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Forum Restauro e Conservazione  /  Pulitura  /  allergia ai solventi
Spedito da: Claudia Rossi, Giugno 26, 2012, 3:40pm
Salve, sono una restauratrice con laboratorio in proprio da 13 anni; ho sempre usato i comuni solventi e vernici (con la maschera, ovviamente) senza problemi, ma da alcuni mesi a questa parte temo di aver sviluppato un'allergia per cui, anche se lavoro all'aperto con la maschera, quando uso solventi o vernici ho crisi respiratorie con capogiri e tachicardia. In attesa di capire qual è la sostanza incriminata, sto cercando materiali alternativi, con il più basso grado possibile di irritabilità. Ho sostituito le vernici tradizionali (tipo damar) con quelle all'acqua, e mi sembra che vada bene (anche se purtroppo sono molto costose e non sono ancora pratica nell'uso); sto cercando un solvente da usare al posto del metiletilchetone, per la rimozione di vernici e ridipinture.
Potete aiutarmi? A qualcuno è mai successa una cosa simile? L'ideale sarebbe trovare qualcosa classificato come "non pericoloso", così non dovrei neanche fare l'iscrizione al Sistri.
Grazie a tutti,
Claudia Rossi.
Spedito da: cinnabarin, Giugno 26, 2012, 7:14pm; Replica: 1
Che dire..... di sostituti del solventi tossici si parla da una decina di anni, forse più. Ci sono corsi di aggiornamento su questo argomento (Paolo Cremonesi, Cesmar 7 etc) e diverse pubblicazioni (casa editrice il prato, collana i Talenti, L'uso dei solventi organici, e ricordo diversi contributi sempre di P.Cremonesi sulla Rivista Progetto restauro).

In sostanza prima di tutto i test di solubilità che partono dalle miscele meno polarii (ligroina) ad arrivare ai solventi più polari (Alcool e Acetone) ai quali si arriva SOLO dopo aver provato tutta la gamma di miscele. Poi le soluzioni anndensate, klugel G, solvent gel, resin soap , ed i metodi acquosi etc etc..

I sintomi che descrivi potrebbero essere causati dalla trementina, ma direi che è uno dei tanti casi che si riscontrano nel nostro mestiere.

Le vernici all'acqua come vernici finali per i dipinti (sono acrilici o vinilici in dispersione, ma penso più acrilici) non li prenderei molto in considerazione (non li prenderei per niente inconsiderazione a dire il vero, qual'è il comportamento nel tempo? esiste possibilità di rimovibilità attraverso solventi? ingiallimento? comportamento dei molti additivi? esiste bibliografia specifica per il loro uso come vernici da conservazione,e  se no come basiamo la valutazione del comportamento nel tempo di questi materiali?  

Una soluzione immediata è Regal Rez 1094 in Shellsol D-40 o T, oppure in altro idrocarburo a bassa tossicità. Con i limiti che conosciamo dati dalla tendenza ad assorbirsi se usata tropo diluita (o su dipinti troppo inariditi). Anche su questo argomento ci sono corsi di agggiornamento ( :P)


posso sapere con precisione: quale tipo di vernice all'acqua usi (marca e nome del prodotto) ? cosa intendi per comuni vernici e solventi? (elenca quelli che chiami i comuni solventi)

