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Forum Restauro e Conservazione  /  Fenomeni di umidita' e danni da sali  /  Scelta pittura e malta di rinzaffo su muratura umi
Spedito da: EMANUELE SAVIOZZI, Agosto 7, 2009, 3:22pm
Buongiorno, ho un dubbio : quale pittura tra quella a calce e quella ai silicati di potassio e' da preferire sulle facciate esterne di fabbricato con struttura muraria in pietra, con barrierea elettrosmotica e intonaco macroalveolare evaporante ?
I detrattori delle pitture a calce dicono che essa ha un assorbimento di acqua piovana troppo elevato, e le piogge contengono anidride solforosa (SO2), che puo' essere ossidata e trasformata in acido solforico, per reazione con l' ossigeno e l' ozono atmosferici (reazioni accelerate dalla presenza di inquinanti dell' atmosfera odierna). L' acido solforico penetrando all' interno della muratura per mancanza di idrorepellenza alla pioggia da parte della pittura a calce, reagisce con il carbonato di calcio trasformandolo in gesso. La presenza simultanea di questi componenti in presenza di umidita' puož dare origine ai sali ettringite e thaumasite..
Le pitture ai silicati di potassio sono idrfobizzanti (quindi idrorepellenti, non assorbono acuqua piovana contaminata) ma altamente traspiranti ( anche se non quanto quelle a calce), pero' nella reazione con l' anidride carbonica dell' aria si ha la formazione di carbonato di potassio che va ad aumentare la quantita' di sali solubili che puo' provocare efflorescenze saline; il sale formatosi e' deliquescente, difficilmente cristallizzabile, ma ha un' azione di richiamo e di ritenzione dell' umidita', inconveniente minimizzato, ma quindi non eliminato, con l' uso di particolari polisilicati (nessun produttore specifica pero' quali silicati usa per la propria verniice).
Inoltre le pitture ai silicati, impermeabilizzando l' intonaco, escludono cicli di manutenzione periodica dello stesso con impacchi di pasta acquosa che evaporando, una volta applicata ed essiccata, assorbe entro se la soluzione salina per differenziale di capillarita'. Questi impacchi dovrebbero evitare, IN TEORIA, il dover ricorrere alla rimozione dell' intonaco eventualmente contaminato dai sali, con spese per la formazione di nuovo intonaco.
Inoltre, il rinzaffo (ovvero lo strato di materiale da applicare al muro per l' aggancio del successivo intonaco "deumidificante"). Chi dice che e' bene applicare uno strato di malta formata da calce idraulica piu' forte NHL 5 con aggiunta di metacaolino e specifici additivi ed essiccatori che funzionano da riduttori delle capillarita' del setto poroso del muro, costituendo una barriere idrorepellente ma comunque altamente traspirante (mi chiedo come sia possibile coniugare al meglio queste 2 caratteristiche agli antipodi) attraverso la quale l' acqua non puo' passare, e quindi i sali del substrato restano in soluzione nell' acqua stessa non migrando nell intonaco deumidificante (ma i sali non cristallizzano per evaporazione dell' acqia?), chi invece dice di usare come rinzaffo calce naturale idraulica piu' leggera e porosa NHL 3,5 senza aggiunta di materiali pozzolanici, poiche' il muro deve respirare e i sali cristallizzati trovano comunque posto all' interno dei pori delle malte leggere usate, e che l' impermeabilizzare un muro non fa altro che aumentarne il degrado pur nel tentativo di occultare al suo interno gli effetti deleteri dell' umidita' e dei sali solubili.
Grazie cordiali saluti.
Geom. Emanuele Saviozzi - Vecchiano - Pisa
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