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Forum Restauro e Conservazione  /  Restauro ligneo  /  Lotta alle tèrmiti
Spedito da: bradipx, Ottobre 27, 2008, 2:37pm
Buongiorno a tutti da un pò di tempo ho un problema con degli insetti che fuoriescono dalla controsoffittatura prima della cucina solamente, ed adesso anche dal salotto, anche se le due stanze non sono comunicanti. Io abito in una casa antica con i muri in tufo e le travi di legno, che (penso erroneamente) abbiamo chiuso completamente con delle controsoffittature di carton gesso.
Gli insetti creano delle striscie di colore marrone scuro che scendono dal soffitto.

Penso che questi insetti siano tèrmiti (allego foto), c'è qualcuno che mi può dare qualche consiglio su come affrontare questo problema ?
Le foto le ha fatte un mio amico che possiede uno zoom abb. potente, la grandezza degli insetti è di circa 3-4 mm.

Grazie mille
Claudia
Spedito da: admin, Ottobre 27, 2008, 4:00pm; Replica: 1
Trovi alcune informazioni nella sezione restauro legno (dove sposto il suo messaggio) alla pagina:
http://www.forum-restauro.org/forum/m-1219172141/

La prego d'inserire la firma nel suo Centro utente
Spedito da: Gianfranco Magri, Ottobre 29, 2008, 11:48pm; Replica: 2
Buongiorno Claudia,

avrei preferito darle notizie più confortanti, ma, purtroppo, debbo confermarle trattarsi di un esemplare di operaia di tèrmite Reticulitermes lucifugus.

Non allega le foto di quelle che definisce "strisce marroni che scendono dal soffitto", ma certamente si tratta delle tipiche gallerie che le tèrmiti, insetti lucifugi per eccellenza, costruiscono per spostarsi da un'area all'altra, proteggendosi dalla luce.

Non le nascondo che la situazione è molto seria, perché le tèrmiti sono costituite in colonie sociali organizzate, che si spostano operando distruzioni totali e sistematiche all'interno delle strutture lignee, lasciando apparentemente intatte le superfici.

Se prova a battere sulle travi nei punti in cui vede scendere le gallerie pendule e nelle aree adiacenti, sentirà risuonare ottuso e se prova a premere con un coltello appuntito sulla superficie, la lama affonderà sino in fondo.

Non so se le sue travi siano portanti, ma tenga presente che, a causa dell'opera demolitoria operata dalle tèrmiti, ne viene compromessa la portanza meccanica,

Non posso, ne voglio darle consigli, perchè una infestazione di questo tipo va affidata a specialisti che sappiano il fatto loro.

Si rivolga al moderatore, che saprà senza dubbio indirizzarla.

Le do solo qualche cenno sulle problematicahe della lotta alle tèrmiti, che richiede una conoscenza profonda della fisiologia e delle abitudini sociali di questi insetti.

Prima di affrontare una strategia di lotta, abbastanza lunga ed impegnativa, occorre un monitoraggio accurato per individuare i percorsi della colonia, risalendo sino al nido di origine, che si trova nelle vicinanze del sito attaccato, nel terreno.

Dopodichè, va attuata la dlotta vera e propria, che ha lo scopo di distruggere il nido, non con tecniche chimiche, o meccaniche dirette, ma applicando un programma integrato di azioni attrattive, poi di pasturazione e, infine, di somministrazione di alimenti additivati con principi attivi abbattenti.

Lo scopo è di indurre le operaie ad approvvigionare la colonia, portandola alla completa distruzione.

Le operazioni di monitoraggio devono proseguire anche dopo la distruzione del nido, per verificare l'eventuale presenza di qualche altra colonia staccatasi dal nucleo principale prima della bonifica, che potrebbe, a sua volta, tornare a minacciare il sito.

Tutto il ciclo dura all'incirca 7 od 8 mesi.

E' indispensabile, infine, affrontare la verifica dello stato delle travi ed il loro recupero e consolidamento, dove possibile, o la loro sostituzione, ove la distruzione risulti irreparabile.

Ho avuto occasione, qualche mese fa, di accennare ad una assurda situazione creatasi in Italia, riguardo le tecniche di lotta alle termiti.

Queste tecniche potevano essere applicate esclusivamente su concessione e con il possesso di un patentino di abilitazione, rilasciato dai produttori stranieri dei prodotti da utilizzarsi per la lotta. Una sorta di franchising

Per ragioni puramente commerciali, questi prodotti e le relative licenze di applicazione del metodo di lotta ai quali sono legate, sono state ritirate dal mercato, lasciandolo per molti mesi scoperto dalla possibilità di dare delle risposte a chi, come lei, ha avuto la necessità di affrontare una disinfestazione di questo tipo.

Avevo anche accennato al fatto che si stesse muovendo qualcosa, per sbloccare la situazione, o per trovare una alternativa.

Ora posso confermare che sono state trovate alcune alternative, ma la prego di rivolgersi all'Amministratore del forum, per maggiorri informazioni.

Cordiali saluti

Spedito da: Gianfranco Magri, Ottobre 30, 2008, 12:12am; Replica: 3
Dimenticavo, Claudia, di confermarle che sulla controsoffittatura in cartongesso ha ragione: non è stata una buona idea.