ciao


Spedito da: Claudia Rossi, Giugno 27, 2012, 4:32pm; Replica: 2
Ciao, grazie per la risposta. I principali solventi che ho usato finora sono stati metiletilchetone per rimuovere le vecchie vernici ed eventuali ridipinture, contrad 2000 per lo sporco e il nerofumo, dimetilsolfossido per le dorature delle cornici o comunque quando non è possibile usare solventi a base acquosa. Il contrad posso usarlo anche ora, non mi dà problemi. Le vernici che usavo prima erano damar naturale e satinata marca Restaurarte, liquide, oppure Lukas spray per correggere ritocchi troppo opachi. Quella che sto provando ora è una vernice finale all'acqua della Maimeri, è acrilica, la scheda dice che non ingiallisce nel tempo. In effetti però non so se ci sono studi sull' uso nel restauro.
Grazie ancora, ciao.
Spedito da: cinnabarin, Giugno 29, 2012, 7:14pm; Replica: 3
Scusami se sono franco ma per la funzione del moderatore e nell'ottica di chi legge il forum in cerca di informazioni utili devo fare alcune precisazioni sui materiali nominati: qualcuno molto più autorevole di me, dice che nel contrad quel 2000 indica il Ph....parlando seriamente credo sia a pH 12,5 , cioè decisamente al di sopra ai parametri di sicurezza che per i dipinti mobili è tra pH 5 e 9 . Tieni presente che la scala di pH è logaritmica, per intendersi il passaggio da 6 a 7 a 8 è paragonabile a 10-100-1000....10000 100000 etc, puoi bben immaginare che quel 12,5 sia con ogni certezza ben al di fuori di qualsiasi rispetto per l'opera d'arte.
Visto che il suo uso è spacciato per tensioattivo, cioè attivo sullo sporco di deposito, allora  tanto vale usare i materiali adatti a questo: cioè o un tensioattivo neutro come il Tween 20 (1-2% in acqua) ma ne esistono talmente tanti....se leggerai il forum vedrai che ho consigliato molte volte un chelante:  il triammonio citrato, oppure un amiscela di tensioattivo e triammonio citrato, oppure soluzioni acquose debolmente alcaline (ph 8 o 9) magari addensate come nel caso dei gel di carbopol.
essendo Il contrad  praticamente una soda caustica mascherata, a parer mio, il suo uso dovrebbe essere limitato a pulire il pavimento del laboratorio e niente altro (cosa per la quale è stato pensato e per cui funziona benissimo).

http://www.webalice.it/inforestauro/chelanti.htm
http://www.webalice.it/inforestauro/tensioattivi.htm

ti consiglio il volume L'uso di tensioattivi e chelanti in questa collana:

http://www.ilprato.com/il_prato_restauro/frames/restauro.htm


da cui sono scopiazzate pari pari le due pagine web che linkato sopra.

Il MEk è il chetone immediatamente successivo all'acetone: nel test di solubilità si usa l'acetone ( o l'alcool etilico)  solo per ultimi dopo aver provato tutta la gamma delle miscele partendo da un idrocarburo Tutte le miscel sono composte da solventi a bassa tossicità. L'uso della soluzione trovata attiva sul materiale da rimuovere può essere fatto mettendo la soluzione in un solvent gel che ovviament eha anche un evidente minor rilascio di solventi nell'aria, oltre che essere più efficace pe rvia del contatto dove serve.

Qui non c'è lo spazio per tutta la teoria che sta dietro alla scelta dei materiali meno polari possibile per fare le puliture, ma in sostanza questo rappresenta un incremento nella sicurezza di intervento (scarsina con un uso generalizzato di un solvente come il Mek), nei confronti della solubilizzazione di componenti dal film pittorico. Già il fattoche venga usato indistintamente sia per le ridipinture che per le vernici fà riflettere sul fatto che sia per la semplice vernice sia già mooooolto attivo. Sicuramente si può stare molto al disotto di quella polarità in moltissimi casi. In sostanza il test è fatto da un certo numero di miscele composte addizionando sempre più acetone a un solvente potenzialmente inattivo sugli strati come la ligroina (un idrocarburo molto dearomatizzato). incrementando del 10 % fino al 100 % di acetone e lo stesso in un altra serie ma con l'alcool etilico al posto dell'acetone. Questa ha una ragione precisa, prima di tutto l'uso di solventi a bassa tossicità (il test di feller erafatto da cocloesano toluene e acetone) .
Su questi temi la segnalazione che ti ho dato sopra sono fondamentali, cred che nel tuo caso, essendo la tossicità uno dei temi principali, ti suggerisco caldamente un corso di aggiornamento con Paolo Cremonesi, o uno dei corsi di pulitura cesmar7.

