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Spedito da: mots, Gennaio 1, 2011, 6:53pm
Ci battiamo tanto ma la nostra professionalità che è quotidianamente presa a pesci in faccia.
Ecco cosa è accaduto a Napoli a chi ha condannato un intervento di "restauro"

La celebre chiesa di Napoli dedicata a Santa Chiara, patrimonio mondiale Unesco dal 1995 era costellata su tutti i sui lati da graffiti selvaggi. Ma lo scorso 24 dicembre un misterioso giustiziere natalizio, un novello Babbo Natale, ha indossato i panni di restauratore per ripulire alla buona le storiche mura della facciata principale per consentire una visione decorosa ai tanti fedeli che sono accorsi per la messa della mezzanotte. “Ero presente mentre effettuavano i lavori – ha affermato un passante residente in zona centro storico - era la mattina del 24 Dicembre. Sul sagrato c'erano tre ragazze, due avevano il camice bianco ed una no. Avevano dei prodotti che miscelavano a seconda della scritta. Due cancellavano le scritte e dopo una terza passava una spugna bagnata per mandar via non so cosa. Ad un certo punto si è fermato anche un signore che diceva di essere esperto della materia perché da giovane ha effettuato lavori di restauro ed ha consigliato ad una di queste come maneggiare il pennello.”
Lavori di pulitura misteriosi, quelli sulla facciata della Chiesa di Santa Chiara, proprio perché durante il presunto restauro non è stata esposta la tabella prevista dalla legge, che ne riporti il committente, l'importo dei lavori, i progettisti, gli estremi dell'autorizzazione comunale, l'impresa, il direttore dei lavori, eccetera. Nessun cartello, nessun autorizzazione e nessun controllo, uno scenario allarmante emerso sotto i muri in tufo ripuliti si, ma a che prezzo?
A lanciare subito l’allarme sullo stato di conservazione post-restauro è stata l'associazione «Portosalvo Giovani», composta da neolaureati in Restauro dell'Università Suor Orsola Benicasa di Napoli. Attraverso un ampio reportage fotografico del sito, i giovani studenti e restauratori hanno lanciato la  denuncia dello scempio avvenuto sui muri della facciata che risultano gravemente danneggiati.
“Come si evince dalle foto – affermano i coordinatori di Portosalvo Giovani - all’analisi visiva il tufo giallo napoletano si presenta notevolmente polverulento. Lo strato superficiale non è compatto e biancastro e ciò è dovuto ad una forte abrasione che ha sottratto il primo livello della pietra. Probabilmente si tratta un risultato ottenuto attraverso l’utilizzo di una sabbiatrice o di un prodotto molto invasivo”.
L’associazione “Portosalvo Giovani” è indignata per questo spiacevole evento e sta valutando la possibilità di presentare nei prossimi giorni, presso il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, una denuncia verso ignoti per gravi danni al patrimonio storico-artistico.

(LE FOTO dei danni fatti dall'intervento http://www.facebook.com/album.php?aid=46795&id=100000604469213&fbid=180717851958362)

Ecco viene risposto alla denuncia e preoccupazione dei giovani studenti in restauro di Napoli dalla pagine del quotidiano Libero.

Contro il senso civico
Napoli affoga nella monnezza e chi pulisce rischia la denuncia
di  GENNARO MALGIERI