Le travi lignee hanno proprietà igrovore - assorbono e rilasciano, con le escursioni termiche notte-giorno e stagionali, l'umidità delle condense che loro stesse creano, per effetto del contatto con le pareti, cioè con materiali a conduzione termica differente.

Hanno bisogno di essere libere, perchè la condensa evapori liberamente.

Chiuderle in una controsoffittatura di cartongesso equivale a chiuderle in una camera di condensazione dell'umidità, che non può evaporare in modo corretto.

Questa situazione, che porta ad una eccessiva saturazione generale del tasso di umidità all'interno dell'intercapedine, alza il tasso di umidità relativa all'interno delle travi e può contribuire, al di la delle tèrmiti, a favorire l'insediamento di tarli.

Cordiali saluti

Spedito da: andrea coppola, Novembre 1, 2008, 2:52pm; Replica: 4
Ciao Claudia, l'anno scorso ho frequentato un corso di Etomologia dei Beni culturali all'Istituto europeo del restauro di ischia. Non sono bravissimo nel riconoscimento ma credo proprio che si tratti di termiti.
Andrea coppola
Spedito da: bradipx, Novembre 4, 2008, 3:56pm; Replica: 5
Grazie mille per l'ampia e competente spiegazione e riconoscimento, ma purtroppo sono brutte notizie come temevo,   :-/  ??)

Immagino che per vedere le striscie marroni avendo ancora le controsoffittature completamente chiuse, vuol dire che lo stato sarà avanzato e comincio davvero a preoccuparmi seriamente.

Credo che l'unica soluzione sia chiamare specialisti veramente bravi e veloci, mi può dare delle indicazioni ?

Però ho letto su internet che odiano luce, e c'è chi ha risolto con dei rumori costanti sulla struttura lignea in conseguenza dei quali le termiti non si nutrono e muoiono. E inoltre la luce diretta le inibisce.

Grazie ancora
Saluti
Claudia
Spedito da: 3165 Paolo, Marzo 29, 2009, 1:07pm; Replica: 6
Lavor nel restauro di fabbricati storici da diversi anni ed ho potuto collaudare i trattamenti per nebulizzazione con sali di boro i quali vanno a disidratare i parassiti nel momento in cui si nutrono del legno. Questo trattamento è di tipo completamente "naturale" e non necessita di prodotti costosi e difficilmente reperibili sul mercato nonchè  di una formazione di base sull'uso dei prodotti stessi. Secondo voi questo trattamento può essere esteso per similitudine anche alle termiti ?
Spedito da: Gianfranco Magri, Aprile 9, 2009, 12:03am; Replica: 7
Buongiorno Paolo,

dobbiamo sistemare qualche tassello.

I sali di boro non disidratano gli insetti xilofagi. Questa proprietà è tipica dei trattamenti per anossia in atmosfera modificata e controllata, tecnologia applicabile, non ai manufatti di carpenteria, ma ai soli manufatti rimovibili.

Ai manufatti, non solo lignei, ma anche cartacei, cioè, che possono essere avvolti in bolle termosaldate, totalmente impermeabili all'ossigeno.

Contrariamente a quanto si possa pensare, i tarli, con questo trattamento, non muoiono per asfissia, ma per disidratazione, perchè la mancanza di ossigeno accelera il ritmo della loro respirazione, sino a provocare la rapida evaporazione dei liquidi interni.

Ciò premesso, i sali di boro, sono si naturali, ma incapaci di abbattere gli insetti, perchè annoverabili nella categoria dei prodotti repellenti.

L'applicazione nebulizzata, inoltre, tende a cristallizzarsi in superficie, almeno nel legno in opera, specie se stagionato.

L'applicazione come deterrrente ottiene un minimo di imbibimento superficiale, solo se applicato su legname ancora fresco ed umido.

Sono più efficaci i prodotti, ce ne nsono dio atossici ed inodori, a base di permetrine.

Questi, perfettamente rispettosi dell'impatto ambientale, perchè non nocivi per l'uomo, risultano neurotossici per gli insetti, che lo assorbono per ingestione, nel caso dei tarli, o per contatto attraverso le articolazioni, nel caso di specie striscianti e volanti.

Agiscono sul neurovegetativo, bloccando il meccanismo della respirazione ed uccidendo, quindi, l'insetto per asfissia.

Non entro nel merito dell'efficacia di prodotti impregnanti, o pseudo tali, nella lotta ai tarli: è un argomento da approfondire a parte.

Accenno solo al fatto che l'azione delle permetrine, non dei sali di boro, è probabilistica, per tentativi successivi ed a vocazione strategica nel tempo.

Non è una azione immediatamente risolutiva, che viene assicurata da altre tecnologie, pur ecocompatibili. Interessante, invece, anzi indispensabile, l'azione sinergica di mantenimento, nel contesto dell'azione integrata di tutela dei beni nel tempo.

Mi limito a rispondere alla sua domanda, circa la possibilità di azione del trattamento superficiale dei sali di boro nei confronti delle tèrmiti.

Non vi è alcuna possibilità di azione. Le tèrmiti, infatti, sono insetti lucifugi, che non attaccano mai la superficie, sempre apparentemente intatta, per assicurarsi di procedre nell'opera di scavo e di distruzione totale protette dalla luce.

Spero di averle inquadrato la problematica in una visione chiara ed organica.

Cordiali saluti.
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