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Forum Restauro e Conservazione  /  Consolidamento supporto  /  CONSOLIDAMENTO
Spedito da: migliez, Settembre 30, 2011, 5:59pm
Buongiorno atutti, mi chiamo emanuele e sono nuovo. Voglio chiedere alcune informazioni.. mi trovo di fronte ad un dipinto presumibilmente di fine 600 inizio 700, olio su tela (dimensioni 96x70), preparazione di colore rosso, presenza di craclè distribuito in maniera piuttosto uniforme sulla superficie, più strati di vernice fortemente ossidati ed ingialliti. Il retro presenta un rifodero a colla pasta a mio parere di vecchia data in quanto eseguito con due pezze unite tra loro nonostante la dimensione dell'opera sia ridotta. La tela presenta ancora un buon tensionamento sul telaio originale.
nella zona inferiore il dipinto presenta uno strappo di dimensioni abbastanza ingenti ad andamento non unidirezionali causato forse da un urto (ha all'incirca forma di una Z in orizzontale di dimensioni di 15 cm). Non ho ancora esguito test conoscitivi della vernice (test di feller modif. Cremonesi ecc). Ora quello che mi interessava sapere da Voi è questo.. partendo dal presupposto che mi piacerebbe mantenere il vecchio rifodero a pasta in quanto a mio parere traccia di passaggio dell'opera nel tempo, mi chiedevo se un eventuale consolidamento dal retro a colletta e immediata stiratura possa essere un modo per "riattivare" i leganti presenti nella vecchia colla pasta che mi consentirebbe di smorzare il craclè dell'opera e consolidarla (provando a bagnare con tamponcino  di colletta in prossimitàdello strappo e toccando con il dito pare che la vecchia colla pasta diventi appiccicosa..). oppure per voi c'è rischio dato la sensibilità della colla pasta all'apporto di umidità.  La sola stiratura senza consolidamento è per voi sufficiente ad ammorbidire il craclè? Ancora una cosa .. se ciò che ho detto fosse qualora possibile come stirae la tela dal retro senza rischi che la ginta delle due pezze possa segnare sul davanti...? grazie
Spedito da: cinnabarin, Settembre 30, 2011, 7:03pm; Replica: 1
....avevo già scritto la risposta e mi sono accorto che manca la firma completa di nome e cognome, indispensabile a scrivere nel forum.
Spedito da: migliez, Settembre 30, 2011, 7:20pm; Replica: 2
Dovrei avere aggiornato il profilo... ditemi se sbaglio o manca ancora qualcosa..
Spedito da: cinnabarin, Settembre 30, 2011, 7:28pm; Replica: 3
perfetto grazie.

Il tuo quesito è interessante, infatti non  è da dare per scontato il fatto di togliere le vecchie foderature. Nel tuo caso però non sò se è il caso di impregnatre tutta la tela da rifodero per fare i consolidamento del colore ed il suo appianamento (difficile abbassare i cretti solo con la colla) forse occorre considerare di togliere la fodera intera, fare i trattamenti, fare il lavoro sullo strappo, e poi decidere se rimetterci la fodera libera dietro in qualche modo.
Spedito da: migliez, Settembre 30, 2011, 7:40pm; Replica: 4
lei intende dire di rimuovere la foderatura, lavorare sullo strappo e poi rieseguire la foderatura con ala medesima tela che precedentemente ho asportato?
Spedito da: cinnabarin, Settembre 30, 2011, 10:31pm; Replica: 5
diamoci del tu.
Non precisamente, intendo togliere la foderatura eseguire i trattamenti di consolidamento e abbassamento delle scaglie e o dei cretti se ho ben capito c'è questa necessità, e solo dopo aver risanato lo strapoo, a seconda dello stato del tessuto decidere se rifoderare o meno, in entrami i casi (foderato o no) c'è sempre la possibilità di tensioare sul telaio la vecchia tela da rifodero alla quale avevi dato importanza come testimonianza storica, intendo come falsa foderatura, cioè una tela tesa sul telaio prima di riapplicarvi il dipinto, è una possibilità, poco praticata da noi, ma utile a volte. non sò se sono riuscito a spegarmi?
Spedito da: migliez, Ottobre 1, 2011, 7:22am; Replica: 6
Ho capito cosa intendi, si potrebbe essere un buon compromesso. Ti ringrazio per le informazioni, mi sarannno utili, buon lavoro
Spedito da: cinnabarin, Ottobre 1, 2011, 1:10pm; Replica: 7
aspettiamo foto e risultato, altrimenti il forum resta un luogo di molti interrogativi con soluzioni che non si sà se hanno funzionato