Dimetil sofossido: nelle parole di chi lo ha introdotto non deve MAI e poi MAI essere usato puro (stesso potere solvente di Butil ammina e DMF, ma con ritenzione anche peggiore, se possibile) quindi occorre mantenersi all'interno di miscele con Etil acetato in basse percentuali, 5-10-20 % . A questo proposito segnalo questo articolo che parla esattamente di questo solvente:

http://www.scribd.com/doc/56172543/Cremonesi-P-L-Amaro-Caso-Del-Dimetilsolfossido-2010


Le vernici come regal rez e laropal a-81 sono state sottoposte a cicli di invecchiamento tali, e confrontati con i materiali naturali allo stesso invecchamento, con una mole impressionante di studi. Il fatto che la scheda (o la pubblicità)  dice che non ingiallisce, non è garanzia di un materiale idoneo alla conservazione, sarebbe anche simpatico ( e forse anche essenziale) che assieme a questo dato venisse scritto come è stato ottenuto, e ancora più essenziale l'esatta composizione della resina (dato che manca troppo spesso) in mancanza di dati sulla composizione che permettano almeno teoricamente di prevedere il comportamento nel tempo ho un approccio talebano che puoi iimmaginare. Ci sono tanti materiali noti e studiati lmitiamoci a quelli. Su questi casi faccio sempre l'esempio del Paraloid B-72: quanso si sente qualcuno che ne suggerisce ll'uso tutti inorridiscono, quando mettono fiumi i retoucher sulle opere, senza sapere che mettono proprio un paraloid, ma non il 72, probabilmente il b66 (quello autoreticolante  :-/) cioè che diventa insolubile: allora se devo metterci un acrilico metto quello che è meglio studiato e meglio conosciuto, su cui l'uso nella conservazione è supportato da studi scientifici. Ecco, il papello è finito, scusa la lungaggine e la rividità, ma non ho trovato parole migliori.

ciao


Spedito da: Claudia Rossi, Luglio 2, 2012, 5:44pm; Replica: 4
Ciao Cinnabarin, grazie per la risposta e i consigli, ne terrò sicuramente conto! Non hai però risposto alla mia domanda originale, cioè se vi siano solventi e vernici privi o quasi di tossicità Infatti la ligroina, che hai citato, è classificata come "nociva", mi sembra peggio ancora del MEK che è "irritante", e se non ho capito male anche la regalrez contiene idrocarburi, sempre classificati "nocivi". Saranno sicuramente meglio per i dipinti, ma io non li posso usare! Ho chiesto informazioni agli uffici tecnici di due importanti negozi di restauro del nord Italia, entrambi mi hanno consigliato l'etil lactato al posto del MEK, lo conosci? E i prodotti enzimatici, amilasi e proteasi, potrebbero andare bene (credo siano catalogati "non pericolosi")? Grazie ancora, e scusa il disturbo.
Spedito da: cinnabarin, Luglio 2, 2012, 8:04pm; Replica: 5


Con gli idrocarburi la cosa migliore è usare quelli a minor contenuto aromatico possibile, è stata introdotta questa Ligroina proprio sulla base della sua bassa tossicità. E' un problema di etichettatura, (noto) ; sugli idrocarburi in genere sono stati pensantini con le classificazioni, nel corso di pulitura e nel corso vernici vengono sviscerati questi aspetti, non provo nemmeno a riassumerti il problema perchè non ho la preparazione scientifica necessaria.  


