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Forum Restauro e Conservazione  /  Sicurezza per il restauro  /  INAIL, Programmi in materia di sicurezza e salute
Spedito da: Rossella Croce, Febbraio 4, 2008, 4:46pm
Con decreto ministeriale è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2-1-2008 una Determinazione INAIL concernente
«Programmi e progetti in materia di sicurezza e igiene sul lavoro».  
  
Con tale determinazione si stabilisce di rettificare parzialmente la delibera del Consiglio di amministrazione INAIL n. 428 del 27 luglio
2000 e di sottoporre la modifica all'approvazione del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sostituendo l'articolo 5 della precedente delibera con il seguente:

«Art. 5. Forme di finanziamento e ripartizione delle risorse
Gli interventi di sostegno ai programmi di adeguamento si articolano in:
a) finanziamenti in conto interessi;
b) finanziamenti in conto capitale.
Le risorse economiche assegnate, ai sensi dell'art. 3 del presente regolamento, a tale tipologia di interventi sono ripartite in 270 miliardi di lire (139.443.363 euro) per i finanziamenti di cui alla lettera a) ed in 180 miliardi di lire (92.962.242 euro) per quelli di cui alla lettera b)».


Spedito da: claryn, Giugno 3, 2008, 4:03pm; Replica: 1
Ciao Rossella, ciao a tutti... ho letto INAIL e mi venuta in mente una cosa da chiedere: sapreste dirmi per caso nei censimenti INAIL come viene classificata e dove viene collocata la professione "restauratore"? sto facendo delle ricerche ma a quanto mi sembra di capire non c' nessuna voce "restauratore" sui censimenti sulla sicurezza del lavoro dell'INAIL...
GRAZIE!

Ciao
Chiara
Spedito da: Rossella Croce, Giugno 4, 2008, 3:09pm; Replica: 2
esatto, non c'e'  ;)

E' stato proprio l'argomento di apertura dello uno studio che ho fatto, per il concorso inail.
30 pagine di dissertazione iniziale sull'argomento, con tanto di classificazione de mansionario di tutti i magiori tipi di restauratori presenti sul mercato. A distanza di 5 anni, nessuno (da parte di inail) ha mai  aggiornato i dati  ::)
In genere, come restauratore, vieni assimilato ad un artigiano o, se la ditta lavora su cantieri ed e' iscritta alla cassa edile, al comparto edilizia.
In realta', per Inail, non e' cosi' imporatnte la classificazione come punto di riferimento, poiche' la valutazione che fanno per stabilire il premio assicurativo e' basata sull'attivita' che tu dichiari di fare,  sul documento di valutazione dei rischi della tua azienda, sulla descrizione dell'attivita' dell'azienda depositata in camera di commercio, sul certificato di prevenzione incendi rilasciato dai vigili del fuoco, sulla presenza o meno di agenti chimici e/o cancerogeni, sulla tipologia di ciclo produttivo, sul numero di persone coinvolte nell'attivita' ecc ecc ecc. Tutte queste e molte altre informazioni sono raccolte nei docuementi di valutazione del rischio aziendale e suoi allegati e mille altre documentazioni  previste dalla normativa. Ogni azienda, per essere in piena regola dovrebbe redarli con cura.  Queste documentazioni sono quelle che contengono i dati sui tipi e sul livello di rischio dell' azienda e sulle politiche adottate per abbattere o minimizzare il rischio. Da questi documenti, in base a parametri definiti dalla normativa e per tuttii uguali, permettono di ottenere i dati che servono a  stimare il premio, in base ai rischi presenti, al loro livello di gravita' e alla probabilita' che si verifichino.  Il problema del restauro risiede nel fatto che la maggior parte delle aziende sono piccole, sotto a 5 dipendenti, (soprattutto oggi giorno, dove , per esempio,  i cocopro non vengono conteggiati nel numero di dipendenti complessivi) cui non sono obbligatorie molte documentazioni, le quali possono essere sostituite da un' autocertificazione del datore di lavoro, che in effetti dichiara quello che vuole, spesso senza nessuna consapevolezza, per risparmiare la tariffa del consulente e per pagare meno premio assicurativo all'inail.  Da qui quello a cui assistiamo ogni giorno.
In poche parole, per classificare un settore cosi' vasto e conplesso servono moltifondi, tempo e denaro, per una popolazione di lavoratori esigua rispetto all'insieme della popolazione di lavoratori nazionale. Non ci sono quindi i presupposti (ed i numeri) per una classificazionee , cosa molto piu' imporatnte, NON CI SONO STATISTICHE su cui basarsi perche' l'attivita' e' giovane e monitorata da pochissimi anni. E' lo stesso motivo per cui non esistono normative ad hoc.
Spedito da: paolo.m, Luglio 29, 2009, 9:01am; Replica: 3
Buongiorno, sono un laureando in facolt di Medicina e Chirurgia  - corso di laurea in Tecnico della Prevenzione negli anmbienti di vita e di lavoro  - presso l'universit di Firenze, anche se svolgo gi l'attivit professionale da circa un ventennio nel SSN  - Servizio di Prevenzione e Sicureza negli Ambienti di Lavoro di Torino. Intendo redarre una tesi di laurea in Tecnopatie da agenti nocivi nel comparto del resturo parietale (affresco e non). Mi sembra che il restauro del Cenacolo di Milano, duranto un ventennio, possa essere una buona fonte, per un'indagine eziologica seria in rapporto al tempo d'esposizione degli agenti pericolosi e non. Potete suggerirmi testi aggiornati, dispense, biblioteche dove poter reperide dati epidemiologici di casi (escludendo la fonte INAIL e quelle degli enti sanitari nazionali) in cui vi sia un potenziale nesso causale tra l'agente pericoloso utilizzato dal restauratore e la patologia poi instaurata a suo danno? Sono disponibile anche alla raccolta di informazioni non ancora pubblicate, delle quali vi sia interesse o disponibilit alla loro promulgazione, anche al fine di migliorare il sistema gestionale del rischio in un settore, mi pare, poco indagato. Grazie a tutti. Paolo Mello
Spedito da: paolo.m, Luglio 29, 2009, 9:13am; Replica: 4
Buongiorno, sono un laureando in facolt di medicina - corso di laurea in Tecnico della Prevenzione negli anmbienti di vita e di lavoro presso l'universit di Firenze, anche se svolgo gi l'attivit professionale da circa un ventennio nel SSN  - Servizio di Prevenzione e Sicureza negli Ambienti di Lavoro di Torino. Intendo redarre una tesi di laurea in Tecnopatie da agenti nocivi nel comparto del resturo parietale (affresco e non). Mi sembra che il restauro del Cenacolo di Milano, duranto un ventennio, possa essere una buona fonte, per un'indagine eziologica seria in rapporto al tempo d'esposizione degli agenti pericolosi e non. Potete suggerirmi testi aggiornati, dispense, biblioteche dove poter reperide dati epidemiologici di casi (escludendo la fonte INAIL e quelle degli enti sanitari nazionali) in cui vi sia un potenziale nesso causale tra l'agente pericoloso utilizzato dal restauratore e la patologia poi instaurata a suo danno? Sono disponibile aanche alla raccolta di informazioni non ancora pubblicate, delle quali vi sia interesse o disponibilit alla loro promulgazione, anche al fine di migliorare il sistema gestionale del rischio in un settore, mi pare, poco indagato. Grazie a tutti. Paolo Mello
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