Print Topic - Archive

Forum Restauro e Conservazione  /  Chimica per il restauro  /  Resina acrilica - paraloid b72
Spedito da: martaV., Gennaio 26, 2008, 7:58pm
Ciao, vorrei sapere come si prepara il Paraloid b72. Ho trovato tante schede tecniche e tante applicazioni pratiche, ma nessuna spiegava le modalità per far scioglere le perline per ottenere il preparato da diluire tra i 4 e 5%. Oltre nel nitro e nell'acetato di etile, con che cosa si può diluire il  Paraloid B72?   Grazie per le spiegazioni !
Spedito da: 2481 (Guest), Gennaio 27, 2008, 1:54pm; Replica: 1
molto semplicemente uso il paraloid diluito con l'acetone per avere una rapida evaporazione del solvente ed
una  più veloce azione della resina.Si può usarla anche al 2-3% come diluizione, facendo diversi passaggi
controllando attentamente la superficie affinchè non si crei una pellicola "plasticosa".
diluizione al 4% : 4 parti di resina 96 di solvente
roberto ilengo restauratore
dipinti su tela e tavola  CIAO!
Spedito da: martaV., Gennaio 29, 2008, 12:17pm; Replica: 2
Ciao Roberto,
per primo ti ringrazio per la celere e concisa risposta.
Appunterò che si può diluire ance il Paraloid con l'acetone, così la fase di polimerizzazione può avvenire un tantino prima.   Usi sempre l'acetone per sciogliere le gocce di paraloid? Mi è stato detto che poi il preparato prima di essere diluito deve "riposare" per uno due giorni, ti risulta?
:) mv
Spedito da: 2481 (Guest), Gennaio 29, 2008, 2:17pm; Replica: 3
ciao marta.

Le "perline" di resina ,messe nella giusta percentuale insieme all'acetone,in un recipiente di vetro debitamente
chiuso ermeticamente , le metto a "riposare" sul termosifone (non caldissimo) per favorire lo scioglimento.
Dopo 12-15 ore se il preparato si è perfettamente risolto è pronto all'uso.
non comprendo cosa intendi - per gocce di paraloid-

CIAO
roberto ilengo
Spedito da: Elisabetta Bosetti, Gennaio 29, 2008, 9:19pm; Replica: 4
Ciao,

il mio consiglio sul Paraloid è questo: prima di scegliere il solvente da usare, è importante, a mio avviso, conoscere la sensibilitá/reazione della superficie da trattare con il Paraloid ai vari tipi di solventi. Io ho una buona esperienza con il toluene e l'etanolo. Il toluene scioglie le perline nell'arco di qualche ora (il passaggio di lasciar "riposare" dopo lo scioglimento non ha senso) ma è molto lento nell'evaporazione dopo l'applicazione - perciò se si deve trattare una superficie sensibile o molto assorbente, si dovrá forse stare attenti all'uso di questo solvente. L'etanolo scioglie le perline nell'arco di 24 ora circa, ma è più idoneo se l'evaporazione dopo il trattamento deve essere veloce. Anche se un po' in ritardo, spero di esserti stata utile.
Buon lavoro!
Elisabetta Bosetti
Spedito da: 2481 (Guest), Gennaio 30, 2008, 1:53pm; Replica: 5
Riguardo alla domanda dell'architetto, la risposta è che il PARALOID B72 risulta insolubile in WHITE SPIRIT
e mi risulta che sia quasi insolubile anche con l'ETANOLO .
Comunque sono daccordissimo con elisabetta nel valutare a monte la reazione del solvente usato.sulla superficie da trattare.

CIAO a tutti

roberto ilengo
Spedito da: Adamantio, Gennaio 30, 2008, 2:00pm; Replica: 6
Marta,
Le soluzioni di Paraloid dopo essere state stese NON POLIMERIZZANO ma semplicemente perdono il solvente e tornano pertanto a solidificarsi.
Facciamo un passo indietro.