buon lavoro a te

ciao
Spedito da: giocastellana, Ottobre 2, 2011, 11:33am; Replica: 8
Ciao a tutti. Trovo il consiglio di Roberto davvero interessante una precisazione pero' quale collante per unire le due tele? Beva film, Beva375? o altro? Considerando anche il fatto che non tutti posseggono una tavola termica e che per il primo Beva film bisogna stare tra 65 e 68 gradi C e cosi credo anche per il secondo. Stabilire la temperatura esatta del ferro sappiamo è impossibile. :-/


ciao

giovanni castellana
Spedito da: migliez, Ottobre 2, 2011, 1:23pm; Replica: 9
un'altra cosa ... volevo chiedere se vi è mai capitato di eseguire dei rattoppi con rammendo ago e filo (senza passare d'all'altra ovviamente) per poi rinforzare ancora la struttura con beva film.. onde evitre di vedere il rattoppo classico che a mio parere non è il massimo... chiedo perchè ho in casa una sarta e mi dice che secondo lei si può fare un rammendo senza passare oltre con filo di dimensioni e resistenza adeguati ...
Spedito da: cinnabarin, Ottobre 2, 2011, 7:56pm; Replica: 10
sì, c'è tutta una casistica di questo genere di interventi (che sappia io hanno lavorato su questo sia Ezio Buzzegli all'OPD e Winfred Heiber in Germania, il secondo è scomparso lo scorso anno, io ho una dispensa del suo corso quando tenne una meravigliosa lezione a Vicenza nel 2008 mi pare. Comunque si lavora con aghi da chirurgia e si segue l'orientamento dei fili cercando di ricostruire il tessuto dove è fragile, il limite è la resistenza del colore e la creazione di tensioni che con il tempo possono creare sollevamenti nelle zone sollecitate, inoltre il non aver accesso alla parte dipinta per vedere quello che succede è un limite. Tutte queste tecniche prevedono il lavoro in stereo microscopia 10-20X anche se è possibile eseguire risanamenti di buon livello anche con una semplice lente. Il forte ingrandimento serve soprattuto per l'allineamento delle superfici e dei fili. In genere però nell'attività normale si lavora con delle semplici suture fatte da adesivi applicati puntualmente sotto ingrandimento,, e filo a filo, e poi si applica sl retro o dei fili a cavallo , quasi invisibili e esteticamente accettabili, oppure un reticolo calibrato sulle esigenze dell'opera (personalmente uso 2 tipi 1cm x 1 cm o 0,5 cm x o,5 cm.   Come adesivi si usa o l'adesivo di Heiber (colla di storione e amido di grano in una certa percentuale) o emulsioni ( resine tipo l'eva, o il beva lasciato seccare (o il beva film) o la poliammide trasformata in filo o piccole striscie. Difficile riassumente in un post le varie fasi e tutte le possibilità, ma  se serve ti posso dare indicazioni maggiori.

ciao
Spedito da: cinnabarin, Ottobre 2, 2011, 7:57pm; Replica: 11
non serve metter eil beva film come rinforzo se la sutura è ben fatta reticoli o fili a cavallo sono sufficienti.
Spedito da: cinnabarin, Ottobre 2, 2011, 8:06pm; Replica: 12
Citato da giocastellana
Ciao a tutti. Trovo il consiglio di Roberto davvero interessante una precisazione pero' quale collante per unire le due tele? Beva film, Beva375? o altro? Considerando anche il fatto che non tutti posseggono una tavola termica e che per il primo Beva film bisogna stare tra 65 e 68 gradi C e cosi credo anche per il secondo. Stabilire la temperatura esatta del ferro sappiamo è impossibile. :-/


