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Forum Restauro e Conservazione  /  Restauro carta  /  tingere la carta giapponese
Spedito da: stella mimmotti, Aprile 28, 2014, 9:29pm
Ciao a tutti,

quando restauro i volumi (specie per le opere del '900) mi capita spesso di avere la carta giapponese del giusto spessore, ma di colore troppo chiaro rispetto all'originale.
Che cosa posso usare per "tingere" la carta fino ad arrivare al tonalità di colore desiderata?
Specie se ho lacune ampie il ritocco pittorico a pennello è impensabile.
Tenete conto che alcune volte lavoro su opere (spesso private) graziose ma di scarso valore ma più spesso metto mano a volumi di enti pubblici con tanto di autorizzazioni dalla soprintendenza... per cui eviterei thè, caffè e affini!
Suggerimenti?
grazie mille Stella
Spedito da: eflaia, Aprile 30, 2014, 1:30pm; Replica: 1
L'uso di the o caffè è sconsiglibile perché (si dice) può alterare la stabilità della cellulosa...
Penso che si possano considerare due strade:
quella della tintura, usando aniline (quando di cerca di ottenere un buon effetto di carta invecchiata ci sono molte difficoltà prima "azzeccare" le giuste tonalità);
quella della colorazione, usando pigmenti dispersi in un legante (per es. anche una metilcellulosa).
In entrambi i casi la faccenda è tutt'altro che semplice perché la cellulosa è naturalmente bianca e l'aspetto giallognolo della carta antica è dato dal deterioramento della superficie della carta stessa e della collatura.
Le aniline devono essere di buonissima qualità (cioè non devono interferire con la cellulosa) e devi verificare che la presenza di umidità non sposti la tintura sul tuo originale. In ogni caso è opportuno passare uno strato di colla sopra e sotto in modo da evitare perdite accidentali di tintura.
I pigmenti sono più sicuri e decisamente stabili ma tendono ad affondare nel legante... il quale inoltre non aiuta certo quando si ha a che fare con carta giapponese (NON COLLATA).
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