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Forum Restauro e Conservazione  /  Chimica per il restauro  /  sodio solfato e idrossido di bario
Spedito da: Jeni Bravar, Ottobre 21, 2010, 9:03am
Cari colleghi, non essendo chimico ho un problema che mi tormenta e non riesco ad avere risposte, cosi' chiedo a voi.
Dovrei collaborare ai lavori su un mosaico antico con problema di sali. Mi e' stato detto che i solfati di sodio dodecaidrato (mirabilite) Na2SO4x10H2O (ed ovviamente anche thenardite) verrano convertiti ed in parte estratti con impacchi di idrossido di bario. Senza precedenti trattamenti con carbonato d'ammonio o altro.
Io sto tentando di capire se questo metodo puo' funzionare ma non riesco a trovare il modo in cui la mirabilite dovrebbe reaggire con l'idrossido di bario.
Qualcuno puo' aiutarmi?
Grazie mille,
Genni Bravar
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Ottobre 28, 2010, 9:36am; Replica: 1
Il metodo della conversione detto Ferroni-Dini, funziona solo  se eseguito correttamente, ma non Ŕ facile -:) ha tempi lunghi settimane/mesi.

   In alternativa, potresti sanare semplicemente estraendo e rimuovendo i solfati, e gli altri sali solubili dannosi, con impacchi di cellulosa modificata che sono giÓ stati sperimentati con successo su mosaici romani famosi.
Spedito da: Jeni Bravar, Ottobre 31, 2010, 6:27am; Replica: 2
La ringrazio, infatti questo e cio che volevo sentire. Sto lottando con i denti per provare al centro di restauro che vorrebbe applicare il metodo del bario che e inutile visto che la mirabilite e solubile in acqua e per cio si puo estrarre. Per non parlare del fatto che hanno totalmente ignorato la molto piu alta presenya di nitrati e cloruri!! Ma siccome io sono solo una piccola restauratrice museale non stanno ad ascoltarmi. Fortunatamente il conservatore adetto al controllo mi ha datto retta e per ora si va con impacchi di acqua demineralizzata.
Grazie e cari saluti
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Novembre 1, 2010, 8:48am; Replica: 3
E' giÓ un passo avanti -:) vedi mio messaggio privato. Il metodo al bario funziona ma, appunto, non interessa cloruri e nitrati. Avete fatto analisi cromatografiche per sapere almeno quali-quanti sali ci sono?
Spedito da: Jeni Bravar, Novembre 2, 2010, 10:13am; Replica: 4
Tante grazie per i dati nel messaggio privato.
Il centro di restauro che dovrebbe condurre i lavori ha fatto analisi ma non cromatografiche, i risultati erano tutti in percentuali e risultava ci fossero molti cloruri, nitrati e solfati (in questo ordine decrescente).
Siccome mi sono venuti dubbi ho fatto eseguire delle analisi ad una ditta privata. Dalle analisi cromatografiche e' risultato che ci sono in mg/L 3,47 nitrati, 4,12 cloruri e 35,24 solfati.
Il vero problema e' che non riusciamo ancora a capire da dove sono arrivati tutti questi solfati e se sia possibile fermarli o controllarli.
COmunque, per ora continuiamo con le polpe di arbocell mentre tentiamo di diventare piu' intelligenti :-)
Grazie ancora, faro sapere sui sviluppi.

Jeni Bravar
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Novembre 2, 2010, 11:10am; Replica: 5
Personalmente raccomando di avere i risultati in percentuale di peso del materiale.
  I mg/litro di soluzione nella quale sono stati estratti i sali non mi dice niente -:)
  Inoltre, sarebbe bene avere le singole percentuali degli anioni cloruri, solfati, nitrati, e dei cationi sodio, potassio, magnasio, calcio. Cosi si puo fare la loro SOMMA per avere i sali totali nel substrato. Cordialmente
Spedito da: Jeni Bravar, Novembre 3, 2010, 6:43am; Replica: 6
Infatti questi sono i risultati per peso di materiale, per 100 mg di peso del campione di substrato, almeno cosi' scrive nei risultati.
