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Forum Restauro e Conservazione  /  Pulitura  /  consiglio per foderatura
Spedito da: Chiara da Piacenza, Settembre 8, 2009, 12:52pm
Buongiorno a tutti..sto restaurando il mio primo dipinto in autonomia perciò volevo chiedervi qualche consiglio..E'un dipinto ad olio di fine 800'e presenta una tela a trama fitta e piuttosto debole,la preparazione è molto sottile.Sulla superficie dell'opera son presenti diversi squarci e in prossimità di questi cadute della pellicola pittorica,anch'essa estremamente sottile..Stamattina ho provveduto alla velinatura a colletta e allo smontamento del telaio,ora volevo procedere all'esecuzione d'inserti pima di effettuare la foderatura..ho notato dal tergo della tela,dopo aver velinato,che questa trattiene parecchio l'acqua perciò ho pensato che la foderatura a colla pasta non sia l'ideale.Il Beva in pasta sarebbe più consigliato?o comunque quale metodo mi suggerite?prima della velinatura ho eseguito delle prove  pulitura ad acetone,con risultato nullo.Che altra sostanza o miscela potrei provare? grazie millle in anticipo..   Chiara Rossi
Spedito da: cinnabarin, Settembre 9, 2009, 8:55pm; Replica: 1
provo a risponderti brevemente, anche se pottremmo stare a parlare per mesi su queste problematiche. Esiste oramai una certa bibliografia anche sul restauro delle opere ottocentesche, appena mi sara possibile posso indicare  i più noti contributi sull'argomento. Comunque in generale le opere di questo periodo
andrebbero trattate con una particolare attenzione senza applicare procedure standard mutuate dal restauro delle opere d'arte antica: sono opere ancora giovani, l'olio non è completamente polimerzzato, e soprattutto spesso NON SONO MAI STATE RESTAURATE.
QUesto significa per esempio che se togliamo una vernice ad un opera così togliamo la vernice originale cioè un MATERIALE COSTITUTIVO, magari applicato dall'artista!!!
probabilmente cancellando per sempre una serie di indicazioni importantissime ed irrecuperabili con tutte le stramberie che gli artisti di quel periodo facevano con le vernici.

Sulla questione pulitura, in generale diciamo che il problema si affronta partendo da " cosa devo pulire", spesso i dipinti di quel periodo non sono verniciati affatto o lo sono in modo "inusuale", quindi la migliore opzione (come sempre) è di fare la pulitura di superficie con i tensioattivi  o chelanti e vedere se il risultato è sufficiente. L'acetone su un dipinto di fine ottocento mi pare eccessivo, al limite se proprio occorrono solventi  ricorrere al test di solubilità (feller\wolbers\cremonesi, quello che più ti aggrada) .

La foderatura... :'(   ....personalmente preferisco un approccio più minimale, soprattutto sulle opere moderne (inteso come XIX° sec.) e contemporanee, come le tecniche di sutura  dei tagli filo a filo, metodo Heiber, o similari.

Infine le tele ottocentesche in particolare verso la fine del secolo, molto frequentemente erano preparate a gesso e colla, se così fosse tenderei ad evitare l'apporto di umidità dal retro.

  
Spedito da: valesignoriello, Settembre 10, 2009, 9:28am; Replica: 2
ciao...anche a me l utilizzo di acetone mi sembra eccessivo anche xche è un solvente forte e uno degli ultimi nella scala di feller....quindi prima di inziar devi far delle prove cercando la polarità giusta xche non sai il materiale costitutivo della vernice o di quello che devi eliminare....
Poi come dice roberto la fodertura è un intervento abbastanza invasivo quindi se la tela non risulta in cattive condizioni agisci puntualemente....ciaoo
Spedito da: cinnabarin, Settembre 10, 2009, 8:24pm; Replica: 3
L'acetone nel test di Feller è proprio l'ultimo, ma soprattutto non diamo per scontato che i solventi siano la prima cosa da usare, anzi: una buona parte delle puliture sulle opere ottocentesche (e non solo) se non sono passate per vicende conservative e restaurative traumatiche , si fà con mezzi acquosi o simili, oltre a chelanti e tensioattivi trovo una buona opzione per i dipinti sensibili all'acqua nell'emulsione grassa e per puliture di superficie più esigenti i gel di carbopol  (non i solvent gel!!!!) a diversi pH.
Una volta tolto lo sporco di deposito, spesso l'effetto della pulitura è già di grande impatto e (sempre per ottocento parlando) potrebbe non essere necessario andare oltre.  Ovviamente il caso della vernice alterata esula da questo discorso, ma come già detto con la fine dell'ottocento la verniciatura finale come la intendiamo nella pittura precedente inizia a sparire, per diventare verniciatura parziale, vernice da ritocco, isolante, mescolata ai colori etc.  con notevoli variabili anche all'interno dello stesso dipinto, cosa che rende particolarmente complesso l'utilizzo dei solventi.
  
Spedito da: cinnabarin, Settembre 12, 2009, 9:57am; Replica: 4
alcune segnalazioni sui temi trattati, sulla tecnica delle opere ottocentesche:

The artist's Assistant, di L.Carlyle Archetype Pubblication, London.

Il Colore dei Divisionisti, atti del convegno internazionale di Studi, Volpedo (si trova presso il Museo delle Studio del Pittore a Volpedo)

Art In the Making: Impressionism, D.Bombford,J. Kirby, J. Leighton, A.Roy, National Gallery London.

sulle problematiche conservative:

Problemi conservativi dei manufatti dell'ottocento, i dipinti , la carta , i gessi,  a cura di M.Fratelli e E.Signorini, Il Prato Padova.

Sul restauro, problematiche legate alla foderatura:

Alternative to linings, preprints, Ukic, London 2003 (qui si trova una delle poche descrizioni dettagliate del metodo Heiber)

Dipinti su tela problemi e prospettive per la conservazione, giornata di studio OPD-CESMAR 7. il Prato Padova.

di rimando anche La Crocifissione di Dro, un esempio di minimo intervento su un opera di grandi dimensioni, il prato, Padova. Questo grande dipinto è stato restaurato senza foderatura e senza smontaggio dal telaio.




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