno sul restauro delle opere d’ arte. Firenze, 2-7 novembre 1976. Redazione a cura di Anna Maria Giusti. Firenze, Edizioni Polistampa, 1981, vol. I, pp. 257-269, tavv. vol II, pp. 527-529. [affreschi, degrado e pulitura]

e non dimentichiamo inoltre che esistono molte altre fonti minori (perlopiù casi applicativi) come ad esempio:

O. Doria
GLI AFFRESCHI DI VILLA IMPERIALE DI TERRALBA A GENOVA. L'USO DELLA BIACCA, SUOI PROCESSI DI DETERIORAMENTO E APPLICAZIONE DELLE METODOLOGIE DI RICONVERSIONE. (Atti del Convegno "Scienza e Beni Culturali" "Sulle Pitture Murali. Riflessioni, Conoscenze, Interventi" Bressanone 2005)...

sicuramente ne dimentico mille... ma tant'è spero che questi ti servano...
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 10, 2006, 10:48pm; Replica: 6
ho rintracciato gli articoli
Studies in conservation n# 35  del 1990 1-14
Reconversion of altered lead pigments in alpine mural painting
Koller, Leitner, Paschinger


Studies in conservation n° 43 del 1998 80-88
Green degradation products of azurite  in wall paintings: identification and conservation treatment
Dei, Ahle, Baglioni, Dini, Ferroni


Studies in conservation  n° 35 del 1990 15-20
Studies and developments concerning the problem of altered lead pigments in wall painting
Giovannoni, Matteini, Moles

Adamantio, puoi controllare i link che hai postato?  Mi dà una risposta di errore invece di aprirli.... :-/
Spedito da: Adamantio, Novembre 11, 2006, 9:42am; Replica: 7
ok, mi scuso per l'inconveniente, ora li ho messi a posto e dovrebbero funzionare e fornirvi titolo, abstract e prima pagina in modo gratuito (fermo restando che la versione full text non ve la danno e quindi continuano a segnalarvi questa mancanza di autorizzazione).
Spedito da: Adamantio, Novembre 11, 2006, 9:53am; Replica: 8
Riporto anche i dati ottenuti spulciando AATA del Getty Institute di Los Angeles (http://aata.getty.edu):


Matteini, Mauro and Moles, A.
The reconversion of oxidized white lead in mural paintings: a control after a five year period.

In book. ICOM Committee for Conservation 6th triennial meeting: Ottawa, 21-25 September 1981: preprints. International Council of Museums (1981), pp. 8, [English].

In many mural paintings where white lead was used, such a transformation to a brown product occurred, to modify greatly the chromatic value of the painting. In 1975 M. Matteini ascertained the nature of the brown derived from the transformation of Biacca, and determined a methodology to reconvert it into white lead. Tests were carried out and gave positive and satisfactory results. After five years, an accurate control of the areas treated took place and no type of drawback was found. The treatment was therefore given to the whole of the fresco and it is believed that such a methodology can be applied safely on other mural paintings where the same phenomenon of oxidation is present. See 17-554.
AATA No.: 18-1419


Leitner, Heinz.
Rückwandlung von oxydiertem Bleiweiß an Deckenmalereien in der Burg Strechau, Steiermark.
(The reconversion of oxidized white lead paintings on the ceilings of Strechau castle, Styria.)

In book. Zum Thema Wandmalerei, Sgraffito, Stuck. Restauratorenblätter, Bd. 9. Koller, Manfred and Prandtstetten, Rainer, Editors. IIC Österreichische Sektion (1988), pp. 116-119, [German]. 2 col. photos.

A Polish group of restorers had recommended the total removal of the oxidized white lead portion of the paintings and subsequent reconstruction, which would have led to an irredeemable loss of the original substance. As a result of research undertaken by M. Matteini of Florence and with the help of the restorer Sabino Giovanonni of the same city, a method was developed that, after the application of Japanese paper with distilled water and a wait of 10 minutes, made it possible to apply a reaction mixture with a brush that led to a reconversion of the dark brown oxidized white lead to its original white state.
AATA No.: 28-2143


Spedito da: francescodaddario, Novembre 13, 2006, 9:00am; Replica: 9
Ringrazio Rossella ed Admantio per le informazioni ed i link sull'alterazione della Biacca. Non appena trovo interessanti studi sull'azzurrite - malachite non esiterò ad introdurli e discuterli.
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 13, 2006, 8:17pm; Replica: 10
non so se forse è passato inosservato, ma ti ho citato anche un articolo specifico sulla  degradazione  dell' azzurrite  a malachite