Anche io avrei preferito avere sia gli anioni che i kationi, ma abbiamo deciso di far analizzare solo gli anioni per via dei prezzi delle analisi. E poi, queste analisi le abbiamo fatte fare per capire se credere alle analisi del centro di restauro o meno. E' risultato che sono completamente differenti, e poi abbiamo capito che anche il metodo di raccolta dei campioni era del tutto senza una metodologia pensata in anticipo.
Ora che siamo coscenti della situazione preleveremo noi i futuri campioni, ed ora che me lo dice vedro' i prezzi se analizziamo anche i kationi, non dovrebbe poi esserci troppa differenza.
Comunque, ci sono arrivate le analisi della prima polpa di carta e naturalmente ha assorbito moltissimi sali. Cosi' almeno riesco a dimostrare ai conservatori che il metodo che ho suggerito da risultati effettivi.
Saluti,
Jeni Bravar
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Novembre 7, 2010, 7:16am; Replica: 7
Salve - infatti, faccio fare l'analisi dei cationi proprio per avere una idea di cosa sta succedendo - il tuo 35% di solfati e molto probabilmente del semplice gesso -:)
Se il calcio fosse stato in proporzione saremmo p´u  sicuri. Il gesso poteva anche esserci nella malta di posa originale.
Analizzare i cationi costa molto di piu. Per curiosita mia, quanto ha assorbito la carta? Saluti, E
Spedito da: Jeni Bravar, Novembre 8, 2010, 7:07am; Replica: 8
Si, ho controllato i costi e la differenza e' per ora troppa. La polpa ha assorbito moltissimo, e poi si nota che ora i solfati sono migrati verso la superficie del mosaico. Il problema e' che le prime analisi sono state fatte dal centro di restauro e loro non hanno fatto la cromatografia ma delle analisi diverse che danno i risultati in percentuali, ma non dicono di cosa (no comment). Comunque, dalle analisi della polpa fatte dal centro di restauro risulta che c'e' il 0,99% di solfati ed il 0,17 % di calcio.
Comunque, risulta che siano stati assorbiti molti solfati per cui ora continuiamo con le polpe. Ma siccome il gesso non viene assorbito dalla polpa, se nella polpa ci sono molti solfatti rimane l'idea della mirabilite/thenardite, no?
In ogni caso, oggi prenderemmo un campione dell'acqua assorbita dalla polpa e dovremmo avere le analisi tra una decina di giorni. Allora tutto sara' piu' chiaro.
Spedito da: Edgardo Pinto Guerra, Novembre 8, 2010, 8:49am; Replica: 9
Non hai necessariamente solo solfati di sodio - potrbbero essere anche di potassio o, pi¨ probabile, di magnesio solubilissimo. Ad ogni modo, se fossi io, farei UNA prima, seria completa analisi cromatografica del substrato per gli anioni cloruri, solfati, nitrati ed i cationi sodio, potassio, magnesio, calcio.
Poi, la riduzione si potrÓ vedere, pi¨ economicamente, cercando solo gli anioni. Se non per motivi curiositÓ accademica, per me Ŕ inutile analizzare altro che il substrato.
Spedito da: Jeni Bravar, Novembre 9, 2010, 1:36pm; Replica: 10
Anch io la farei, solo che meterei le lettere  capitali su SERIA :) Siamo sinceri, le analisi dovevano essere fatte per bene prima di iniziare i lavori. Io mi ci sono ritrovata a meta' (senza nemmeno volerlo). Le analisi fatte dal centro di restauro hanno detto che ci sono tracce di gesso e che tutti gli altri sono solfati di sodio. Io dovrei credere a queste analisi. Fatto sta che stiamo cominciando a dubitarne, non le dico nemmeno il modo in cui sono stati presi i campioni (a casaccio) e che non e' stata fatta nemmeno una sezione per vedere gli stratti e fare delle analisi dei tipi di malte. Spero che ora si andra' avanti seriamente, faro sapere dei sviluppi.
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