Vai dal tuo fornitore e chiedi Paraloid B72 in perline (anche dette gocce o pellets; il Paraloid B72 il pi usato ma puoi chiederne altri).
Una volta acquistato il prodotto potrai scegliere il solvente in cui scioglierlo.

E' importante puntualizzare (perch non sei l'unica che pu avere dubbi a riguardo) che il Paraloid B72 in perline che tu acquisti gi polimerizzato! gi un copolimero statistico di due monomeri (metile acrilato e etile metacrilato). I monomeri sono i componenti che in seguito alla polimerizzazione diventano il polimero venduto nelle perline che molti di noi conoscono. La polimerizzazione, in senso lato, richiede particolari condizioni di temperatura, pressione, catalisi, ecc e pertanto una reazione che nel caso del Paraloid avviene a monte della vendita e viene portata avanti, in generale, nei laboratori della Rohm & Haas.

Esistono comunque studi di "Polimerizzazione in situ di monomeri acrilici" per far si che la trasformazione da monomeri a polimeri avvenga direttamente sul manufatto da trattare. Tali studi in Italia sono stati portati avanti soprattutto dall'Universit di Genova dal gruppo del Prof. Pedemonte. In quell'ambito l'uso dei monomeri al posto del polimero vuole avere lo scopo di migliorare drasticamente la penetrazione del consolidante in quanto la soluzione di monomeri dovrebbe essere di gran lunga "meno viscosa" rispetto alla soluzione di polimero.
Dopo polimerizzazione si dovrebbe ottenere un polimero abbastanza simile a un Paraloid (dipende comunque anche dai rapporti tra i monomeri e dai monomeri scelti) i limiti dovrebbero essere insiti nella non sempre facile attuazione delle condizioni di polimerizzazione e nelle loro possibili conseguenze.

Torniamo alle nostre perline pre-polimerizzate che acquistiamo dal nostro fornitore di prodotti per restauro. Queste gocce vengono disciolte in un solvente. Per un uso generico ti consiglierei acetato di butile, acetato di etile o acetone lasciandole immerse una notte o pi nel solvente. Questi solventi dovrebbero permetterti di ottenere diversi effetti in relazione soprattutto alle diverse velocit di evaporazione. Il tutto, ovviamente, dipende anche dalle concentrazioni (quantit di Paraloid per litro di solvente). Puoi anche aggiungere altri diluenti come etere di petrolio, ligroina, cicloesano, white spirits... che essendo poco polari non sono dei veri e propri solventi del Paraloid (se ci metti direttamente le perline non si sciolgono). Un discorso simile (eccettuata la diversa polarit) si potrebbe fare per gli alcol (il Paraloid B72 parzialmente solubile in alcuni alcol).

Sconsiglierei per motivi di pericolosit solventi aromatici come toluene, xilene, ecc. proposti in altri messaggi o l'uso del nitro.
Anche il White Spirits, se impiegato, deve essere scelto dearomatizzato e con residui minimi di aromatici (inferiori allo 0,1 %).

Scelta la miscela di solventi desiderati (utilizzando ad esempio il triangolo di solubilit) potrai fare un gran numero di prove per verificare gli effetti ottenuti. Dopo di ci potrai finalmente usare il tuo Paraloid.
Ricordandoti che quando diventa nuovamente solido solo la conseguenza dell'evaporazione del solvente e non avvenuta una polimerizzazione.
Spedito da: martaV., Febbraio 1, 2008, 5:02pm; Replica: 7
Finalmente riesco a connettermi al forum!


@roberto:  per -gocce di paraloid- intendo le "perline" di resina.

+1 @elisabetta nel la scelta del solvente a secondo del supporto da trattare...