ciao

giovanni castellana



io dicevo di non mettercelo prorpio l'adesivo, tendi la tela vecchia sul telaio su cui poi in un secondo momento andrai a mettere il tuo dipinto foderato o meno, si chiama falsa foderatura, è usata in certi casi come barriera e come sostegno al retro in casi in cui non serve una vera foderatura (ma quando serve davvero? secondo me solo in pochissimi casi) ma si vuole lo stesso fornire una barriera. in caso la si voglia puntare appena (ma anche far aderire, BEVA  a spruzzo sulla vecchia tela a formare lanugine (in esano) e poi riattivazione con il ferro a 70-80 gradi con i limiti che sappiamo (e che anche le tavole calde hanno visto che non sono altro che un grande ferro girato a faccia in su, più ci si allontana dalla resistenza che produce calore più la temperatura scende, proprio come sui ferri che sono più freddi sulla punta. Un'altra soluzione che viene dagli ambiti della Scicolone è quella delle lampade infrarosse , si mette una o più ampade infrareosse sopra il quadro da trattare (misurate la temperatura con termometri di superficie o laser  :o) e fate aspirazione in TBP o a sacco.
Spedito da: migliez, Ottobre 2, 2011, 8:58pm; Replica: 13
Citato da cinnabarin
sì, c'è tutta una casistica di questo genere di interventi (che sappia io hanno lavorato su questo sia Ezio Buzzegli all'OPD e Winfred Heiber in Germania, il secondo è scomparso lo scorso anno, io ho una dispensa del suo corso quando tenne una meravigliosa lezione a Vicenza nel 2008 mi pare. Comunque si lavora con aghi da chirurgia e si segue l'orientamento dei fili cercando di ricostruire il tessuto dove è fragile, il limite è la resistenza del colore e la creazione di tensioni che con il tempo possono creare sollevamenti nelle zone sollecitate, inoltre il non aver accesso alla parte dipinta per vedere quello che succede è un limite. Tutte queste tecniche prevedono il lavoro in stereo microscopia 10-20X anche se è possibile eseguire risanamenti di buon livello anche con una semplice lente. Il forte ingrandimento serve soprattuto per l'allineamento delle superfici e dei fili. In genere però nell'attività normale si lavora con delle semplici suture fatte da adesivi applicati puntualmente sotto ingrandimento,, e filo a filo, e poi si applica sl retro o dei fili a cavallo , quasi invisibili e esteticamente accettabili, oppure un reticolo calibrato sulle esigenze dell'opera (personalmente uso 2 tipi 1cm x 1 cm o 0,5 cm x o,5 cm.   Come adesivi si usa o l'adesivo di Heiber (colla di storione e amido di grano in una certa percentuale) o emulsioni ( resine tipo l'eva, o il beva lasciato seccare (o il beva film) o la poliammide trasformata in filo o piccole striscie. Difficile riassumente in un post le varie fasi e tutte le possibilità, ma  se serve ti posso dare indicazioni maggiori.

ciao


INTERESSANTISSIMO! si, se avessi qualcosa da indicarmi o qualche bibliografia mi piacerebbe darci un'occhiata, io non ho mai eseguito niente del genere
Spedito da: cinnabarin, Ottobre 2, 2011, 10:11pm; Replica: 14
appena ho u attimo ti metto giù un pò di bibliografia, qui sopra dimenticavo di nominare Alberto Finozzi che per nni ha tenuto corsi su questo. Qui un foto del corredo base , termocauterio con punta fine, lente contafili 10x pesetti, microforbici curve, specillo, etc...
Spedito da: cinnabarin, Ottobre 3, 2011, 7:43am; Replica: 15
Atti del secondo convegno colore e conservazione Minimo intervento conservativo ne trattamento dei dipinti, cesmar 7, thiene 29-30 ottobre 2004, Il prato ed. Padova
in particolare il saggio di Heiber.

Winfried Heiber Tread By tread tears Mending methods, in Alternative to linings, UKIC (lo trovi da ARchetype a Londra,http://www.archetype.co.uk/ anche se non è nell'elenco nel sito, scrivi e te lo mandano)

Knut Nicolaus Il restauro dei dipinti ed.konemann

La crocifissione di dro, un esempio di minimo intervento su un opera di grandi dimensioni, quaderni del cesmar 7 il prato padova. Questo è un dipinto di 5 metri che alla luce di 120 lacerazioni del supporto è stato restaurato senza essere smontato dal telaio, con le premesse ele tecniche illustrate nel testo, resta lesperienza più impegnativa e il luogo dove più si sono  adoperati in massa strumenti progettati per le singole esigenze di un opera, secondo me un esperienza insuperata a quasi 10 anni di distanza.

una serie di dati sugli adesivi sono in un capitoletto del libro Cremonesi,Borgioli, le resine sintetiche usate nel trattamento delle opere policrome, il prato PD.

Poi l'intervento di A.Finozzi nel convegno sulla foderatura tenutosi a ferrara, sempre ed il prato

poi ci sono alcuni articoli su Progetto restauro ma ora non ho tempo di cercarli uno per uno.


