Print Topic - Archive

Forum Restauro e Conservazione  /  Diagnostica per il restauro  /  Diagnostica per i pigmenti
Spedito da: AliceInWonderland, Febbraio 20, 2009, 5:36pm
Salve a tutti!
Volevo un consiglio ed un'informazione a proposito dello studio sui pigmenti di un dipinto ad olio.
Vorrei basare la mia tesi di laurea triennale su alcune indagini dei pigmenti e tra queste avevo pensato a: esami stratigrafici su sezioni nel visibile e in UV al Microscopio Ottico e microanalisi chimiche. Quali altre potrei trattare?
Inoltre volevo chiedere se qualcuno conosce il costo di tali analisi, dato che alcune dovrò richiederle ad un istituto diverso da quello in cui studio.
Grazie.


Alice Brugaletta
Spedito da: papina, Febbraio 22, 2009, 9:03pm; Replica: 1
Ciao...anche io ho sviluppato la stessa tesi...quindi provo a rispondere. Altre analisi da effettuare sui pigmenti possono essere: la Fluorescenza X (o XRF), che non è distruttiva e dalla quale ottieni gli elementi chimici (non il composto) che sono presenti nel pigmento (ad es. se il pigmento è rosso e trovi il Pb sarà Minio); la Spettrofotocolorimetria che misura le grandezze che caratterizzano il colore, da queste, mediante una tabella di riferimento risali al pigmento utilizzato (ed è utilizzata anche per analizzare lo stato di conservazione del colore); c'è anche l'analisi al SEM (Microscopia Elettronica a Scansione), ma non tutti la fanno ed è molto costosa.
Sui costi veri e propri non posso argomentare...
Spero di esserti stata utile. Buon lavoro e in bocca al lupo.  ;)


Alessandra Salomone
Spedito da: Antonella Privitera, Giugno 23, 2009, 11:51pm; Replica: 2
Ciao Alice, se il dipinto è piuttosto antico e di valore e se il tuo lavoro non vuole essere di semplice caratterizzazione dei pigmenti, potresti iniziare con delle indagini Multispettrali, semplici, veloci e fondamentalmente non invasive.
Attraverso l'impiego di tecniche quali la riflettografia nell'IR, nell'UV con l'utilizzo di camere IR, CCD e l'elaborazione dell'immagine in falsi colori puoi ottere davvero molte infrmazioni, come per esempio l'individuazione di zone con pigmenti che, seppur identici a occhio nudo, risultano di natura differente (es. restauri o pigmenti differenti che l'artista ha utilizzato risparmiando sui materiali); su queste zone poi potresti procedere con la diffusa metodologia di caratterizzazione XRF e con la spettroscopia Raman, che si presta attrettanto bene per lo studio dei pigmenti, ottenendo un dato che puoi incrociare con la fluorescenza.
Inoltre con l'imaging puoi evincere pentimenti dell'artista, disegni preparatori...ecc.

Hai postato a Febbraio, spero di non aver fatto troppo tardi a dare il mio consiglio...se hai già cominciato, allora in bocca al lupo!
  ;)
Print page generated: Gennaio 21, 2021, 6:13am