@marco:  grazie per la nota sulla polimerizzazione; mi hai illuminato un aspetto
importante e ho trovato conferma i varie schede consultate.
ho scaricato la scheda tecnica del prodotto sul sito della societa produttrice
http://www.rohmhaas.com/assets/attachments/business/pbm/paraloid_b/paraloid_b-72/tds/paraloid_b-72.pdf
e ho letto che chè una brochure sugli solventi, però la cerco ancora.

ho notato bene anche le precauzioni in quanto la pericolosità per gli operatori a dover
usare certi solventi, e guarderò gli esiti degli esperienti fatti da Pedemonte ed il suo Staff.

tranquilizzo tutti che non intendo dare io, il paraloid, ma era per comprendere
il metodo di preparazione del prodotto in vista di un progetto di restauro,
nella letteratura specialistica spesso tante cose si danno per ovvio.


grazie per le delucidazioni preziose, ritorno ai miei libri (Chimica e restauro di Enrico Pedemonte e La chimica nel restauro di Moles e Matteini) per studiarci su!
Spedito da: scrpla, Giugno 17, 2008, 12:38pm; Replica: 8
Buongiorno, il mio promo messaggio e spero di aver fatto correttemente:
ho bosogno delle delucidazioni sull'uso del paraloid nel ... bonsai.
Si avete capito bene :nel bonsai.
So che gia qualcuno ha fatto delle cose ma vogli sentire i Vs. pareri.
Nei bonsai di conifere (in particolare dei ginepri) ci sono sempre delle ampie zone di legna secca , frutto delle tecniche d'invecchiamento, e quando questa e' a contatto con il terreno, nel tempo tende a marcire.
Secondo Voi e' possibile fare dlle mocroinfiltrazioni con siringhe o altro?
Premetto che non ho ancora  mai  usato il paraloid e per ora non so nemmeno dove trovarlo qui a Novara.
Altri problemi potrebbero essere dovuti al solvente che potrebbe danneggiare la chioma o penetrare nel terreno e far morire la piante. c'e qualcuno che sa darmi delle delucidaziono su come si puo usare il prodotto?
ciao
paolo scarafiotti
Spedito da: Rossella Croce, Giugno 17, 2008, 1:57pm; Replica: 9
Ciao e benvenuto,  per far parte di questa community devi completare la tua firma nel centro utente, diversamente verrai escluso  dal forum da parte dell'admin.
Troverai  tutte le informazioni nella sezione istruzioni.

Riguardo alal tua richiesta, non ho trovato informazioni "scientifiche ' rispetto all'uso di paraloid sui bonsai.
Sono molto incuriosita dalla tua domanda.
Come prima riflessione,  mi verrebbe da dire che il solvente deve essere il meno invasivo possibile, perche' dobbiao andare ad agire su una materia vivente.
Spedito da: satyaahimsa, Giugno 18, 2008, 10:43am; Replica: 10
Buongiorno, sono una ragazza di venticinque anni della provincia di Varese e sono un' aspirante restauratrice.
Questo una sorta di primo messaggio di presentazione, spero di non averlo postato in un luogo inadatto, daltronde non ho trovato una sezione di presentazione corrispondente.
Inizio subito con il complimentarmi per l'ideazione e la gestione di questo forum, davvero un serviizo utile per poter discutere di problematiche tecniche, formazione, normative in materia di restauro...ho gi trovato tantissime informazioni utili e sono piacevolmente sorpresa delle disponili risposte date dai professorie  e dai chimici qui presenti.
Spero di poter contribuire anch'io alle discussioni e credo che avr presto molte domande da porre...
Grazie per l'attenzione.
Valentina
Spedito da: Rossella Croce, Giugno 18, 2008, 3:51pm; Replica: 11
Benvenuta nel forum e grazie per i complimenti, sono sempre graditi.
Spedito da: Gianni Berti, Giugno 27, 2008, 9:00am; Replica: 12
Sono perplesso...
personalmente penso che la cosa pi "giusta che si possa fare" chiamare il distributore italiano della ROHM & HAAS, che ha un tecnico che Vi spiegher come fare le soluzioni, con che tipo di solvente e a che concentrazione massima ci si pu spingere. Se il moderatore mi autorizza, posso darvi il numero di telefono e il nome dell'interlocutore tecnico.

Cordialmente.

