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Forum Restauro e Conservazione  /  Bacheca di chimica e diagnostica  /  richiesta di consigli
Spedito da: UZZI, Aprile 1, 2009, 10:31am
sono una laureata in CHIMICA PER I BENI CULTURALI CON LAUREA SPECIALISTICA CONSEGUITA NEL 2006..DA UQELLO CHE LEGGO, IN TEORIA, LA MIA FIGUARA PROFESSIONALE SAREBBE RICHIESTISSIMA PER LE COMPETENZE SCIENTIFICHE SPECIFICHE ACQUISITE..MA ATTUALEMNETE LAVORO IN UN'AZIENDA CHE FA NANOTECNOLOGIE PER L'INDUSTRIA ALIMENTARE...E SONO TRISTISSIMA...IL MIO SOGNO SAREBBE QUELLO DI LAVORARE IN UN LABORATORIO DI DIAGNOSTICA DEL DEGRADOE  ERECUPERO DI MATERILAI DI INTERESSE STORICO-ARTISTICO, MA HO CHIESTO OVUNQUE E NON HO RICEVUTO RISPOSTE...CHE DEVO FARE????
GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE RISPONDERANNO BUONA GIORNATA :)
Spedito da: Rossella Croce, Maggio 28, 2009, 4:09pm; Replica: 1
Cara Donatella, devi avere pazienza, questo non e' un buon anno per il settore restauro e quindi anche la diagnostica viene penalizzata. Continua la tua esperienza di laboratorio: anche se in alatro settore approfondisci comunque la tua esperienza nell'utilizzo delle strumentazioni scientifiche.
Prova a valutare seriament el'idea di spostarti all'estero, quindi cerca le varie possibilita' di intership che diversi istituti italiani e stranieri offrono. Dopo sara' piu' facile inserirsi. Purtroppo in Italia siamo ancora molto °esterofili°
In bocca al lupo.
Spedito da: jonny, Giugno 10, 2009, 6:03pm; Replica: 2
gentile dott. rossella croce ,
mi potrebbe dare qualche spiegazione sul sistema eds e wds.
sto studiando il microscopio a scansione e nn ho capito bene l'eds e il wds sono detector(componenti che vanno inseriti al microscopio)per analisi chimiche dei campioni ?mi puo dare informazioni in merito ? e' uno degli argomenti d esame che vorrei approfondire senza andare troppo nello  specifico ,ma limitarmi a cio 'che riguarda il restauro, o meglio il restauratore.
certo del suo aiuto la ringrazio anticipatamente GRAZIE
Spedito da: Antonella Privitera, Novembre 17, 2009, 4:31pm; Replica: 3
Ciao Jonny, ho letto solo ora e mi permetto di rispondere, in maniera molto sintetica, alla tua domanda (anche se con ritardo rispetto alla data del post) sperando di scavalcare nessuno.

EDS e WDS sono due "metodi" di rivelazione, che sono rispettivamente "in dispersione di energia" e "in dispersione di lunghenzza d'onda". I sitemi che basano il loro fuonzionamento su questi due metodi sono i Rivelatori, dispositivi che accoppiati a strumentazioni di analisi elementale, raccolgono il segnale proveniente dal campione esaminato e lo traducono (detto brevemente) in una "funzione" (una curva o un picco o una serie di picchi) visualizzabile in un grafico "x,y" sul monitor collegato all'uscita del segnale (un computer con apposito software).

Il segnale raccolto dai rivelatori (siano essi eds o wds) è sempre costituito da fotoni, prodotti nel campione dalle varie interazioni tra la sorgente indagatrice (che può essere un fascio di fotoni nell'XRF, o un fascio di elettroni nel SEM) e il campione. Tali fotoni riflessi dal campione danno informazioni sulla sua composizione chimica perchè da essa dipendono.

In virtù della duplice natura (ondulatoria e corpuscolare) della radiazione lettromagnetica, da cui ne deriva la proporzionalità inversa delle due grandezze misurabili che descrivono il singolo fotone, ovvero la lunghezza e l'energia, possiamo scegliere di rivelare il fascio uscente dal campione con uno dei due medoti.

Se i rivelatori sono in dispersione di energia ciò che osservi sul monitor è un grafico contente un picco per ogni emissione caratteristica (emissioni degli elementi) in cui x=energia (espresse in eV) e y=intensità del picco (espressa in conteggi).
Questi sistemi di rivelazione danno un maggiore rumore di fondo che disturba la lettura delle emissioni caratterische e dei picchi con maggiore distribuzione (più larghi); si dice che essi hanno una minore risoluzione; però la misura con essi è più facile e veloce da eseguire in quanto la strumentazione è a geometria fissa e raccoglie tutto il segnale da un unico punto.

Se i riverlatori sono in dispersione di lunghezza d'onda ciò che osservi sul monitor è un grafico contenete ancora dei picchi caratteristici in cui l'asse x rappresenta i valori di lunghezze d'onda (lambda) delle emissioni caratteristiche e in y le intensità (conteggi).
Questi sistemi danno un segnale non affetto da rumore e dei picchi molto stretti, assimilabili a righe, quindi un'interpretazione univoca dei segnali (maggiore risoluzione), ma le strumentazioni necessitano di uno spazio di lavoro maggiore in quanto il rivelatore deve ruotale attorno al campione per raccogliere tutto il segnale (la lunghezza d'onda del fotone uscente è legata all'angolo di diffusione). In sostanza ad ogni angolo fissato il rivelatore raccoglie il segnale sel fascio di fotoni a lunghezza d'onda fissata: raccoglie una lunghezza d'onda per volta (ne derivano tempi di misura maggiori)


Sui principi di funzionamento dei rivelatori e sulle interazioni radiazione-materia nel web trovi di tutto e  di più!  ;D

Spero di esserti stata d'aiuto.

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