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Forum Restauro e Conservazione  /  Lavori pubblici  /  manutenzione e monitoraggio
Spedito da: barbara floris, Luglio 11, 2009, 4:27pm
Alla luce del nuovo decreto che ridisegana la figura del  restauratore mi chiedo quanto la manutenzione e il monitoraggio (restauro ordinario) dell'opera d'arte, sia prettamente di competenza del restauratore. Può un' altra figura occuparsi di conservazione dei beni culturali? es: in alcune realtà, chi si occupa del lavaggio delle strade  spesso provvede alla "pulitura" dei monumenti.
sono una restauratricre che opera nella conservazione da molto tempo ma non avendo conseguito il titolo ne all'opificio ne all'icr, ed in attesa della sanatoria, attualmente sono inquadrata come collaboratore-restauratore.
mi sono specializzata, ulteriormente in restauro dell'arte contemporanea e mi piacerebbe occuparmi di manutenzione e monitoraggio, ma non vorrei essere ostacolata dai netturbini! :-/

barbara floris
Spedito da: cinnabarin, Luglio 12, 2009, 12:16pm; Replica: 1
Facevo una riflessione similare ma legata anche alla figura dell'architetto nella progettazione degli interventi di restauro su monumenti tutelati.
Per esempio le Curie richiedono la firma dell'architetto sulle progettazioni di restauri delle opere ecclesistiche ma, la progettazione degli interventi deve essere fatta da un restauratore di beni culturali a norma del Codice dei Beni Culturali, dove è indicato che la progettazione degli interventi sui beni culturali è competenza appunto del Restauratore di Beni culturali. Mi pare un punto problematico per entambe le figure professionali, inoltre non mi pare che la Facoltà di Architettura sia considerata titolo valido ai fini del conseguimento della qualifica di restuaratore di beni culturali, nemmeno in presenza della specializazione in restauro, ma probabimente sbaglio ad interpretare, se qualcuno ha una visione più lucida potrebbe chiarire questo punto?

Nel caso dei servizi di rimozione graffiti, anche là se sono interventi di restauro o manutenzione a voler correttamente applicare il Codice dei Beni culturali, sempre premesso che non sia sbagliata la mia lettura; su opere tutelate  l'intevento di restauro e di manutenzione deve essere preceduto da un progetto autorizzato dalle soprintendenze, ed il direttore tecnico di cantiere ed il progettista dell'intervento devono essere un restauratore di beni culturali. Se non sbaglio l'intervento non autorizzato su tali beni è punibile penalmente.
Scusate se la mia lettura dovesse rivelarsi erronea.



Spedito da: cecilia, Luglio 14, 2009, 9:39pm; Replica: 2
Dal punto di vista legislativo per quanto riguarda la tipologia di intervento (manutenzione ordinari/restauro) la differenza la fa il vincolo. Se il monumento/opera d'arta è vincolato anche se si tratta di una manutenzione ordinaria è necessaria (lo sarebbe per legge) la professionalità specifica del restauratore.
Per quanto riguarda gli architetti: la laurea in architettura certamente non qualifica come restauratore, ma qualifica per dirigere interventi di restauro architettonico. C'è anzi un regio decreto del 1924 che stabilisce che solo gli architetti sono legittimati ad operare su beni culturali, che poi per legge sono i monumenti vincolati. Gli ingengeri possono progettare e dirigere opere che riguardino la statica delle strutture. Quando l'intervento di restauro architettonico comporta di operare su superfici dipinte o decorate è necessario che il progetto comprenda una scheda compilata da un restauratore.
Per le opere mobli è diverso: il progetto può farlo uno storico dell'arte (non tutti sono capaci, molti di quelli che lavorano in soprintendenza si) o direttamente il restauratore. Poi ci sono zone di confine (es. affreschi) dove sia gli architetti che gli storidci dell'arte rivendicano la proprie competenza...
Da Brandi in poi era abbastanza chiaro che una figura professionale dsi occupava del controllo critico del lavoro (architetto, storico dell'arte) e che il restauratore operava insieme a lui sulla manualità e sulla tecnica. Ora che le scuole di restauro sono state equiparate all'università non è più molto chiaro chi fa cosa. Ci serve ancora il progetto dello storico dell'arte? Aspettiamo di vedere dove si va a finire... Comunque rimane il fatto che rimane agli architetti la competenza a progettare  a dirigere interventi di restauro architettonico (anche se putroppo molti di noi non sono preparati e non hanno nessuna capacità di lettura storica)
Spedito da: spatolina, Luglio 20, 2009, 8:52am; Replica: 3
DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 recante il "Codice dei beni culturali e del paesaggio" ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 - (Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 2004, n. 45).
Sezione II - Misure di conservazione

Art. 29. Conservazione

1. La conservazione del patrimonio culturale è assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.

2. Per prevenzione si intende il complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto.

3. Per manutenzione si intende il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità del bene e delle sue parti.

4. Per restauro si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale.

5. Il Ministero definisce, anche con il concorso delle regioni e con la collaborazione delle università e degli istituti di ricerca competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali.

6. Fermo quanto disposto dalla normativa in materia di progettazione ed esecuzione di opere su beni architettonici, gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali ai sensi della normativa in materia.

7. I profili di competenza dei restauratori e degli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro o altre attività di conservazione dei beni culturali mobili e delle superfici decorate di beni architettonici sono definiti con decreto del Ministro adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni.

8. Con decreto del Ministro adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, sono definiti i criteri ed i livelli di qualità cui si adegua l’insegnamento del restauro.


"Regio Decreto":Nell'ordinamento italiano il regio decreto legge (RDL) era un atto normativo avente forza di legge ordinaria adottato dal consiglio dei ministri e promulgato dal Re durante il Regno d'Italia.
Le necessità politiche ed amministrative del Governo, avevano indotto lo stesso sin dall'Unità d'Italia ad emanare con regio decreto norme giuridiche di competenza del potere legislativo. Non essendo tale facoltà contemplata da nessuna legge, restava molto controversa la giurisprudenza in merito all'efficacia giuridica delle relative disposizioni, prima che venissero ratificate dal Parlamento.(tratto da WIKIPEDIA)

"Decreto Legislativo"Con la locuzione decreto legislativo (abbreviato con D. lgs.) o decreto delegato si intende nel diritto costituzionale italiano un atto normativo avente forza di legge adottato dal governo in sede di consiglio dei ministri su delega del Parlamento.(tratto da WIKIPEDIA)


Non credo vi siano dubbi sulle competenze...almeno sulle competenze non facciamo confusione!



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