Gianni Berti
Spedito da: Leonardo Borgioli, Giugno 30, 2008, 3:51pm; Replica: 13
Cari amici,
posso aggiungere alla discussione che il B-72 solubile in solventi con fd tra 40 e 70, ossia in moltissimi solventi, dal dimetilsolfossido (consigliato solo per la rimozione del vecchio Paraloid e non per l'applicazione) all'etere etilico. Abbiamo quindi vasta scelta tra solventi tossici o nocivi (nitro, toluolo, xilolo, DMF, diacetonalcool, clorurati di tutte le razze...) a quelli che danno meno preoccupazioni sotto il profilo salute (acetone, etile acetato e butile acetato). Personalmente consiglio il Dowanol PM: buona solubilit, bassa viscosit, tossicit accettabile, e odore sopportabile, in alternativa al butile acetato che, assieme a tante buone qualit, ha un odore veramente eccessivo!
Ciao
Leonardo Borgioli
Spedito da: Rossella Croce, Giugno 30, 2008, 6:44pm; Replica: 14
Citato da Gianni Berti
Se il moderatore mi autorizza, posso darvi il numero di telefono e il nome dell'interlocutore tecnico.
Gianni Berti


Gianni, il moderatore ti autorizza. ;) Penso possa esser eun'informazione utile per molti utenti del forum.

Leonardo, grazie  per il tuo intervento, sei sempre il benvenuto nella mia sezione.
Spedito da: Giorgar, Luglio 17, 2008, 8:35am; Replica: 15
Stiamo affrontando il restauro di una superficie parietale dipinta a tempera su cui circa 20 anni fa stato effettuato un intervento di emergenza con velinature e Paraloid B72. Ora il Paraloid ha causato l'inscurimento e ingiallimento di tutta la superficie trattata, con il classico effetto a caramello. Per eliminarlo abbiamo pensato al dimetilsolfossido. E' giusto? Ci sono esperienze in oggetto? Altre soluzioni? Grazie anticipato per le risposte
Spedito da: Adamantio, Luglio 17, 2008, 9:24am; Replica: 16
secondo me essendo a tempera la superfice sottostante il dimetilsolfossido non ti conviene perch potrebbe intaccare il substrato.

Credo che l'acetone potrebbe essere meno pericoloso in questo senso. Il Paraloid B72 conserva generalmente una buona reversibilit (in senso di possibilit di ridissoluzione) quindi non dovrebbe essere difficile da scogliere... ovviamente se lo rimuovi ed era stato steso per consolidare e proteggere potrebbe accadere che la superficie sottostante risulti molto fragile e di fatto quasi impossibile da non danneggiare... dovrai utilizzare tutte le accortezze per evitare sfregamenti e abrasioni.

