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Forum Restauro e Conservazione  /  Restauro ligneo  /  porporina su scultura lignea
Spedito da: luigi73, Gennaio 31, 2007, 2:15pm
devo rimuovere della porporina da una statua lignea. La stratificazione questa:
legno-gesso-colore originale ad olio-primo strato di porporina (legante nitrocel.)-secondo strato di porporina(legante nitrocel.).
ora ho provato di tutto, nell'ordine:
test di wolbers - risultato nullo
metiletilchetone - risultato nullo
dmso+butilacetato in diverse proporzioni - risultato nullo
dmso+butilacetato in gel - rimozione parziale dello strato esterno di porporina
contrad - risultato nullo
gel contenete TEA-carbopol-h2o a ph 8,5 - rimozione dello strato esterno della porporina
decapante- rimozione dello strato esterno della porporina

in pratica il secondo strato non reagisce a nulla, tocca cos usare il bisturi con il risultato che spesso salta anche il colore originale essendo molto adeso alla porporina sovrastante.
qualcuno ha qualche idea da provare per la rimozione del malefico strato di porporina?
Luigi
Spedito da: Jole Marcuccio, Gennaio 31, 2007, 3:53pm; Replica: 1
prova a testare l'alcool benzilico (perch potrebbe esserci qualcosa di organico) oppure una alternativa al diluente nitro visto che il legante dovrebbe essere nitrocellulosa.
Spedito da: cinnabarin, Febbraio 2, 2007, 9:54am; Replica: 2
Prova a cambiare strada: se non riesci a sciogliere il legante prova a lavorare sulla carica di porporina che essendo composta da sali metallici pu essere agevolmente asportata con soluzioni di chelanti: gel di tri-ammonio citrato o di EDTA .Puoi anche provarli in associazione con l'alcol benzilico suggerito da Jole. Una ricetta standard che ovviamente v adattata al caso specifico potrebbe essere triammonio citrato 3-4% in acqua , 1-2% alcool benzilico, addesante Klucel g.
ciao
Spedito da: francescodaddario, Febbraio 17, 2007, 4:52pm; Replica: 3
Sarei interessato ai risultati dell'applicazione dei suggerimenti; Quale stato il risultato?
Spedito da: luigi73, Febbraio 18, 2007, 10:19am; Replica: 4
per motivi di tempo non ho potuto sperimentare i chelanti (non li ho in lab). Purtroppo i consigli ricevuti e i test effettuati da me si sono rivelati non efficaci per la rimozione che ho dovuto fare meccanicamente munendomi di  bisturi, lente d'ingrandimento e pazienza. Il risultato stato accettabile anche se, nelle zone in cui lo strato di questa malefica porporina era posto sopra a della tempera o dello stucco sono riuscito ad eliminarlo completamente, dove la porporina era a contatto con la sottile lamina dorata in molti punti si staccata anch'essa.
Ubi maior minor cessat
Spedito da: robertag, Aprile 5, 2007, 5:21pm; Replica: 5
la porporina di ottone? intendo, hai dei riscontri di analisi che lo possano dimostrare? se la porporina di ottone, prova con ammoniaca diluita in acqua... l'ammoniaca reagendo con l'ottone chela il rame formando un complesso cuproammoniacale. passando con lo stoppino rimuovi tutto.  previa accurate camponature, per non intaccare la policromia a olio, io consiglio l'ammoniaca piuttosto dell'EDTA, perch pi specifica per la pulitura di composti contenenti rame. mi raccomando le campionature per!
Spedito da: Adamantio, Gennaio 22, 2008, 1:53pm; Replica: 6
Alcune considerazioni relative ai chelanti.

Effettivamente i chelanti possono essere molto utili per la rimozione dei composti contenenti metalli ossidati (come ad esempio i SALI metallici).

I chelanti per sono del tutto inutili se volete rimuovere un metallo nella forma metallica.
Che io sappia la porporina generalmente contiene ottone e/o rame metallico e pertanto i chelanti non dovrebbero essere molto utili in questo caso.

In generale, anzi, i chelanti sono usati, in alcune circostanze, per rimuovere prodotti di degrado indesiderati dalla superficie dei metalli (pulitura). Ovvio che un uso aspecifico dei chelanti da ritenersi dannoso per i metalli in quanto elimina completamente anche la patina che generalmente costituita da prodotti di ossidazione (eventualmente modificati) come ossidi e sali metallici. In ogni caso l'uso dei chelanti nella pulitura dei metalli ha una sua "autolimitazione" nel senso che raggiunto il metallo non alterato l'effetto di dissoluzione si arresta (questo momento generalmente gi  troppo tardi, come gi  specificato, in quanto si gi  rimossa anche la patina e si arrivati al metallo nudo).

Idem dicasi per l'ammoniaca. Anche l'ammoniaca agisce sui SALI e sugli OSSIDI (complessando alcuni cationi come ad esempio il Cu++) e non sui metalli in forma metallica.  
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