lo ricito qui

Studies in conservation n° 43 del 1998 80-88
Green degradation products of azurite  in wall paintings: identification and conservation treatment
Dei, Ahle, Baglioni, Dini, Ferroni
Spedito da: francescodaddario, Novembre 13, 2006, 8:35pm; Replica: 11
Grazie Rossella, ma ho richiesto appena oggi alla casa editrice una copia per consultarlo. Ti saprò dire in seguito.
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 14, 2006, 7:05am; Replica: 12
risentiamoci quando lo hai ricevuto allora.
Spedito da: stefano_qi, Novembre 14, 2006, 7:04pm; Replica: 13
All’inizio 2005 c’è stata la riconsegna del così denominato “polittico di Sant’Angelo”, restaurato per la chiesa di San Michele Arcangelo di Bastia Umbra. L’opera condotta interamente a tempera all’uovo, firmata e datata Niccolò Alunno 1499 (Niccolò di Liberatore n.? – m.1502), durante il lungo periodo di restauro ed a causa delle gravi condizioni di conservazione in cui versava sia la carpenteria che la pellicola pittorica, è stata sottoposta ad approfonditi studi da parte del Centro di Eccellenza “Metodologie Innovative applicate alla Ricerca Archeologica e Storico Artistica” dell’Università di Perugia (Prof. Brunetti Bruno) e dal CNR-ISTM Dipartimento di Chimica (Dott.ssa Costanza Miliani), stessa Università. Il progetto di studio era finalizzato all’identificazione dei materiali costitutivi e dei processi di alterazione delle azzurriti e malachiti, tramite misure preliminari non distruttive in situ (XRF, spettroscopia UV-VIS a fibre ottiche) e prelievi da sottoporre a gas-cromatografia a spettrometria di massa. Le misure, in modo particolare quelle effettuate con strumentazione portatile XRF sono risultate particolarmente interessanti soprattutto alla luce della tipica e meno tipica condizione di degrado di alcune aree di pigmento alterate, come ad esempio dell’intero manto della Madonna col Bambino nello scomparto centrale e delle aree identificate con certezza di colore blu e verde, sulla predella e sul registro relativo all’annunciazione. Lo studio è risultato quasi unico nel suo genere in quanto sulla stessa opera è stato possibile comparare i risultati confrontando nello stesso tempo aree di colore protette dalla cornice originale e quelle degradate, perché esposte, sul medesimo pigmento. Contemporaneamente tali indagini hanno reso un  preziosissimo contributo al fine di identificare i solventi più appropriati nelle prove di pulitura. Per i risultati delle analisi e le eventuali osservazioni naturalmente non ho possibilità ad inserirli in un post ma sono disposto a fornire estratti e notizie(non definitive perché alcuni elementi sono ancora in fase di studi conclusivi) se richiesti dagli interessati del gruppo.
Intanto posso qui fornire indicazione di una pubblicazione relativa a studi effettuati dai centri summensionati sull’opera restaurata, edita a cura della Soprintendenza ai b.a.p.p.s.a.e. dell’Umbria.

Galleria Nazionale dell’Umbria – I lunedì della Galleria
“Niccolò Alunno in Umbria – atti delle conferenze 3 febbraio – 26 maggio 2003”
Edizioni “Quattroemme srl.” a. 2004 – Ponte San Giovanni – Perugia.
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 14, 2006, 8:23pm; Replica: 14
Stefano, ti ringrazio per il tuo prezioso intervento, hai notizie se sia possibile reperire la pubblicazione  acquistandola on line?
sarei molto interessata a consultarla
Spedito da: Jole Marcuccio, Novembre 14, 2006, 9:04pm; Replica: 15
stefano, mi associo anch'io alla richiesta di Rossella
Spedito da: stefano_qi, Novembre 14, 2006, 10:12pm; Replica: 16
Non credo sia possibile online comunque, considerando che abito in zona posso informarmi, da qui a poco, direttamente alla fonte e farvi sapere nel più breve tempo possibile.
a presto
Stefano
Spedito da: stefano_qi, Novembre 14, 2006, 10:52pm; Replica: 17
Rettifico il precedente post. Il libro risulta in vendita online presso le edizioni quattroemme al seguente link, al costo di € 15,00 (€.10 + 5 aggiuntivi per difficoltà nel reperimento della pubblicazione, come spiegato nel loro sito). Se avete bisogno di approfondimenti sulle analisi eseguite potrei fornirli (dovrei solo eventualmente accordarmi con gli autori per evidenti motivi di copyright ecc..)
ecco il link: http://www.unilibro.it/find_buy/libro/quattroemme/nicolo_alunno_in_umbria.asp?sku=12027574&idaff=0
Ciao
Spedito da: Rossella Croce, Novembre 16, 2006, 9:22pm; Replica: 18
a nome della mia sezione, ti ringrazio sentitamente
Spedito da: stefano_qi, Novembre 16, 2006, 10:11pm; Replica: 19
dai,...credo molto nello scambio di informazioni perchè aiutano a crescere e sono uno stimolo alla ricerca. La cosa che noto è la grande passione che accomuna, anche in questo forum, chi fà un lavoro che piace, visibile anche attraverso la grande voglia di comunicare le proprie esperienze negli interventi fin quì postati, in tutte le sessioni. Nelle difficoltà di tutti i giorni, e non solo nell'ambito del nostro mestiere, questo lo reputo personalmente molto importante.
un saluto.
Stefano
Print page generated: Maggio 27, 2022, 1:38pm