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Forum Restauro e Conservazione  /  Restauro carta  /  Intelatura olii su carta
Spedito da: ValentinaM, Dicembre 5, 2013, 10:59pm
Salve a tutti,
mi trovo a dover mettere su tela degli olii su cartoncino di fine '800, realizzati su un supporto molto fragile che alla minima piegatura si spezza. Premetto che ai tempi della scuola di restauro, mi fu insegnato ad intelare opere su carta utilizzando come adesivo il Glutolin 77, specifico per la carta, senza stiratura, ma facendo semplicemente aderire carta e tela, dopo aver precedentemente montato su telaio la tela e sfruttando il fatto che la carta, asciugandosi "tira". Stavolta ho però necessità di stirare, di imprimere un minimo di peso e calore, poiché i cartoncini sono piuttosto spessi e anche deformati, quindi senza calore e pressione non risolverei mai. Allora, su consiglio di colleghi, ho praticato una tradizionale rintelatura "a pasta" con farine e colla animale, in effetti, l'apporto di umidità inizialmente pareva risolvere la questione: il cartoncino si ammorbidiva e riprendeva planarità e le deformazioni miglioravano. Una volta asciutto tutto però, le deformazioni sono riapparse e lungo le fratture i bordi si sono alzati, provocando delle linee antiestetiche che sebbene minime, non posso permettermi x' il cliente è molto esigente e vuole che non si veda nulla. Addirittura il cartoncino è così tenace che nelle deformazioni si porta dietro la tela da rifodero. Così, su consiglio di altri colleghi che hanno restaurato varie volte opere simili, ho intelato i dipinti con beva film su tela poliestere. In effetti la situazione è migliore: non apportando umidità il cartoncino non ha accentuato le deformazioni e il semplice calore con pressione sono stati sufficienti a migliorare la superficie. Nella pratica il metodo pare funzionare, eppure dagli studi so bene che il beva è stato ideato per tutt'altra applicazione, per i tessuti e non per la carta, e mi hanno sempre insegnato che la carta va trattata con umidità che aiuta ad ammorbidire le deformazioni, quindi il beva non dovrebbe essere il massimo della compatibilità. Quali sono i vostri pareri in merito? E' giusto usare un adesivo simile e non altri più specifici per la carta? La questione mi incuriosisce a questo punto... Chi ha più esperienza di me con la carta, può darmi un parere? Oppure suggerirmi un altro metodo? Grazie a chi saprà aiutarmi!  
Spedito da: eflaia, Dicembre 8, 2013, 11:59am; Replica: 1
Rimango perplesso su tutta la faccenda. Mancando di un qualunque allegato fotografico non posso dare altro che un giudizio molto superficiale.
Accenno al fatto che anche a me è capitata l'esigenza di montare un opera di grandi dimensioni su una tela (nel mio caso si trattava di un "gigante" di oltre 4x6 metri che per fortuna non doveva essere esposto).
In generale trovo estremamente invasivo l'intero processo da te descritto: far aderire un cartoncino ad una tela mi sembra veramente snaturare le opere da trattare...
Il Glutolin 77 è una metilcellulosa (una colla per carte da parati) e, a parte le ovvie considerazioni negative su un prodotto industriale che non ha requisiti specifici per la conservazione, mi pare che fosse la scelta meno aggressiva.
Dalla tua descrizione appare che hai operato cercando di mettere insieme due fasi che spesso nel restauro della carta sono tenute separate, lo spianamento e il montaggio di un suporto al dorso. E questo è senza dubbio il problema che ti ha dato difficoltà con i successivi interventi.
Mi chiedo su che basi i tuoi colleghi abbiano suggerito l'uso di una tecnica così estranea come la foderatura a pasta. Difficilmente avrei potuto pensare a qualcosa di così strano. Vorrei chiederti se i cartoncini sono stati deacidificati (almeno al verso): probabilmente (anzi sicuramente) ce ne sarebbe stato bisogno.
Poi è stata ripetuta l'operazione col beva film (non si capisce bene se su altre opere o dopo aver distaccato i cartoni dal precedente montaggio) su tela di poliestere. Non credo che di per se stesso l'uso del beva sia un grandissimo problema... ma mi pare ovvio che non si possa parlare di compatibilità dei materiali. Nella descrizione non è menzionato il dettaglio se l'applicazione del calore per attivare il beva film sia stata fatta oppure no dal verso (spero almeno di si) altrimenti è implicito che il cartone (già di per se stesso sicuramente acido, almeno per l'applicazione del film pittorico ad olio) sia stata ulteriormente alterato (e non poco, viste le temperature necessarie).
Posso immaginare che adesso i cartoni non si muoveranno più. E se questo è quanto richiesto dal committente... andrà bene così.
Di nuovo: senza vedere lo stato prima e dopo l'intervento quanto scritto sopra è frutto di personale opinione e può essere del tutto sbagliato.
Fermo restando il fatto che, come avrei capito, non sono affatto d'accordo a trattare un cartone come una tela (cosa che intuitivamente non è) credo che sarebbe stato opportuno chiedere informazioni/consigli prima dell'intervento.
Mi scuso se le mie parole dovessero suonare brusche: non intendo offendere nessuno. Purtroppo perà le implicazioni etiche e professionali alle questioni poste sono troppo vaste per poter offrire una risposta in qualche modo significativa (in uno spazio breve, almeno).
Spedito da: ValentinaM, Dicembre 13, 2013, 9:12pm; Replica: 2
Enrico, grazie per la risposta, ti spiego meglio: ho subito detto al cliente che dei cartoncini (che nascono come tali) dovrebbero restare tali, purtroppo come spesso succede, la committenza privata ha esigenze decisamente "snaturanti", quindi il risultato da ottenere era che dovevano essere ben lisci e tirati su tela e montati su telaio. Quindi mi sono adeguata a rintelare. Il Glutolin mi fu consigliato ai tempi della scuola da docenti dell'Opd, so che è un adesivo per carte da parati, ma del resto quasi tutti i prodotti in uso nel restauro sono presi dall'industria più varia e il fatto che lo usassero all'Opd mi ha tranquillizzato. Il procedimento usato col beva è quello di una rintelatura tradizionale tela-tela, con stiratura dal davanti ed effettivamente, non apportando umidità, riesco ad ottenere il risultato voluto dal cliente: una superficie perfetta, soprattutto in corrispondenza di strappi che altrimenti con l'umidità tendono ad alzarsi. Non sono amante dei dipinti stiratissimi, anzi pur di non snaturarli spesso accetto lievi deformazioni o cretti evidenti, ma la tipologia di cliente di questo caso non mi permette di scontentarlo!
Mi resta comunque il dubbio di come si possa fare per applicare questi cartoncini su tela... quale sia la prassi ufficiale.
Spedito da: eflaia, Dicembre 15, 2013, 6:30pm; Replica: 3
Gentile Valentina,
Purtroppo ho ben presente le difficoltà a soddisfare le richieste della committenza e spero che le mie osservazioni non ti abbiano disturbata.
Capisco quindi, anche se ovviamente non posso condividere, l'operazione di intelatura e l'uso del BEVAFILM.