Per Real rez, non posso parlare di prodotti commerciali, ma per quanto concerne il prepararsela da sè (pratica che seguo e consiglio) con un solvente come lo shellsol t, il contenuto aromatico è veramente bassissimo, ma anche lo shellsol d 40, purtroppo questi due (per ora) si trovano solo da Kremer. Ovviamente non troverai mai un idrocarburo etichettato come l'acqua minerale. ma il meglio che offre il mercato al momento è questo, ci sono dei contributi di P.Cremonesi sulla rivista progetto restauro su quest tema, ne ricordo uno dal titolo "Parola d'ordine ligroina vale ancora?" proprio sulla nuova etichettatura di questo materiale.  

ci sono anche altre fonti di preoccupazione sul tema tossicità, Nel Beva per esempio mi aspetterei di trovarci un bel 30% di toluene, suppongo no della migliore qualità.

L'etil lactato è stato introdotto come solvente alternativo dello xilene per i colori a vernice (principalmente mastice), lo conosco e lo uso, con una percentuale di acetone per aumentare la volatilità.  a molti dà fastidio l'odore pungente che possiede. Anche qui se passi ai Gamblin o ai colori fatti con laropal A-81 puoi usare una miscela di idrocarburo a bassa % aromatica e alccol isopropilico, o etilico. oppure fai gran parte del ritocco ad acquarello. L'etil lattato come sostituto del mek è la prima volta che lo sento, e non ne capisco il senso. Il mek è un chetone se devi sostituirlo usi l'acetone. L'etil lattato ha un costo alto e non lo vedo indicato per le puliture, piuttosto un etil o un butil acetato. Restano solventi con alta polarità, quindi il rischio di puliture eccessive è concreto. Ho abbandonato da tempo la pratica dei solventi puri quindi come ti dicevo sopra l'approccio migliore che conosco è quello del test di solubilità, sia in materia di tossicità che d rispetto per l'opera.

GLi enzimi hanno un loro ambito di applicazione sicuramente di interesse ma limitato  a costi e modalità applicative che non li rendono materiali a 360°, anche se di lavoro su questo tema se ne può fare ancora molto. Comunque mi pare che non siano il materiale adatto per rimozione di vernici.

Per quanto riguarda la bassa tossicità, credo che bisogna prima di tutto uscire dai solventi di basso livello per sciegliere regaenti per analisi ove possibile, scegliere i solventi  dearomatizzati, prestare molta attenzione agli idrocarburi che sono i più insidiosi (quanto petrolio, ragie minerali girano nei laboratori ) e usare più spesso possibile soluzioni addensate, cercare strade alternative ai solventi con tensioattivi e chelanti. Questi ultimi da provere prima dei solventi, e quando questi non funzionano solo allora usare il test di solubilità. Per le vernici, hai alcuni limiti, evita trementine e preparazioni con solventi ignoti, evita anche gli orange dipente,e o similari che non si trovano i parametri di tossicità. Preparati le vernici con i solventi che sono meno tossici e con i quali riesci a lavorare. In generale  occorre fare attenzione ai materiali che si usano  anche prima che l'organismo cominci a ribellarsi, dopo è difficile dire cosa e come usare, certamente a questo punto consultare un medico.

Questo in linea generale, se vuoi approfondire argomenti specifici sono a disposizione, comunque ti ho già dato i riferimenti generali dove certamente troverai molte info utili al tuo problema, Nella stessa collana di pubblicazioni una volta c'era un titolo sulle patologie da solventi per addetti al restauro, credo eprò sia andato esaurito e non più ristampato, però forse lo trovi nei circuiti dell'usato

http://www.hoepli.it/libro/patologie-da-solventi-per-gli-addetti-al-restauro/9788887243079.asp

sicuramente esistono anche altri approcci al problema, ma personalmente parlo di quello che uso e conosco, se ci sono altre strade ascolto volentieri (per es. i Taco)




