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Forum Restauro e Conservazione  /  Architettura  /  pavimentazione finto seminato
Spedito da: eadg, Giugno 21, 2007, 10:13pm
in una villa settecentesca sono state trovate tracce di un vecchio pavimento in cotto ricoperto da una rasatura sottile (0,2 - 1 mm max) eseguita con una biacca all'olio di lino (?) (analisi in corso...) che presenta sulla superficie una decorazione a macchiettatura (fatta a schizzi di colore credo anch'esso a base di biacca all'olio) che vuole imitare i pavimenti alla veneziana.
Si vorrebbe riproporre questa tecnica sul pavimento nuovo che verrà posato in opera.
Qualcuno conosce queste tecniche decorative a pavimento?
Qualcuno sa darmi indicazioni di quale tecnica utilizzare per il rifacimento?
E' meglio proteggere poi il tutto con vernici?
grazie
Spedito da: admin, Giugno 22, 2007, 8:29am; Replica: 1
In che zona si trova la villa ?
Spedito da: eadg, Giugno 22, 2007, 9:23pm; Replica: 2
lombardia.
Spedito da: admin, Giugno 25, 2007, 7:58am; Replica: 3
Sei certo che questo trattamento non sia recente ?
Attenderei i risultati delle analisi.
Spedito da: eadg, Giugno 25, 2007, 9:15pm; Replica: 4
... tutto è possibile ma da un esame visivo questo strato decorativo ha almeno 100 anni, ma potrebbe essere sicuramente anche più vecchio.
Comunque attendo i risultati delle analisi e farò sapere, nel frattempo la mia curiosità era nel sapere se qualcuno aveva già visto o sentito parlare di una finitura decorativa di questo genere. grazie. saluti.
Spedito da: admin, Giugno 26, 2007, 8:09am; Replica: 5
Potresti allegare una foto in formato jpg ?
Spedito da: pierpaolomasoni (Guest), Luglio 27, 2007, 10:36pm; Replica: 6
Intervengo tardivamente, ma questo intervento mi era sfuggito. Nei primi anni del '900 era uso frequente verniciare i pavimenti di cotto con una vernice a base di olio di lino che veniva chiamata cinabrina per via dei pigmenti usati, anche se mi è capitato di trovarla di altri colori ( verde e nera). Non ho notizie su pigmentazioni diverse e tantomeno variegate o a macchie. Anche a me interesserebbe vedere qualche foto.
Tecnicamente si tratta di una tecnica deleteria per il cotto sottostante perchè ne impedisce la traspirazione e quindi ne abbrevia la vita.
pierpaolomasoni
Spedito da: Architer, Luglio 29, 2007, 7:32pm; Replica: 7
Pierpaolo Masini, commento non a esiti raggiunti, la tua osservazione, che mi sembra tuttavia importante.
Spesso si scambiano tecniche protettive praticamente moderne per antiche, e si pensa di ristabilirle, solo in quento antiche, e non perchè efficaci.
Mi chiedi anche io se la conservazione, possa arrivare al surrealismo della conservazione delle tecniche antiche (anche se deleterie per la conservazione della materia) o se debba avere il giusto spirito critico di valutare oggettivamente anche i possibili errori della storia e superarli.
Spedito da: pierpaolomasoni (Guest), Agosto 5, 2007, 10:44am; Replica: 8
Basta rifarsi a quella NORMAL (credo sia la 20/81) che definisce magistralmente il senso della pulitura di un Oggetto: rimozione di tutto e soltanto ciò che è dannoso nei confronti dell'Oggetto.
pierpaolomasoni
Spedito da: eadg, Agosto 19, 2007, 12:06am; Replica: 9
Le foto purtroppo per ora non le ho, le analisi rilevano olii e cariche minerali. Grazie a Masoni, credo anche io che possa essere uno strato relativamente recente (fine 800 primi 900), ma non capisco quali problemi possano esserci per il cottoa causa di una scarsa traspirazione, le espongo le seguenti riflessioni:
1° - i frammenti che ho potuto visionare sono in ottimo stato di conservazione (quindi non hanno subito danni da questo trattamento)
2° - quale problema c'è anche se abbiamo una ridotta traspirazione considerato che sotto al pavimento ci sarà un moderno battuto in cemento?
3° - esistono pavimenti in cotto con strato di finitura ceramico (non traspirante) questi non sembrano deteriorarsi prima a causa della bassa o nulla traspirazione.
Spedito da: pierpaolomasoni (Guest), Agosto 19, 2007, 4:18pm; Replica: 10
Il cotto è un materiale poroso, e pertanto soggetto agli effetti dell'umidità di risalita (che in questo caso dovrebbero essere evitati grazie al cemento), ma anche all'umidità di condensa. Ma forse io esagero, poichè per deformazione professionale sono portato a ragionare in termini di secoli!
Le ceramiche ingobbiate solitamente sono meno porose e, a parte quelle moderne, cotte a temperature più alte, posate su calce che permette una traspirazione sottostante.
Nel caso del cotto verniciato per esperienza posso dire che il più delle volte tale verniciatura veniva effettuata per mascherare ammaloramenti dovuti all'umidità (analizzerei attentamente le zone perimetrali), ma ciò non toglie che possa essere stato fatto per un capriccio estetico.
pierpaolomasoni
Spedito da: eadg, Agosto 20, 2007, 9:22pm; Replica: 11
grazie per le riflessioni
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