Spedito da: migliez, Ottobre 3, 2011, 3:06pm; Replica: 16
Ho capiton forse.. quello che intendi tu è  quindi una "microsaldatura" filo a filo eseguita con un collante termoplastico a secco "sciolto" puntualmente con termocauterio + un rinforzo eseguito successivamente con (come scrivi tu) fili a cavallo oppure un reticolo calibrato. Mi sapresti dire che tipo di filo si utilizzano e cosa intendi per reticolo calibrato. se ho capito sbagliato dimmelo, grazie comunque
Spedito da: migliez, Ottobre 3, 2011, 3:09pm; Replica: 17
ancor grazie per la bibliografia cercherò informazioni
Spedito da: cinnabarin, Ottobre 3, 2011, 5:17pm; Replica: 18
si è proprio una microsaldatura, per i fili si possono usare sia i fili di lino che i sintetici. Sono molto comodi i rocchetti di filo da cucito in poliestere perchè la gamma cromatica è sterminata e si possono trovar diversi colori che si adattano alle vecchie tele ed il filo è sottile ma resistente. I fili di lino anche vanno bene ma in genere sono un pò più grossi. SI può usare anche  l'adesivo termoplastico, ma i migliori risultati, come pulizia di lavoro si ottengono con gli adesivi a base acquosa, che permettono di lavorare un pò con i fili dello strappo. In realtà saldare i fili è facile, con qualsiasi metodo, il difficile è essere sicuri che i fili combacino veramente,per questo serve l'ingrandimento, se i fili sono distanti anche solo un decimo di millimetro la distanza che li separa si riempie di adesivo, poi sembra saldato ma non lo è.
Poi è laborioso risistemare i fili degli strappi complessi, e far rientrare i fili di ordito che in genere fuoriescono e rimangono liberi.
Spedito da: stefania stefania, Novembre 1, 2011, 9:46pm; Replica: 19
Buonasera, avrei bisogno di qualche informazione: devo restaurare una cornice in legno decorata con gesso, dorato. Non ho informazioni in merito nè al periodo di cui è stata fatta questa opera, nè dove sia stata conservata.
Si presenta con evidenti distaccamenti del gesso, in alcuni casi completamente mancante. La doratura non è particolarmente rovinata.
Attualmente la sto pulendo con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua o di soluzione acqua e alcool al 50%.
Avrei bisogno di sapere come fare a consolidare le parti in gesso che si muovono e quale materiale utilizzare per poter ricostruire il negativo delle parti in gesso andate distrutte.
Per il gesso invece quale mi consigliate di usare?
In ultimo, nelle parti stuccate non utilizzero' la foglia d'oro, ma il "rigatino" ad acquarello. Mi consgliate di utilizzare una vernice protettiva quando sarà terminata?
Quale?

Grazie

Stefania Franchi
Spedito da: cinnabarin, Novembre 1, 2011, 11:37pm; Replica: 20
era meglio aprire un nuovo messaggio per questo, comunque...

l'acqua non è il materiale più idoneo per pulire una doratura, o meglio la pulisce benissimo....fin troppo, spesso non rimane niente (lo dico per chi legge nel tuo caso la miscela con acool ha un pò limitato immagino) a meno che l0oro non sia messo a missione , ne qual caso và benissimo.

in genere è preferibile fare il consolidamento PRIMA della pulitura, così il cotone non si attacca alle scaglie e con la pulitura si tolgono i residui di adesivo....

visto che la doratura resiste all'acqua usa colla di coniglio...in alternativa plextol, plextol addensato, o resine in soluzione.

per la stuccatura gesso e colla

per le parti da ricostruire, prendi le impronte con gomma siliconica.

ciao
Spedito da: stefania stefania, Novembre 2, 2011, 9:15am; Replica: 21
sCUSATE SE HO SCRITTO IN QUESTA SEZIONE, MA NON HO COMPRESO COME FARE  A INIZIARE UNA NUOVA CONVERSAZIONE.

HO LETTO LA RISPOSTA E LA RINGRAZIO. LEI COME MI CONSIGLIEREBBE QUINDI PER LA PULITURA DELLA DORATURA?
Spedito da: cinnabarin, Novembre 2, 2011, 12:38pm; Replica: 22
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RESTAURO LIGNEO

NUOVO TEMA


per determinare la pulitura si fanno delle prove, poi dipende da cosa si deve togliere, il DA COSA lo si toglie è solo parte del problema.

Per una pulitura generale si usano le emulsioni grasse (emulsioni di idrocarburi emulsionati con piccole quantità di acqua e tensioattivo) o solventi, o appunto acqua chelanti o tensioattivi, ma più difficilmente perchè come dicevo sopra l'acqua leva l'oro.
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