Di pi non saprei dirti senza aver visto il caso.
Spedito da: Giorgar, Luglio 17, 2008, 9:34am; Replica: 17
Abbiamo provato con l'acetone, ma si presentano sbiancamenti molto evidenti della superficie...il Paraloid stato steso anche dove non serviva e con pochissima cura e nelle parti pi critiche effettueremo un preconsolidamento. Grazie
Spedito da: Adamantio, Luglio 17, 2008, 12:18pm; Replica: 18
credo che lo sbiancamento possa essere dovuto alla velocit di evaporazione dell'acetone... se provi con altri solventi pi lenti nell'evaporare (tipo metil etil chetone, etil acetato, butil acetato...) credo che dovresti riuscire nell'intento senza ottenere superfici sbiancate.
Spedito da: Rossella Croce, Luglio 18, 2008, 11:44am; Replica: 19
Premetto che, come Marco,  ritengo superficiale dare consigli cosi' specifici senza aver visto la superficie. Posso fare quindi solo alcune considerazioni generiche. Sarebbe bene  chiarire preliminarmente la composizione e lo spessore dello strato della tempera, e la sua attuale resistenza,  per valutare meglio cosa fare. Alcuni tempere murali hanno resistenza molto elevata, ed il problema fondamentale e' rappresentatao dal distacco corticale dall'intonaco e non da una fragilita' o polverulenza della superficie. Altre sono completamente decoese. Altre ancora sono cosi' resistente che, dopo un'accorto preconsolidamento,  e' possibile  lavorare con pochissimo carbonato di ammonio ben supportato e  successivo lavaggio con adeguata azione meccanica (per esempio su tempere alla caseina).
Su una superficie x soggetta a restauro che preveda successive fasi di protezione e/o verniciatura,  l'effetto di sbiancamento dovuto all'uso dell'acetone durante la pulitura  puo' essere, a seconda del caso, secondario. Su una tempera murale, invece, rappresenta un grosso problema, per l'impossibilita' di farlo retrocedere in seguito.  Nel dipinto murale, (ed i restauratori lo sanno bene ) e' comune riscontrare che molti solventi tendano a provocare  sbiancamenti o variazioni di tono (saturazione e/o scurimento) piu' o meno evidenti sulla superficie, sopratutto se la superficie  e' molto assorbente  e/o  porosa. Puoi provare ad utilizzare i solventi alternativi che ti ha suggerito Marco, ma fai molta attenzione  all'effetto cromatico che ottieni, perche' con molta probabilita' rappresentera' quello  finale. Devi quindi immaginarlo moltiplicato per tutta la  superficie, amplificato e /o modificato dalla luce presente nell'ambiente. In poche parole, possibili correzioni saranno rappresentate solo da un ritocco pesante della superficie, da intendersi, su partiture piatte come  piu' o meno ampie  velature di colore. Per quanto anche questo rappresenti un compromesso, per l'impossibilita' di effettuare un lavaggio accurato della superficie post trattamento, io al tuo posto mi orienterei sulle soluzioni addensate. Sono le uniche che ti consentono di lavorare localmente e selettivamente senza dover esercitare un'azione meccanica eccessiva sulla superficie.  Inizia con una qualsiasi  soluzione addensata cui venga aggiunto poco acetone, (sino a rifiuto).  Tieni conto che con un po' di accortezza si riesce quasi sempre ad aggiungere un po' di acetone (e se sei bravo anche alcol) a quasi tutte le soluzioni addensate comuni, anche a quelle che in genere sono destinate solo a  sol. acquose. Cio' che cambia e'  la quantita' che riesci ad addensare, a volte molto piccola. Ti consiglio di provare con l'acido poliacrilico (componente base  dei solvent gel  di Wolbers) o, se riscontri una certa sensibiita' agli alcoli,  la klucel g.  Valuta bene tu, in base alla porosita' della superficie, se interporre un foglio di carta giapponese oppure no e che tipo di lavaggio risulti piu' adatto/fattibile.
Se la superficie della tempera e' stabile e compatta, anche un rammollimento e' un buon risultato, puoi poi passare alla rimozione meccanica con topaccioli di cotone.  

Come riferimento, ancora una volta, il libro di Wolbers e di Cremonesi.
N.B. il costo dell'intervento, con questa procedure, potrebbe risultare piu' elevato rispetto ad una classica pulitura di superficie murale.
Spedito da: Giorgar, Luglio 18, 2008, 2:35pm; Replica: 20
Intanto grazie per i consigli, tutti molto utili. Purtroppo la superficie in oggetto, ha subito un profondo degrado a causa di percolamenti acquosi, che hanno provocato efflorescenze saline molto evidenti. Secondo noi, vista la reticenza della propriet a dirci la verit..., abbiamo subito intuito, anche a seguito delle analisi (FTIR), la presenza di resine acriliche (Paraloid B72), che, come ovvio, invece di bloccare l'efflorescenze, hanno creato una barriera molto spessa che ha causato danni irreversibili. Ci sono aloni e perdita della pellicola pittorica (il Paraloid impediva la fuoriuscita dell'acqua e quindi essa ha provocato piccoli e numeroso crateri) . Ho seguito i corsi del Dott. Cremonesi sulle soluzioni addensate. Prover con quelle meno forti (vedi solvente acetone), per poi passare al dimetilsolfossido. I tempi e le modalit di contatto li vedremo di volta in volta.  Vi far sapere, incrociando le dita.
Spedito da: Rossella Croce, Luglio 18, 2008, 4:04pm; Replica: 21
Ho capito perfettamente la situazione in cui ti trovi, purtoppo temo che ti fara' penare ....
In alternativa a Klucel g o al Carbopol puoi provare ad usare il nuovo carbogel (soprattutto se ci sono problemi di risciacquo e vuoi un addensante  che sia poco adesivo e quindi piu' facile da rimuovere), la cui preparazione in cantiere potrebbe risultare piu' pratica. Attenta alla consistenza e che non ci sia polvere sulla superficie,  altrimenti in verticale potrebbe scivolare. In tutti e tre i casi non dovresti avere problemi ad addensare il  DMSO.