Spedito da: modicafabi, Ottobre 27, 2012, 8:54pm; Replica: 6
Salve Cinnabarin! Ho seguito con molto interesse tutti i suoi post sulle vernici, poichè dopo aver pulito con successo un dipinto secondo il metodo Cremonesi, ho riscontrato un problema con la stesura di una vernice finale retoucher, cioè piccole opacizzazioni sparse dopo l'asciugatura.
Vicino casa mia c'è una filiale del CTS e potrei provare le vernici Regal... ma vorrei preparare una vernice con Paraloid B72 in toluene e shellsol A, ma quest'ultimo non mi sembra reperibile da nessuna parte. Se volessi sostituirlo con Ligroina potrei avere un buon risultato?
Inoltre, un mio vecchio professore mi consiglia di diluire Paraloid B72 in Acetone da stendere a spruzzo come vernice intermedia per eliminare le differenze di assorbimento della superficie per poi dare la vernice finale. Secondo lei è una buona idea?
Spedito da: cinnabarin, Ottobre 28, 2012, 11:00am; Replica: 7
ciao, diamoci de tu

- mi puoi specificare cosa hai usato per pulitura, perchè metodi Cremonsesi è un pò troppo generico: solvent gel, miscele?
-retoucher quale ? surfin? Vibert?
-regal rez non è indicata alla pirma verniciatura di dipinti aridi e porosi e su cui è stata fatta pulitura con solventi.
-Paraloid b-72 in Xilene "reagente per analisi"  sembra al momento essere la scelta migliore ponderando tossicità (molto alta nello shellsol) e minor polarità possibile (per sciogliere la resina) sempre considerando che è un buon materiale usato allo scopo di vernice in tutti  paesi del modo tranne da noi, ma non ha caratteristiche paragonabili a Laropal A-81 e regal rez, sia per stabilità nel tempo che per bassa polarità in applicazione e rimozione. quindi questo andrà considerato.
-in acetone mi pare un controsenso, in quanto i metodi di pulitura impiegati sono basati sull'uso della minima polarità possibile, e nel test di solubilità l'acetone puro è l'ultima miscela, che poi non si usa mai libera, quindi ti troverseti in verniciatura   problemi che hai evitato al dipinto nella fase di pulitura. Inoltre come con tutti i solventi molto veloci a evaporare avrai problemi si stesura. E'vero che la stesura a spruzzo un pò mitiga la cosa. ma comunque non lo consiglierei così come metodo generale, allora perchè non butil acetato? ( a parte che come vernice è sempre troppo polare)

-lo shelsol A-100 lo trovi da Kremer in germania, tenendo presente che è veramente molto tossico, resta il solvente usato nelle formulazioni di vernici all'estero, sia in UK che USA....da valutare, secondo la tendenza attuale, meglio uno xilene reagente per analisi, la sua tossicità è al limite ma è sempre minore di altri della stessa classe.  Quello che trovi dal fornitore che ha nominato (reagente per analisi, non xilene comune) è quello che consigliamo come solvente addizionale per alcune preparazioni, e come solvente per Paraloid  ad uso vernice. Dovranno comunque essere impiegati DPI idonei.

Puoi 1: verificare che non si tratti di residui della pulitura (solvent gel?)
applicare la prima verniciatura a tampone, B-72 o magari meglio Laropal A-81, seguita da altre stesure della stessa se serve. e regal rez solo dopo ritocco pittorico.

