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Forum Restauro e Conservazione  /  Diagnostica per il restauro  /  XRF PORTATILE
Spedito da: Sabrina_83, Gennaio 21, 2009, 3:06pm
Ciao a tutti!
Sono una laureanda in Diagnostica, Restauro e Conservazione B.C., mi sono appena iscritta a questo forum perchè ho dei dubbi sull'utilizzo dell'XRF portatile. Sono ancora all'inizio e ho difficoltà a calibrare lo strumento con gli standard, quindi, non ottengo i risultati esatti.
Qualcuno può indicarmi dei link, libri, riviste o quant'altro mi essere utile?
Grazie.
Ciao!!!  
Spedito da: maria luisa de toma, Gennaio 21, 2009, 7:08pm; Replica: 1
prova a consultare i seguenti testi:

Lorusso S., La diagnostica per il controllo del Sistema Manufatto-Ambiente, Bologna 2002.

Lorusso S., Matteucci C., Natali A., Anamnesi storica, indagini analitico-diagnostiche e monitoraggio ambientale: alcuni casi di studio nel settore dei beni culturali, Bologna 2006.

ciao buon lavoro
Spedito da: Adamantio, Gennaio 22, 2009, 11:22am; Replica: 2
Questo è uno dei migliori e più utilizzati per quanto riguarda i pigmenti:

Seccaroni C., Moioli P., Fluorescenza X; Prontuario per l’analisi XRF portatile applicata a superfici policrome (2002) Nardini Editori, Firenze
Spedito da: Antonella Privitera, Gennaio 24, 2009, 6:10pm; Replica: 3
Citato da Sabrina_83
ho difficoltà a calibrare lo strumento con gli standard, quindi, non ottengo i risultati esatti.  


Ciao Sabrina,
posso darti qualche indicazione pratica riguardo l'operazione di calibrazione (ho lavorato con la strumentazione portatile per fluorescenza X Lithos 3000 (ASSING), interfacciato dall'omonimo software, ma l’operazione di calibrazione in linea di massima dovrebbe essere uguale anche se cambia il modello della strumentazione).

qui metto qualche cenno teorico (che probabilmente conosci già) sull’operazione di calibrazione:


I segnali di fluorescenza, vengono registrati, attraverso una serie passaggi, in un sistema multicanale.
Il multicanale è un circuito elettrico in grado di classificare gli impulsi elettrici provenienti dall’amplificatore, in funzione dell’ampiezza di tale segnale.
Il multicanale non è in grado però di distinguere ogni singolo fotone (con energie prossime tra loro), ma registra tutti i fotoni, secondo intervalli di energia, che in realtà riconosce come intervalli di ampiezza dell’impulso.
La periferica collegata al multicanale è il PC notebook, interfacciato da un software creato per questo tipo di analisi. Tuttavia, in una prima misura, vengono creati dei grafici che presentano in ascissa i canali e in ordinata i conteggi (intensità del segnale). Per l’analisi ci occorrono i valori dell’asse X in energia.
L’operazione di calibrazione consiste nell’associare i valori dei canali ai corrispondenti valori di energia, utilizzando “campioni a composizione nota” e che presentano un rumore di fondo trascurabile.


Di seguito ti propongo un esempio di calibrazione in cui è stato impiegato un campione (standard) contenente Ferro e Zinco:

Selezionando la voce “Energy Calibration” (o una voce analoga se il software è diverso), compare sul monitor una finestra con lo spettro di fluorescenza del campione scelto. In ascissa si possono leggere i valori dei canali: sapendo che le prime due righe corrispondono alle righe caratteristiche del ferro, K_alfa e K_beta; (dai valori presenti oggi nella letteratura, ricavati empiricamente, si sa che l’emissione energetica del ferro ha un’energia inferiore a quella dello zinco, quindi la trovi a sinistra) e le seconde appartengono allo Zinco, si inseriscono i valori in energia di tali righe all’interno della tabella a fianco dello spettro, in corrispondenza dei valori dei canali, indicando di che emissione si tratta (K_alfa e K_beta).
A questo punto dovrebbe comparire la retta di calibrazione (con numero di canali in ascissa e valori di energie in ordinata) su cui giacciono i punti relativi elle emissioni del Ferro e dello Zinco.
Operazione conclusa!


Ho messo in allegato un'immagine della finestra di calibrazione e la tabella delle emissioni energetiche per l'interpretazione degli spettri di fluorescenza X.

Spero di esserti stata d'aiuto!Buon Lavoro!^^

ps: ti consiglio di ripetere la calibrazione ad ogni serie di misure...poichè capita non di rado che lo strumento esce fuori calibrazione, ergo...ottieni elementi con emissioni shiftate!


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