A titolo di curiosità potrei consigliarti di documentarti sull'uso di colle d'amido (non quelle di farina) e di montaggi a tamburo su supporti di carta giapponese.

Spendo inoltre poche parole sulla metilcellulosa impiegata ricordando che su questo thread si è già parlato della Tylose che è l'adesivo normalmente più diffuso nel restauro cartaceo. Il fatto che il Glutolin sia stato usato dall'OPD non è purtroppo automaticamente indice della bontà del prodotto il cui uso è pratica obsoleta (non voglio dire che sia un cattivo prodotto ma soltanto che la sua formulazione più recente è ignota e quindi se ne sa poco oltre che si tratti di una generica metilcellulosa).
Spedito da: ValentinaM, Dicembre 16, 2013, 7:57pm; Replica: 4
Ti ringrazio Enrico, puoi fornirmi qualche link o materiale sull'argomento? E dal momento che il cliente vuole a tutti i costi il montaggio su tela (e non su carta giapponese), puoi consigliarmi un adesivo più idoneo?
Spedito da: eflaia, Dicembre 16, 2013, 9:25pm; Replica: 5
Uno dei siti più importanti sul restauro cartaceo è CoOL (Conservation on line: http://cool.conservation-us.org/).
All'interno puoi trovare in vari formati anche pubblicazioni piuttosto importanti e abbastanza aggiornate. È inoltre possibile fare una ricerca sull'intero sito. Tutto in inglese.

Per quanto riguarda invece l'adesivo non saprei cosa dirti: non ho visto l'originale da trattare e sospetto, a questo punto, che il committente lo voglia piazzare sul camino. A parte gli scherzi: le poche informazioni che hai fornito non mi permettono di darti una risposta seria. Certamente vista la scelta di usare materiali non compatibili ogni adesivo può essere buono... o cattivo... e la durata dell'intevento potrebbe dipendere più dalle condizioni dell'ambiente di conservzione che dai prodotti usati.
Spedito da: ValentinaM, Dicembre 17, 2013, 10:50pm; Replica: 6
Ti ringrazio Enrico, mi documenterò...
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