In caso, in seguito, puoi sostituire alla Klucel G della comune  metilcellulosa, se la superficie e' molto ampia e ci sono limiti di budget al capitolo di spesa. (sempre in base al lavaggio che vuoi fare)

Valuta tu se siamo ancora in uno di quei casi in cui e' possibile pensare ad una rimozione-consolidamento superficiale contemporaneo, con uso di eteri di cellulosa. Temo di no per l'effetto  barriera di  paraloid che descrivi.


Le ricette puoi trovarle sugli appunti del corso di P.C.

Fammi sapere.
Spedito da: Leonardo Borgioli, Luglio 22, 2008, 9:52pm; Replica: 22
Purtroppo il Carbogel addensa principalmente acqua con piccole percentuali di solventi polari come il DMSO, ed un p difficile da applicare in verticale. Anche se l'addensante pi semplice da rimuovere, forse in questo caso pi semplice lavorare con il buon vecchio Carbopol (in tutte le sue reincarnazioni), magari addensando una miscela alcool/DMSO con l'Ethomeen C25.
Mi spiace andare contro un "figlio" (il Carbogel), ma i limiti sono i limiti!
Leonardo Borgioli
Spedito da: Rossella Croce, Luglio 23, 2008, 11:45am; Replica: 23
Purtroppo si, come ho gia' scritto nel messaggio precedente, tende a scivolare. Se ti puo' far piacere saperlo, posso dirti che in diversi casi siamo riusciti ad usarlo,  ad esempio sugli ornati.   Dopo un certo tempo comunque collassa, ma aiuta impacchettarlo con la pellicola trasparente. Non sapendo se la superficie descritta sia completamente piana o no, l'ho suggerito tra le prove da effettuare. E' chiaro  comunque che e' l'artificio a tenerlo insieme.  Attendiamo fiduciosi un secondogenito.
Spedito da: Gianni Berti, Agosto 21, 2008, 7:26am; Replica: 24
Salve a tutti, il distributore italiano dei prodotti Rhom and Haas SIRI che potrete contattare al n di Telenono +39 0523956518.

Saluti.

Gianni Berti
Spedito da: Simona Cappelli, Settembre 28, 2008, 2:52pm; Replica: 25
Buon giorno a tutti.

Vorrei sapere se il Paraloid un materiale ancora utilizzato per proteggere le policromie lignee.
Ho letto dei testi dove si afferma che soggetto ad ingiallimento e ad altri tipi di problemi che al momento non ricordo.

Devo proteggere un altare ligneo policromato, dorato, che ha una superficie di 81 mq.; pensavo di verniciarlo con la Dammar, ma risulterebbe troppo costoso.

Cosa mi consigliate ?? Paraloid, Dammar o un'altra soluzione?