Spedito da: modicafabi, Ottobre 29, 2012, 7:47pm; Replica: 8
Ciao! Grazie della tempestività!
Mi è bastato arrivare alla miscela ligroina/acetone nelle proporzioni 60/40, per ottenere subito una veloce eliminazione dell'ingiallimento della vecchia vernice, che però credo di non aver potuto asportare del tutto, in quanto progredendo con la pulitura ulteriormente e con la stessa miscela, in molti punti veniva via leggermente anche la pittura, come se questa e la vernice finale fossero intimamente legate. Motivo per cui in alcuni punti ho dovuto fermarmi prima e in altri ho potuto insistere, ottenendo infine una pulitura omogenea della pellicola, ma differenze nello spessore della vernice.
Allo stato attuale la vernice finale che ho usato si presenta lucida in alcuni punti e satinata in altri, comprese delle piccole zone dove ho effettuato i ritocchi a vernice..
Ho usato una vernice finale Lefranc & Bourgeois satinata. Non credo che il problema delle opacizzazioni sia tanto dovuto alla vernice, quanto a differenze nell'assorbimento di questa.. mi servirebbe uno strato intermedio che mi permetta di uniformare le differenze di assorbimento per poi procedere con la verniciatura finale vera e propria, almeno credo..
Solo non sono convinto ancora sul prodotto più adatto da usare. Consigli? Comunque ti ringrazio tanto..
Spedito da: modicafabi, Ottobre 29, 2012, 8:16pm; Replica: 9
Ciao! Grazie della tempestività!
Mi è bastato arrivare alla miscela ligroina/acetone nelle proporzioni 60/40, per ottenere subito una veloce eliminazione dell'ingiallimento della vecchia vernice, che però credo di non aver potuto asportare del tutto, in quanto progredendo con la pulitura ulteriormente e con la stessa miscela, in molti punti veniva via leggermente anche la pittura, come se questa e la vernice finale fossero intimamente legate. Motivo per cui in alcuni punti ho dovuto fermarmi prima e in altri ho potuto insistere, ottenendo infine una pulitura omogenea della pellicola, ma differenze nello spessore della vernice.
Allo stato attuale la vernice finale che ho usato si presenta lucida in alcuni punti e satinata in altri, comprese delle piccole zone dove ho effettuato i ritocchi a vernice..
Ho usato una vernice finale Lefranc & Bourgeois satinata. Non credo che il problema delle opacizzazioni sia tanto dovuto alla vernice, quanto a differenze nell'assorbimento di questa.. mi servirebbe uno strato intermedio che mi permetta di uniformare le differenze di assorbimento per poi procedere con la verniciatura finale vera e propria, almeno credo..
Solo non sono convinto ancora sul prodotto più adatto da usare. Consigli? Comunque ti ringrazio tanto..
Spedito da: ValentinaM, Ottobre 29, 2012, 8:43pm; Replica: 10
Gentile Claudia,
per la questione delle intolleranze ai solventi purtroppo la questione non è semplice, poichè credo che al di là della tossicità intrinseca dei solventi, può essere che tu sia allergica paradossalmente ad un solvente poco tossico e magari tolleri bene uno molto più tossico. Ad esempio ad alcuni l'alcool etilico fa starnutire, eppure è tra i meno tossici. Quindi credo che la soluzione sia nel capire dapprima le sostanze che ti creano problemi e poi agire di conseguenza.
Nel frattempo, valuta tutti i consigli esposti dal bestetti, puoi provare ad usare i resin soap, che sono a base esclusivamente acquosa, ma come saprai nessun metodo è una panacea e non funzionano sempre, in più non puoi usarli nelle opere sensibili all'acqua.
Comincia a prepararti le vernici da te, in modo che sai esattamente cosa ci metti dentro, quelle già pronte contengono sostanze che mai saprai e ti sarà difficile individuare l'ellergene.
Spero risolverai!
Spedito da: modicafabi, Ottobre 29, 2012, 8:45pm; Replica: 11
Ciao! Grazie della tempestività!
Mi è bastato arrivare alla miscela ligroina/acetone nelle proporzioni 60/40, per ottenere subito una veloce eliminazione dell'ingiallimento della vecchia vernice, che però credo di non aver potuto asportare del tutto, in quanto progredendo con la pulitura ulteriormente e con la stessa miscela, in molti punti veniva via leggermente anche la pittura, come se questa e la vernice finale fossero intimamente legate. Motivo per cui in alcuni punti ho dovuto fermarmi prima e in altri ho potuto insistere, ottenendo infine una pulitura omogenea della pellicola, ma differenze nello spessore della vernice.
Allo stato attuale la vernice finale che ho usato si presenta lucida in alcuni punti e satinata in altri, comprese delle piccole zone dove ho effettuato i ritocchi a vernice..
Ho usato una vernice finale Lefranc & Bourgeois satinata. Non credo che il problema delle opacizzazioni sia tanto dovuto alla vernice, quanto a differenze nell'assorbimento di questa.. mi servirebbe uno strato intermedio che mi permetta di uniformare le differenze di assorbimento per poi procedere con la verniciatura finale vera e propria, almeno credo..
Solo non sono convinto ancora sul prodotto più adatto da usare. Consigli? Comunque ti ringrazio tanto..
Spedito da: cinnabarin, Ottobre 29, 2012, 11:16pm; Replica: 12
ci sono stuccature quindi ? le zone opache corrispondono?I ritocchi con cosa li hai fatti?


