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Forum Restauro e Conservazione  /  Temi generali  /  Nuova iscritta al forum , Presentazione
Spedito da: 236 (Guest), Febbraio 17, 2007, 10:51pm
Ciao a tutti !!! Sono una nuova iscritta al Forum . Mi presento : mi chiamo Mucci Daniela e mi sono Diplomata a Botticino nel 1996 ma lavoro dal 1990.
Mi occupo di dipinti su tela moderni e contemporanei .
Fra le varie esperienze di restauro dal '90 ad oggi ne colgo alcune ad esempio :
Nel 2001 ho svolto una supplenza per tutto l'anno scolastico, sempre a Botticino, per sostituire la docente Giovanna C. Scicolone.
Ho Lavorato a Madrid nel Museo D'arte Contemporanea.
Ho seguito l'allestimento della mostra su Picasso e Miro' a Genova ,
Svolgo consulenze anche per altri laboratori sul restauro del contemporaneo.
Nei 17 anni di curriculum ho anche molte esperienze su arte antica ( Affreschi , Ligneo e Dipinti antichi ).
Svolgo l'attivita' a Santa Margherita Ligure con i miei collaboratori al C.R.A.M.e C.
( Centro Restauro Arte Moderna e Contemporanea ).

Sono interessatissima ad uno scambio di vedute sui problemi e scelte della tecnica del restauro contemporaneo .
Sono onorata di far parte di questo forum.
Con stima , un saluto a tutti Voi.
Spedito da: admin, Febbraio 18, 2007, 9:05am; Replica: 1
Benvenuta.
Innanzitutto distinguerei i due settori moderno e contemporaneo (anche se nel contemporaneo i dipinti sono una tipologia in estinzione).
I motivi principali della distinzione sono conseguenti a queste riflessioni:
- le opere contemporanee, per la vigente normativa, non partecipano alla classe dei beni culturali da tutelare se non trascorsi i 50 anni dalla loro realizzazione (ovvero quando sono tutt'altro che contemporanee);
- l'arte contemporanea utilizza un indefinito portafoglio di materiali spesso e volentieri facilmente deperibili;
- a mio parere, la manutenzione di queste opere spetta esclusivamente all'artista che in genere dovrebbe essee vivente;
- come si restaura un'opera concettuale quale il "Fiato d'artista" di Piero Manzoni ?









Spedito da: 236 (Guest), Febbraio 18, 2007, 11:11pm; Replica: 2
Buonasera Amministratore,
Si mi occupo di entrambe i settori . Chiedo scusa, nell' abbreviare sono stata fraintesa.
Infatti la dicitura corretta e' :  "restauro di dipinti moderni e opere d'arte contemporanee".

L'opera d'arte contemporanea non puo' quasi mai essere restaurata dall'artista in
quanto spesso ,occorre una "tavola rotonda" per decidere a piu' mani come intervenire.
..senza contare che  nei suoi tentativi di rimediare ai problemi di deterioramento dell'opera, l'autore
peggiora la situazione o modifica la natura della sua creazione.
Dovrebbe sempre collaborare con il restauratore, il quale ,ha il compito di trovare la metodologia d'intervento
migliore per far si che il "messaggio artistico iniziale" arrivi al pubblico.
Non dimentichiamoci che l'opera d'arte , una volta terminata ed esposta dall'artista, non appartiene piu' solamente a lui ma alla comunita'. Anche per questo motivo non e' permesso il suo "rimaneggiamento".
Mi e' capitato spesso al museo di Madrid di cercare di ricostruire, insieme all'artista, l'elenco esatto dei materiali costitutivi della sua opera e ,dove lui non ricorda ( capita molto spesso ), arrivarci noi restauratori con le analisi chimiche .
Molte volte e' un incontro che arricchisce entrambe le parti ... molti artisti restano colpiti e donano  fiducia e stima alla figura del restauratore ...magari fino a quel momento visto con diffidenza.
Per quanto riguarda il "come restaurare" il fiato d'artista di Manzoni , se non ricordo male e' stato dichiarato irrestaurabile .Infatti la proposta di sostituire il palloncino creo' non poche polemiche.
Ogni restauro e' un caso a se'.
Ma se come dicevo prima , nell'arte contemporanea il messaggio iniziale e'
importante quanto l'opera stessa, in qualche caso e' ammissibile la sostituzione di quelle parti deteriorate e...impossibili da esporre!!! ( semi di piante attaccati da insetti, , balle di fieno ammuffite , ecc.) e su questo Rava esprime spesso il suo parere, che condivido.

Se puo' interessare :

A.Rava-O.Chiantatore "Conservare l'arte contemporanea" ed. Electa.
Spedito da: marialaura, Maggio 29, 2007, 3:23pm; Replica: 3
Ciao,
mi sto proprio occupando di questo problema: quale deve essere il rapporto tra il restauratore e l'artista vivente??

Spero si apra il dibattito...
Spedito da: admin, Maggio 29, 2007, 4:55pm; Replica: 4
Nella qualità di architetto non è certamente il mio settore.
Sono intervenuto sul tema del contemporaneo, anni addietro, in occasione di un incontro a Gibellina (centro interamente ricostruito dopo il sisma del Belice e ricco di opere contemporanee in fase di avanzato degrado).
In quell'occasione ho sostenuto la mia tesi d'interessare l'artista vivente ed ho portato ad esempio l'opera di Piero Manzoni.
Ha senso parlare di restauro in certi casi o in presenza di opere (in dettaglio certe installazioni) volutemente temporanee ?

Spedito da: Sere, Luglio 9, 2009, 4:27pm; Replica: 5
Citato da admin
Ha senso parlare di restauro in certi casi o in presenza di opere (in dettaglio certe installazioni) volutemente temporanee ?


Spesso gli artisti, soprattutto oggi ma già a partire dalle avanguardie, quando fanno arte non pensano alla sua conservazione (cosa che invece facevano gli artisti nell'antichità, seguendo ricette che promettevano la massima durabilità dell'opera), usando così materiali, a volte neppure artistici, che si degradano facilmente. A volte anche volutamente l'opera è creata per autodistruggersi, in nome di una polemica nei confronti dello stesso sistema tradizionale museale, teso a conservare tutto. Questa è la sfida del restauratore del contemporaneo: conciliare intenzionalità dell'artista e necessità di conservazione. I risvolti di questa problematica sono una revisione del concetto di "restauro", che a quel punto si amplia con i concetti di "conservazione", "documentazione", "riallestimento", a volte pure di "rifacimento", a seconda delle caratteristiche dell'opera, il suo messaggio e l'intenzionalità dell'artista.
Forme d'arte temporanee, come certe installazioni, o gli happening, le performance, la body art, la land art... ovviamente non sono da restaurare, ma sono da documentare. Con fotografie, video... e il restauro vero e proprio verterà su questi supporti di memoria. Anche i supporti digitali, a loro modo, sono temporanei, visti i tempi veloci con cui si rinnova la tecnologia, e in quel caso restauro significa effettuare più copie e ogni tot anni rinnovarle per far sì che il supporto di memoria sia sempre leggibile e che quindi le informazioni non vengano perse per un'obsolescenza tecnologica.
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