Napoli impagabile e stupefacente. Non finisce mai di sorprendere. Nella buona e nella cattiva sorte. Assediata ddall'immondizia,a rischio di epidemie, incubatrice, di disordini e dominata dalla malavita, c'è pure qualcuno che si ostina a volerle bene al punto da mettersi a ripulire le facciate degli antichi palazzi daglì osceni graffiti che le deturpato. Li hanno,chiamanti "giustizieri": sono ignoti e non chiedono nulla, neppure un po' di riconoscenza. Vorrebbero soltanto poter essere lasciati liberi di svolgere, anonimamente un servizio civile per la loro città. Altrove li avrebbero innalzati sugli scudi, a Napoli gli danno la caccia perché, sostiene un Cumitato denominato "Portosalvo", il loro lavoro, lungi dall'essere encomiabile, potrebbe rivelarsi pericoloso per gli stessi monumenti in quanto i "ripulitori" non avrebbero le competenze tecniche per poter intervenire. Insomma, se ne stiano alla larga per non a aggiungere danni a quelli che intente no generosamente ma non ingenuamente rimuovere.
Agli ignoti anti-graffitari non è stata risparmiata neppure una diffida mentre i napoletani, nei giorni scorsi, sono rimasti di stucco nell'ammirare, dopo decenni, ripuliti dalle scritte selvagge la Chiesa di Santa Chiara e Castel Capuano, due degli edifici di maggior pregio e storicamente tra i più significativi di Napoli. Il Comitato, eccitateto per l'affronto, ha allertato il Comune e Soprintenza affinché gli "esperti" intervengano al posti degli abusivi e questi rientrino nell'ombra, senza permettersi di "attentare" ai beni preziosi dell'immacolata città se non vogliono rischiare addirittura una denunciapenale per danneggiamento
Se si considera che la cancellazione di banali fissi d'amore, ad opera di adetti autorizzati, dai muri del Maschio Angioino è costato all'erario venti-cinquemila euro, si dovrebbe proporre un monumento a chi si adopera gratuitamente allo stesso scopo. Invece gli si intima di riporre acidi e pennelli perché la loro opera potrebbe danneggiare gli edifici che marciscono attorniati dai rifiuti, frequentati dai ratti, impregnati da un lezzo asfissìante e oggetti di ordinario vandalismo.Insomma. Napoli muore eppure c'è chi vorrebbe, in qualche modo, tenerla in vita agendo in privato laddove la mano pubblica non riesce neppure a dare una pennelata di vernice su scritte spesso oscene che contribuiscono ad avvilire la città che è diventata l'anticamera dell'inferno.
Occultata la bellezza, a Napoli resta, comunque, il gran cuore di molti oscuri cittadini. Non va bene neanche questo. E perciò c'è chi invoca leggi e regolamenti mentre la città si dissolve nell'incuria. Ci sarebbe da ridere se non avessimo voglia di piangere. E nel capoluogo partenopeo, a dire la verità, si ride e si piange ad intermittenza.Cosa voliamo fare di fronte all'ultimo espediente partorito dalla fantasia di napoletani che, nonostante tutto, non intendono rinunciare ai botti di Capodanno, ai festeggiamenti un bel po' sguaiati e a quell'incomprensibile lancio di oggetti dalle finestre e balconi che da sempre connota l'arrivo del nuovo anno? Non sappiamo se ridere o piangere, infatti. avendo appreso che per non correre rischi gli industriosi cittadini hanno bagnato i rifiuti affinché non si incendino con i petardi ed i mortaretti a cui tutti non intendono rinunciare neppure se in una sola notte in cambio qualcuno gli promettesse il miracolo di eliminare dalle strade i cumuli di immondizia.
Si dirà che c'è della follia in tutto questo. Può essere. E si potrebbe perfino giustificarla in ragione di un carattere che non è possibile cambiare dall'oggi al domani. Si festeggi pure, allora, nel modo che più conviene e soddisfa, ma si lasci anche a chi non ha proprio voglia e motivo di sparare fuochi a mare e tirare dai piani alti piatti e lavandini, la possibilità di riputire quel che si può ripulire: i resti, per quanto cadenti , pur sempre antichi e nobili di una capitale che non merita di finire com'è finita. Anzi, agli ignoti ripulitori il capo dello Stato, quando, come da tradizione, arriverà a Napoli la mattina di Capodanno, dedichi piuttosto un pensiero, una parola, magari davanti al solo monumento che rischia di resistere: la moonnezza.


Da Giornalista e appassionato di arte e cultura sono basito. Cosa accadrebbe a livello mediatico se un uomo si sentisse male per strada e venisse soccorso da un passante (non medico) procurandogli più danni che benefici!?
Ringrazio tutti per la cortese attenzione e disponibilità.





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