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Forum Restauro e Conservazione  /  Materiali lapidei naturali ed artificiali  /  Pavimentazione Esterna in marmo
Spedito da: admin, Ottobre 15, 2007, 7:49pm
Le soluzioni  che prospetta mi sembrano esteticamente discutibili.
D'altronde i giunti di dilatazione sono un'esigenza moderna invasa in seguito al diffuso utilizzo su terrazze estese di materiali quali il grès.
Il fatto che la precedente collocazione non prevedesse giunti confermerebbe il mio discorso (posto tuttavia che i lavori che andate ad eseguire non siano conseguenti a problemi indotti dalla dilatazione).
Probabilmente la posa con un minimo di fuga potrebbe risolvere il problema.

La mia è solo un'ipotesi priva di una specifica competenza o di esperienza in materia.
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Ottobre 16, 2007, 9:33am; Replica: 1
Salve -
Veramente raccomando a chi sottopone quesiti e vuol discutere soluzioni di metterci in condizioni di poter rispondere senza fare ipotesi fantasiose, come dice sempre l'Admin.

In questo caso - MA detto in generale, e senza sapere  altro del poco detto, (mi sembra di capire che il pav è già all'esterno ma mancano ad es. spess e tipo di marmo, attuale massetto, zona geografica, ecc). Sopratutto manca di sapere se e come il pavimento si è danneggiato nel tempo, sali? E sopratutto, di che cosa è fatto il massetto attuale.
Potrebbe nemmeno esserci nel senso che il marmo potrebbe semplicemente essere posato su sabbia!

Detto ciò, nessun pavimento è migliore del suo sottofondo, per cui è su questo che bisogna lavorare.
Personalmente seguirei questi criteri per quello che è, difatto, un restauro:
1- eseguire il massetto/sottofondo in materiale naturale DRENANTE tipo un buon spessore di misto compattato, o il più vicino all'originale possibile dello spess di almeno 20cm
2- di conseguenza, NON INCOLLARE il marmo antico con RIGIDI E IMPERMEABILI moderni prodotti di RESINE SINTETICHE ma semplicemente allettarlo sul sottofondo con una malta di calce idraulica naturale - con piccole fughe ma senza giunti particolari. Questo da solo asseconderà e assorbirà i piccoli movimenti delle dilatazioni
3- NON finirlo con pitture protettive in quanto se è già all'aperto sarà pieno di sali, le pitture non farebbero che accellerare il degrado. Oppure, estrarre i sali dopo la posa e, sul materiale pulito, dare una mano protettiva di idrofobizzante trasparente.

Tant'è SALVO aver assunto ipotesi corrette. Vale la premessa innanzi tutto.
Spedito da: luciano64, Ottobre 18, 2007, 12:00am; Replica: 2
perdonatemi le mie imprecisioni nel descrivere la situazione.
Sia la prima, che la seconda replica mi hanno dato modo di riflettere meglio sulla questione.
Ritenevo che l'uso, ormai ampiamente diffuso, di eseguire pose di pavimentazioni in marmo, antiche o moderne che siano, con collanti su massetti di sottofondo eseguiti a parte, fosse sbagliato ed assurdo in quanto solo con la posa a mezzo di malta di calce, tale pavimentazione potesse essere, in caso di bisogno, successivamente rimossa integralmente e ricollocata in sito, costituendo tale elemeti lapidei uno dei valori precipui dell'immobile.
Rifletto ora sulla capacita elastica e di adattamento di sottofondi di pavimentazioni eseguite con malte tradizionali alla calce........
grazie
Luciano
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Ottobre 18, 2007, 7:58am; Replica: 3
Rifletti architetto, rifletti -:)
La tecnologia per costruzioni nuove è totalmente diversa - non migliore o peggiore - di quella antica, così come sono i materiali impiegati. A ciascuno il suo!

Per le pavimentazioni ALL'INTERNO di costruzioni NUOVE vanno benissimo e sono adatti i massetti di nuova concezione, rapidi da eseguire, essiccanti in poche ore, rigidi, ecc. Vanno bene con colle moderne e con i nuovi materiali quali il gres e/o le lastre sottili di pietra ricomposta fatte di resine e aggregati e . . . . con le moderne fughe.
Le pavimentazioni ANTICHE sono un'altra cosa: per il solaio base di sostegno (ad es su elastiche travature in legno), per il conseguente tipo di sottofondo con caratteristiche plastiche di adattamento ai movimenti (elementi che sono alla fine sono quelli che governano), e quindi per modo di posa e tipo di fughe.

Gli stessi discorsi valgono per gli esterni.
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