Lefranc e bergoise satinata cos'è? acrilica, chetonica? una miscela?  l'effetto satinato cosa lo provoca? silice micronizzata? come criterio di base insisto spesso sul fatto che prodotti nati per le belle arti e per i pittori non sono affatto adatti alla conservazione, perché è impossibile stabilirne con certezza la composizione; di conseguenza anche la previsione di comportamento nel tempo è impraticabile.

Detto questo, come ti dicevo sopra, la prima verniciatura puoi farla a Laropal A-81 seguita da ritocco pittorico con lo stesso legante, e vernice finale con Regal rez o con la stessa LaropalA-81. Come criterio generale ovviamente da adattare al singolo caso, per esempio, come diceva Valentina se ti prepari le vernici e hai un assorbimento puoi modificare i parametri, usare un solvente diverso o aumentare la concentrazione della resina, se 20% è troppo blanda proverai con 22-23% fino a  25% 30 se serve. nel contesto attuale valuta se lo strato di vernice che già hai dato non sia sufficiente a garantire una migliore stesura della prossima mano di vernice. Puoi anche provare la stesura a Tampone o ad aerografo, difficile però dire così senza vedere...
Spedito da: modicafabi, Ottobre 30, 2012, 10:03am; Replica: 13
Ciao Roberto! É una resina acrilica chetonica con silice colloidale diluita in una miscela di white spirit e altri solventi..
Penso proprio che cominceró come consigli a preparare ogni prodotto da me. Oltre a poter rispettare meglio l'opera e poter prevedere la sua conservazione nel tempo si possono gestire le singole operazioni diversificandole con estrema sensibilità in base alle condizioni..
Quindi in sintesi mi consigli di usare laropal sia come vernice da ripresa pittorica (con pigmenti in polvere?), intermedia e finale?
Quale solvente é piú adatto per questo prodotto e queste operazioni? E in che percentuali?
Scusa per tutte le mie domande ma a questo punto vorrei seguire fino in fondo un procedimento per capire se nella maggior parte dei casi possa costituire un metodo per il completamento e la finitura ideale di dipinti che sono stati oggetto di pulitura con questi solventi. Grazie ancora
Spedito da: modicafabi, Novembre 1, 2012, 4:50pm; Replica: 14
Farò dei test! Grazie lo stesso!
Spedito da: cinnabarin, Novembre 1, 2012, 5:17pm; Replica: 15
Ero via per un corso e non ho avuto tempo di risponderti per esteso.  La domanda che mi fai richiede diverso tempo, ma se vuoi una risposta lampo fai laropal a-81 20 grammi , 70 ml idrocarburo ( meglio se non troppo veloce a evaporare) e 30 ml di aromatico da usarsi con le dovute protezioni. altrimenti puoi rivolgerti a materiali pronti all'uso a base di questo materiale.

ciao
Spedito da: modicafabi, Novembre 2, 2012, 5:14pm; Replica: 16
Grazie! Fosse per me starei continuamente a farti domande, ma non mi sembra corretto per chi segue i tuoi corsi, (che ovviamente non sono fatti di ricette e formule magiche) e non vorrei essere troppo invadente, infatti il mio messaggio precedente non voleva essere polemico, ho solo avuto il timore di averti disturbato anche troppo. Grazie di tutto, proverò in questi giorni.. a presto
Fabio
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