Cordialmente
Simona Cappelli
Spedito da: Corriani, Marzo 23, 2009, 5:38pm; Replica: 26
Buon giorno,sono da anni nel campo del restauro di opere in ferro e metalli in genere ma in questo momento ho a che fare con una struttura in legno con inserti metallici da consolidare.la superfice del legno veramente conciata male e conserva alcuni intagli riguardanti araldiche e incastri meccanici.Si tratta di un cannone risalente al 1700 (risalito alla data per il tipo di ferro utilizzato..pudellato)composto da una fusione in bronzo a dir poco fantastica e parte lignea molto curata . sicuramente un oggetto commemorativo di una battaglia del 1609 da un duca dicampania.Tornando al consolidamento ho consultato degli amici esperti in restauro,i Velluti, e mi hanno consigliato di usare il paraloid b72 in soluzione al 25% con acetone.Considerando che l' esperienza da parte loro cinquantennale e constatando che nel forum si parla di diluizioni molto pi blande vorrei chiedere le conseguenze di una resina troppo poco diluita.Da alcune prove effettuate sono riuscito a pulire la superfice ,questo prima che fosse totalente asciutta ,riportandola a legno si pu dire originale sfatando un po le dichiarazioni di molti che trovano la sostanza mielosa.
Se comunque ha delle considerazioni o dei consigli utili da darmi le ne sarei grato.
Saluti.
Bruno Corriani
restauratore  ferri della cappella espiatoria in Monza ,Palazzo Broletto Brescia,Portale della Loggia in Brescia,opere del grande maestro Mazzucotelli gia artefice della mia azienda tramandata da mio nonno Candido Corriani e nata da Carlo rizzarda,Mazzucotelli al fine Corriani.(per presentarmi).
Spedito da: caterina margherita, Luglio 11, 2009, 3:30pm; Replica: 27
@ Rossella Croce e ad altri
Gentilissima sign Rossella,
sono un'artista veneziana che si sta preparando  a fare una serie di sperimentazioni per poter lavorare con grani di sale.
ci sar un'esposizione nelle saline di Ibiza e per questo avrei bisogno di alcuni consigli sull'uso del b 72.
Mi serve infatti qualcosa che vada ad aggregare i grani di sale;date le sue caratteristiche ho trovato questo materiale idoneo.
il b 72 trasparente, e a quanto ho capito aiuta a combattere l'umidit che naturalmente il sale attira.
Le sembra una buona idea?
L'idea quella di preparare in una prima fase, uno strato di b7 dello spessore di 3 -5 mm su cui adagiare i grani di sale (come  un mosaico) e una volta fissato, dare una mano leggera (in caso  servisse  di b72 anche sui grani di sale.
-cosa ne pensa?
-che tipo di solvente mi suggerisce per ottenere una buona combinazione con il sale?
-che diluizione devo usare per ottenere le due diverse soluzioni e spessori (fondino e  leggera pellicola sui grani di sale)?
la ringrazio anticipatamente  per i suoi suggerimenti
sperando di riuscire,  le mando il link dove potr vedere il risultato in settembre
http://www.caterinamargherita.com
Caterina Margherita
Spedito da: Adamantio, Luglio 13, 2009, 10:56am; Replica: 28
Secondo me potresti provare anche con il Regalrez.
E' pi fragile e duro del Paraloid (similmente al sale per altro) ed perfettamente trasparente.

Il vantaggio maggiore che dovrebbe ingiallire molto meno nel tempo. Ha inoltre un bell'effetto tipo acqua.

Lo puoi sciogliere in etere di petrolio ( o in petrolio lampante) avendo cura di prendere una variet di solvente che sia priva di composti aromatici in modo da avere una soluzione poco pericolosa per la salute.

Se vuoi essere ancora pi sicura riguardo all'ingiallimento puoi aggiungere qualche goccia di tinuvin che un assorbitore di raggi UV. Le prove che sono state fatte, comunque, dicono che regalrez resistentissimo da questo punto di vista mentre Paraloid gi dopo qualche anno tende a diventare giallo e poi arancione e via via sempre pi scuro e gommoso.  

Per uanto riguarda la "repellenza all'acqua", Regalrez dovrebbe essere ancora pi idrorepellente di Paraloid con caratteristiche che si avvicinano alla cera.
Print page generated: Settembre 21, 2019, 6:09am