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Forum Restauro e Conservazione  /  Materiali lapidei naturali ed artificiali  /  protettivo alterato
Spedito da: paola77, Ottobre 5, 2009, 2:33pm
buongiorno a tutti,
mi ritrovo alle prese con unprotettivo alterato che non ne vuole sapere di essere rimosso...
mi spiego meglio: su una lapide di metà ottocento in venato apuano è stato applicato, in un restauro effettuato negli anni ottanta, un protettivo a base di resine poliuretaniche (da ricerca in vari atti d'archivio so anche il nome ma non so se lo posso scrivere...) che ha provocato un forte ingiallimento su tutta la lapide.
ho provato con vari prodotti, da tensioattivi a solventi, ma il risultato è stato...NULLA!!
qualcuno mi può dare dei consigli?
grazie!!
Spedito da: Adamantio, Ottobre 5, 2009, 4:56pm; Replica: 1
Molti poliuretani sono insolubili nei solventi organici (al più rigonfiano), in acqua e in soluzioni acquose.
Il nome commerciale della resina credo che comunque lo puoi fare, non mi pare abbia intento pubblicitario (ovviamente ti assumi le responsabilità di quello che dici :) ).

Per la rimozione non saprei, è un bel grattacapo.... forse con qualche tecnica laser o con il calore ma attenzione ai prodotti che si sviluppano...

d'altra perte molte resine poliuretaniche non sono certo un bell'esempio di reversibilità.
Spedito da: paola77, Ottobre 6, 2009, 6:46am; Replica: 2
grazie mille per la risposta,ho letto un'articolo sulla rimozione di resine poliuretaniche da marmo di Candoglia mediante lavaggi con acqua a 60°...credo farò comunque un tentativo, anche se non credo funzionerà...non ho mai visto un prodotto così tenace! alla faccia della reversibilità! si accettano altri consigli!
buona giornata!
Spedito da: roberr, Giugno 27, 2010, 7:39pm; Replica: 3
potrebbe provare con dei solventi a cui generalmente i poliuretani non resistono ma dipende soprattutto dal tipo
comunque sempre che' il substrato non sia intaccato puo' provare con
alcol benzilico (aggiungendo un po' di tensioattivo per favorirne la rimozione successiva dei resisdui con successivo lavaggio con acqua visto che e' altobollente)
oppure solventi piu' aggressivi magari gelatinizzati per aumentarne la permanenza tipo :
metiletilchetone MEK
percloroetilene
cloruro di metilene

oppure trattamento uv con eccesso di radiazione se il substrato non ne risente (tende a degradare molti poliuretani)
un'altra possibilita' potrebbe essere la sabbiatura criogenica che, se riesce a raffreddare il polimero al di sotto della sua tg lo rende fragile ed eliminabile dall'azione abrasiva

stesso discorso vale per il calore alcuni poliuretani gia' a 150 C perdono tenacita' ed adesione intenerendosi notevolmente ma tutto dipende dalla formulazione che e' stata applicata



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