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Forum Restauro e Conservazione  /  Architettura  /  Dai giardini di Babilonia alla Babilonia di auto
Spedito da: mots, Marzo 29, 2009, 10:04pm
Dai giardini di Babilonia alla Babilonia di autovetture

Un monumento napoletano caduto nel dimenticatoio evidenzia tutti i limiti gestionali del patrimonio culturale della città da parte degli enti amministrativi cittadini. E' possibile che un monumento della metà del 1700, capace nella sua integrità di essere esempio internazionale di palazzo reale, perda completamente la sua riconoscibilità ed i suoi valori culturali? E' possibile che un modello della cultura di Napoli, prodotto nel periodo in cui Napoli ed il Mezzogiorno erano il centro pulsante della cultura e delle arti nel panorama europeo sia ridotto a mero parcheggio (autorizzato da chi?) ?

Il reportage fotografico dal titolo Dai giardini di Babilonia alla Babilonia di autovetture - a firma di Marcello Mottola - documenta l'abbandono totale di un luogo patrimonio dell'umanità.

Attraverso il libro Ferdinando Vincenzo Principe Spinelli di Tarsia - un principe napoletano di respiro europeo (1685-1752), redatto dallo Storico d'Arte Vincenzo Rizzo, è possibile comprendere il reale aspetto del Palazzo di Ferdinando Vincenzo Principe Spinelli di Tarsia.

Grazie alla raccolta ed all'ordinamento dei documenti scritti e grazie alla divulgazione della Planche (un serie di incisioni realizzate nel 1737), è possibile osservare come doveva essere il Palazzo del Principe Spinelli all'epoca del suo completamento (1753).

Grazie alla didascalia presente sull'incisione è possibile leggere le parole composte dall'architetto Domenico Antonio Fontana e scoprire l'impianto strutturale della residenza principesca che presentava, tra l'altro, una pinacoteca con circa 280 dipinti, un osservatorio astronomico, una biblioteca (i cui i libri sono oggi conservati al Palazzo Reale di Napoli), sei grandi giardini pensili ed un laghetto per barche.

Lo stato attuale del manufatto è invece inquietante e rende possibile comprendere tutti i limiti gestionali della conservazione del patrimonio storico-artistico di Napoli e, nello specifico, della zona di Tarsia (quartiere Avvocata) legata solo a sporadici interventi di presunta riqualificazione urbana (Arte & Dintorni. Le protesi ... della strada: i paletti).

Dalle foto emerge così che la triplice arcata centrale in piperno, che immetteva le carrozze nel palazzo, è completamente occlusa da superfetazioni e nuove costruzioni e che, ad esempio, la grande piazza, che ospitava una fontana in marmo e che permetteva l'accesso al palazzo, è oggi ridotta a mero parcheggio (autorizzato da chi?).

(Agenzia Radicale - http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=7687&Itemid=40)






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